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Osservazioni e ascolti

lunedì 30 novembre 2015

Gratitudine



"I cannot pretend I am without fear. But my predominant feeling is one of gratitude. I have loved and been loved; I have been given much and I have given something in return; I have read and traveled and thought and written.

I have had an intercourse with the world, the special intercourse of writers and readers.

Above all, I have been a sentient being, a thinking animal, on this beautiful planet, and that in itself has been an enormous privilege and adventure".


OLIVER SACKS
Gratitude.

domenica 29 novembre 2015

Cambiare, comunicare, amare



"If we believe that man can never achieve a society without wars, then we are condemned to wars forever. This is the easy way. But the laborious, loving way, the way of dignity and divinity, presupposes a belief in people and in their capacity to change, grow, communicate, and love".


This I believe.

domenica 22 novembre 2015

Prospettive Musicali del 22 novembre 2015

JULIAN COPE
Fried
Mercury 1984

CITY
Now that everything's been said
Ode 1968

JOANNA NEWSOM
Divers
Drag City 2015

VV. AA.
For Italy
ECM/ Musica Jazz 2015

THOMAS STRONEN
Time is a blind guide
ECM 2015

GURDJIEFF ENSEMBLE/ LEVON ESKENIAN
Komitas
ECM 2015.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul web.

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venerdì 20 novembre 2015

Domenica a Prospettive Musicali

Domenica esploreremo insieme il nuovo lavoro del batterista norvegese Thomas Stronen.

In Time is a blind guide, Stronen guida un settetto da camera, in parte norvegese e in parte britannico, che comprende musicisti bravi e eclettici che stiamo seguendo da anni, come il pianista Kit Downes e la violoncellista Lucy Railton.

La musica e' melodica e ritmica proprio al punto giusto: un ascolto ideale per una notte autunnale. Domenica alle 22 su Radio Popolare.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul web.

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martedì 17 novembre 2015

No, presidente Hollande: io non sono in guerra



L'ho raccontato gia' alla radio domenica sera, ma qualora non siate tra gli ascoltatori del programma lo ripeto anche qui.

In un primo momento avevo deciso di cambiare la scaletta di Prospettive Musicali per rendere la puntata (preparata prima di venerdi') piu' rispondente al clima cupo di domenica sera.

Riflettendo meglio ho concluso che non sarebbe stata una buona idea, e oggi ne sono ancora piu' convinto.

Perche' centrale nelle intenzioni dei fondamentalisti (tutti i fondamentalisti) e' la volonta' di farci cambiare: cambiare le nostre abitudini, le nostre idee, le nostre preziose costituzioni democratiche.

E cambiare queste cose e', alla fine, proprio fare il loro gioco.

In generale io credo che di fronte a un attacco, collettivo o individuale, si debba cercare in primo luogo il dialogo. Quando questo non e' possibile, allora io penso che dobbiamo cercare dentro di noi la forza del perdono.

Reagire alla violenza con altra violenza e all'odio con altro odio, non puo' portare che a altra violenza e a altro odio.

Io penso addirittura che non si debba proprio reagire, in alcun modo. Vogliono farci cambiare? E noi non cambiamo affatto. Non gliela diamo vinta, non ci facciamo imporre la loro agenda.

Altro non so esprimere a parole, e tutte le sentenze definitive lette nei social network in questi giorni, le reazioni emotive e non pensate, gli hashtag, le bandiere, i je suis, il recupero di articoli deliranti di 15 anni fa, ecc. mi fanno abbastanza paura nella loro superficialita', nella loro inappellabilita'.

Credo che siano necessari molto silenzio e molta riflessione per analizzare e capire gli eventi di questi giorni. Poi magari diremo delle cose. Poi pero'. Non adesso, non subito, non mentre le emozioni ci impediscono di ragionare lucidamente.

E in silenzio, riflettendo dentro di noi, mi piacerebbe che leggessimo insieme la lettera che il signor Antoine Leiris ha scritto ai terroristi che hanno ucciso sua moglie. Una lettera di una forza straordinaria, che mi ha commosso profondamente.

Ogni altra parola sentita e letta in questi giorni, di fronte a questa lettera diventa piccola fino a scomparire, fino a farsi inutile rumore di fondo.

«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. 

Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. 

Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.

L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. 

So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. 

Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. 

Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio».

domenica 15 novembre 2015

Prospettive Musicali del 15 novembre 2015

ROLLING STONES
Out of our heads
Decca/ ABKCO 1965

REPLACEMENTS
Tim
Sire 1985

BOB MOULD
Workbook
Virgin 1989

BUNNY 'STRIKER' LEE & FRIENDS
Next cut
Pressure Sounds 2015

JILL CISLAGHI
Friends of mine
Yoga/ Music Inside 2015

JULIA HOLTER
Have you in my wilderness
Domino 2015

VV. AA.
Hommage a' Eberhard Weber
ECM 2015.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul web.

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venerdì 13 novembre 2015

Domenica a Prospettive Musicali

"I became a huge fan of his music and his playing from the first time I heard it" ha dichiarato Pat Metheny a proposito di Eberhard Weber.

Da quando nel 2007 fu colpito da infarto, il bassista tedesco non ha piu' potuto suonare e incidere la sua musica.

