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domenica 27 marzo 2016

Prospettive Musicali del 27 marzo 2016



Le musiche di questa notte le ho tratte da:

STEVE MASON
Meet the humans
Domino 2016

SARAH BLASKO
Eternal return
EMI 2016

VV. AA.
Detroit jazz city
Blue Note 2016

RALPH ALESSI 
Quiver
ECM 2016

ANAT FORT TRIO/ GIANLUIGI TROVESI
Birdwatching
ECM 2016

SOKRATIS SINOPOULOS QUARTET
Eight winds
ECM 2015

JAMES YORKSTON/ JON THORNE/ SUHAIL YUSUF KHAN
Everything sacred
Domino 2016.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus.

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giovedì 24 marzo 2016

Domenica a Prospettive Musicali

Domenica a Prospettive Musicali torniamo alla lira. Questo strumento della tradizione greca viene in genere associato alle virtu' apollinee della moderazione e dell'equilibrio. Al suono della lira i Greci contrapponevano quello dionisiaco del flauto, che associavano all'estasi e alla celebrazione.

Nostra guida alla conoscenza della musica per lira sara' Sokratis Sinopoulos, che proprio con questo antico strumento esplora suoni di confine tra jazz e musica folkloristica greca e, piu' in generale, balcanica. Suoni che evocano albe e tramonti contemplati da alture di isole sperdute nell'Egeo.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus.

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domenica 20 marzo 2016

Prospettive Musicali del 20 marzo 2016


Abbiamo ascoltato musiche tratte da:

FRANCOISE HARDY 
Mon amie la rose
Disques Vogue 1964

MAMA'S AND PAPA'S 
If you can believe your eyes and ears
Dunhill 1966

MIRANDA LEE RICHARDS 
Echoes of the dreamtime
Invisible Hands 2016

AOIFE O'DONOVAN 
In the magic hour
Yep Roc 2016

ELEANOR FRIEDBERGER
New view
Frenchkiss 2016

BEN MONDER
Amorphae
ECM 2016

DAVID BOWIE 
Black star
RCA 2016

DAVID BOWIE 
Station to station
RCA 1976.

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mercoledì 16 marzo 2016

Domenica a Prospettive Musicali

Anche se forse non lo sapete, Ben Monder l'avete ascoltato molto spesso. Infatti David Bowie lo scelse quale chitarrista durante la registrazione di Black star.

Monder e' un musicista newyorkese poco piu' che cinquantenne, che vanta collaborazioni con Paul Motian, Andrew Cyrille (il batterista di Cecil Taylor durante gli anni '60), Jim Black (che ha suonato la batteria con Tim Berne e Dave Douglas), Theo Bleckman (altro collaboratore di Dave Douglas, oltre che di Laurie Anderson. John Zorn, Philip Glass).

La New York che piace a noi, insomma. Il suo ultimo lavoro e' un disco silenzioso, molto adatto alla seconda parte di Prospettive Musicali.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus.

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martedì 15 marzo 2016

Hyde Park. Da Instagram,

domenica 13 marzo 2016

Identificazione totale



"E il cinema ha un vantaggio imbattibile che il teatro non ha: su nessun palcoscenico del mondo l'illusione e' cosi' perfetta, l'identificazione cosi' totale e la realta' cosi' fuori combattimento come davanti a uno schermo nel buio di una sala.

A teatro si ride, a volte si piange anche, ma il cinema e' il regno ideale dei sentimenti, il luogo in cui tutto puo' succedere e dove il mondo oltre le pesanti tende di velluto perde importanza per qualche ora".

Nicolas Barreau, Una sera a Parigi.


Andare al cinema mi piace sempre di piu', ogni anno che passa. A Londra ce ne sono tre che frequento regolarmente, anche perche' la membership in uno di questi tre consente prezzi scontati anche negli altri due: il British Film Institute, del quale sono socio da molti anni, e poi le sale dell'Istituto di Arti Contemporanee e quella dell'Istituto Culturale Francese. Le loro selezioni sono cosi' interessanti che mi sono dimenticato che di cinema ne esistono anche altri (dei quali peraltro non mi posso permettere i prezzi).

Non ho idea di come si scarichi un film sul computer (ancor meno sul telefonino) e a casa non posseggo nemmeno un DVD. Quelli che negli anni mi hanno regalato li ho regalati a mia volta, cogliendo poi l'occasione di vedere quegli stessi film al cinema quando mi e' stato possibile.

Ed e' verissimo che al cinema tutto puo' succedere, come si legge nelle ultime pagine di questo libro, ma quella che mi piace davvero vedere rappresentata al cinema e' la realta', con le sue contraddizioni, i suoi momenti di felicita' intensa e quelli pensosi e malinconici.

