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Ambiente Uguaglianza Tempo

giovedì 10 luglio 2014

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Qualcuno di voi e' riuscito a capire la relazione logica tra l'abolizione del Senato elettivo e il refrain incessante di Matteo Renzi & Co. i quali continuano a sostenere che la riforma e' "necessaria per far tornare a correre questo Paese"? Abolendo il Senato si da' impulso all'economia? Quale? Come? Perche'? In che senso?

Soprattutto: per quale ragione i giornalisti delle testate maggiori non fanno il loro mestiere, che implicherebbe fare qualche domanda per smascherare le scemenze di Renzi e dell'oca giuliva Boschi, almeno le piu' macroscopiche e contrarie a ogni logica?

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10 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Presumo si riferisse al fatto che l'abolizione del "bicameralismo perfetto" snellirebbe l'iter della promulgazione delle leggi, con conseguente maggiore rapidità dell'intervento nella vita pubblica ed economica (ma ho MOLTE riserve su questo tipo di argomentazioni).

Q.

giovedì, 10 luglio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Certo, e infatti negli Stati Uniti i Tea Parties stanno facendo le stesse pressioni di Renzi chiedendo come lui chiede che il Senato non sia piu' elettivo, per smantellare le residue garanzie sul mercato del lavoro, nella sanita' pubblica, nell'istruzione pubblica, nei servizi pubblici, nel welfare nel suo complesso.

Questo vuol dire, per questa gente, rendere piu' agile la macchina dello Stato.

In America il Senato e' stato reso elettivo all'inizio del Novecento per contrastare l'incredibile livello di potere ottenuto da una casta di non eletti.

Figurati cosa succederebbe in Italia!

Una riforma sensata per rendere piu' agile l'iter legislativo mantenendo le garanzie previste dalla Costituzione l'ha proposta Civati, con la riduzione dei Deputati, il mantenimento del Senato elettivo e la reintroduzione delle preferenze all'interno della legge elettorale.

giovedì, 10 luglio, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

forse una qualche risposta la puoi trovare qui:

http://www.aldogiannuli.it/2014/07/nazarenismo/

giovedì, 10 luglio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Aspetta pero' Francesco, il pezzo di Giannuli (giornalista che peraltro non stimo: come si fa a fare decidere i dettagli della legge elettorale "dalla rete"? Che stupidata e'? E infatti la legge elettorale proposta dai grillini e' un'abominevole mostruosita'!) non fornisce una risposta alla mia domanda.

Nel senso che, se capisco bene, Giannuli sostiene che per avere l'appoggio di Berlusconi Renzi sta barattandolo con l'assoluzione nel processo Ruby, la cui sentenza e' imminente (o con la grazia in caso venisse giudicato colpevole).

Lo sapevamo anche senza che ce lo venisse a raccontare Giannuli, ma il mio punto e' un altro.

Com'e' possibile che si accetti acriticamente che leggi approvate in fretta siano di default migliori rispetto a leggi discusse piu' a lungo, permettendo alle opposizioni di presentare piu' emendamenti?

Questo nessuno lo dice.

Poi va beh, ho riletto il mio precedente commento e mi sono sentito un po' ridicolo.

Nel senso che assumere che la Boschi con tutte quelle smorfiette e sorrisetti con la boccuccia a culetto di gallina che fa l'uovo conosca le proposte dei Tea Parties e riconosca che sono le stesse del suo DdL e' una vana speranza.

Dell'America se va bene conosce la Barbie.

venerdì, 11 luglio, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

va precisato che Giannuli non è un giornalista ma un docente universitario di storia contemporanea, se non sbaglio ma il suo cv è sul sito, e un esperto di sistemi elettorali che ha contribuito in prima persona. sporcandosi non poco le mani a detta di molti, alla scrittura "in rete" della proposta di legge elettorale dei 5S.

sabato, 12 luglio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Confesso di non seguirlo. Peraltro mi pare del tutto impossibile non sporcarsi le mani, anzi non lordarsi da capo a piedi, avvicinandosi ai 5 Stelle, alleati dell'UKIP e dei naziskin di mezza Europa.

