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Osservazioni e ascolti

martedì 17 settembre 2013

# 1454

Ieri, non chiedetemi perche', attraversando le ventose sopraelevate del Barbican tornando a casa dal lavoro, mi e' venuto da domandarmi quali sono i miei aggettivi preferiti, e ho concluso che sono "inclusivo" e "pubblico". Mentre, per contrasto, detesto "esclusivo" (che esclude: perche' bisogna escludere qualcuno o qualcosa?) e "privato" (che priva qualcuno di qualcosa che sarebbe anche suo).

Un giorno che ho piu' tempo vi racconto perche' con questa mentalita' collettiva che mi ritrovo, detesto i social network e mi ostino a tenere questo taccuino Wolkswagen scassata di blog, ormai ignorato da tutti, anziche' cedere alle sirene della modernita'.

6 Comments:

Anonymous maurov said...

Non da tutti, io ci faccio un giro quasi ogni giorno. Un abbraccio

mercoledì, 18 settembre, 2013

 
Blogger Fabio said...

Grazie per il riscontro Mauro :)

mercoledì, 18 settembre, 2013

 
Anonymous gio said...

Mmh, non mi convinci del tutto. Che "inclusivo" sia uno dei tuoi aggettivi preferiti ed "esclusivo" ti suoni invece piuttosto detestabile, sono pienamente daccordo.

Che ti piaccia ciò che è "pubblico", è indiscutibilmente vero...ma che tu possa dichiarare di detestare il concetto di "privato", mi suona meno veritiero.

Forse è il caso di fare qualche "distinguo". Non trovi?
O forse devi spiegare un po' meglio cosa stai intendendo per "pubblico" e per "privato". Forse la spiegazione di cui ti dichiari in debito potrebbe chiarire meglio il concetto.

E questo taccuino Wolkswagen scassata di blog, che vorrebbe essere "inclusivo" e "pubblico", non è forse diventato un luogo un po'"esclusivo" e, a suo modo, privato, indipendentemente dal tuo volere?

Va bene, lo ammetto, mi piace stuzzicarti un po', pubblicamente ;)

mercoledì, 18 settembre, 2013

 
Blogger Fabio said...

Il blog e' uno spazio pubblico per definizione, una serie di messaggi che metti in una bottiglia e affidi alle correnti.

E' anche un piccolo esercizio letterario (come mi disse una volta un blogger famoso), che proietta all'esterno un'immagine di te piuttosto realistica anche se non certo completa.

Diventa casomai uno spazio privato, come dici tu, "indipendentemente" dal volere di chi lo scrive.

Certo, se scrivo di temi che interessano molte persone e mi pubblicizzo nei social network, guadagno lettori.

E invece se parlo di dischi e film un po' "esoterici" e diserto i social network, i lettori restano sempre quelli, oppure ne perdo per strada.

Negli anni, e questo taccuino di anni ne sta per compiere 9 e quindi un po' di esperienza ne ho accumulata, sono giunto alla conclusione che questo blog ha un numero e una qualita' di lettori e un numero e una qualita' di commenti che mi vanno bene cosi'. E quindi non mi do molto da fare a cercarne altri. Forse sbaglio, non saprei dire.

Detto questo resta uno spazio totalmente pubblico, dove ogni giorno arrivano persone da ogni dove. Alcuni lasciano un segno, molti no.

E la decisione di scrivere un blog credo sia, sempre, il desiderio di comunicare, di rendere pubblici i propri pensieri e a volte addirittura la propria visione del mondo.

Il fulcro del tuo commento e' proprio "indipendentemente dal tuo volere". Lascio che le cose accadano. Scrivo pensieri (anche sotto forma di immagini) in un blog, metto la musica che mi piace alla radio. Sono forme di esposizione pubblica. Chi e' interessato legge e ascolta, e a me questo fa molto piacere.

Quando finisco Prospettive Musicali ringrazio sempre per l'ascolto, e se potessi ringrazierei i visitatori del mio blog per la loro visita, uno a uno.

mercoledì, 18 settembre, 2013

 
Anonymous Anonimo said...

macchè ignorato da tutti, saremo pochi ma buoni. O almeno affezionati lettori.
Vedilo un po' come un album di nicchia, o una panchina in piazza dove ogni tanto si ferma gente che non passa sempre ma quando lo fa si trova tra amici.
saluti a tutti
Auro

mercoledì, 18 settembre, 2013

 
Blogger Fabio said...

A me scrivere piace, e mi piace la liberta' offerta dal formato libero dei vecchi blog.

Non solo faticherei, per indole, a dimenarmi sulla pista dei social network a quei ritmi indiavolati, ma soprattutto non mi piace adattarmi alle regole imposte da altri.

Perche' dovrei sottomettermi a un americano che non ho mai conosciuto e che ha deciso per tutti che adesso si comunica con 140 caratteri?

E perche' dovrei andare dietro a uno che ha inventato una piattaforma che puoi usare solo per caricare le fotografie dal telefonino, invece che dal computer che mi risulta assai piu' comodo?

E poi, come voi, io a questo taccuino mi sono affezionato, e' un bell'album di ricordi, che ha registrato ormai tanti cambiamenti della mia vita.

Per questo mi piace dare un numero ai post, per registrare una progressione e enfatizzare, pur in tutti questi cambiamenti, un senso di continuita'.

Grazie per l'affezione, che ricambio!

giovedì, 19 settembre, 2013

 

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