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Prospettive musicali e altri racconti

giovedì 31 ottobre 2019

38/ Riviste femminili.



Nell'ufficio marketing e comunicazione dove lavoro arrivano tantissime riviste, comprese molte riviste femminili. A volte mi capita di prenderne in mano e sfogliarne qualcuna. Sono due le cose che mi colpiscono.

La prima e' i prezzi dei vestiti nei servizi di moda. Nessuna donna che conosco si puo' avvicinare a spendere quelle cifre. Specialmente se considerate che il gender pay gap, leggevo ieri, non si riduce ma anzi aumenta.

Quindi il metamessaggio qual e'? Sposa un uomo molto ma molto ricco e fatti mantenere, immagino.

La seconda cosa che mi colpisce e' la mancanza di gioia e di vita che le modelle su quei giornali esprimono.

Ho una brutta notizia. Nessun uomo che conosco desidera avere al proprio fianco, nella vita vera, una bella statuina finta e costruita.

L'amore e' fatto di tenerezza, comprensione, condivisione di esperienze uniche come di quotidianita'. L'attrazione non puo' prescindere da questo.

Dopo due minuti che le sfoglio, ripongo quelle riviste con un senso di fastidio, come se qualcuno stesse cercando di ingannarmi.

mercoledì 30 ottobre 2019

37/ Il cinismo e i giudizi affrettati.



Qualche volta, leggendo vecchie pagine di questo taccuino - e a volte mi capita di farlo perche' la nostalgia di tempi passati e' un sentimento malinconico ma dolce - mi colpisce la sincerita' di alcuni miei scritti. Una sincerita' che sconfina tante volte nell'ingenuita'.

E' quella stessa ingenuita' che a volte capita di leggere anche in certe interviste, verso la fine, quando l'intervistato - un artista, un politico, un architetto, uno scienziato, insomma qualcuno famoso e distante - si scioglie un po' e racconta di se' con apertura e umanita', abbassando le difese.

Sono dichiarazioni che se lette freddamente fanno sorridere. Che ingenuo, che sentimentale, pensiamo.

Il problema non sono pero' quelle umanissime frasi rivelate un po' incautamente.

Al contrario, il problema io credo sia proprio la freddezza con la quale interpretiamo quelle frasi. La mancanza, non l'eccesso, di empatia e di una sana ingenuita'. Il cinismo. I giudizi affrettati.

L'ho definito un problema perche' il cinismo eleva una barriera invalicabile tra noi e la dolcezza del vivere, e va quindi respinto se vogliamo vivere bene le nostre brevissime, finitissime vite.

martedì 29 ottobre 2019

36/ All is full of love.



Ci sono cose che in tanti anni non vi ho mai scritto. Una, perduta nella memoria, e' riemersa in questi giorni. London Calling non e' stato il mio primo blog. (London Calling o come si chiama adesso con questi 5 quadrati dei quali poi se volete vi racconto la storia - che pure non e' niente di che).

All'inizio di questo secolo un'amica qui di Londra mi parlo' di questi diari online. Pensai: che strana cosa, adesso non solo la rete si puo' usare per cercare informazioni, ci si puo' anche scrivere. Era una novita' assoluta.

Spinto da curiosita' ne aprii subito uno. Era un sabato pomeriggio tardi. (Anche questo di blog nacque un sabato pomeriggio tardi, chissa' come mai).

Ero appena stato da Sounds of the Universe. Quando la procedura di registrazione mi chiese di dare un nome al mio blog, avevo in mente un bel remix di All is full of love di Bjork sentito poco prima, e il blog lo chiamai proprio cosi'. All is full of love.

All'epoca, dell'amore avevo un'idea molto ma molto vaga. Era piu' o meno una cosa che sapevo che esisteva perche' ne parlavano le canzoni e perche' qualche volta mi era capitato di pensare che due persone si vedeva che si volevano bene e mi sembrava una situazione molto desiderabile. Ve l'ho scritto recentemente, post 23 del nuovo corso.

