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venerdì 29 marzo 2013

Flaubert e la vita


Non sono un grande fan del cinema di Ozon, ma questo suo ultimo Dans la maison (di grande successo in Francia) tratta con profondita' e contemporaneamente con leggerezza temi importanti, dalla crisi della famiglia borghese alle provocazioni elitarie che hanno progressivamente rinchiuso molta arte contemporanea in una torre d'avorio per iniziati.

Germain e' un professore di letteratura in un liceo, scrittore mancato.  E' sempre piu' deluso, anno dopo anno, dalle capacita' espressive dei suoi studenti. Sempre piu' innamorato di Flaubert, sempre piu' immerso nei suoi libri e sempre meno a suo agio con la realta' che lo circonda.

Claude e' un suo studente diverso da tutti gli altri. Ama scrivere, scrive decisamente bene, e il professore lo incoraggia, anche rompendo regole profesionali, a introdursi in una casa e in una famiglia borghesi e a descriverne le dinamiche, le abitudini, le relazioni.

Pagina dopo pagina, le contraddizioni, le finzioni, i giochi di ruolo della famiglia borghese diventano sempre piu' evidenti. Ma Claude, da spettatore diventa attore principale, e la sua presenza nella famiglia si fa sempre piu' ingombrante.

Il rapporto tra letteratura e vita si fa complesso, fino a un finale un po' esagerato nei toni, che forse rappresenta il punto debole di tutto il film.

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Bravissimo Ozon, secondo me. Ho visto tre o quattro film suoi, uno più bello dell'altro, pur essendo uno completamente diversi. Dal giallo esistenzial-psicologico, alla piece di Fassbinder, al musical, etc. E me ne mancano altri (compreso questo). Q.

venerdì, 29 marzo, 2013

 
Blogger Fabio said...

Anche questo e' in qualche modo un film esistenzial - psicologico, per cui credo ti piacera'. Non ho proprio idea se sia gia' stato distribuito in Italia.

Ha scritto Sight and sound di aprile: "As in Ozon 8 women (2002) and Potiche, the cleverness of the narrative game often threatens to overwhelm - these are games of the mind rather than the heart".

Secondo me coglie bene il limite che anch'io avverto nello stile di Ozon.

sabato, 30 marzo, 2013

 

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