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Ambiente Uguaglianza Tempo

venerdì 21 luglio 2017

Brexit, un anno dopo



Sono passati quasi 13 mesi dal voto. In questi 13 mesi non e' stato fatto alcun progresso.

Contemporaneamente il successo economico del Regno Unito si e' squagliato come neve al sole e oggi l'economia britannica e' il fanalino di coda del G7. La City perde pezzi ogni giorno.

La sterlina non vale piu' nulla. Oggi e' a 1.11 euro. Un paio di anni fa viaggiava oltre 1.40.

Mi domando se si sia verificata in precedenza nella storia una situazione simile. Un Paese la cui economia va molto bene che decide di votare al 52% (quindi con una risicatissima maggioranza) un cambiamento di rotta radicale.

E che di fronte alle conseguenze catastrofiche di questo suicidio di massa non decide di fare una realistica marcia indietro quando e’ ancora possibile.

La Brexit e’ di fatto irrealizzabile, ora credo sia evidente a tutti. In 13 mesi non si e’ andati da nessuna parte. Il governo della confusa May e’ debolissimo e litigioso. L’opposizione cresce ogni giorno. 

Qualcuno ha scritto che chiedere di uscire dall'Unione Europea e’ come se dopo aver fatto una torta si dicesse che il sapore non e’ buono e si chiedesse di riavere indietro, integre, le uova che sono state utilizzate per l’impasto.

Mi sembra indicativo il fatto che nessun Paese europeo ha deciso di seguire l'esempio britannico, che i candidati anti-europeisti abbiano perso ovunque e che i 27 oggi sono piu' coesi che mai. 

Svegliati dal delirio, Regno Unito!

2 Comments:

Blogger albertocchio said...

tutto vero Fabio… e spero che questo "delirio" serva a far capire a quelli che ci hanno fatto un pensierino che a volte, come per i regali, basta il pensiero. Prendiamolo come un test per il resto dell'Europa, mi dispiace che il prezzo sia così alto per voi…
salù messiè

venerdì, 21 luglio, 2017

 
Blogger Fabio said...

Il messaggio che questa esperienza insegna e' che va riformata l'Europa, rendendola un'accogliente "casa comune" come nell'intenzione dei padri fondatori di questa idea.

Ma appunto, il messaggio e' chiaro, limpido. Non ha senso continuare a sbattere contro il muro come sta facendo il Regno Unito. Si stanno facendo del male e nient'altro.

Tra l'altro il messaggio della campagna Leave era che l'Europa avrebbe costretto il Regno Unito a accettare una quota di migranti. Quote di migranti che di fatto solo l'Italia (non credo nemmeno piu' la Grecia dopo l'accordo con la Turchia) si ostina a chiedere ricevendo solo dinieghi, da tutti.

Immagino non ti sia sfuggito quello che ha dichiarato ieri, senza vergogna, il ministro degli esteri austriaco.

venerdì, 21 luglio, 2017

 

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