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Prospettive musicali e altri racconti

sabato 25 maggio 2019

16/ Prospettive Musicali del 26 maggio 2019.


Domenica Prospettive Musicali  andra' in onda in versione breve, dalle 22 alle 22.30. 

Ascolteremo un paio di classici dalla natura indefinibile. Uno piuttosto recente e uno che arriva dai profondi anni '70. Entrambi hanno abbattuto muri, definendo nuove direzioni e nuovi territori.

GHOSTPOET
Dark days + canapes

JACK DEJOHNETTE
New directions.

Alle 22.30 andra' in onda il GR e subito dopo una maratona sui risultati delle elezioni Europee, alla quale sono stato invitato a partecipare per commentare il voto nel Regno Unito.

Ascolta la puntata.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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sabato 18 maggio 2019

15/ Prospettive Musicali del 19 maggio 2019.


Ascolti:

EVAN PARKER
Boustrophedon

ROSCOE MITCHELL
Composition/ improvisation nos. 1, 2 & 3
Bells for the South side.


Lettura:

DAVID FOSTER WALLACE
Questa e' l'acqua.


Ascolta la prima parte.

Ascolta la seconda parte.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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venerdì 17 maggio 2019

14/ Soulfullness.



Tutte le volte che qualcuno cerca di convincermi a praticare la mindfulness, io rispondo che pratico gia' la soulfullness. Scritta proprio cosi', con 3 L.

Va benissimo svuotare la mente con la meditazione. Ma credo che debba accompagnarsi a riempire l'anima di amore, positivita', gentilezza, attenzioni per l'ambiente, buone letture, buona musica.

La soulfullness e' un'attitudine che puo' essere contemplativa, ma richiede anche una partecipazione attiva. Implica conoscere molto bene noi stessi, sapere cosa ci fa stare bene nel profondo. La soulfullness implica una ricerca attenta. Sapersi ascoltare. Sapere cosa stiamo cercando.

La soulfullness e' un percorso individuale o che si puo' intraprendere in coppie particolarmente affiatate e motivate o in piccoli gruppi molto coesi. 

A differenza della mindfulness, la soulfullness non si puo' insegnare. Non puo' essere ricondotta a tecniche valide per tutti, perche' ogni anima e' un mondo a se'.

lunedì 13 maggio 2019

13/ Ossigeno, miele e Dolomiti.



Ieri pomeriggio mentre passeggiavo lungo Regent's Canal immerso nei miei pensieri mi e' capitato di domandarmi quale sia la mia definizione dell'amore. L'amore, mi sono risposto, e' ossigeno, miele e Dolomiti.

E' ossigeno perche' l'amore e' naturale, come respirare. Aria pulita, fresca, pura, che ci fa sentire vivi. Senza respirare non sopravviviamo. Senza amore non esiste vera vita.

E' miele, perche' l'amore e' dolcezza del vivere. Ogni momento condiviso con chi amiamo, lascia un buon sapore, dolce e profumato, proprio come un buon miele biologico.

Ed e' Dolomiti, perche' l'amore ci eleva molto al di sopra della quotidianita'. A una dimensione di incontro luminosa di una luce calda che esalta i colori della vita. Come una vallata aperta, verde e punteggiata di fiori mossi da una brezza di vento, che il sole rende brillanti.

domenica 12 maggio 2019

12/ Quieta contemplazione.



Un articolo che si apre con il celebre aforisma di Pascal "Tutta l'infelicita' dell'umanita' deriva dall'incapacita' di starsene quietamente seduti in una stanza" non poteva non suscitare il mio interesse.

Cita due volumi parecchio interessanti, Minimalismo digitale di Cal Newport e Come far niente di Jenny Odell. Sottotitolo del primo e' Scegliere una vita focalizzata in un mondo rumoroso. Sottotitolo del secondo e' Resistere all'economia dell'attenzione.

Tema dei due volumi e' come non cadere vittime dell'eroina del ventunesimo secolo, i social media.

Non c'e' niente che il sistema teme maggiormente del pensiero. Della riflessione. Che si entri in contatto con la parte profonda e nobile di noi. Che del sistema rifiuta i presupposti e che quindi gli toglierebbe ossigeno. Soffocherebbe, finalmente, il paradigma del consumo.

E allora dobbiamo imparare a non fare nulla. A contemplare il mondo, la natura, i piccoli avvenimenti quotidiani attorno a noi. Ricercando la quiete. Cercando la bellezza in ogni cosa. E per quanto ne siamo capaci amplificandola e condividendola.

L'articolo e' un po' lungo, ma come tutti gli articoli lunghi del Newyorker lo potete anche ascoltare.

NEWYORKER
What it takes to put your phone away. 

venerdì 10 maggio 2019

11/ Condividere.



Uno dei regali piu' belli della maturita' e' che la rabbia giovanile si stempera. La sostituiamo con una ricerca di dolcezza. Con le piccole gioie quotidiane alle quali permettiamo di riempire le nostre vite. Ci concentriamo sulle esperienze e le relazioni che ci fanno sentire vivi e ci danno ispirazione.