Ma per quel poco che ricordo - il blog ebbe vita brevissima, credo 5 post in tutto - mi ero dato l'obiettivo di scrivere solo cose belle e piene di quella mia vaga e confusa idea di amore. Amore universale proprio.

Adesso penso che sia stata un'idea bellissima. Addirittura, se pensiamo al fenomeno degli haters, un'idea nobile, alta.

Dopo tutti questi anni e tutti questi post, una cosa anch'io l'ho capita. Scrivere di amore, di pace, di natura, di sentimenti positivi fa stare bene. Senti che ha un senso. E vale di converso anche il contrario. Scrivere di insoddisfazioni e lamentele avvelena un po' l'anima. Non la libera, anzi la imprigiona.

35/ Un passo indietro.


Sedici anni fa, quando iniziai a scarabocchiare su questo taccuino, mi capitava di scrivere parecchi post di argomento musicale.

Oggi facciamo un passo indietro e torniamo alle origini. One step behind e' il titolo del nuovo lavoro di una formazione newyorkese che si fa chiamare Garcia Peoples. Suonano un ibrido che fa stare insieme la liberta' dei Necks, le jam session interminabili dei Grateful Dead, e a momenti i ritmi rigorosi dei Neu.

Sono solo due tracce. La prima supera i 30 minuti. Inizia con scricchiolii di sax, ai quali si uniscono chitarre e tastiere suonati in modo free come erano free i Can e le sei note in logica di Cacciapaglia. Una decina di minuti dopo, da quel magma sperimentale nasce per magia una canzone bellissima, anche un po' byrdsiana, che sul finale assume un ritmo veloce e coinvolgente, squadrato e metronomico.

La seconda traccia e' una ballata romantica da notte stellata che si riflette nel mare. Inizia come A salty dog e lentamente scivola nella ripresa di Shine on you crazy diamond.

domenica 27 ottobre 2019

34/ Ogni tre anni.



Sempre piu' amici europei stanno lasciando Londra.

Una mia amica che proprio mentre scrivo questo post si sta trasferendo a Parigi mi ha appena scritto un bel messaggio dall'Eurostar.

Sono felice di questo cambiamento....la mia vita è così, ogni tre anni cambio. Cambio lavoro o città o amore o capigliatura.

Il suo messaggio mi ha fatto riflettere, perche' la mia amica ha molto carattere. Per capire noi stessi e per sviluppare un carattere forte e originale, vivace e resiliente, dobbiamo sapere abbracciare il cambiamento. Non temerlo.

Ogni tre anni fare un bilancio e cambiare quello che non ci soddisfa per apririci occasioni di sorprendenti pur se magari destabilizzanti scoperte.

Anche se questa fuga collettiva da un Paese che all'improvviso ha smesso di volerci non e' certo l'epilogo che avremmo asuspicato, forse e' un'opportunita'.

venerdì 25 ottobre 2019

33/ Architettura silenziosa.



Un paio di giorni fa ho fatto una riunione di lavoro nell'istituto di ricerche sulla comunicazione che in questi ultimi anni viene considerato il migliore qui a Londra.

La sede e' in una warehouse di Clerkenwell, a due minuti a piedi da dove vivo. Lo stile e' molto casual. Muri scrostati, biciclette di fianco alle scrivanie, divani e sedie scompagnate, una batteria su un soppalco, molto movimento di persone. L'intenzione e' quella di trasmettere un senso di incessante creativita'.

La mia casa e' l'esatto contrario di uno spazio come quello. I muri, la libreria, il tavolo, le sedie, la cucina, le lenzuola sono tutti di un solo colore, bianco.

Per creare qualsiasi cosa, da un rapporto di ricerca a una puntata di Prospettive Musicali a un semplice post di questo blog - ma anche per non creare proprio niente, per riposarmi e basta - ho bisogno di un ambiente uniforme, silenzioso, calmo, ordinato, con pochi stimoli visivi, che mi renda facile pensare senza perdere la concentrazione.

giovedì 24 ottobre 2019

32/ Cosa mi fa stare bene.



