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Un taccuino di brevi riflessioni su vita, arte, societa'

martedì 27 novembre 2018

Nessuno sconto.



La Brexit per noi immigrati ha significato cambiare le regole del gioco a gioco in corso.

Immaginate di giocare, che so, a Monopoli. E mentre state giocando le regole cambiano. O meglio cambiano solo per alcuni giocatori, quelli che non sono nati qui. I quali in base alle nuove regole possono solo perdere.

Voi come vi sentireste?

Che rispetto avreste dei giocatori nativi del luogo che hanno cambiato le regole per svantaggiarvi?

Io non voglio trascendere. Non voglio nemmeno dar loro la soddisfazione di diventare razzista nonostante ce ne sarebbero i presupposti: non si tratterebbe di pre-giudizio, ma di un post-giudizio ben motivato.

Quello che desidero pero' e' che subiscano fino in fondo le conseguenze della loro decisione dato che due anni e mezzo per rinsavire li hanno avuti. E soprattutto chiedo che l'Europa non faccia loro sconti.

domenica 25 novembre 2018

Interviste.



Il mio amico Marco mi ha suggerito questa bella intervista a Emily Nemens, nuova direttrice della Paris Review.

Sapete cosa mi colpisce in interviste come questa? L'essenzialita' delle domande.

Ho sempre pensato di non essere un bravo intervistatore. E ho sempre declinato l'offerta di intervistare musicisti, se non proprio quei pochissimi che desideravo incontrare perche' ne seguivo il lavoro da molti anni, come Patti Smith o Will Oldham.

Preparare la lista delle domande mi richiese molti giorni di studio di precedenti interviste, ripensamenti, riscritture.

Le interviste andarono bene. Patti Smith mi fece dire dalla sua agente che le era molto piaciuto parlare con me e che sarebbe stata disponibile tutte le volte che avessi desiderato contattarla. Will Oldham era cosi' preso dalla nostra conversazione che fece saltare l'intervista successiva. In quel caso, l'addetta stampa della Domino mi mando' una mail diciamo non proprio gentile.

Ma questo non basto' a farmi cambiare idea, e da allora ho sempre evitato di ospitare artisti alla radio nonostante le numerose richieste che noi di Prospettive Musicali riceviamo.

Poi leggi un'intervista come quella del link e capisci tante cose. Che un'intervista puo' essere fatta di domande molto semplici. Una riga. Chiare. E' l'intervistato che rende l'intervista interessante, interpretando la domanda.

Ci devo pensare, e magari riconsiderare la mia posizione.

venerdì 23 novembre 2018

Vivere con poco.



Ho gia' scritto parecchi post (l'ultimo credo sia questo) su quanto mi piace quel semplice atto di ribellione che e' il non-acquisto.

Per esempio, da anni compro vestiti solo quando quelli che ho indossato e lavato molte volte vanno sostituiti. Il mio guardaroba e' veramente essenziale: composto di tessuti di buona qualita' che durino nel tempo e di pochissimi colori che posso mischiare tra loro anche un po' casualmente. Bianco, grigio, nero, blu, azzurro.

Tutto quello che entra nei piccoli appartamenti dove vivo, qui a Londra e a Milano, deve seguire due semplici regole: non posso farne a meno, ed e' fatto per durare. I gadget elettronici e digitali per esempio sono completamente esclusi.

Di conseguenza, prima di comprare una cosa (un vestito, un disco, un utensile, un libro, una rivista) ci penso molte volte. Non ricordo l'ultima volta che ho fatto un acquisto d'impulso.

Percio' sorrido quando mi arrivano nella posta offerte caratterizzate da un senso di urgenza. Il venerdi' nero e' un'ottima occasione per non comprare nulla. Che sia, per i negozianti scocciatori, nerissimo.

Meta' prezzo? Due per uno? Scade domenica 25 novembre? Tenetelo pure voi, sto bene cosi'.

E comunque, non c'e' modo migliore per difendersi dalle strategie di marketing che conoscerle.

giovedì 22 novembre 2018

RIP England (terza parte).



