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domenica 21 maggio 2017

Prospettive Musicali del 21 maggio 2017


BILL EVANS TRIO
On a monday evening

MAX RICHTER
Three worlds: music from Woolf works

OLIVIER ALARY
Fiction/ non-fiction

CHICK COREA/ GARY BURTON
Crystal silence

PAOLO FRESU/ DANIELE DI BONAVENTURA
In maggiore

DAVID HOLLAND QUARTET
Conference of the birds.


Ascolta la prima parte.

Ascolta la seconda parte.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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5 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Caro Fabio, ignoravo l'esistenza di un libro su Adrian Borland, e senza saperlo mi hai dato ancora una volta uno spunto. Personaggio struggente, drammatico e indimenticabile, una sorta di Nick Drake della new wave, se mi passi la similitudine, anche se i Sound sono sempre stati così particolari che non sono mai riuscito a situarli nitidamente all'iterno della musica inglese. Un caro saluto, e a presto. Nicola

mercoledì, 24 maggio, 2017

 
Blogger Fabio said...

Caro Nicola, in realta' non e' un libro ma un documentario. Lo hanno proiettato qui a Londra due sole volte. Quando l'ho visto io eravamo 5 spettatori, tra cui Giovanna, io e un caro amico di Adrian con il quale ci siamo intrattenuti e che ci ha raccontato varie sue ossessioni.

La similitudine e' azzeccata, anche se Borland, vedrai anche tu se ti capitera' di visionare il documentario, era molto meno intellettuale di Drake. Una cosa che il documentario racconta e che non sapevo e' che Borland una notte, mentre suo padre dormiva, cerco' di ucciderlo.

Il padre stesso, intervistato nel film (e scomparso solo qualche settimana fa, infatti non ha potuto assistere alla prima del documentario), sostiene che Winning e' sulla battaglia tra Adrian e il suo doppio, che lo ha tormentato per tutta la vita fino a fargli trascorrere periodi in una casa di cura per malati mentali.

E' una storia molto ma molto triste, ti avverto. Siamo tornati a casa parecchio scossi.

So che hai la sensibilita' per comprendere.

mercoledì, 24 maggio, 2017

 
Anonymous Anonimo said...

Grazie per il chiarimento Fabio, e per quello che scrivi e che non sapevo. Se avessi guardato meglio avrei in effetti riconosciuto una locanfina più che una copertina. Mi chiedo che avrò mai modo di vedere questo documentario, che immagino essere tremendo. So che soffriva di una problematica che è a metà strada tra la schizofrenia e il disturbo bipolare, che assomma in sè i tratti peggiori di queste patologie. Non deve essere stato facile vivere con questo mostro nella testa.

mercoledì, 24 maggio, 2017

 
Anonymous Anonimo said...

Perdona i typo.

mercoledì, 24 maggio, 2017

 
Blogger Fabio said...

Il film racconta bene anche le ragioni per le quali i Sound non ebbero il successo che avrebbero meritato a seguito di Jeopardy e From the lions mouth. Che e' quello che hai scritto tu sopra quando hai ammesso "Non sono mai riuscito a situarli nitidamente all'iterno della musica inglese".

Nessuno ci e' mai riuscito: ne' i discografici ne' il pubblico. Tieni presente che incidevano per la Korova, che era una divisione della Warner che faceva finta di essere un'etichetta indipendente senza esserla.

I Sound erano troppo avanti per il pubblico delle major, e contemporaneamente troppo melodici per il pubblico indie.

La loro fine era segnata anche quando nessuno lo sapeva ancora, men che meno Adrian Borland.

mercoledì, 24 maggio, 2017

 

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