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Ambiente Uguaglianza Tempo

giovedì 24 settembre 2015

Un minuscolo segreto



Ti racconterò un minuscolo segreto. Uno dei miei incubi ricorrenti è il dispiacere di non essere riuscito a tramandare nulla di me. Forse è una cosa che dipende dall’età che incalza, ma il fatto di non aver avuto figli, alla lunga, mi inizia a pesare. 

No, non credo che sarei stato un gran che come padre; sicuramente un gran rompicoglioni, possessivo e prepotente, ma credo che avrei cercato di passare il testimone di quelle che sono state le mie passioni a mio figlio. 

E non parlo esclusivamente delle passioni musicali. Mi sarebbe piaciuto condividere con lui quello che mio padre ha fatto – non so quanto consapevolmente – con me, facendomi appassionare a certe sue passioni. 

Non posso dire di non aver provato; ho provato con i miei nipoti e con le figlie della mia compagna, ma ho fallito miseramente. Non sono mai riuscito a stimolarne neppure la curiosità. A volte mi dico che non è colpa mia, che è colpa del buco generazionale e della immensa differenza tra le generazioni attuali ed il loro modo di fruire la musica e le fonti, ma la verità è che non sono riuscito a ottenere reazioni di sorta. 

Così mi domando spesso che fine faranno quelle cose meravigliose che sono nascoste dentro a migliaia di copertine o di pezzetti di plastica e ne soffro. Ne soffro sinceramente.

lunedì 21 settembre 2015

Prendersi cura della propria vita



"Be a good steward of your gifts. Protect your time. Feed your inner life. Avoid too much noise. Read good books, have good sentences in your ears. Be by yourself as often as you can. Walk. Take the phone off the hook. Work regular hours".

https://www.graywolfpress.org/books/hundred-white-daffodils-0

domenica 20 settembre 2015

Alcune considerazioni condivisibili su cultura e musica



"People who want to express admiration for culture often say it’s valuable ‘for its own sake’. We can’t agree: it is valuable because it is capable of addressing our needs for education, guidance, consolation, perspective, encouragement and correction".

"The role of music is to support beneficial emotions and states of mind. Many states that are very important to us (calm, patience, modesty without being crushed, hopefulness, forgiveness) also tend to be fleeting and elusive". 

"Music is a therapeutic cultural mechanism for deliberately and strategically making certain states of mind more reliably available".



A me, lo sapete se avete sentito almeno qualche volta Prospettive Musicali, piace anche ascoltare musica la cui funzione e' dare un piacere che e' soprattutto (e a volte solo) intellettuale. 

Pero', alla fine, se oggettivamente nella mia collezione sterminata di vinili, CD e cassette isolo dal resto i dischi sui quali sono tornato tante volte e in periodi diversi, beh, non c'e' dubbio che il piacere intellettuale da solo non basta.

Quelli ai quali ci si affeziona sono i dischi che nei momenti un po' difficili ci hanno saputo dare guida, incoraggiamento, consolazione. Quelli che hanno saputo colpire la sfera emotiva in modo sostanzialmente indipendente da ragionamenti teorici e critici.

Almeno nel mio caso, non sono affatto sicuro che si tratti di quei volumi che vi potrei citare come i piu' innovativi e radicali della mia collezione.

giovedì 17 settembre 2015

La foto di oggi e' dedicata all'aria leggera e profumata che respiriamo quando camminiamo in montagna.

Aria fresca e pura, che a volte si trasforma in vento e fa correre le nuvole tracciando imprevedibili e sempre nuovi disegni di luce e ombre.

Uno scatto tratto, come sempre, da qui.

lunedì 14 settembre 2015

Si sale, senza fretta, passo dopo passo, prendendoci tempo per contemplare la maestosita' del paesaggio. Con quello che chiamiamo "il passo dello zio Cenzo", lo zio che da bambino mi portava sempre in montagna con lui e che mi insegno' a dosare bene le energie mantenendo un passo regolare e ben sincronizzato col respiro.

La quinta foto di questa serie e' dedicata alla mia compagna di viaggio. E alla nostra capacita', quando siamo insieme, di affrontare ogni sfida sorridendo, con positivita', forza, fiducia. E' questa la lezione piu' importante che la Gio' mi ha insegnato, e per questo non sapro' mai ringraziarla abbastanza.

Qualche altra foto, come sempre, la trovate qui.

venerdì 11 settembre 2015

La camminata tra il rifugio Rosetta (al quale si accede da San Martino) e il ghiacciaio della Fradusta e' una delle piu' emozionanti che ricordo.

Si sale arrampicandosi su tratti innevati e attraversando un paesaggio lunare di roccia, aperto e luminoso. Il contrasto tra il bianco della neve, il grigio della pietra e l'azzurro terso del cielo e' davvero molto bello. Una tavolozza di colori limitata, quasi minimale.

