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Prospettive musicali e altre storie

mercoledì 27 febbraio 2019

La cura: 5) Le piccole gioie che fanno una grande differenza.



In questa puntata di La cura ci facciamo aiutare da un articolo che ho letto qui in rete qualche giorno fa e che fa proprio al caso nostro.

Dei 26 segni di maturita' emotiva elencati, mi ha colpito in modo particolare il numero 19, che vi ricopio integralmente:

"You cease to put too much hope in grand plans for the kind of happiness you expect can last for years. You celebrate the little things that go well. You realise that satisfaction comes in increments of minutes.

You’re delighted if one day passes by without too much bother. You take a greater interest in flowers and in the evening sky. You develop a taste for small pleasures".

Durante la fase acuta della depressione, avevo perso del tutto la capacita' di vedere le piccole gioie come quelle citate nell'articolo.

***

La guarigione e' iniziata quando ho ricominciato a prendere coscienza di momenti piacevoli molto quotidiani, a volte davvero minimi. Vissuti assaporando il presente, sapendo che magari si trattava solo di parentesi, piccole oasi nel deserto. Canape' in un giorno buio, come forse li definirebbe Ghostpoet che sta uscendo dal mio stereo mentre scrivo questo post. Senza costruire aspettative, senza fare progetti.

A quelle sensazioni mi sono aggrappato con un senso di gratitudine. Ho iniziato a prenderne nota, a descriverle nel Moleskine che porto sempre con me.

E' stato un passaggio molto importante del processo di guarigione.

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mercoledì 20 febbraio 2019

La cura: 4) Uno stato imperturbabile del vivere.



Atarassia era il nome che i filosofi stoici e epicurei attribuivano all'imperturbabilita' che nasce dalla conoscenza e soprattutto dalla conoscenza di noi stessi.

Mi sono chiesto spesso se abbia cosi' tanto senso controllare le nostre emozioni per raggiungere l'imperturbabilita'. Successe soprattutto durante un'estate che trascorsi un quarto di secolo fa in un ashram nella remota regione indiana del Bihar, meditando e praticando yoga. Nemmeno dopo quell'esperienza trovai una risposta.

Durante il percorso di guarigione, ancora una volta mi sono domandato: esiste un modo per diventare imperturbabili alle emozioni negative e pero' sentire tutta la forza vitale del nostro migliore essere umani, il prana delle filosofie orientali?

***

Ho iniziato questo cammino di ricerca, provando ad adottare un cambio radicale di prospettiva. Prova a considerare chi si comporta male con te come una persona in stato di sofferenza, offesa dalla vita, mi sono detto. Sotto alla superficie che mostra al mondo deve per forza sentirsi poco amata o poco realizzata se si comporta cosi'.

Ho fatto cosi' un tentativo di tendere una mano a una collega particolarmente difficile. Una persona in posizione di grande potere e a me molto ostile. Purtroppo, e lo ammetto con un senso di sconfitta, non e' servito a nulla.

Allora mi sono fatto coraggio, perche' un po' di coraggio ci vuole. E ho porto l'altra guancia. Degli insegnamenti evangelici, se ne avete fatto laicamente esperienza, sapete che hanno poco a che vedere con una eventuale ricompensa futura. Molti fanno stare bene qui e ora.

Come mi sarei aspettato, alla prima occasione quella persona mi ha colpito, per umiliarmi ancora una volta. Io pero' ero altrove, mi verrebbe da scrivere su un piano di realta' diverso. E cosi', non ho sentito nulla se non un umano senso di compassione per la sua condizione. Sono rimasto per la prima volta imperturbabile.

***

La mia esperienza suggerisce che spesso non abbiamo la possibilita' di cambiare la realta'. Ma scegliere di osservare il mondo attorno a noi da una prospettiva nuova e diversa lo possiamo fare sempre e dipende solo da noi.