Ieri sera a una cena con due amici che mi conoscono da molti anni mi e' stato fatto notare che sono molto fortunato perche' tutto cio' che mi da' gioia non passa attraverso transazioni commerciali.

Camminare, contemplare il mondo, scrivere, leggere, portare a passeggio il cane, passeggiare in bicicletta sono attivita' gratuite o molto economiche. Eppure, soprattutto se le condividiamo con chi amiamo, fanno stare bene.

Sono molto diverse per esempio da fare shopping, collezionare oggetti, frequentare club,  dedicarsi a hobby costosi, frequentare persone socialmente competitive. E magari anziche' condividere con chi amiamo, dare il tutto in pasto senza risparmio di hashtag alla folla anonima e frettolosa dei social network.

Queste attivita' a pagamento e ostentative non mi hanno mai attratto. Forse per via dei miei studi sociologici, le ho sempre considerate compensative. Chi vi si dedica, io credo che dovrebbe porsi domande importanti. Anche se mi viene il dubbio che vi si dedichi proprio per evitarle.

martedì 22 ottobre 2019

31/ Scegliere con cura.



Naturalmente non si tratta di opporsi al progresso. Ma non sembra anche a voi che la parola che riassume meglio questi tempi, diciamo gli ultimi vent'anni, sia troppo?

Troppa velocita', troppe informazioni, troppi eventi, troppe app, troppi aggiornamenti, troppi prodotti per il nostro limitatissimo tempo.

Per questo e' essenziale semplificare. Scegliere, sapendo che se la scelta e' eseguita con attenzione, non perdiamo nulla. Perche' di tutto quel troppo l'imperdibile e' una frazione infinitesima. Ammesso che l'imperdibile esista ancora in quest'epoca in cui di tutto si serba registrazione e memoria.

Scegliere richiede tempo, preparazione. Ma e' tempo speso bene. Perche' la vera dscriminante e' la consapevolezza che guida le nostre scelte.

Sembra un'affermazione tautologica e forse la e', ma e' il pensiero che vi lascio su questo taccuino di appunti oggi.

lunedì 21 ottobre 2019

30/ Diventare amici di noi stessi.



Friedrich Nietzsche sosteneva che se un uomo non conserva per se' due terzi della propria giornata e' uno schiavo. Allora perche' essere sempre impegnati in faccende del mondo e' oggi diventata ragione di vanto?

Lavoro incessante, iperattivita' nel tempo libero, sovraesposizione vengono ricercati e ostentati. E invece avrebbe molto piu' senso fare spazio per noi stessi, per riflettere, meditare, contemplare. Ricercando silenzio, quiete, vuoto. Che sono precondizioni essenziali per ascoltarci, conoscerci, diventare amici di noi stessi.

domenica 20 ottobre 2019

29/ Il mare, le montagne, gli alberi, il cielo.



Stiamo vivendo una fase nella storia dell'umanita' che non ha precedenti. Le nuove generazioni criticano con forza e radicalita' inedite il consumo, lo shopping, lo spreco.

Con i loro sguardi puliti vedono la bellezza straordinaria del mare, delle montagne, degli alberi, del cielo.

Allo sfruttamento della natura da parte del sistema capitalista, contrappongono il concetto di limite. Chiedono sostenibilita', protezione delle risorse comuni, economia circolare.

E' un cambiamento di paradigna radicale. Vaclav Havel in una raccolta di pensieri dal visionario titolo The impossible will take a little while sosteneva che la storia non e' qualcosa che ha luogo altrove. Si svolge qui. Si svolge adesso. Ognuno di noi e' chiamato a fare la propria parte.

sabato 19 ottobre 2019

28/ Anch'io.



Movimenti come Me Too hanno un importanza fondamentale. Denunciano un ricatto inaccettabile: carriera, o semplicemente lavoro, in cambio di favori sessuali.

In questi giorni pero' mi sto confrontando con il fenomeno opposto. Favori sessuali in cambio di carriera.

Ho bisogno di un assenso, che non arriva. La persona che deve approvare il mio documento, in gioventu' uso' la sua avvenenza per avanzare in corsia di sorpasso. Un'avvenenza banale, tra l'altro. Per uomini di bocca buona. Tacchi alti, unghiolina, trucco.

