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Un taccuino di brevi riflessioni su vita, arte, societa'

mercoledì 27 marzo 2019

Una nazione di dementi.



"With nothing meaningful to say about our future, we’ve retreated into the falsehoods of the past, painting over the absence of certainty at our core with a whitewash of poisonous nostalgia. The result is that Britain has entered a haunted dreamscape of collective dementia, a half-waking state in which the previous day or hour is swiftly erased and the fantasies of the previous century leap vividly to the fore".

THE NEW YORK TIMES
Britain is drowning itself in nostalgia.

sabato 16 marzo 2019

Il fiocco di neve dal quale e' nata la valanga.



Ieri sera guardavo il telegiornale italiano. Parlavano dello sciopero per l'ambiente, che e' l'evento piu' bello e importante degli ultimi anni. Centinaia di migliaia di ragazzi che in tutto il mondo marciano per chiedere e offrire cambiamenti radicali nel nostro stile di vita. Che salvino l'ecosistema e con esso la qualita' profonda delle nostre vite. E le nostre anime.

A un certo punto hanno intervistato alcuni ragazzi. Hanno inquadrato un ragazzino sui 13 o 14 anni,  con gli occhiali. Marciava serio, un po' pensieroso, un po' per conto suo. Gli hanno chiesto: tu sai chi e' Greta Thunberg?

Lui sembrava preso alla sprovvista, ci ha pensato un paio di secondi. Poi ha guardato la giornalista. Certo, ha detto, e' il fiocco di neve dal quale e' nata questa valanga.

Stavo cenando e mi e' rimasta la forchetta a mezz'aria. Ho fermato il nastro. Sono tornato indietro di 20 secondi perche' credevo che la mia immaginazione si fosse inventata tutto. Ho rivisto quei 20 secondi.

E improvvisamente ho capito che una speranza di un cambiamento radicale c'e', se al mondo esiste un ragazzino come quello.

mercoledì 13 marzo 2019

Una nazione di pagliacci.



"Then came the vote. Things fall apart. Again. The entire country reduced to a third-rate reality freak show. An international laughing stock. Anarchy in the UK. We mean it, man!".

THE GUARDIAN
As the losses take their toll, May is now a leader in name only.

venerdì 8 marzo 2019

Aria fresca che profuma di stelle.



"Most men, the herd, have never tasted solitude.

They are never alone, they never commune with themselves. And when a solitary man crosses their path, they fear him and hate him like the plague; they fling stones at him and find no peace until they are far away from him. 

The air around him smells of stars, of cold stellar spaces; he lacks the soft warm fragrance of the home and hatchery".

Letter to a young German.


Ogni tanto amo riservarmi una domenica solitaria, tutta per me. Se il tempo lo permette faccio una lunghissima passeggiata nel verde, in genere ad Hampstead Heath. Se invece piove vado da qualche parte a leggere. Tra le mete preferite ci sono la bella libreria Waterstone di Bloomsbury, con le sue poltroncine di vimini davanti alle grandi finestre ai piani superiori e il caffe' molto buono al piano terra, o quella nuova della Tate Modern con la sua sterminata selezione di riviste indipendenti e il tavolo da lettura. Il tempo vola, ogni volta.

Qualche tempo fa, in una di queste domeniche solitarie ho fatto un esperimento. Ho iniziato a passeggiare per Regent's Park con una regola precisa: ogni volta che mi trovavo a un bivio sceglievo la direzione dove vedevo meno persone. Dopo qualche bivio mi sono trovato completamente solo. Ho visto a distanza una panchina in parte coperta di foglie cadute. L'ho raggiunta. Mi sono seduto. Ho fatto qualche respiro profondo. Mi sono immerso in quel silenzio e in quei colori cosi' naturali lasciandomi trasportare, con la sensazione di non avere bisogno di nient'altro. Di avere trovato tutto quello che cercavo. 

Spesso la mattina o la sera quando attraverso le sopraelevate del Barbican mi capita di incontrare persone che si godono la compagnia propria e della loro macchina fotografica. Trovo questi flaneur urbani bellissimi. Mi fanno sempre pensare che la vera ricchezza sia il tempo per passeggiare, per immergersi nella lettura e nella natura.

Li guardo e capisco cosa intende Hesse quando parla di aria fresca e profumata di stelle. 

giovedì 7 marzo 2019

Due domande per decidere.



Per una fraintesa interpretazione del concetto di democrazia, una disciplina di pensiero molto raffinata qual e' la politica e' oggi gestita da tifoserie divorate dall'emotivita', dal rancore, da un acritico spirito di appartenenza pronto a scadere nella barbarie alla prima provocazione.

Mi permetto di auspicare e suggerire che a tale atteggiamento si sostituisca una serie di domande con un contenuto valoriale.

Vi spiego come ragiono io, e vi assicuro che si tratta di uno schema di pensiero molto semplice.

Di fronte a ogni misura che viene proposta io mi pongo sempre due questioni. E sulla base delle risposte che mi do, decido da che parte stare.

1) La misura che viene proposta arreca beneficio all'ecosistema?

2) La misura che viene proposta riduce le disuguaglianze?

Se la risposta e' si', allora sostengo la proposta, altrimenti la valuto negativamente. Questo indipendentemente da chi se ne fa promotore.

Con la stessa forza politica posso essere in disaccordo nel momento in cui sostiene la chiusura dei porti per impedire lo sbarco di migranti (misura che aumenta le disuguaglianze, perche' i migranti sono piu' poveri e in difficolta' di noi e quindi vanno accolti). E un momento dopo in accordo quando propone una ridistribuzione della ricchezza (il reddito di cittadinanza per esempio, che le disuguaglianze le riduce).

Non mi sembra un ragionamento difficile. E quindi mi domando perche' invece prevalga l'atteggiamento fideistico, questo bisogno di appartenenza a un gregge o all'altro, che il dibattito politico lo svilisce e lo riduce a una serie di conflitti faziosi e controproducenti all'adozione di misure che migliorino le nostre vite.

mercoledì 6 marzo 2019

In cammino.



"Tutto cio' che ogni essere umano che desidera non essere parte delle masse deve fare e' smettere di semplificarsi la vita".

FRIEDRICH NIETZSCHE
Schopenhauer come educatore.


E' uno spunto di riflessione interessante quello che ci offre il filosofo tedesco. Nel proseguimento del testo, Nietzsche parla di necessita' di liberazione, prima di tutto dalle nostre paure. E sottolinea che nessuno puo' costruire il ponte che serve a ognuno di noi per attraversare indenni il fiume della vita, se non noi stessi.

Mette in guardia da seguire strade segnate e ci responsabilizza. Suggerisce che la via e' scoscesa e tutta da inventare.

Mi ha fatto riflettere sull'importanza di incontrare compagni di cammino determinati con i quali sviluppare relazioni improntate a fiducia e solidarieta'. Persone in cammino, incapaci di accontentarsi di mezze verita'.

Alcune le ho trovate e a loro sono molto grato per quello che condividiamo, per la strada che stiamo percorrendo insieme passo dopo passo. Alcune le ho perdute. Altre sto ancora aspettando di incontrarle.

Sono le persone con le quali mi trovo a mio agio, forse le uniche delle quali in questa fase della mia vita apprezzo la presenza e la compagnia.