L'imperturbabilita' alle emozioni negative non ha alterato il mio trasporto nei confronti delle persone e delle situazioni che mi suscitano emozioni positive, anzi. Mi e' capitato in questi ultimi mesi di provare un entusiasmo molto spontaneo. E pero' in alcune situazioni che lo richiedevano ho esercitato un senso di distacco consapevole, uno stato atarassico del vivere che mi ha protetto dalla sofferenza e fatto fare un passo decisivo nel cammino di guarigione.

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domenica 17 febbraio 2019

Prospettive Musicali del 17 febbraio 2019.


Le musiche di stanotte le trarremo da:

VV. AA.
Black man's pride 2

ART ENSEMBLE OF CHICAGO
Urban bushmen
The third decade
Nice guys
Full force.


Ascolta la prima parte.

Ascolta la seconda parte.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul web. Seguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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venerdì 15 febbraio 2019

La cura: 3) Il linguaggio.



Osservavo qualche settimana fa durante una seduta con l'analista danese molto ECM che il mondo attorno a me non e' cambiato molto, in un anno. Ma che e' cambiato in modo radicale il mio modo di guardarlo e definirlo.

Il nostro mondo e' definito dal linguaggio che usiamo per descriverlo a noi stessi. In questo senso, per guarire da ansia e depressione e' stato per me essenziale lavorare con cura sul mio linguaggio.

Prima di tutto, l'ho ripulito dalle espressioni volgari. Fa una grande differenza. Si acquisisce una maggiore precisione, perche' ci costringiamo a definire le nostre emozioni negative e quindi a comprenderle. Che e' il primo passo per cercare di rimuoverle o decidere di accettarle.

Poi ho cercato di renderlo il piu' possibile ricco, un po' come quando scrivo o parlo alla radio. In questo mi ha molto aiutato il lavoro autobiografico che e' alla base dell'analisi: raccontare ricordi con precisione e da una prospettiva soggettiva profonda.

Il risultato mi ha molto stupito, perche' il mio modo di definire la realta' - contesti, persone, situazioni - ha acquisito colori e profondita' che prima non possedeva.

Mi farebbe piacere, se deciderete di cimentarvi in questo esercizio, che tra qualche settimana mi raccontaste se anche voi avete provato lo stesso senso di sorpresa e scoperta.

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martedì 12 febbraio 2019

La cura: 2) Accettazione.



Premessa essenziale di questa serie di post e' che ho scelto consapevolmente un taglio personale. Ho deciso di tenermi lontano dalla teoria, che del resto conosco solo in parte.

La cura e' un racconto della mia esperienza con la malattia. Sono osservazioni scritte da chi sta scalando piano piano una montagna, non consigli di una guida alpina. Per quelli ci sono gia' molti siti professionali ai quali vi rimando.

L'accettazione, della quale vi vorrei parlare in questo post, e' un tema in qualche modo ambiguo e puo' avere senso definire la linea netta di confine tra accettazione e rassegnazione. L'accettazione la associo a un atteggiamento in qualche misura positivo, la rassegnazione a un'ammissione un po' grigia di sconfitta, non liberata da recriminazioni.

A differenza della rassegnazione, l'accettazione aiuta a superare la depressione e l'ansia perche' mette un punto al nostro passato. Accettando, chiudiamo una porta alle nostre spalle. Cominciare da zero, senza portare con noi il pesante bagaglio del nostro passato, ci consente di scalare la montagna con maggiore agilita'.

***

Ricordo molto bene la prima seduta di psicoterapia. Ho affermato qualcosa tipo: se avessi fatto xyz, adesso ecc. ecc. L'analista danese molto ECM non mi ha nemmeno lasciato finire la frase. Evento credo unico in tutte le nostre conversazioni, mi ha interrotto con fermezza. Lei non ha fatto xyz, ha detto perentoria, quindi quello che sarebbe successo se avesse fatto xyz non lo sa e non lo potra' sapere mai.

