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giovedì 29 novembre 2007

Just another diamond tape

[Vashti Bunyan, Camden Town, Gennaio 2007]


Ci sono dischi che, con questo tempo all the leaves are brown and the sky is grey, escono dalle loro custodie e da soli silenziosamente si infilano nel lettore. Tu te ne stai li' sul divano a leggere e fanno tutto loro, non devi nemmeno alzarti.

Quelli di Vashti Bunyan appartengono a questa categoria. Sono come i te' bianchi speziati ai chiodi di garofano e alla cannella che agli inglesi piace tanto bere sotto Natale. Se provi a fartene una tazza in Luglio ti fanno schifo, bevuti adesso diventano buonissimi.

La musica di Vashti schifo ovviamente non fa mai, anzi non e' mai meno che magnifica, ma in una serata d'inverno diventa assolutamente indispensabile. Del resto basta dare un'occhiata ai titoli di alcune sue canzoni: Winter is blue, If in winter, Girl's song in winter, Coldest night of the year. Il clima e' quello.

Quest'anno, a fare compagnia a Just another diamond day e a Lookaftering, finora gli unici due suoi album separati l'uno dall'altro dalla bellezza di 35 anni, e' arrivata questa doppia raccolta che si intitola Some things just stick in your mind. Qui in Europa la fa uscire Fatcat.

Il gioiello della raccolta e' il secondo disco. Che e' la versione messa su CD di un nastro registrato da Vashti nel 1964, prima ancora dell'incontro con Andrew Loog Oldham (piccolo ripasso di storia: il manager degli Stones e colui che oltre a Vashti che voleva trasformare nella Francoise Hardy inglese, in quegli anni scopri' pure Marianne Faithful).

E' un nastro registrato in uno studio di Chelsea. 12 canzoni una dietro l'altra, titolo canzone, titolo canzone, tutto cosi' per 23 minuti, non uno di piu'. Vashti voce e chitarra. Basta, nient'altro. Tutto immensamente fragile e sottovoce, come a non volere disturbare. Secondo me in quello studio Vashti ci era entrata in punta di piedi e poi, finito l'ultimo pezzo, se n'e' andata senza che nessuno la vedesse uscire.

Ma e' un piccolo miracolo quel nastro. Vashti dice che non sapeva nemmeno piu' dove fosse finito, e che non lo riascoltava nemmeno lei dagli anni '60. L'ha trovato recentemente suo fratello sulla soffitta di casa sua.

Vashti negli anni '70 non aveva una casa, viveva una vita nomade. Aveva lasciato tutto a casa del fratello. Guarda Vashti che devo vendere la casa le fa lui, se vuoi le tue cose devi venirtele a prendere. E lei niente, non lo ascolta nemmeno. E cosi' lui vende la casa, con dentro tutte le scatole dei ricordi di sua sorella: nastri in edizione unica, 45 giri, acetati, ritagli di giornali, tutto quanto.

Uno dice: fine, tutto perduto. E invece no. 5 anni dopo il fratello di Vashti, che si chiama John e a quanto pare e' uno un po' indeciso e gli piace tornare sui suoi passi, per qualche ragione ricompra la stessa casa. Entra, va in soffitta e trova ancora tutto li'.

Insomma, che oggi in una notte invernale riusciamo a scaldarci con quelle 12 canzoni fragili e' un po' un prodigioso frutto del caso.

Adesso, se non avete Just another diamond day, non finite nemmeno di leggere il post, mettetevi le vostre All Star migliori e uscite a procurarvelo. Se invece l'avete gia' rovinato, approfittate della pigrizia di quel signore che in 5 anni invece di liberare la soffitta se n'e' stato a bersi pinta dopo pinta in un pub di Chelsea.

Buone notti invernali e buon fine settimana. Ci sentiamo Lunedi'.

[Vashti Bunyan interview]

2 Comments:

Blogger Andrea said...

commento lieve a post profondo: abbiamo provato a offrire un tè all'ingegner-Virgin che ci ha installato la linea, e lui ha detto si, ma credo che neppure tu avresti capito il suo "yes". Gli abbiamo portato un modesto Twining's Earl Grey, e lui neanche l'ha guardato, perchè si aspettava un ben più grezzo e maschio Typhoo o robe del genere. Cheers mate!

martedì, 04 dicembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

E meno male che un commento e' arrivato, che a me spiaceva per Vashti vedere quello 0 comments.

Prima o poi chiamero' anch'io l'ingegner Virgin e avro' pronta per lui una tazza di PG Tips nella quale la bustina e' stata lasciata a decantare per 40 minuti. Poi la tazza gliela regalo tanto non viene piu' pulita.

Ma come cacchio fanno a bere quella roba?

martedì, 04 dicembre, 2007

 

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