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Ambiente Uguaglianza Tempo

domenica 30 marzo 2014

Wapping, marzo 2014. Da qualche giorno mi sto divertendo abbastanza a giochicchiare in Instagram, da dove ho estratto questa foto e quella qui sotto, scattate oggi pomeriggio. Se ci siete anche voi e volete seguirmi anche li' sono @Fabio25. Siete i primi perche' non lo sa ancora nessuno.

E sto giochicchiando anche un po' in Twitter, dove invece sono @Prospettivemusicali. Anche questo e' un account aperto anni fa e poi subito abbandonato senza dedicarci tempo.

Sono account che non aggiorno tanto regolarmente, ma magari qualche volta se proprio non ho nientissimo di meglio da fare si'.

8 Comments:

Anonymous auro.m said...

immagino che la foto della Bentley sia a mio beneficio? :)

lunedì, 31 marzo, 2014

 
Blogger Fabio said...

ça va sans dire Auro. Comunque credo fosse una Rolls. Ieri peraltro ho fotografato pure una Golf primissimo modello (ma la foto non e' venuta un gran che).

lunedì, 31 marzo, 2014

 
Anonymous auro.m said...

a quando Facebook?

mercoledì, 02 aprile, 2014

 
Blogger Fabio said...

Mah, guarda Auro, ieri sono stato al telefono per un'ora con un amico che in questi giorni ha perso suo padre. E' stata una telefonata cosi' bella, cosi' intensa, cosi' emozionante, che alla fine credo che tutti i social network del mondo non valgano una sola telefonata con un amico vero.

A me piacciono gli scambi individuali: diretti, emozionanti, veri, sinceri.

I social network non sono nulla di tutto cio'.

Detto questo, se uno proprio non ha un cazzo da fare vanno benissimo anche quelli, e meno male che esistono.

mercoledì, 02 aprile, 2014

 
Anonymous auro.m said...

ma... ma... hai appena detto che girovaghi su twitter ed instagram!

bah

(cmq concordo, solo che per me è utilissimo avere almeno qualche notiziola da amici sparsi ovunque sul pianeta, per dire)

mercoledì, 02 aprile, 2014

 
Blogger Fabio said...

Ma si', sono d'accordo con te Auro. Non e' male sapere che Tizio che lavorava con me e non vedo da quando ha cambiato lavoro 9 anni fa si e' trasferito a Berlino, che Caio con il quale ho frequentato un corso di yoga quando abitavo a Milano in questo momento si trova in settimana bianca e che Sempronio che ho conosciuto alla festa di Capodanno 2003 oggi compie gli anni.

Pero' diciamo che non sono notizie assolutamente fondamentali dai, e dato che il tempo a nostra disposizione non e' infinito, forse c'e' un modo migliore per impiegarlo.

Poi a me piacciono gli scambi mirati, piu' che quelli generici. "Ho letto che sta uscendo una ristampa che ti potrebbe interessare". "Ho visto questo articolo e ho pensato a quello che ci siamo detti ieri". "Ho letto che nella tua citta' stanno per organizzare questa mostra che ti potrebbe piacere".

A te, non "al mondo".

Poi certo, si diventa invisibili "al mondo", ma che importa? Si possono avere tanti amici veri anche senza social network, no?

E quelli che si perdono, beh probabilmente e' perche' non erano cosi' fondamentali, cosi' veri, cosi' amici.

Pero' ripeto, nei social network ci girello anch'io quando non ho di meglio da fare. Possono essere utili e c'e 'chi li sa usare molto bene (io proprio no).

mercoledì, 02 aprile, 2014

 
Anonymous auro.m said...

chiaro.

sappi, comunque, che è grazie a questo tuo blog che, in grossa parte, riesco a tenere il contatto con te, i tuoi interessi, i tuoi suggerimenti di lettura/ascolto.

ed è un blog pubblico.

per dire.


{ verrò/verremo a trovarti, promesso! }

venerdì, 04 aprile, 2014

 
Blogger Fabio said...

Dimmi se sbaglio, se e quando avrai tempo e voglia.

Sai che io continuo a considerare i blog una categoria a se' stante, del tutto indipendente dai social network?

Un blog e' un quadernetto di pensieri, con un suo indirizzo per accedervi.

E' non invasivo, e per questo si differenzia parecchio dai post di Facebook e Twitter che vengono spediti a detra e a manca, in centinaia di aggregatori di feed.

Un blog lo segui quando vuoi, se ne hai voglia.

In un blog sei libero di essere te stesso, perche' e' un po' una casa, anche se una casa dove tutti sono invitati a entrare.

E' pubblico, come dici tu, ma ha una sua natura in qualche modo intima, raccolta.

Non stai parlando al bar o in piazza, che e' l'impressione che ho quando intervengo in un social network. Stai parlando a casa con coloro che hanno scelto di farti visita, di leggerti, di lasciare un commento.

Lo pensai nel 2004 quando aprii London Calling e da allora l'ho scritto molte volte: questo blog si e' evoluto negli anni seguendo i miei percorsi (e a volte anticipandoli). Si evolvera' ancora. Cambiera'.

Ma chiudere, finche' restero' su questa Terra, non chiudera' mai.

venerdì, 04 aprile, 2014

 

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