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Ambiente Uguaglianza Tempo

lunedì 27 giugno 2016

E infine, dimentichero' tutto



Passo le giornate pensando che non puo' essere successo, che e' solo un incubo quello nel quale stiamo vivendo.

Un incubo grottesco, surreale. Perche' non puo' essere, non puo' essere che sta crollando tutto. Con gli elettori che adesso fanno a gara a dirsi pentiti, il senso di disperazione tangibile nell'aria che si respira, almeno qui a Londra, e nessuno che sa bene cosa fare.

La citta' che e' stata per anni pura utopia internazionalista diventata ostaggio della paura dello straniero di chi con noi immigrati non ha mai avuto a che fare. Londra che mi accolse quindici anni fa e che chiamo ancora con affetto la mia citta', costretta a recidere le sue radici dall'Europa dalla quale sono venuto e alla quale sono legato dalla mia storia personale. Non e' possibile, non ci credo.

Nel mio piccolo appartamento ascolto in loop da giorni i suoni liquidi di A moon shaped pool (un If I could only remember my name per il ventunesimo secolo), gli unici che sanno esprimere proprio come mi sento.

I don't want to know
I don't want to know
I don't want to know.

Un gruppo Whatsapp messo in piedi da una mia amica, che l'ha chiamato Post referendum, manda da venerdi' articoli, video, interviste a ciclo continuo. Se chiudo il telefono, quando lo riapro ci sono 12 messaggi, 12 cose da vedere e da leggere. Mi fa sentire parte di qualcosa. Un pochino meno solo.

E comunque no, non puo' essere vero.

Tra poco sara' mattina. Tra poco suonera' la sveglia. Mi girero' nel letto, daro' un bacio alla Gio'. Poi mi alzero', ancora un po' agitato per quello strano incubo. Ma non ci sara' tempo da perdere. Berro' una spremuta e guardero' il cielo per decidere come vestirmi. E infine, ascoltando un po' di musica mentre percorrero' le sopraelevate del Barbican, dimentichero' tutto.

domenica 26 giugno 2016

Non avevo capito la domanda



La Cornovaglia tra il 2007 e il 2013 ha incassato dall'Europa sovvenzioni pari a 654 milioni di sterline. E ora infatti molti elettori di Leave intervistati dalla BBC vorrebbero tornare indietro e votare Remain.

Questo sta accadendo da piu' parti: gli elettori dichiarano di essere stati ingannati, di non aver compreso il quadro di conseguenze del loro voto.

So che e' una questione delicata, ma mi viene spontaneo domandarmi: davvero queste persone avevano la preparazione per votare?

Al compimento del diciottesimo anno, tutti (senza distinzione di genere, classe e titolo di studio) possono condurre un autoveicolo. Naturalmente devono prima sostenere un semplice esame per dimostrare di conoscere il codice della strada. Per carita', poi gli incidenti accadono comunque, ma si suppone che senza aver superato quell'esame la probabilita' che guidando una macchina si possa arrecare un danno a se stessi e agli altri sarebbe molto piu' alta.

Il voto, anche se magari nel calor bianco delle campagne elettorali non sembra, puo' avere conseguenze molto pericolose per l'intera societa'. Questi giorni ne sono una dimostrazione.

Quindi certo, tutti devono avere diritto di votare, di esprimersi: ci mancherebbe altro! Ma devono prima dimostrare di conoscere l'architettura istituzionale e le leggi fondamentali che regolano la convivenza sociale (in Italia, la Costituzione), almeno nelle sue linee fondamentali.

Non si tratta di superare un esame avanzato di diritto costituzionale, ma di sapere rispondere a una quindicina di domande a risposta multipla questo si'. Per serieta'. Per proteggere se stessi e gli altri. Per poi non dover dire che non si era capita la domanda, proprio come sta succedendo qui in questi giorni.

venerdì 24 giugno 2016

Mi sono svegliato alle 4



Mi sono svegliato alle 4. Ho aperto la radio. Ho sentito la voce rauca e gracchiante di Farage che farneticava contro Bruxelles, le banche, gli immigrati, tra cori di ubriachi.

Ha vinto l'Inghilterra crassa dei pub, della birra e delle patatine vomitate sul marciapiede il venerdi' sera, dei vecchi rimbambiti che leggono il Daily Mail in quegli squallidi giardinetti/ prigione dietro casa, del cibo di plastica di Tesco, delle risate sguaiate degli ubriachi.

Ha perso la Londra del BFI e del Barbican, del Cafe Oto e della Tate, di Hampstead e delle lunghe passeggiate distese a Richmond e lungo Regent's canal all'ora del tramonto, dei libri e dei ragionamenti, della musica e dei caffe' nei quali discorrere tranquillamente.

Abbiamo perso noi, europei e cittadini del mondo, che abbiamo creduto in un sogno.

E' un giorno tristissimo.

giovedì 23 giugno 2016

Should I stay or should I go



Buongiorno, da un Paese diviso in due.

I sondaggi elettorali qui sono fatti piuttosto male e quindi non darei molto peso alle previsioni, dato che si trattera' di una battaglia davvero all'ultimo voto. Gli spogli inizieranno subito dopo la chiusura dei seggi, alle 22, ma secondo la BBC i risultati non si conosceranno fino a domattina alle 4.

Vi confesso di non essere affatto tranquillo dopo aver seguito una campagna elettorale completamente sbilanciata sul piano emozionale (che e' quello che di solito prevale tra gli indecisi, i quali come sempre decideranno per tutti).

