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Osservazioni e ascolti

giovedì 7 marzo 2013

Ricominciamo

Un post veloce, solo per confermare (me l'hanno chiesto alcuni di voi) che sto bene. Sono solo stato un po' impegnato negli ultimi mesi, ma insomma presto ricomincero' a postare qui con regolarita'. Diciamo da verso fine marzo, dato che allora dovrebbero concludersi quelle cose che mi hanno tenuto lontano da qui.

Questi mesi lontano dal blog mi hanno fatto un po' riflettere, e di conseguenza London Calling sara' un po' diverso da come lo conoscete.

Intanto ne approfitto per dirvi che domenica prossima e quella successiva, quindi il 10 e il 17 marzo, tocchera' a me selezionare le musiche di Prospettive Musicali, e che quindi mi trovate entrambe le sere dalle 22.35 alla consolle di Radio Popolare, 107.6 in FM e in rete.

La copertina di domenica prossima, inevitabilmente sara' dedicata a Yo La Tengo, che proprio quella sera suoneranno a Milano. Il loro ultimo disco, spero concordiate con me, e' proprio uno dei loro migliori.

Per quelli che li seguono da sempre, Yo La Tengo sono una certezza preziosa, una colonna sonora che accompagna lo svolgere delle nostre vite, lo scorrere del tempo, i nostri cambiamenti e le cose che, fortunatamente, non cambieranno mai.

18 Comments:

Anonymous Anonimo said...

bentornato... la tua discoteca virtuale era un po' spenta ultimamente e s'era capito che eri in altre faccende affaccendato. Good to see you back

Cris

venerdì, 08 marzo, 2013

 
Blogger Fabio said...

Grazie. Peraltro è da quando ho pubblicato questo post che sto provando a immaginare come suonerebbe Autumn sweater cantata da Pappalardo.

domenica, 10 marzo, 2013

 
Blogger CICCILLO said...

sempre molto interessante l'ascolto delle tue trasmissioni, come del resto di quelle di Alessandro e Gigi.
mi permetto di fare un'osservazione sui brani ECM che ho ascoltato stasera: tolto Britten che comunque è un classico in tutti i sensi (e le suite per violoncello certamente fra le sue composizioni più belle e misteriose) il resto delle cose - diciamo jazz - che ho sentito le ho trovato davvero di maniera, come se ormai l'interesse di Eicher sia quello di continuare, tranne rari casi, a ripubblicare sempre sè stesso o comunque cose davvero sentite e strasentite, schiere di epigoni (Potter coltraniano, Stanko davisiano, Battaglia jarrettiano come tu stesso hai fatto osservare). la nuova musica comunque c'è, almeno in Europa, ma secondo me non passa più dalle parti di Monaco.

domenica, 10 marzo, 2013

 
Blogger Fabio said...

Sono d'accordo con te Francesco, a proposito dei dischi che abbiamo sentito stasera. Contemporaneamente, mi domando se non sia inevitabile che musiche con una lunga storia alle spalle (il jazz, il rock, ecc.) generino canoni universali (Davis, Coltrane, Davis, Dylan, Stones, ecc.) che nel tempo hanno proprio definito i confini di quelle musiche.

Confini che sono stati già ampiamente ridisegnati, forse in tutte le combinazioni possibili.

Le suite per violoncello di Britten sono proprio come le hai definite tu: misteriose. E però più le ascolto e più ci trovo dentro la stessa ispirazione delle suite per violoncello di Bach.

domenica, 10 marzo, 2013

 
Blogger CICCILLO said...

secondo me invece è evitabile.
per fortuna in questo mondo già così difficile e avaro di prospettive di futuro e trasformazione io trovo ancora qualcosa che mi dà speranza. sono musiche nuove - magari con dei forti legami con la tradizione - che alle mie orecchie per lo più abbastanza sature e stanche suonano nuove.
c'è da dire che c'è una generazione di giovani musicisti, tutti di generazioni successive agli ormai 50enni e più che hai trasmesso stasera, che dispongono di un vocabolario assai più ricco ed ecclettico di coloro che li hanno preceduti.
giovani musicisti che conoscono di più e hanno meno compartimenti stagni nella testa.
più simili a Britten che a me pare più intenso, necessario e senza tempo (almeno nella essenzialità delle suite per cello che sono ovviamente ispirate a quelle bachiane) dei 3 epigoni di cui si diceva sopra.

lunedì, 11 marzo, 2013

 
Blogger Fabio said...

Io non credo che ci sia carenza di nuove musiche. La meta' buona dei dischi che propone ogni mese Wire e' musica ad alto coefficiente di originalita'. Ma e' anche buona musica?

Io penso che la prima domanda da porsi come ascoltatori (e quindi la prima domanda che mi pongo quando preparo una scaletta di Prospettive Musicali) sia questa.

Poi naturalmente se si tratta di musica anche originale tanto meglio, ma cercando l'originalita' a ogni costo, si rischia di tagliare fuori molte frequenze.

Per restare alla scaletta di domenica scorsa, gli Yo La Tengo non sono cosi' originali. Pero' compro ogni loro disco. Non perche' mi aspetto grandi sorprese, semplicemente perche' la loro musica continua a piacermi.

martedì, 12 marzo, 2013

 
Anonymous Anonimo said...

Un caro saluto da parte mia Fabio. Non dubitavo che tu fossi solo impegnato in altro, ma è un piacere avere conferma diretta che la ragione era precisamente questa.
Nicola

martedì, 12 marzo, 2013

 
Blogger Fabio said...