"Britain is now in panic mode, held hostage by a foolish plan gone really really bad.

Theresa May has been cornered by her own party, which is plotting to get rid of her. She is mocked by the opposition and laughed at by the EU.

Populist promises such as the one she made this morning to stop EU migrants “jumping the queue” spread resentment towards European citizens like me. Not only did we play no part in this mess, but we work here legally and contribute to the country in many different ways.

Since I started working as a photographer I’ve paid my taxes and national insurance contributions and jumped no queues whatsoever. No, I’ve earned the benefits I enjoy – a happy and constructive existence in London – through sheer hard work.

Since the referendum in 2016 I have noticed an alarming increase in both veiled and more explicit verbal abuse based on my nationality and my Mediterranean appearance.

British-born people without another nationality are the ones who will be forced to deal with an unrecognisable Britain, bitter and corrupted, the victims of an Etonian gamble gone very wrong.".

Quello che vi ho riportato qui sopra e' un estratto/ sintesi di un articolo pubblicato dal Guardian e scritto da un fotografo italiano che vive a Londra dal 1996.

Come me, ha visto una Londra meravigliosa, aperta e accogliente di ogni diversita'. Oggi il contesto culturale e' cambiato profondamente. L'Inghilterra e' un Paese irriconoscibile, come dice bene l'articolo. Come europeo sono stato abusato verbalmente ormai svariate volte dopo il referendum. 

Ora ho iniziato a temere per la mia incolumita' fisica, dopo che dagli abusi verbali si e' passati alla violenza. Quando passo davanti a un pub ormai per sicurezza cambio marciapiede.

E' una situazione che per noi Europei si e' fatta insostenibile. Non so proprio come finira'.

Umanamente capisco la loro frustrazione. L'Unione Europea li ha messi in ginocchio. Sanno benissimo che tra qualche anno dovranno strisciare come vermi chiedendo di rientrare nell'Unione. Ma questa non e' una buona ragione per prendersela con noi. Hanno fatto tutto da soli.

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venerdì 16 novembre 2018

RIP England (reprise).



Ieri sera dopo la presentazione del suo nuovo libro al Teatro Dal Verme, mentre camminavamo verso l'albergo dove sta in questi giorni, Jonathan Coe mi ha detto una cosa sulla Brexit che non sapevo.

Il 19 gennaio 2019, per semplici cause demografiche naturali (la morte degli elettori piu' anziani, che hanno fatto vincere Leave), se anche nessuno avesse cambiato idea rispetto al voto del 2016 il Regno Unito si trasformera' in un Paese pro-Remain. Lo chiamano crossover day.

Quindi il 29 marzo, giorno in cui il Regno Unito lascera' l'Unione, la maggioranza dei cittadini vorra' rimanere.

Jonathan l'ha chiamata "suprema ironia", non saprei dirlo meglio.

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giovedì 15 novembre 2018

RIP England.



"I’ve lived in London for three years. I hadn’t spent much time in Britain before my arrival and had no particular feelings toward the English. I expected them to react to me with similar neutrality. What I didn’t expect was the toxic mix of dismissal and casual disdain.

What kills you is their ignorance.

Two weeks ago I visited Birmingham while the Conservative Party Conference was being held. All around me were examples of the worst elements of the English ruling class: their solipsism, their hatred of the poor, their amazing rudeness.

A man in a boater hat and cravat, drinking Champagne and smoking a cigar, ignored a homeless woman asking for change and then chided me when I gave her some".

MEGAN NOLAN
The New York Times.


Ieri sera dopo il lavoro la Gio' e io siamo passati a fare una spesa veloce all'Esselunga vicina all'ufficio dove lavoriamo quando siamo a Milano. Mentre eravamo in una coda per pagare, ci siamo sentiti chiamare dalla coda di fianco alla nostra. Era una signora dallo sguardo sorridente e gentile che ci ha invitati a passarle davanti dopo aver visto che avevamo solo 3 articoli da pagare.