Passo' davanti a persone piu' meritevoli e piu' oneste. Lo fece senza scrupoli. Senza empatia. Con un'arroganza che e' ancora oggi una caratteristica che ostenta con chiunque abbia la sfortuna di doverci avere a che fare, senza occupare una posizione di potere.

Me Too va salutato con favore. Ma senza dimenticare le donne che non solo stanno al gioco, ma lo alimentano.

venerdì 18 ottobre 2019

27/ Eleganza, stile, controllo.



Il primo libro che ho letto nel 2019 ha avuto un impatto che quando lo lessi non potevo proprio prevedere.

E' un saggio scritto dal filosofo e teologo Vito Mancuso. Si intitola La via della bellezza. Ha cambiato molti miei comportamenti. E dopo tutti questi mesi lo posso dire con certezza, lo ha fatto in meglio.

Un esempio. Ho deciso di ripulire completamente il linguaggio che uso. Questo ha sortito due implicazioni. La prima e' che il linguaggio diventa piu' ricco e gradevole. La seconda e' che si fa piu' preciso e ci consente cosi' di definire meglio situazioni problematiche.

E' facile definire con un epiteto una persona che ci ha danneggiato. Ma non serve. Serve invece definire il suo comportamento con precisione. E' stata inaffidabile? Pettegola? Egoista?

Questa definizione precisa della situazione ci aiuta a risolverla. A nostro vantaggio o limitando il danno. E lo facciamo comportandoci con eleganza, stile, controllo.

giovedì 17 ottobre 2019

26/ Il sole di giorno, e di notte le stelle del paradiso.



La depressione mi ha tenuto compagnia da molto prima della diagnosi clinica. Ha condizionato molte scelte che con sofferenza porto con me come un fardello del quale non riesco a liberarmi.

Ma la natura mi e' sempre, sempre, stata di grande conforto. E risuona in me la risposta che Walt Whitman si diede domandandosi cosa rimane quando ai nostri occhi la vita perde lucentezza:

Nature remains: to bring out from their torpid recesses the affinity of a man or woman with the open air, the trees, fields, the changes of seasons - the sun by day and the stars of heaven by night.

mercoledì 16 ottobre 2019

25/ Io sono uguale.



Esiste una canzone che vi irrita dalla prima nota? Per me si'. E' We are the champions dei Queen. La trovo insopportabile piu' di qualsiasi altro rumore.

Purtroppo ogni tanto, in genere in luoghi dove non vorrei e non dovrei essere, eccola la', inossidabile negli anni.

A parte la musichetta, una specie di marziale marcia trionfale da concerto di capodanno fuori tempo massimo, le parole sono terrificanti.

*Noi*. Fa subito pensare al branco. Siamo tanti. Abbiamo la bandiera. Il distintivo. La maglietta.

*Siamo*. Nessuno di noi e'. L'identita' e' collettiva. L'individuo e' solo un elemento indistinto del noi.

*Campioni*. Meglio degli altri. Piu' forti e rumorosi. L'altro e' diverso. Avversario. Nemico. Inferiore.

Tre parole che si contrappongono ad altre tre.

*Io*. La mia identita' unica nel mondo, che entra in contatto di scambio e comunione con altre identita' uniche.

*Sono*. Sono me stesso e nel corso della mia vita faccio il possibile per conoscere chi sono e migliorarmi.

*Uguale*. So che la societa' e' bella e armonica solo se esiste uguaglianza, e per me questo e' un valore. L'altro e' come me. La diversita' culturale e' ricchezza. L'uguaglianza di diritti un traguardo.

24/ Viaggiare informati.



Viviamo immersi in una corrente di informazioni continue. Scegliere cosa ascoltare e leggere non e' semplice ma e' essenziale. Perche' il nostro tempo e' limitato.