Non abbiamo fatto xyz. Accettiamolo. Possiamo ancora farlo? Allora mettiamoci d'impegno. Non possiamo piu' tornare indietro? Dimentichiamo xyz. Ma senza un senso di grigia rassegnazione. Abbiamo fatto altre scelte, che in quel momento ci sembravano quelle migliori per noi.

Il passato e' passato. Accettiamolo per quello che e' stato. Abbracciamolo quel passato e perdoniamo noi stessi per i nostri inevitabili e umanissimi errori.

Una volta conquistato un senso di sincera accettazione, possiamo guardare davanti a noi. E fare qualcosa di nuovo, introducendo elementi di discontinuita' nelle nostre vite.

***

Un'osservazione che vale per questa e per altre parole chiave che affronteremo nei prossimi episodi di La cura: non si procede in modo lineare nella consapevolezza.

E' piu' un sentiero percorrendo con caparbieta' il quale si incontrano quelli che Platone e Aristotele chiamavano atti noetici, salti improvvisi della coscienza. Alla meta si giunge con il pensiero logico dialettico, ma in qualche modo sospendendone il controllo razionale. Lasciandosi un po' trasportare.

All'accettazione io sono giunto dopo averci riflettuto molto, ma se devo essere sincero quando non me lo sarei aspettato. Un mattino mi sono trovato di fronte a un dilemma che avevo rimosso per un'intera settimana, spostando un impegno perche' non sapevo come affrontarlo.

Dopo una settimana, non mi e' piu' stato possibile posticiparlo ancora. Cosi' ho scelto. Ho pronunciato a me stesso il celebre aforisma di Gandhi, sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. E mi sono buttato un po' nel vuoto. Per farlo, ho dovuto spingere in un angolo il mio ego, sospenderlo completamente. Metterlo in condizione di non ostacolarmi.

***

Quel mattino ho scoperto di avere ali che non sospettavo di possedere. Invece di cadere, sono planato dolcemente.

A quel punto ho capito che era successo. Con tanta fatica, avevo raggiunto l'accettazione. Sapevo volare, perche' ero, finalmente, leggero.

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domenica 10 febbraio 2019

Prospettive Musicali del 10 febbraio 2019.


Stanotte ascolteremo musiche tratte da:

VV. AA.
Black man's pride 2

MOSE
Film musik

MARK ISHAM
Arkangel original music

ART ENSEMBLE OF CHICAGO
A Jackson in your house

MARK TURNER/ ETHAN IVERSON
Temporary kings

WOLFGANG MUTHSPIEL
Where the river goes

MARCIN WASILEWSKI TRIO
Live.


Ascolta la prima parte.

Ascolta la seconda parte.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.


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sabato 9 febbraio 2019

La cura: 1) Chiedere aiuto.



Io ci ho messo tanto tempo prima di chiedere aiuto. Alcuni mesi. Sono sempre stato un po' pessimista e malinconico, mi dicevo. Passera' anche questa volta.

E invece no, ogni notte veniva a trovarmi, puntuale. Tra le 4 e le 4.30. Mi svegliavo ed era li' ad aspettarmi. Tutte le notti mi diceva le stesse cose. Che la mia vita non vale niente. Che non sono bravo a fare nulla. Che le persone attorno a me mi evitano. Che presto avrei perso il lavoro. Che la vita mi ha offerto tante opportunita' e non sono riuscito a coglierne nessuna.

Rimuginavo la giornata precedente e interpretavo ogni segnale in negativo. Non meriti nulla, non significhi nulla, mi dicevo. Il buio diventava un peso opprimente.

Non soffrite in silenzio, come ho fatto io. Chiedete aiuto prima di stare cosi' male.

Le tipologie di cura disponibili sono essenzialmente tre: psicoterapia, terapia cognitivo-comportamentale e terapia farmacologica.

