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lunedì 8 settembre 2014

L'urgenza di elaborare con serieta' e impegno una proposta politica alternativa


Scrive oggi Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera che il sostegno a Renzi cresce: quasi due su tre (64%) esprimono un giudizio positivo con un aumento del 3% rispetto a luglio.

E aggiunge, cercando di interpretare questo incredibile risultato (impresa non facile):

Il perdurante consenso della maggioranza dei cittadini per il governo risulta davvero sorprendente, tenuto conto di tre aspetti: gli indicatori economici che rimangono negativi (o addirittura peggiorano); l’abituale pessimismo che caratterizza l’opinione pubblica al rientro dalle ferie; l’atteggiamento decisamente critico nei confronti dell’esecutivo espresso da molti media nel mese di agosto. 

A questo proposito sembra che la «luna di miele» di Renzi con la stampa sia terminata, quella con l’establishment (imprenditori, realtà associative, sindacati e, in generale, corpi intermedi) attraversi una fase delicata, mentre quella con i cittadini continua senza cedimenti.

*

E' un risultato che purtroppo non si riesce a spiegare se non tristemente constatando livelli di immaturita' politica che vanno ben oltre l'autolesionismo e lasciano senza parole.

Guardandomi attorno in questi giorni nei quali sono passato in Italia, mi sono fatto l'idea che lo zoccolo duro di Renzi sia formato dalla convergenza di tre segmenti:

1) Lo spettatore tipo del TG1, di Vespa, dei dibattiti omogeneizzato Nipiol in onda sul primo canale e su Canale 5: quelli che stanno sempre dalla parte di chi vince. Prima la DC, poi Berlusconi e adesso Renzi. Incapaci di un'opinione critica perche' non posseggono alcuna base di economia politica, di teoria delle dottrine politiche, e la Costituzione si sono stancati di leggerla dopo l'articolo 1

2) La base elettorale piu' acritica del PD: i fedeli alla linea del partito, qualsiasi essa sia. Quelli che se fossero cattolici starebbero sempre dalla parte del papa, indipendentemente dal fatto che Benedetto sedicesimo e papa Francesco offrono un'interpretazione antitetica del messaggio cristiano. Quelli che erano comunisti e sono diventati neoliberisti, senza avere alcuna idea ne' di cosa fosse il comunismo ne' di cosa sia il neoliberismo. Per fare quello che fanno i loro amici con i quali vanno a mangiare la pizza la domenica sera (gli stessi che 30 anni fa quando erano giovani vedevano in sezione)

3) Quelli che hanno sempre votato Berlusconi e che constatando tristemente l'appannamento del loro lider maximo cercano un rimpiazzo, velocemente: uno che ne porti avanti le politiche, lo stile, le parole d'ordine. Uno che, continuando a parlare di cambiamento, esorcizzi e blocchi un reale cambiamento.  

*

Scrive Alessandro Gilioli (mi perdonera' se metto insieme diversi post del suo blog):

E sa Dio quanto avremmo bisogno di elaborare noi una cultura e una proposta politica forte e coerente, radicale e contemporanea, rivoluzionaria e praticabile, che cazzo, altro che Renzi.

Invece no, molto più comodo star qui a dirci quanto è sbruffone Renzi o quanto è stupida la Boschi.

E magari sarà anche stupida, la Boschi, ma dopo che ci siamo appagati constatandone la stupidità, che passi avanti abbiamo fatto noi – invece – per costruire un Paese più decente a noi stessi e a quegli sfigati che abbiamo generato?

Nulla. Restiamo ancora qui, divisi tra partitini vecchi e improbabili, liste fantasma, astensionismi incazzosi, simpatie o antipatie grilline, scazzi sui social, cose così: rischiando di renderci, alla fine, perfino più stupidi della Boschi.


[...]

Già: se la questione politica forte non è pensare al breve ma al lungo, è lecito chiedersi se ci sarà anche qualcosa di diverso da proporre agli elettori di sinistra, nel 2017, o no.

Intendo dire, ad esempio: l’opposizione all’attuale capo del governo, dentro e fuori il Pd, sta elaborando un progetto e un leader alternativo, in vista del prossimo giro? Al di fuori di Renzi e dei suoi, qualcuno sta elaborando una cultura politica e una classe dirigente di governo?

Se la risposta è no – e si preferisce attaccare Renzi per i selfie, le secchiate d’acqua e le camicie bianche – non è che ci tocca aspettare il 2017: si passa direttamente al 2022.

E certo, qui si è gente paziente, ma non così tanto.

*

Siamo tutti d'accordo che con gli scazzi/ invettive/ denunce/ battute su Facebook non si va da nessuna parte? E che solo con l'elaborazione di una proposta politica di reale cambiamento (giustizia sociale, ecologia, diritti per tutti) si puo' almeno provare a sconfiggere il berlusconrenzismo?

Quindi, cosa vogliamo fare?

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