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Osservazioni e ascolti

lunedì 27 ottobre 2014

E noi invece?



Confesso che mi sfuggono completamente le ragioni dell'entusiasmo che ieri all'adunata della Leopolda muoveva le camicie nere di Matteo Renzi ad applaudirne ogni pensierino elementare: per lo piu' cose sentite 30 anni fa dagli yuppie anni '80 e da allora ripetute fino alla nausea alle adunate dei cosiddetti giovani industriali (giovani proprio come i giovani di Renzi, giovani allo stesso modo), misure gia' abbondantemente dimostratesi funzionali all'allargamento della forbice sociale, e ieri fuori tempo massimo espresse in modo isterico dal ragazzino sbruffoncello con quella sua retorica costruita tra l'oratorio del paese e i canali Mediaset.

Con sullo sfondo una foto della buonanima Steve Jobs (uno nelle cui fabbriche i lavoratori erano cosi' rispettati che si suicidavano), il piazzista degli interessi dei padroni delirava a ruota libera. Truismi noti a tutti venivano enfaticamente enunciati come rivelazioni ("Non c'e' piu' il posto fisso" gridato con tutto il fiato in gola, e i babbei in sala a spellarsi le mani, mah). Maria Elena Boschi Petacci in estasi a sbattere gli occhioni. Un continuo "Cambieremo l'Italia" senza l'ombra di un dubbio che cambiare e' un termine neutro e che si puo' anche cambiare in peggio.

Tutto secondo uno stanco copione frusto e prevedibile. Pero' una domanda dobbiamo farcela: e noi? Noi che non stiamo ne' con questi ne' con il vecchio sindacato che chiede piu' lavoro? Noi che crediamo che il lavoro sia un mezzo ma non un fine, e che si debba chiedere meno lavoro ma distribuito meglio per raggiungere la piena occupazione, equita' redistributiva, socializzazione dei patrimoni sopra al milione, lotta all'evasione e all'elusione, socializzazione dei profitti ottenuti con le delocalizzazioni, riconversione delle spese militari in progetti di riqualificazione del territorio, tutte cose scritte mille volte in questo blog... Noi, in che soggetto politico ci riconosciamo?

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12 Comments:

Blogger CICCILLO said...

io, se fossimo in Spagna, mi riconoscerei (o almeno proverei) in Podemos.
qua è la disperazione e sinceramente trovo molto vecchio anche quello che si è visto e sentito in casa CGIL.
hanno messo i giovani, studenti e presunti precari,in testa al corteo facendo una mera operazione mediatica che contraddice la realtà di questi anni passati in cui il sindacato (e quella parte di dirigenza politica che era in piazza con esso) se ne è altamente fregato di quella parte di società, anzi secondo me proprio la odiava perché contraddiceva la loro cultura.
io comunque non sottovaluterei Renzi, sta rispondendo colpo su colpo e pare sempre più determinato.
i suoi effetti andranno verificati alla prova dei fatti e non dalle sue apparizioni televisive e dai suoi discorsi alla Leopolda.
e in tutti i modi se il sindacato davvero porrà attenzione ai precari (anche se io non ci credo del tutto) il merito sarà anche suo.

martedì, 28 ottobre, 2014

 
Blogger Fabio said...

In Spagna in Podemos, in Grecia in Syriza... E in Italia? Perche' non nasce un soggetto politico di sinistra, che metta insieme i movimenti (per l'acqua pubblica, contro la TAV il Dal Molin l'Expo il MUAS, ecc.), il sindacalismo di base, la sinistra extra-parlamentare ma anche le fronde minoritarie del PD (Mineo, Civati, Tocci...), Emergency, i movimenti cristiani terzomondisti di base (penso a padre Zanotelli), i movimenti ecologisti?

Contiamoci: c'e' un 4% "fisiologico" di attivisti, un bel 10% o piu' di delusi dalle farneticazioni deliranti di Grillo e Casaleggio (che ieri a Reggio Calabria non sono arrivati nemmeno al 2%, hai letto?), un altro quasi 10% delusi dal PD... un bacino di voti di un bel 20%... sputaci sopra!

La CGIL mi sembra stia facendo una sana autocritica, e non la escluderei come punto di riferimento, anche per la sua vicinanza con l'ala sinistra del PD (fino a Cuperlo compreso, quindi un bel pezzo: sabato hanno pur sempre portato un milione di persone in piazza... Anche se alcune delle interviste di manifestanti sentite a Radio Popolare lasciavano un po' perplessi e con l'amaro in bocca: ideologia e slogan a volonta', elaborazione autonoma riflessiva sul presente proprio pochina).

Sui meriti di Renzi non sono d'accordo pero'. La sua agenda politica in materia di lavoro e' quella di flessibilizzare ulteriormente il mercato, rendendo tutti licenziabili, o per dirla con Farinetti "non confermati".

Quindi ricattabili da capufficio, capetti di fabbrica, capicantiere, padroncini, ecc, categoria all'interno della quale gli idioti non si sa perche' sono quasi la totalita' e tutti gli altri hanno sviluppato tendenze spesso apertamente sadiche e compensative di una vita personale a pezzi.