Ma restano tanti suoi assoli registrati prima di quella data, e prendendo le mosse da essi puo' essere scritta e eseguita musica che, proprio come quella di Metheny e Weber, interpreta il jazz in chiave personale e profonda.

Musica per contemplare i colori dell'autunno, domenica notte a Prospettive Musicali.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul web.

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lunedì 9 novembre 2015

Forever young



Provo a riproporre qui un argomento che ho lanciato recentemente tra i miei amici del mondo vero e che tra loro non ha raccolto molto interesse, forse perche' una buona maggioranza dei miei amici del mondo vero hanno in genere cinque - dieci anni meno di me e queste domande non se le pongono (ancora).

Vediamo se voi mi capite un po' di piu'.

All'espressione "restare giovani", voi che significato date? Per esempio, secondo voi "resta giovane" uno che mantiene lo stile, gli interessi, i linguaggi comunicativi, i valori di quando aveva 20 anni?

Oppure "resta giovane" uno che si evolve fino a sembrare, a 50 anni (un'eta' a caso, ovvio), un ventenne di oggi?

Per fare un esempio un po' piu' concreto, uno che e' nato nel 1965 (sempre un anno a caso, ovvio) e che continua a coltivare gli interessi di quando aveva 20 anni (ama i dischi, le piccole librerie, i cinemini indipendenti tipo cineforum, i giornali e le riviste di carta, gli batte forte il cuore quando vede una 2CV e una R4, parla ancora di "diritti", trova bellissimo e un po' magico trasmettere musica alla radio di notte) ma non ama tanto (puro eufemismo) i linguaggi e gli strumenti del presente (social network, Whatsapp, smartphone e dispositivi mobili, like, cuoricini e faccine)  e' "restato giovane"?

O per "restare giovane" dovrebbe comunicare con Whatsapp, scaricare la musica da Internet, restare sempre attaccato allo smartphone, postare selfie su Instagram, fregarsene del mondo in cui vive, amare la realta' digitale (o almeno non trovarla insopportabilmente gelida), e in genere essere irriconoscibile da com'era 30 anni fa quando era giovane (anche) anagraficamente?

Se volete rispondere alla mia domanda (se leggete prima di tutto, perche' non sono affatto sicuro che quello che scrivo qui qualcuno poi si prenda la briga di leggerlo), provate magari a prendere una posizione un filo polarizzata e non troppo dorotea?

domenica 8 novembre 2015

Grazie professore



Ci ha lasciati oggi il professor Luciano Gallino.

Lo citai credo almeno una decina di volte nella mia tesi di laurea, e ho fatto riferimento anche in questo taccuino (qui e qui) a suoi interventi recenti sul mercato del lavoro e sulle dinamiche macroeconomiche ad esso connesse.

Mi trova molto d'accordo l'amara conclusione alla quale giunse nel suo ultimo libro:

"In realtà noi siamo stati battuti due volte. Abbiamo visto scomparire due idee e relative pratiche che giudicavamo fondamentali: l'idea di uguaglianza e quella di pensiero critico. Ad aggravare queste perdite si è aggiunta, come se non bastasse, la vittoria della stupidità".

Un bell'intervento recente del professore lo trovate sul sito di Sinistra Lavoro.

lunedì 2 novembre 2015

Riflessioni sparse nella quiete irreale del sabato mattina a Clerkenwell (ripensamento del lunedi' mattina)



Ieri sera sono andato a vedere Il sacrificio di Tarkovsky. Nelle sempre eccellenti note al film del BFI e' inclusa la risposta del regista a una domanda di un intervistatore del New York Magazine.

"The issue I raise in this film" dice Tarkovsky "is one that to my mind is the most crucial: the absence in our culture of room for a spiritual existence. We have extended the scope of our material assets and conducted materialistic experiments without taking into account the threat posed by depriving man of his spiritual dimension.

Man is suffering but he doesn't know why. I wanted to show that a man can renew his ties to life by renewing his covenant with himself and with the source of his soul. And one way to recapture moral integrity is by having the capacity to offer oneself in sacrifice".

Quando in questo post di sabato includevo tra gli ingredienti fondamentali per vivere bene "pensieri profondi", sbagliavo. Avrei dovuto scrivere infatti "pensieri alti". E tra le due cose c'e' una notevole differenza.

Qualche anno fa, durante uno dei miei ritorni in Italia, andai a fare una passeggiata in collina con il mio amico R. Era un giorno di nebbia e ricordo ancora come fosse successo ieri che in un istante un po' magico, superando una certa altezza, la nebbia si dissolse e lascio' spazio a una bella giornata di sole. Sotto di noi la pianura era invisibile, immersa in quella foschia molto densa.

Qualche giorno dopo tornai a Londra. Scrissi una mail al mio amico. "E' come se i miei pensieri fossero immersi nella nebbia di domenica" gli scrissi. La sua risposta fu: "E allora sali, Fabio. Fai uno sforzo e cammina, sempre piu' in alto, fino a bucare le nuvole e a raggiungere il sole".

Ecco, credo che quelle parole ci debbano guidare sempre, per provare a non buttare via questa cosa preziosissima e fragilissima che chiamiamo vita.