Anche l'idea di felicita' cambia. Io per esempio ho smesso di pensare di potere essere felice da solo. Sono felice solo quando un'esperienza la posso condividere. Un percorso, una musica, una lettura.

Si diventa piu' spirituali. Nel senso che ci si affida maggiormente al cuore e all'anima quando si deve prendere una decisione.

Ieri ho ascoltato un webcast su spiritualita' e lavoro. Ha parlato tra gli altri un monaco camaldolese, bravissimo. Ha detto che dobbiamo centrarci sul nostro cuore, sentirlo come un'entita' che dia unita'. Riconciliarci con il nostro cuore. Perche' un cuore riconciliato e' un cuore che unisce.

Subito dopo il webcast gli ho scritto. Ho condiviso con lui una serie di podcast di Uomini e profeti che mi hanno appassionato. Lui mi ha risposto condividendo le parole ispirate della scuola di economia civile, per le quali lo ringrazio.

UOMINI E PROFETI: OIKONOMIA

martedì 7 maggio 2019

10/ Il perdono.



Scrivere una newsletter implica avere qualcosa da dire in modo continuativo e richiede impegno.

Sono abbonato a moltissime, e le scorro tutte. Quelle che preferisco alla fine continuano a essere quelle di Susan Cain, Maria Popova e Alain De Botton. Newsletter alle quali sono grato per avermi dato molta ispirazione negli anni e i cui spunti mi e' capitato di riprendere qui.

Da Quiet Revolution, curata da Susan Cain, ho letto oggi un bell'articolo sulla gestione positiva dei conflitti. Suggerisce di sviluppare cinque capacita':

1) La pazienza. Respirare profondamente. Contare fino a 10. Non reagire d'impulso.

2) Non perdere il rispetto per noi stessi, nonostante la situazione nella quale ci veniamo a trovare non sia favorevole. Aiutiamoci magari frequentando persone, ambienti e esperienze che ci facciano stare bene. Evitando, di converso, quelli che in questo senso non aiutano.

3) La chiarezza. Mantenersi lucidi, ridefinendo la situazione con specificita'. Un conflitto, grande o piccolo, non e' la fine del mondo se lo circoscriviamo.

4) La neutralita' emotiva. Mantenersi freddi. Non farsi coinvolgere troppo.

5) Il perdono. Che libera energie. Dimenticare le offese. Andare avanti per la nostra strada.

QUIET REVOLUTION
How to handle conflict skillfully.

lunedì 6 maggio 2019

9/ Alla ragazza che piangeva a Gatwick.



Di solito quando la Gio' parte per Milano ci salutiamo alla stazione di Farringdon. Lei prende il treno per Gatwick e io vado al lavoro o torno a lavorare da casa.

Stamattina era festa qui e cosi' la Gio' l'ho accompagnata all'aereoporto. Appena prima del controllo bagagli ci siamo abbracciati e siamo stati qualche momento in quell'abbraccio sapendo che per dieci giorni saremo uno per l'altro solo voci via Skype. Poi ho trovato un piccolo angolo tra i tornelli di ingresso dove guardarla fino a quando ci siamo mandati un ultimo bacio a distanza appena prima che la Gio' scomparisse oltre il metal detector.

Sono rimasto li' ancora qualche istante, da solo in mezzo alla folla di viaggiatori e ai trolley che si muovevano veloci.

Quando mi sono voltato per andarmene, la prima persona della quale ho incontrato lo sguardo e' stata una ragazza con le lacrime che le scendevano sul viso.

Ci siamo scambiati un sorriso incerto, mentre senza voglia mi sono mosso per prendere un treno che mi riportasse a Farringdon.

A lei vorrei dedicare il post di oggi con tutta l'empatia della quale dispongo.

mercoledì 1 maggio 2019

8/ Storie di lavoratori e di lavoro.



Per festeggiare la festa del lavoro non esiste modo migliore che ricordare con immensa gratitudine i sacrifici e le storie di quei compagni che con la lotta hanno conquistato diritti fondamentali. Che la nostra generazione prima ha dato per acquisiti, scontati. E poi perduto. Le ferie pagate, il fine settimana, il diritto di sciopero, la settimana di 40 ore, la tutela del posto di lavoro dal ricatto e dall'avidita' del capitale.

Il lavoro dovrebbe essere un'attivita' collettiva: ciascuno lavora secondo le proprie possibilita' e i propri talenti. E poi, fra tutti coloro che hanno contribuito, si ripartiscono i proventi in parti uguali, annullando le disuguaglianze.

Il lavoro non deve occupare troppo tempo di vita. Tutti dovrebbero potere lavorare quattro o cinque ore al giorno e da quel tempo di lavoro trarre cio' che serve a vivere. A vivere. Il tempo fugge ed e' importante tenerne una parte significativa per chi amiamo, per le persone delle quali ci prendiamo cura e per noi stessi.

Buon Primo Maggio.

STORIE DI LAVORATORI E DI LAVORO.