Non ho mai capito (forse perche' e' una vita che sono minoranza in qualsiasi cosa) il sistema maggioritario, il premio di maggioranza, ecc., che mi sono sempre sembrati modi assai spicci per sbarazzarsi del dissenso.

Per quale ragione il nuovo sistema elettorale non potrebbe essere un proporzionale puro, molto semplice e trasparente? A seconda del tema in discussione, si formerebbero alleanze e l'alleanza piu' forte su quel tema vincerebbe.

Su un altro tema le alleanze sarebbero magari diverse.

Ma e' ovvio che si sta facendo di tutto per cancellare ogni residuo di democrazia: eliminando l'elettivita' dei componenti di una Camera, con una legge elettorale complessa e incomprensibile, ecc.

domenica, 13 luglio, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

Giannuli viene da Rifondazione e tempo fa era ospite fisso a Radio Popolare.
ora ovviamente, come tutti coloro che non demonizzano i 5S senza farne parte, viene evitato o rimosso come la peste, specialmente da quando ha accettato di esporre ai grillini i vari sitemi elettorali per far sì che tutti potessero votare online il progedtto di legge che comunque, di tutti quelli in campo, è il più vicino al proporzionale puro, che io sappia.
quanto al lordarsi, ragionando come tu ragioni, praticamente ovunque c'è di che correre questo rischio, in particolare del lordarsi di sangue, se contiamo le vicinanza, anche di certa sinistra radicale in passato, con coloro che appoggiano interventi armati di ogni tipo.
purtroppo però questo abbiamo in Italia, una sinistra inesistente le cui punte migliori sono Civati, il re dei "distinguo" e Vendola che ormai è penoso nel suo cambiare idea un giorno sì e l'altro pure riguarda ai suoi rapporti col PD (o con Renzi, se prefrisci).
la lista Tsipras è sparita nel nulla delle sue divisioni interne e i suoi testimonial han ripreso ad occuparsi d'altro.
è tutto molto triste ma i 5S son gli unici che fanno una qualche opposizione e questo gli va riconosciuto, a prescindere da Farage e dai nazi-skin.
Giannuli ha onestà intellettuale e coraggio, sono doti ben rare in un paese in cui pochi ne hanno, nessuno si dimette quando viene sconfitto e se si dimette, come il CT della Nazionale, assumendosi la responsabilità della sconfitta tutti dicono che scappa e se la prendono con lui.

lunedì, 14 luglio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Me lo ricordo, lo intervistava spesso Danilo. Non so se siano ancora in contatto.

Ieri sera ero a casa a preparare Prospettive Musicali, che per me significa leggere per molte ore e raccogliere materiale per 400 puntate, e poi cercare di prepararne una tagliando a piu' non posso.

Tra le cose che ho letto c'era un'intervista a Dylan sulla sua trasformazione da cantautore di protesta a autore di liriche piu' astratte che i critici del suo tempo si spaccavano la testa per interpretare.

Canzoni come Maggie's farm e It's alright ma (I'm only bleeding) non erano poi meno "di protesta" rispetto a Masters of war o a A hard rain's a-gonna fall. Quello che pero' era cambiata era la convinzione che la politica potesse fornire la via per una trasformazione, che aveva lasciato posto a una visione piu' individualista e fondamentalmente pessimista.

Dylan aveva allora 25 anni, io ne ho quasi il doppio, ma guardandomi attorno con realismo (senza paraocchi ideologici, senza idealismo, senza visioni utopiche) sto giungendo amaramente alla sua stessa conclusione.

I grillini fanno opposizione, ma e' un'opposizione senza forza, inconcludente. Lo dimostrano i fatti. Si sono poi andati a infilare nel vicolo cieco di alleanze impresentabili, che nulla porteranno di buono.