Non ci vedo nulla di positivo nelle sue politiche. Matteo Renzi e', oggi, il nemico di classe, contro il quale indirizzare un'opposizione scontro sociale senza sconti.

martedì, 28 ottobre, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

beh naturalmente io intendevo un merito indiretto nel senso che ha scosso il sindacato sulla questione precari versus garantiti.
poi devo dire la verità: io su quello che davvero c'è nel Jobs Act non ho davvero la più pallida idea, ho seguito vari confronti, da Santoro, dalla Annunziata, a Radio Pop ma tutti son lì a dire all'altro che "non è vero, non è vero" e ho la sensazione che nessuno sappia davvero quali sono le intenzioni di Renzi e del governo, a parte la storia dell'art.18.
boh, io ho sentito anche tante testimonianze di delusi dal sindacato e di gente che, come me, non ha nessuna voglia di averci più a che fare (preciso che lavoro da 30 anni e ho avuto almeno 3 tessere CGIL di tre sindacati diversi).
quell'aggregazione di cui parli sarebbe comunque da farsi con un pezzo di ceto politico con cui io non voglio più avere a che fare.
per questo mi interessa Podemos che è un movimento completamente autonomo e non ha nulla a che fare con Syriza che è un'aggregazione (ben riuscita, complimenti a loro) di partiti pre-esistenti che hannno fatto passi indietro.
quello che si è visto da noi con la Lista Tsipras mi pare non vada nello stesso verso ed è stato davvero imbarazzante e penoso l'esito, non mi interessa un soggetto nuovo che nasca con quella gente lì.
poi magari lo voterei ancora come ho fatto con tutti i predecessori ma non ci credo davvero nemmeno per un secondo.

martedì, 28 ottobre, 2014

 
Blogger Fabio said...

Attenzione solo, e lo dico a te per ricordarlo anche a me stesso, a non fare troppi distinguo.

Guardiamo alla realta'. Oggi in Italia e qui una parte consistente di popolazione (e non sto parlando solo della classe operaia, ma anche dell'ex-ceto medio) fatica a arrivare alla fine del mese. Non puo' permettersi non dico la macchina nuova, ma nemmeno un esame medico e una visita dentistica.

In queste condizioni non l'ideologia ma il semplice senso di realta' impongono una ridistribuzione e misure drastiche (socializzazioni dei grandi patrimoni, registro degli acquirenti di beni di lusso a disposizione della guardia di finanza, ecc.).

Io credo che si debba prima di tutto preoccuparsi di svoltare a sinistra, adottando politiche di uguaglianza.

Chi lo fa mi preoccupa meno, purche' riprenda lo scontro sociale e si esca dall'acquiescenza passiva a qualcosa che a ogni persona dotata di buon senso non puo' piu' apparire accettabile.

martedì, 28 ottobre, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

ti segnalo questo post dell'odiata facebook dove si discute più o meno della stessa cosa con alcuni spunti interessanti:

https://www.facebook.com/helena.janeczek.5/posts/10205348262408304?comment_id=10205351123759836&offset=0&total_comments=26

linkerò altresì da quella parte questa nostra breve appendice. ciao, a presto!

martedì, 28 ottobre, 2014

 
Blogger Fabio said...

Purtroppo non riesco a accedere:

"This content is currently unavailable
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Ma ti ringrazio per condividere i nostri pensieri Francesco.

martedì, 28 ottobre, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

scusa, dovevo immaginare che non potessi leggerlo senza essere loggato...

martedì, 28 ottobre, 2014

 
Blogger Fabio said...

Nessun problema naturalmente.

La ragione per la quale mi sono cancellato ormai diversi anni fa da Facebook era il fastidioso chiacchiericcio da bar, oltre alle foto nelle quali tutti sembravano contenti, abbracciati, sulla spiaggia, con un bicchiere in mano. Poi le stesse persone le incontravi di persona e le scoprivi normali, con i loro alti e bassi.

Ma allora perche' offrire di se' un'immagine cosi' fasulla, mi domandavo.

Magari adesso pero' e' cambiato tutto. Se cosi' fosse ditemelo che mi iscrivo di nuovo.

mercoledì, 29 ottobre, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

no, non è cambiato ma si possono scegliere gli amici e quali cose vedere e quali no.
e ogni tanto si trovano delle discussioni inteessanti, anche con persone che non conosci.

mercoledì, 29 ottobre, 2014

 
Blogger Fabio said...

Ho iniziato a ammorbidirmi nei confronti di Facebook quando qualche giorno fa un amico italiano mi ha mandato una mia foto scattata quasi 30 anni fa mentre trasmettevo in una delle prime radio con le quali ho collaborato.

L'ha trovata in Facebook, postata dal direttore della radio. Una foto analogica, che senza Facebook sarebbe con ogni probabilita' rimasta sepolta in un qualche cassetto per sempre, e che non avrei mai visto.

Dato che ai tempi del rullino si fotografava poco, trovo che ogni nostra foto di quegli anni abbia un grande valore, e mi fa piacere conservarle con cura.

Non lo faro' mai, ma se dovessi rientrare lo farei da semplice lettore, con un nome di fantasia, selezionando assai bene le amicizie questa volta.

mercoledì, 29 ottobre, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

ha ragione Renzi, sei fra quelli del rullino! :-)


mercoledì, 29 ottobre, 2014

 
Blogger Fabio said...

Le foto con il rullino nella piazza assolata della CGIL con quel cielo azzurro sarebbero venute benissimo.

Le foto dei babbei che sono stati attaccati al cazzo di Renzi al buio nell'aria muffa della stazione per 3 giorni invece col rullino sarebbero risultate troppo scure, in effetti ha ragione.

mercoledì, 29 ottobre, 2014

 

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