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Prospettive musicali e altri racconti

domenica 26 agosto 2018

Prospettive Musicali del 26 agosto 2018.


Le musiche di stanotte le abbiamo tratte da:

JIMI HENDRIX
Cornerstones 1967 - 1970

NABIHAH IQBAL
Weighing of the heart

DAVID MURRAY/ GERI ALLEN/ TERRI LYNE CARRINGTON
Perfection

THOMAS STRONEN/ TIME IS A BLIND GUIDE
Lucus

NICOLAS MASSON
Travelers

JOHN SURMAN
Invisible threads

NIK BARTSCH'S RONIN
Awase.

Ascolta il programma.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.



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domenica 19 agosto 2018

Prospettive Musicali del 19 agosto 2018.

Le musiche di stanotte le abbiamo tratte da:

JOSHUA REDMAN/ RON MILES/ SCOTT COLLEY/ BRIAN BLADE
Still dreaming

JUN MIYAKE
Lost memory theatre - act 3

ARTURO STALTERI
Low and loud

NICOLAS MASSON
Travelers

STEVE TIBBETTS
Life of

MARC SINAN/ OGUZ BUYUKBERBER
White

NIK BARTSCH'S RONIN
Awase.

Ascolta il programma.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.


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martedì 14 agosto 2018

Autori consapevoli della nostra vita.



A titolo di semplice utente come siamo tutti e senza demonizzare la rete, ci mancherebbe, vorrei ribadire due pericoli da tenere sempre presenti.

Il primo e' quello di abitare all'interno di cerchi chiusi che non comunicano tra di loro. Leggo e seguo solo chi conferma il mio pensiero.

Il secondo e' quello di rimanere imprigionati nel rullo a ciclo continuo di notizie e commenti.

Dal primo pericolo ci si difende con la curiosita' di comprendere le ragioni dell'altro. Anche, se necessario, per proteggerci da un modo di pensare superficiale e grossolano che trova nella rete fertile terreno di coltura.

Dal secondo trasformando il continuo in discreto. Quando eravamo ragazzi ci informavamo due volte al giorno, la mattina comprando i giornali e la sera guardando il telegiornale. Aggiornandoci un paio di volte su cos'e' successo nel mondo, si ha tempo di riflettere, di elaborare con calma un'opinione senza essere vittime della rincorsa all'ultima notizia e all'ultimo post.

Torniamo autori consapevoli della nostra vita, insomma.

venerdì 10 agosto 2018

A Simona e a quelle scoperte che sembrava non sarebbero finite mai.



"Credo che, per chi scrive, un’età fondamentale sia quella della adolescenza: quando ancora non si fa parte del mondo degli adulti, ma si sente che la vita vera sta per arrivare, e si fanno le grandi scoperte, si provano le prime emozioni forti e ci si accorge che il mondo è fatto anche di libri, canzoni, film, quadri.

Quando ci si accorge, ad esempio, che la letteratura non è solo quella materia barbosa che si deve studiare a scuola, ma una cosa viva, che parla di esperienze che anche noi saremo destinati a fare e che per il momento possiamo solo vivere di riflesso, immedesimandoci in un qualche personaggio.

È in questa età che si viene segnati, in un modo o nell’altro”.

Daniele Benati, Qualcosa, Paolonori.it.


Non avevo ancora letto La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano. L'ho divorato in pochi giorni.

E' un libro bellissimo. L'episodio della laurea (Mattia che non vuole che nessuno lo vada a sentire e che poi quando viene proclamato dottore si sente molto solo fino a quando non incontra in biblioteca Alice) e' identico a quello che vissi io.

Il numero primo era Simona, che poi avrebbe lasciato questa Terra solo qualche anno dopo. Aveva solo 27 anni quando parti', chissa' dov'e' ora e se mi puo' leggere e sentire che tutto il nostro affetto e' rimasto cristallizzato a quei giorni.

La colonna sonora di quel periodo (Disintegration dei Cure, appena arrivato alla redazione della radio con la quale collaboravo allora) e' proprio la stessa citata da Giordano in quell'episodio. Anche per questo leggendolo sono sobbalzato sulla sedia.

A legarci fu proprio quella scoperta che il mondo è fatto anche di libri, canzoni, film, quadri: di un orizzonte emozionale infinito. Non e' una scoperta che devo esclusivamente a Simona. Quando ci conoscemmo quel percorso era gia' iniziato per entrambi.

Ma per un tratto di vita condividemmo letture, dischi, mostre, cineforum (parola bellissima e dimenticata), passeggiate nella natura, discussioni che non finivano mai. Senza quella condivisione sarei stato completamente solo e forse mi sarei perduto.

Il libro di Giordano mi ha riportato a quegli anni, a quell'energia, a quelle scoperte che sembrava non dovessero esaurirsi mai.

Se ho un augurio da fare a un giovane di oggi e' che dimentichi il telefonino e i social e viva proprio quelle esperienze, con tutta la loro confusione, con tutta la loro energia, con tutto quel patrimonio di emozioni che ha lasciato dietro di se' e che non mi abbandonera' mai.

(E domani la Gio' e io, perche' appunto i libri vanno condivisi con chi amiamo, abbiamo deciso che iniziamo Divorare il cielo).

domenica 5 agosto 2018

Per cui in questo mondo proprio non mi ritrovo.



Mi sono spesso domandato da cosa dipenda, ma d'istinto io sto sempre dalla parte dei piu' poveri, degli ultimi, di chi subisce. Trovo insopportabili i campioni, i vincenti, i padroni. Mi danno sui nervi le premiazioni, i trofei, lo champagne.

L'ideale di mondo che ho in testa io non ha ne' vincenti ne' perdenti, ne' ricchi ne' poveri. La ricchezza privata e' socializzata, i trasporti pubblici sono gratuiti e efficienti, la sanita' ottima, le scuole all'avanguardia, la casa e il lavoro garantiti a tutti. Si lavora tutti, 4 o 5 ore al giorno facendo cio' che serve alla comunita'. Poi si suona, si scrive, si disegna, si coltivano l'orto e il giardino, si passeggia contemplando la natura.

Per cui in questo mondo proprio non mi ritrovo.