Nicola -

Mi fa molto piacere ritrovare gli amici di blog, anche dopo questa mia assenza un po' forzata.

Magari a questo periodo dedichero' un post, perche' ho riflettuto su un po' di cose che potrebbe avere senso condividere.

mercoledì, 13 marzo, 2013

 
Blogger CICCILLO said...

in effetti la questione nuova musica versus buona musica ha un senso.
anch'io ho passato anni in cui ho smesso di pormi la questione del nuovo a tutti i costi.
però a quel punto mi sono messo alla ricerca di tutto quello che era nuovo per me e ho continuato a trovarne.
ora forse, arrivato alla saturazione, sono iper-sensibile al "manierismo" più o meno consapevole o voluto, specialmente da parte di musicisti sulla breccia da tempo.
e preferisco ascoltare musica ancorata in qualche linguaggio già esistente ma eseguita e "rivissuta" dai musicisti più giovani.
è un po' quello che auspicherei in tutti i campi, anche nella politica, ma purtroppo non avviene.
mi consolo con la musica e auspico, per ridere, la "rottamazione" di molti musicisti che continuano a ripetere cose fatte da loro o da altri decenni fa, specialmente nel jazz.
ogni cosa si istituzionalizza, anche l'ECM che continuo a trovare più interessante nelle sue produzioni non-jazzistiche...

mercoledì, 13 marzo, 2013

 
Blogger Fabio said...

Si tratta forse proprio di percorrere strade che *per noi* sono nuove.

Se una pista ciclabile e' molto bella e poco battuta, non ha importanza che sia stata aperta ieri, non e' cosi'?

E la musica e', almeno per me, un viaggio. A me piace scoprire luoghi che non conosco, indipendentemente da quanto nuovi siano.

Britten, citato spesso in questo scambio, e' certamente meno *nuovo* dei Grizzly Bear. E pero' i Grizzly Bear a me sembra che facciano musica iper-vetusta, e invece Britten e' tutto da scoprire.

L'Isola e' per me assai piu' affascinante di Piazza Gae Aulenti, per farti un altro esempio extra-musicale, riferito a una citta' che ben conosci.

Piazza Gae Aulenti e' una brutta scopiazzatura di un ambiente globale, cosi' visto mille volte che sembra di assaggiare una mozzarella abbandonata in frigor da Natale.

L'Isola e' un classico immortale, da preservare cosi' com'e', con carattere da vendere.

giovedì, 14 marzo, 2013

 
Blogger CICCILLO said...

sai che non so nemmeno dove sia Piazza Gae Aulenti?

giovedì, 14 marzo, 2013

 
Blogger Fabio said...

http://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g187849-d3753085-Reviews-Piazza_Gae_Aulenti-Milan_Lombardy.html

giovedì, 14 marzo, 2013

 
Blogger CICCILLO said...

ah sarebbe quella...
non ho ancora capito se mai il tram ci ripasserà o meno ma temo proprio di no, l'avevo intravista qualche mese fa ma alla fine non mi capita tanto spesso di passare da quelle parti.
comunque Aulenti non so se sarà tanto contenta, ma forse era implicata anche lei con tutto quello che ha protato alla creazione di quel non-luogo a lei intitolato,

giovedì, 14 marzo, 2013

 
Blogger Fabio said...

A proposito di non-luoghi, chissa' se Auge' approverebbe la definizione di non-musica (quel fastidioso rumorino di fondo per automobilisti intervallato da banalita' da bar e battute sessiste da frustrati che viene trasmesso tutto il giorno da 105/ 101/ 102.5/ RDS, ecc.).

giovedì, 14 marzo, 2013

 
Blogger CICCILLO said...

credo che qualcuno ne abbia già abbondantemente parlato, ho un'amica sociologa che addirittura si occupa quasi solo di questo.
più che di non-musica parlerei di non-comunicazione, non-linguaggio, non-cultura ma anche questo è un discorso vecchio e già fatto mille volte.

giovedì, 14 marzo, 2013

 
Blogger Fabio said...

La tua amica e' invitata alla prossima pizza di Prospettive Musicali. Tra l'altro magari la conosco e abbiamo lavorato insieme in passato. Le iniziali sono BF?

venerdì, 15 marzo, 2013

 
Blogger CICCILLO said...

no, no, le iniziali sono altre.
e poi si tratta di studi dedicati all'inquinamento musicale ma senza entrare nello specifico dei contenuti musicali inquinanti.
per intenderci se in metrò o nei supermercati trasmettessero Britten o Gesualdo per lei sempre di inquinamento sonoro dello spazio pubblico si tratta. comunque la mia amica è un'outsider totale in amnbito accademico, anche se ha scritto 3 o 4 libelli su questi temi, dunque è assai difficile che tu la conosca.
eventualmente potremo invitare sia lei che BF! :-)

venerdì, 15 marzo, 2013

 
Blogger Fabio said...

Io credo, ingenuamente fin che vuoi, che se nei supermercati trasmettessero Britten e Gesualdo:

a) il mondo migliorerebbe: le persone diverrebbero improvvisamente più profonde, sensibili e gentili

b) il pubblico di 105/ 101/ 102.5/ RDS, imbufalito per le deiezioni musicali che per anni è stato costretto a digerire, ne metterebbe a ferro e fuoco le sedi.

domenica, 17 marzo, 2013

 

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