Io mi riconosco da sempre nella tradizione marxista-leninista e nel dialogo tra questa tradizione e i movimenti ecologisti e pacifisti.

Per questo, nell'arco parlamentare attuale non ho rappresentanza.

Non siamo piu' tanti, ma un 3 - 4% abbiamo dimostrato di essere ancora.

Ti sembra giusto che un 3 - 4% di italiani non abbia rappresentanza, per legge (elettorale)?

lunedì, 14 luglio, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

no che non mi sembra giusto e non mi sembrava giusto già in precedenza, sin dalle elezioni del 2008, quelle del capolavoro politico del genio Veltroni (che ora, non si sa perché, qualcuno candida alla Presidenza della Repubblica, in tal caso davvero avremmo toccato il fondo e io vado in esilio).
questo è dovuto alle scelte delle stesse forze che ora stanno facendo la legge elettorale solo perché un altro ousider, l'avvocato Besostri, si è incaponito a portare il Porcellum davanti alla Consulta che ci ha detto quello che sapevamo tutti e cioè che era non solo profondamente anti-democratico ma pure anti-costituzionale.
io quello che vedo è che il 3-4% di cui tu parli esiste ma è profondamente confuso e ondivago, oscillando fa PD (magari via Civati), 5S e una sinistra radicale che non si sa se più imbarazzante o avvilente.
lo so che i 5S (e soprattutto i loro due leader) sono brutti, sporchi e cattivi ma sono riusciti ugualmente a porre delle questioni e a ottenere dei risultati, non è vero che non hanno fatto nulla.
quanto alla posizione Dylaniana è comprensibile ma l'individualismo, a mio parere, è funzionale al sistema economico capitalistico e all'economia di mercato, dunque non penso che sia una risorsa, anzi un danno.
basterebbe non tanto il leninismo ma una socialdemocrazia radicale e pacifista di ispirazione marxista sì.
purtroppo di Olof Palme in giro non se ne vedono e la maggior parte della gente ormai non sa nemmeno chi lui sia o non se lo ricorda e non si ricorda come e perché è morto.
il problema è a monte, culturale direi e lì sì che c'è da disperarsi e mollare tutto.

lunedì, 14 luglio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Forse nella fretta non mi sono spiegato tanto bene. Quella di Dylan (e la mia) e' una disillusione nella capacita' di una trasformazione che parta dalla politica.

Poi certo, hai ragione, un certo tipo di individualismo e' perfettamente funzionale al sistema. Ed e' quello l'individualismo che ha vinto.

Ma secondo me esiste anche un'altra forma di individualismo. Perform random kindness and senseless acts of beauty e' un invito collettivo o individualista? Apparentemente magari e' collettivo, ma per generare bellezza sai quanto lavoro interiore pregresso va fatto? E molto e' lavoro individuale.

Del resto lo yoga e' una pratica individuale, mentre lo shopping del sabato in Oxford Street e' un'attivita' praticata spesso in gruppo.

E non ti sfuggira' di certo che dietro alle dinamiche del consumo capitalista e dell'economia di mercato ci sono molte pressioni collettive, alcune costruite davvero ad arte (pensa agli adolescenti che fanno parte del gruppo solo se posseggono certe marche di trainers).

Il sistema nel quale ci piacerebbe vivere e' alla fine lo stesso. Ma non credo che siamo mai stati piu' lontani da esso.

Provo spesso un'immensa vergogna nei confronti dei compagni partigiani e di quei sindacalisti che sono stati privati della vita e della liberta' per donarci la possibilita' di una societa' migliore.

E noi li abbiamo ripagati con Renzi, licenziamenti a raffica, F-35 e respingimenti.

Un enorme sacrificio il loro, che non ha portato a nulla.

lunedì, 14 luglio, 2014

 

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