Tra i sostenitori di Leave e' un gran sventolare di Union Jack e patriottismo. Riprendiamoci i nostri confini, e' il loro slogan. La campagna e' tutta incentrata sull'immagine di un'Europa rapace, che rapina le tasse dei britannici (imponendo di fatto tagli al servizio sanitario nazionale, un tema che sta facendo breccia soprattutto tra la popolazione anziana) e che e' pronta a imporre alte quote di immigrazione.

I sostenitori di Remain rispondono con tabelle e ragionamenti, che ai lettori del Financial Times sembreranno semplici, ma che risultano incomprensibili alla gran parte della popolazione che legge il Sun, il Daily Mail e il Daily Express (quotidiani popolari molto diffusi tra gli anziani, nel Nord dell'Inghilterra, nelle zone a bassa urbanizzazione) fortemente schierati per l'uscita dall'Unione.

La campagna dei sostenitori di Remain risulta razionale, istituzionale, fredda, distante.

Come conseguenza, si sta affermando la convinzione che sia un referendum della gente contro l'establishment che vuole imporre gli interessi dell'elite finanziaria internazionale, della City e di Westminster.

Vedremo se a prevalere sara' la ragione, ma conoscendo ormai profondamente qusto Paese non sono particolarmente ottimista (sperando naturalmente di sbagliarmi).

[I had a dream... La Gran Bretagna fuori dall'Unione se e' questo che vuole, con l'eccezione di Londra, che con l'Inghilterra profonda non c'entra nulla, che invece rimane proclamandosi, cosi' come di fatto e', citta' internazionale e indipendente dalla Gran Bretagna].

lunedì 20 giugno 2016

Un nuovo giorno



Stamattina mi sono svegliato felice. Ieri, dopo 22 anni, gli italiani hanno spazzato via il berlusconismo-renzismo, che sembra davvero finito per sempre.

Hanno dato fiducia a due donne serie e preparate, Virginia Raggi e Chiara Appendino, personalita' antitetiche rispetto alla Boschi e al modello maschilista berlusconiano che a costei (epitome della donna specchietto per le allodole, bella e decerebrata) ha aperto la strada.

Adesso credo sia giusto che le opposizioni chiedano, subito, elezioni politiche anticipate, e che si proceda velocemente a cancellare le leggi di lacrime e sangue per i lavoratori e per gli anelli piu' deboli della societa' approvate in questi anni.

Il popolo si e' espresso. Io credo che continuare come se nulla fosse successo sarebbe, tecnicamente parlando, regime, e che a quel punto nemmeno il PD e il suo mandante, la Confindustria, oseranno arrivare.

domenica 12 giugno 2016

Prospettive Musicali del 12 giugno 2016

FRANK ZAPPA/ MOTHERS OF INVENTION
Freak out!
Verve 1966

SANDY DENNY
I've always kept a unicorn
Island 2016

CHARLES LLOYD & THE MARVELS
I long to see you
Blue Note 2016

JACK DEJOHNETTE/ RAVI COLTRANE/ MATTHEW GARRISON
In movement
ECM 2016

CARLA BLEY/ ANDY SHEPPARD/ STEVE SWALLOW
Andando el tiempo
ECM 2016.




Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus.

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giovedì 9 giugno 2016

Domenica a Prospettive Musicali


La parte centrale del programma di domenica sara' dedicata a Carla Bley.

La sua musica si e' evoluta nel corso degli anni (ne ha compiuti 80 in maggio) dal free jazz della Liberation Music Orchestra alle composizioni distese e raccolte eseguite in trio con il suo compagno, il bassista Steve Swallow, e con il saxofonista Andy Sheppard.

Ascolteremo alcune tracce dal loro ultimo album, Andando el tiempo.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus.

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domenica 5 giugno 2016

Riduzione dell'orario di lavoro e reddito di cittadinanza: le sfide di una sinistra moderna



Oggi in Svizzera, credo per la prima volta al mondo, i cittadini sono chiamati a votare sul reddito di cittadinanza.

Non mi illudo sui risultati, naturalmente. Si tratta, ancora, di una battaglia di avanguardia che non godra' della maggioranza di voti. E' ancora purtroppo molto diffusa la convinzione che se paghi le persone per non fare nulla, e' proprio cio' che faranno.

Noi sappiamo bene che non e' cosi'. Se voi e io avessimo risolto il problema della sopravvivenza economica ci dedicheremmo a progetti sociali e alla crescita personale, non certo a buttare il nostro tempo. E cosi', forse dopo un periodo iniziale di adattamento, farebbero tutti.

Inoltre il reddito di cittadinanza, che rompe finalmente la relazione biunivoca tra reddito e lavoro, e' l'unica soluzione possibile per contrastare l'attuale inaccettabile livello di disoccupazione, combinato composto delle politiche di austerita' e della sostituzione di lavoratori con processi automatizzati governati da intelligenze artificiali.

Ci vorra' tempo per cambiare la mentalita' della maggioranza, ma il fatto che si inizino a proporre referendum sul tema e' promettente.

Una sinistra moderna secondo me si deve concentrare su due obiettivi:

1) La riduzione dell'orario di lavoro fino al raggiungimento della piena occupazione

2) Un reddito di cittadinanza uguale per tutti finanziato da una forte progressivita' fiscale su profitti e rendite.