Per me Milano e' questa cosa qui. La gentilezza di tanti nostri concittadini. Ed e' Jazz Mi, e' Bookcity, e' la Music Week, iniziative che si susseguono a breve distanza e trasformano questa meravigliosa citta'. Ad ogni angolo, in ogni quartiere trovi presentazioni di libri, lectures, musica.

Londra in 17 anni l'ho vista morire. Nel 2001, quando mi trasferii, era una citta' vitale, fantastica. Nel 2018, Londra e' una citta' viva quanto e' vivo un cadavere. Quanto sono vivi Theresa May e il suo governo. Quanto e' viva l'economia inglese, la loro ridicola moneta, quanto e' viva la loro patetica regina con il cappellino da pagliaccia, quanto e' vivo il vomito di ubriachi e ubriache (le donne inglesi meritano un post a parte) che devi schivare il sabato mattina. A Milano ci sono presentazioni di libri. A Londra c'e' il vomito. Fa differenza.

Non c'e' nemmeno bisogno di scadere desiderando una vendetta per il loro cupo razzismo, per il "toxic mix of dismissal and casual disdain" del quale parla il New York Times. Hanno fatto tutto da soli. Si sono suicidati.

Sinceramente, sono fatti loro. Il mondo e' grande e bellissimo. L'Europa e' meravigliosa.

Dimentichiamoli, per sempre. Celebriamone la morte con allegria, dato che e' cio' che hanno scelto votando Leave.

Riposa in pace, Inghilterra.


Oggi alle 18.35 per chi ha tempo di ascoltare saro' in diretta a Radio Popolare, FM 107.6, per parlare di Brexit.

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domenica 11 novembre 2018

Prospettive Musicali dell'11 novembre 2018.



Le musiche di questa notte le ho tratte da:

BIG YOUTH
Screaming target

U ROY
I am the originator

GIL SCOTT-HERON
The revolution will not be televised... plus

WOLFGANG MUTHSPIEL
Where the river goes

JAKOB BRO
Bay of rainbows

MARK TURNER/ ETHAN IVERSON
Temporary kings

ART ENSEMBLE OF CHICAGO
Nice guys.

Ascolta il programma.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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sabato 3 novembre 2018

Tempo, libero.



"I don't have a smartphone. My attention is one of the most important resources I have, and the smartphone is constantly trying to grab my attention. There's always something coming in.

I try to be very careful about how I use technology and really make sure that I'm using it for the purposes that I define instead of allowing it to kind of shape my purposes for me".

GQ.


Intervista tutta da leggere, che spiega bene come difendersi dalle distrazioni. Poi magari nel tempo che avete liberato guardate questo video, che invece spiega perche' lasciarsi trasportare dai propri pensieri senza un particolare centro di attenzione e' un modo efficace per farsi venire buone idee. 

Buon fine settimana, e che il nostro tempo sia davvero libero.

giovedì 1 novembre 2018

La gente non stanno bene.



Stasera, quando stava finendo la nostra seduta settimanale, ho detto all'analista danese molto ECM che in fondo in una cosa credo anch'io, e che questa cosa e' il numero due. L'analista danese molto ECM mi ha guardato, ha sorriso e ha detto che era una frase molto bella, che il numero due e' una bella cosa in cui credere.

In questo periodo sto attirando molta aggressivita', non so per quale motivo. Alla quale provo a rispondere in genere con un profondo e sincero senso di compassione, quella che i cristiani chiamano misericordia e i buddisti karuna. A me stesso dico che sono in fondo fortunato e che non ho ragione di restituire aggressivita' a mia volta.

Ecco, io penso che le persone aggressive non credano nel numero due. Non so in cosa credono, se eventualmente credono in qualcosa, ma nel numero due no. Forse credono nel numero uno, un  numero del quale mi sono liberato un po' di anni fa quando mi sono tolto l'abito (nero, nerissimo) dell'eroe romantico.

Credere nel numero uno non fa stare bene. Per chi crede nel numero uno, oggi provo un profondo senso di compassione, misericordia, karuna.