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lunedì 31 luglio 2017

Bellezza



Riordinando e archiviando le foto dell'ultimo viaggio che ho fatto con la Gio', mi sono reso conto di una situazione abbastanza paradossale che credo riguardi anche voi.

Siamo, chi piu' e chi meno ma un po' tutti, naturalmente attratti dalla "bellezza da rivista di moda". E certo, i modelli di bellezza proposti da Vogue/ Versace sono diversi da quelli di Kinfolk/ Toast, per dire. I primi sono altezzosi, sguaiati e aggressivi, con tanto rosso e tanto nero, mentre i secondi sono poetici, gentili e rilassati, con tanto bianco e tanto blu. Ma un po' tutti propongono alla fine gli stessi canoni ideali di perfezione fisica (altezza, proporzioni, ecc.).

Poi, invece, capita che riordinando le foto di viaggio ci rendiamo conto che sono proprio le nostre imperfezioni a renderci unici, e che e' quell'unicita' imperfetta a rendere adorabile la persona che amiamo. Che la definisce come proprio lei, diversa dal resto del mondo (quel mondo con il quale siamo tanto desiderosi di instaurare una relazione armonica, ma che cosi' poco corrisponde ai nostri ideali di armonia).

Pensavo oggi, riguardando quelle foto, che non amiamo davvero una persona fino a quando non impariamo ad amare i suoi difetti. Non a non vederli piu', che e' diverso. Proprio ad amarli.