Quando questo succede, scatta quella magica identificazione totale con i personaggi, persone proprio come noi, con storie personali proprio come le nostre. I film che mi piace vedere sono quelli.

In me quell'identificazione scatta anche quando leggo storie su libri, dove il lettore si deve inventare tutto: volti, luoghi, suoni. Il teatro invece non fa proprio per me, con la sua recitazione spesso eccessivamente enfatica, gli scenari fissi e finti, l'impossibilita' di cogliere espressioni e sguardi degli attori come accade con i primi piani cinematografici.

Stessa cosa vale per i concerti, e su questo non conto le discussioni fatte con i miei amici. Tra andare a un concerto o vedere un documentario sullo stesso artista, quando e' possibile preferisco di gran lunga la seconda opzione. 

Mi hanno detto in tanti che quello che ho appena scritto non ha senso, citandomi l'emozione dell'esperienza dal vivo. Probabilmente lo pensate anche voi e vengo messo ancora una volta in minoranza sul mio stesso blog. 

Ma se penso all'idea di sentire musica in piedi, separato dal palco da una barriera di persone alte e da molti metri di distanza, con il pubblico che parla durante le esecuzioni, l'ambiente troppo caldo per i miei gusti, ecc., sono contento di avere discontinuato l'ascolto di musica dal vivo da ormai diversi anni* (mentre di dischi non ne ho mai abbastanza!).

* Fanno eccezione i concerti al Barbican e quelli al Southbank, dove le condizioni d'ascolto sono sempre non meno che ottimali, l'acustica perfetta, le poltrone comode, le sale (gradinate e rivestite di caldo legno) mai affollate oltre la naturale capienza e la politica dei returns ineccepibile.

mercoledì 9 marzo 2016

Istituto Italiano di Cultura. Marco Delogu, Walter Veltroni, Marino Sinibaldi. Da Instagram.

lunedì 7 marzo 2016

Regent's Canal. Da Instagram.

mercoledì 2 marzo 2016

Qui ci sono solo film



"Di questi tempi non e' semplice gestire un piccolo cinema d'essai, intendo uno che cerchi di vivere soprattutto grazie alla qualita' dei film in cartellone e non alle entrate pubblicitarie, agli enormi secchielli di popcorn e ai litri di Coca-Cola.

Ormai la maggior parte della gente non riesce piu' a concentrarsi su quello che vede e a lasciarsi semplicemente andare per due ore alle vicende essenziali della vita, serie o allegre che siano. Farsi trasportare senza mangiare, bere, sgranocchiare o succhiare da una cannuccia.

Tornato a Parigi, ero andato in uno dei grandi multisala sugli Champs-Elysees e mi ero reso conto che forse la mia concezione di cinema al quale bisognerebbe portare un certo rispetto era anacronistica e, nonostante avessi solo ventinove anni, a un tratto mi ero sentito fuori moda e fuori posto in tutto quel brusio e quel cicaleccio che mi circondava.

Non sorprende che oggi i film siano sempre piu' rumorosi e veloci: i blockbuster e le pellicole d'azione americani pensati per irretire milioni di spettatori anche in Europa devono pur sovrastare il frastuono che regna in sala e contrastare la crescente distrazione del pubblico con nuove attrazioni.

"Non ci sono i popcorn?" e' la domanda di rito di chi viene nel mio cinema. La settimana scorsa un bambino sovrappeso piagnucolava tenendo per mano la madre perche' evidentemente la prospettiva si passare due ore seduto in poltrona a guardare Il piccolo Nicolas e i suoi genitori senza infilarsi qualcosa in bocca gli sembrava inaudita.

"Niente popcorn?!" ripeteva incredulo, girando il collo a destra e a sinistra in cerca del distributore.

Ho scosso la testa: "No, qui ci sono solo film".

Benche' dare questa risposta mi procuri sempre un senso di trionfo, a volte sono seriamente preoccupato per il futuro del mio cinema".

Nicolas Barreau, Una sera a Parigi.

martedì 1 marzo 2016

L'ispirazione e' un momento di felicita' che ci coglie di sorpresa. Nasce da uno stato mentale tranquillo e rilassato



"An inspiration is a happy moment that takes us by surprise.

[...]

Inspiration is there all the time for anyone whose mind is not covered over with thoughts and concerns, and used by everyone whether they realize it or not.

[...] 

It is an untroubled state of mind. Of course, we know that an untroubled state of mind cannot last, so we say that inspiration comes and goes, but it is there all the time waiting for us to be untroubled again.

[...]

As an artist you will have to try and live with inspiration.

[...]

You must clean and arrange your studio in a way that will forward a quiet state of mind".

Agnes Martin, Paintings, writings, remembrances.