Io quest'ultima ho scelto di rifiutarla, per cui non ve ne so parlare. Ma posso affermare di avere tratto beneficio dalla psicoterapia con elementi di terapia cognitivo-comportamentale. Una seduta settimanale, con tanto lavoro di auto-analisi scritta tra una e l'altra.

Qualsiasi scelta terapeutica sceglierete, ricordate: non tenetevi il male dentro. Chiedete aiuto.

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giovedì 7 febbraio 2019

La cura.



Sabato mattina, mentre sotto un bel cielo azzurro camminavo da casa in direzione Tate Modern, mi e' venuta l'idea per una serie di post che ho intenzione di pubblicare nelle prossime settimane.

Sapete gia', perche' ne ho gia' scritto svariate volte, che l'anno scorso di questi tempi mi sono stati diagnosticati una depressione moderatamente grave e uno stato ansioso grave. Ne scrivo con una certa tranquillita', perche' immagino che siate a conoscenza che una persona su quattro - e secondo studi recenti anche di piu' - nel corso della propria vita soffre di questa tipologia di disturbo. Non vi e' quindi nulla di cui vergognarsi. Once in a lifetime (cit.) puo' capitare a tutti.

Nei prossimi giorni, vorrei raccontarvi che cosa mi ha aiutato a uscire lentamente, giorno dopo giorno, dalla fase acuta della malattia. Che cosa ho imparato. Mettendo in comune la mia esperienza spero di dare a chi passa di qui una mano per prevenire o alleviare depressione, distimia, ansia.

Useremo come punto partenza di ogni breve post di questa serie - che chiameremo "La cura" - una parola chiave, che ho isolato da ore e ore di colloqui con la psicoterapeuta che mi ha assistito.

La cadenza sara' un po' simile a quella che uso a dicembre quando scrivo la lista dei dischi dell'anno: un post ogni tanto. Intervallato da altri argomenti, senza fretta. Un'idea alla volta, con tanto tempo per farne esperienza.

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martedì 5 febbraio 2019

La pacchia.



Ha detto Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, che prima di intraprendere l'ultimo tratto di viaggio verso l'Europa, i genitori vestono i loro bambini a festa perche' arrivino da noi in ordine.

Poi ha raccontato:

"Tempo fa hanno portato a Lampedusa una ragazza giovane che aveva perso l'uso delle gambe. L'avevano violentata fino a paralizzarla. È arrivata con una bambina. La mamma era in condizioni ai minimi termini, non pesava più di trenta chili.

Quando abbiamo dato alla bambina i biscotti, lei non li ha mangiati. Li ha sminuzzati e imboccava la mamma come un uccellino. Erano sei mesi che si prendeva cura della mamma. Aveva quattro anni. Quando le abbiamo dato un giocattolo non lo ha voluto, non era più una bambina".

sabato 2 febbraio 2019

Perche' ho avuto fame e mi avete dato da mangiare: il tempo dei silenziosi e dei gentili.



Ha scritto il poeta Franco Arminio:

Il rancore è un ferro vecchio.
Sta per venire il tempo
dei silenziosi, dei gentili.


Io credo che abbia ragione. Pensare in modo rancoroso, competitivo, divisivo e' ormai anacronistico. Perche' porta all'elaborazione di risposte sbagliate. E le risposte sbagliate - soluzioni semplicistiche, capri espiatori di convenienza - impediscono la risoluzione dei problemi del presente. Che sono concreti, reali e per molti, per troppi, dolorosi.

Molto meglio sviluppare un senso di solidarieta', accoglienza, comunione, fratellanza consapevole e disinteressata. Come in questo esempio meraviglioso.

"Nel corso della mia vita ci sono stati momenti in cui ho davvero patito la fame, quindi so cosa significa e come ci si sente quando si è soli ed emarginati. Questo è il mio contributo".

Perche' ho avuto fame e mi avete dato da mangiare.