E' da un po' che la Gio' mi manda articoli tratti da Open, che e' una testata online italiana relativamente nuova. E' un po' diventato il suo punto di riferimento e da qualche giorno e' anche il mio. Gli articoli sono molto chiari. Il fatto che abbiano pochi mezzi non e' un limite. Come non lo e' per Radio Popolare, per dire. La domenica sera prima di entrare in studio osservo i miei colleghi mentre preparano il GR. Hanno mezzi quasi di fortuna, ma sono bravissimi.

I mezzi scarsi costringono a scegliere. Non trovi tutto su Open. Ma e' un bene, perche' il rumore di fondo viene cancellato e si arriva meglio a sapere quello che ha una certa importanza. A essere davvero informati, dunque.

23/ L'amore.



Qualche giorno fa ho letto un tweet di Casa Lettori che citava una frase di Gandhi. Scopri l'amore e fallo conoscere al mondo. Per accompagnarlo hanno scelto una bella fotografia in bianco e nero con una coppia in un'auto scoperta, che guarda il mare.

All'inizio mi e' sembrato un accostamento stridente. Una frase di Gandhi, che con ogni probabilita' faceva riferimento all'amore universale. E un'immagine che rappresenta l'amore romantico.

Ma mi sbagliavo. L'amore e' uno. Chi ama davvero ama il proprio compagno di vita, il prossimo, le manifestazioni della natura. Amare e' una forma mentale. Io l'ho capito tardi nella mia vita, grazie alla Gio' che mi ha amato come nessuno aveva mai fatto. Non mi ha spiegato nulla. Mi ha dato l'esempio, giorno dopo giorno.

E' un grande dono che la vita mi ha voluto fare. E' l'unico insegnamento davvero fondamentale.

venerdì 11 ottobre 2019

22/ ATM e TfL.



Non so se siete mai stati all'ATM Point di Garibaldi. E' un'esperienza da fare. Settimana scorsa attorno alle 9.30 della mattina ho preso un numero. 540. Ho guardato sul display a che numero erano arrivati. 061. C'erano aperti due sportelli su tre.

Ho passato la giornata a guardare sulla app dell'ATM i numeri che procedevano lentissimamente, mentre lavoravo.

Alle 18.30 ho finito di lavorare e sono sceso all'ATM point. Non erano ancora arrivati a 500. Davanti agli sportelli ormai l'ossigeno era raro come oltre 5000 metri. Ho calcolato che sarei riuscito a fare la spesa all'Esselunga di Porta Nuova senza problemi.

Fattta anche la spesa sono sceso di nuovo. Saranno state le 19. Mi hanno servito che erano le 19.26, cioe' 9 ore e 56 minuti dopo avere preso il numero.

Oggi dovevo fare aggiustare il saldo della Oystercard. Ho fatto una piccola pausa dal lavoro per andare all'equivalente dell'ATM point di Liverpool Street station, che dista una decina di minuti a piedi da qui.

Nel percorso mi sono fermato a bere una tazza di caffe' a un Pret. La ragazza dietro al bancone, una napoletana simpatica che non avevo mai visto prima, ha insistito per offrirmelo.

Arrivato al TfL centre di Liverpool Street station dove tutti i sei sportelli erano aperti, mi hanno servito immediatamente. L'impiegato non ha nemmeno voluto vedere la prova che avevo portato con me. Here you go mi ha detto dopo 20 secondi ridandomi la mia Oyster con il saldo corretto.

Non ho dovuto prendere un numero. Non ho dovuto scaricare nessuna app. Dieci minuti dopo ero di nuovo qui al lavoro. In tutto, compreso il caffe' e la passeggiata, ho impiegato meno di mezz'ora, non dieci ore.

sabato 5 ottobre 2019

Prospettive Musicali del 6 ottobre 2019.


BILL CALLAHAN
Shepherd in a sheepskin vest

CHRIS BROKAW
End of the night

SARAH DAVACHI
Pale bloom

SUSANNE ABBUEHL
Compass

TRYGVE SEIM
Different rivers

ARILD ANDERSEN
The triangle

MICHELE RABBIA/ GIANLUCA PETRELLA/ EIVIND AARSET
Lost river.

Ascolta la prima parte.

Ascolta la seconda parte.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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