Suggeriamo un percorso circolare che potrete facilmente individuare sulla mappa dei sentieri. Portate tanta acqua e tanta crema protezione 30, mi raccomando.

Altre foto, come sempre, le trovate qui.

lunedì 7 settembre 2015


E' strano come le cose si comprendano improvvisamente, in genere pensando ad altro.

Vi spiego cosa intendo tra un istante, ma prima: questa e' la terza della trentina di foto che sto faticosamente selezionando da molte centinaia per raccontarvi il nostro viaggio sulle Dolomiti. Lo sapete perche' l'ho gia' detto varie volte: non amo affatto le cose fatte in fretta per passare subito a qualcos'altro.

Ci sono situazioni, luoghi, incontri, emozioni che richiedono molto tempo per essere metabolizzati. Si devono un po' sedimentare dentro di noi. Il loro effetto non diminuisce col passare del tempo, anzi proprio il contrario: aumenta.

Anche alcuni commenti che scrivete qui sortiscono questo effetto. L'ultimo intervento che ha lasciato L., ormai quasi un mese fa, ricordo che fece molto riflettere la Gio' e me, ci fece anche un po' discutere a dire il vero quando lo leggemmo, una domenica in redazione, appena prima di entrare in studio.

Io l'ho capito stasera, mentre cercavo la terza di questa molto cadenzata serie di scatti che sto pubblicando. E' uno scatto che ho scelto all'interno di una sequenza di fotografie fatte in riva a un lago di montagna, immersi nella nebbia. Una foto che non basta guardare. Devi sentirne il suono e l'aria sulla pelle e dentro di te per comprenderla, perche' se la guardi e basta non ti dice nulla.

Come certe musiche che trasmetto alla radio (contro ogni buon senso). Se le sentite e basta non vi dicono nulla. E va bene che sia cosi'. Vanno viste e respirate: e allora le sentite davvero.

C'e' una bellezza che non si puo' descrivere, per dire la bellezza che troviano in alcuni volumi ECM, in certe canzoni di Sylvian, in certe foto di Sugimoto, in certe tele di Rothko.

E' una bellezza cosi' lancinante che ti domandi a volte perche' a quella bellezza non dedichi tutta la tua vita. Soprattutto ti domandi perche' qualche volta non la vedi nemmeno, impegnato in attivita' di nessun conto.

Richiede silenzio, immersione, lentezza, centratura. E allora, improvvisamente, appare.

sabato 5 settembre 2015


Per me, e' quasi troppo ovvio per doverlo scrivere, il video del 2015.

Papa Francesco: l'unica guida credibile per un mondo di giustizia sociale, rispetto per l'ambiente e pace (reprise)



"I have great respect for Jesus Christ as a revolutionary and teacher and professor of love - I follow a lot of the ideology of Pope Francis in terms of the environment and the global economy and the poor.

http://www.mojo4music.com/21437/patti-smith-horses-mojo-263/

Sul tema, e con particolare attenzione alla migrazione dei profughi in fuga dalla fame e dalle guerre, notevole anche questo articolo sul Guardian di stamattina:

http://www.theguardian.com/commentisfree/belief/2015/sep/04/christian-politicians-wont-say-it-but-the-bible-is-clear-let-the-refugees-in-every-last-one

E' nostro dovere aprire le frontiere e accogliere tutti i richiedenti asilo, senza quote e altre limitazioni, fornendo loro cibo e riparo. Se necessario che si aumentino le tasse ai padroni, senza perdere tempo prezioso, nel rispetto della progressivita' fiscale prevista dalla nostra Costituzione.

venerdì 4 settembre 2015

Il resto si chiama sfruttamento



Il Corriere di stamattina ha pubblicato la busta paga di Paola Clemente, la bracciante agricola morta in Puglia sotto il sole di luglio. Prendeva, per un giorno di lavoro in condizioni impossibili, 27 euro.

Come cittadino mi domando: e' cosi' difficile redigere un progetto di legge nel quale si definisce un salario minimo orario (non meno di 15 euro) con sanzioni a partire da 500 mila euro per i padroni che trasgrediscono? E 30 giorni di ferie pagate per tutti, trasporti pubblici da casa al posto di lavoro pagati, spese di assistenza sanitaria pagate e, per chi e' residente in una regione diversa da quella dove deve lavorare, il pagamento da parte del padrone dell'affitto di una casa di minimo 30 metri quadrati per ogni componente della famiglia.

A me queste sembrano condizioni minime degne di un Paese che si definisce civile. Oltretutto, da una prospettiva keynesiana, un progetto come questo aiuterebbe a uscire da una crisi che e' prima di tutto crisi da domanda. Attribuendo il costo del suo superamento a chi l'ha generata e non a chi ne ha pagato il conto per tutti questi anni.

Il resto si chiama sfruttamento.