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Osservazioni e ascolti

mercoledì 12 ottobre 2016

Referendum



Questa cosa di votare per il referendum costituzionale, io l'ho capita cosi'.

Negli anni, si e' sviluppata una forte insofferenza nei confronti dell'idea di democrazia, o meglio del principio che sta proprio alla base del concetto e che e' sancito nella nostra Carta Costituzionale. Che cioe l'esercizio del potere in un sistema democratico tutela, attraverso un sistema di pesi e contrappesi, le minoranze che le elezioni le hanno perdute.

Il sistema democratico implica per sua natura che chi vince una tornata elettorale non puo' fare tutto cio' che vuole. E' un concetto sacrosanto, mi pare. Non lo e' pero', e diventa disfunzionale, nel caso in cui chi e' stato eletto per governare voglia stravolgere radicalmente il quadro legislativo.

Se per esempio si vogliono cancellare con un colpo di spugna diritti e liberta', questo sistema di pesi e contrappesi rende l'operazione non impossibile (si veda la cancellazione dello Statuto dei Lavoratori, che e' comunque avvenuta nonostante le garanzie della nostra Costituzione), ma un po' difficile si'.

Quindi, si e' deciso che questo sistema di equilibri democratici deve essere smantellato.

Ora, la maggior parte delle persone non e' che proprio si appassioni al tema. Diciamo che si concentrano su altri problemi: salute, lavoro, questioni sentimentali, problemi economici. Le riforme costituzionali nella lista non sono proprio ai primi posti.

Di conseguenza, a votare non ci andrebbe nessuno, tranne i malati di questioni politiche e sociali come siamo noi che passiamo le nostre serate a informarci e a approfondire. Noi che, ca va sans dire, voteremmo in massa No bocciando questa riforma reazionaria e autoritaria.

Allora cosa fanno? Devono convincere i cosiddetti indecisi a recarsi alle urne.

Gli indecisi sono persone che hanno scelto di vivere senza pensare. E' una scelta come un'altra, chi siamo noi per giudicare? Come c'e' chi detesta usare le gambe e prende la macchina anche per fare 100 metri, c'e' chi detesta usare la testa, considerando l'attivita' di riflettere troppo faticosa e troppo poco gratificante.

Il problema diventa collettivo nel momento in cui gli indecisi si fanno convincere, e a votare ci vanno. Perche' gli indecisi non cercano l'informazione come facciamo noi, la subiscono. Gli indecisi si informano con la televisione che tengono in sottofondo tutto il giorno.

Quindi l'unica soluzione secondo me, se ve ne e' una, e' convincere gli indecisi a non andare a votare, per la stessa ragione per la quale io che non mi interesso di calcio non vado allo stadio ne' mi verrebbe mai in mente di partecipare a una discussione su chi dovrebbe giocare in Nazionale e chi no.

Indecisi, state a casa. Non dovete decidere per forza. La vostra indecisione va benissimo, purche' il 4 dicembre stiate a almeno 200 metri dal seggio piu' vicino a casa vostra.

Questo in attesa che finalmente si capisca che il voto ha delle conseguenze enormi, e che e' un diritto che va acquisito superando un semplice test sulla Carta Costituzionale a risposte chiuse che certifichi una conoscenza di base della scelta che ci si accinge a compiere.