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Prospettive musicali e altri racconti

lunedì 21 ottobre 2019

30/ Diventare amici di noi stessi.



Friedrich Nietzsche sosteneva che se un uomo non conserva per se' due terzi della propria giornata e' uno schiavo. Allora perche' essere sempre impegnati in faccende del mondo e' oggi diventata ragione di vanto?

Lavoro incessante, iperattivita' nel tempo libero, sovraesposizione vengono ricercati e ostentati. E invece avrebbe molto piu' senso fare spazio per noi stessi, per riflettere, meditare, contemplare. Ricercando silenzio, quiete, vuoto. Che sono precondizioni essenziali per ascoltarci, conoscerci, diventare amici di noi stessi.

4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

io, schiavo...purtroppo!
Hrundi w. bakshi

lunedì, 21 ottobre, 2019

 
Blogger Fabio said...

E' un lavoro complesso quello di liberarsi da certi condizionamenti. Forse perche' implica dire tanti no e subirne le conseguenze. Ci si taglia fuori dalla competizione e non solo da quella.

Credo si riesca solo con determinazione e facendosi ispirare da chi c'e' riuscito.

Non e' facile, quiesto e' certo. La liberta' ha risvolti dolorosi, come ci descrivono cosi' bene certi scritti di Erich Fromm.

lunedì, 21 ottobre, 2019

 
Blogger CICCILLO said...

è una questione di equilibrio, peraltro molto difficile da trovare.
io passo giornate intere di tempo libero ma anche questo è alienante e induce a cercare cose da fare e relazioni da vivere.
poi all'improvviso, catapultato in giorni interi di impegni e viaggi, non desidero altro che di tornare alla quiete della vita solitaria.

giovedì, 24 ottobre, 2019

 
Blogger Fabio said...

Sono molto d'accordo, Francesco. Si tratta di equilibrio e di capire cosa ci fa stare bene. (Frase che va con tutto, me ne rendo conto :)

Da qualche anno piu' che il numero 1, la solitudine, sto amando molto il numero 2. L'incontro sincero con un'altra persona. Sono andato a ripescare una citazione di Augusto: "Il genere umano nel suo insieme mi è sempre parso brutale, incolto e ripugnante… e tuttavia nel più debole degli uomini, quando era solo con se stesso, ho ravvisato i segni di una forza che spendeva come l’oro nella roccia friabile; e nel più crudele lampi di tenerezza e compassione; e nel più vanesio momenti di semplicità e di grazia".

Mi piace sempre la solitudine, ma ancora di piu' mi piace l'incontro profondo. Che e' raro, peraltro. Va costruito. A volte e' piu' facile avvenga con estranei che con chi conosciamo bene.

Sono invece sempre piu' intollerante verso superficialita', battute, frivolezza e evasione. La vita mi sembra troppo breve.

venerdì, 25 ottobre, 2019

 

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