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Osservazioni e ascolti

venerdì 23 maggio 2014

Andrea Scanzi sul PD

Voi che da vent’anni reggete il moccolo a Berlusconi. Voi che, coi pregiudicati e i piduisti, ci governate pure. Voi che il pensiero Berlinguer lo avete ammazzato almeno altre due o tremila volte.

Se fosse vivo, e vi vedesse così ilari fianco a fianco con Berlusconi e Alfano; se vi vedesse così vuoti di idee e morale, tra una Picierno – al cui confronto Gasparri è Socrate – con la sua mascella querula inutilmente volitiva e una Karina Huff Boschi satura di niente; se vedesse come avete ridotto la sinistra in Italia, con le vostre riforme istituzionali malamente presidenzialiste e la vostra scaltrezza furbina da paninari cresciuti poco e male: se vedesse tutto questo, cari Renzi e derivati, come minimo Enrico Berlinguer vi sputerebbe in faccia. Dimenticando per una volta la sua educazione sconfinata. 

E non dimenticando che, tra coloro che più lo crocifissero per la “questione morale”, c’era proprio Giorgio Napolitano. L’intoccabile e innominabile. Il comunista di destra.

Il peggiore Presidente della Repubblica possibile. Il Reuccio che tutto comanda e tutto muove, tutto decide e tutto tiene.


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24 Comments:

Blogger prospettive musicali said...

Scanzi, come tanti altri, dimentica che Berlinguer fu il principale artefice del compromesso storico. Quindi non penso affatto che avesse particolari problemi a governare con pregiudicati e piduisti.
Anzi, in tal senso Renzi e il Pd sono i degni eredi di Berlinguer, amico della Dc e nemico dei movimenti di sinistra.
O Scanzi pensa che essere "ilari fianco a fianco con Berlusconi e Alfano" sia così tremendamente diverso dal sostenere il governo di solidarietà nazionale di Andreotti, amicone della mafia?
Ciao
Alessandro

lunedì, 26 maggio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Forse e' come dici, ma certamente da allora la situazione si e' aggravata. Quello di oggi e' il PD dei Greganti e dei Penati, che ha perso di vista completamente la questione morale che invece fu centrale nel pensiero dello statista sardo.

E' un PD che fa del mercimonio dello stato e dell'affarismo arraffa-appalti il suo stesso motivo di essere. Questo non credo si potesse dire del PCI, pur con tutte le riserve che come te nutro nei confronti del compromesso storico.

lunedì, 26 maggio, 2014

 
Blogger prospettive musicali said...

Sì, il Pci di allora era almeno onesto: non ovunque (basti vedere l'operato di molte cooperative a esso legate o di certe amministrazioni locali) ma in genere lo era abbastanza. Quanto ci fosse di morale nel fare compromessi o anche solo sostenere un partito colluso con la mafia, le stragi di stato ecc. continua tuttavia a sfuggirmi.
Ciao
Alessandro

lunedì, 26 maggio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Mi sembra comunque di riscontrare una sostanziale differenza tra oggi e allora, sulla quale sarai d'accordo: Berlinguer non avrebbe impostato una campagna elettorale su una sostanziale delegittimazione delle rappresentanze dei lavoratori.

Casomai gli elettori storici del PD non l'avessero ancora capito, scriviamolo: il 40% non l'ha preso il PD, l'hanno preso Renzi e la sua squadra di paninari.

lunedì, 26 maggio, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

il PD e Renzi, col 22 per cento dei votanti complessivi, ha realizzato finalmente il "compromesso storico" a dispetto della "questione morale"...

lunedì, 26 maggio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Ma se e' un compromesso storico, il PCI dov'e'?

lunedì, 26 maggio, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

beh, anche il PD in fondo è un partito liquido, post-ideologico e interclassista, però la struttura organizzativa è sempre quella del vecchio PCI e non è un elemento di poco conto, almeno in questa fase.

lunedì, 26 maggio, 2014

 
Blogger Fabio said...

La scatola e' rimasta, ma e' stata svuotata e riempita di un nuovo contenuto.

In questo modo si sono attratti i voti di chi il PCI non l'avrebbe mai votato. Come scriveva questa mattina Gramellini sulla Stampa, non si e' fatta un'alleanza con gli altri partiti, ma con gli elettori di quei partiti.

Quello che hanno fatto Renzi & Boschi e' esattamente quello che quasi 20 anni fa fecero Blair & Brown qui: salirono su un autobus e lo dirottarono. Il pubblico applaudi':

1) perche' la direzione di quell'autobus non gli garbava piu'

2) perche' fiutarono l'affare.

Sul PD quoto quello che ha detto ieri Barbara Spinelli: di sinistra non ha piu' nulla. E' scomparsa qualsiasi ambizione all'uguaglianza, alla giustizia.

Il PCI non ti faceva sentire solo: ti faceva sentire uno spirito di solidarieta', che c'era attorno a te una societa' pronta a aiutarti.

Il PD ha abbracciato in pieno i valori della competizione: se resti indietro, fatti tuoi.

martedì, 27 maggio, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

boh, non penso che Renzi e Boschi siano così scaltri da sapere cosa stanno facendo.
io sinceramente non ho mai votato PCI, mi è sempre sembrato il partito dei militonti allora e mi pare lo stesso adesso.
con la differenza che allora malgrado il nome era una specie di partito socialdemocratico attraversato sotterraneamente da spinte staliniste da una parte e liberali dall'altra.
ora è, per volontà di Veltroni, un partito post-ideologico e fonsamentalmente individualista, con un'immagine esterna che è un misto di liberal all'americana con vecchi apparati democristiani a moderare il tutto per rendersi accettabili ai cattolici.
in più va detta una cosa che riguarda noi tutti e in tutta Europa: la sinistra ormai, anche quella radicale, è diventata compiutamente borghese. le classi basse votano decisamente a destra da anni e ora per i cosiddetti populisti.

martedì, 27 maggio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Le classi piu' svantaggiate guardano molta televisione. La guardano e la assorbono, diventando infinitamente manipolabili.

E' per questo che credo che il diritto di voto vada acquisito e che solo chi dimostra di conoscere la Costituzione e nozioni anche elementari di educazione civica dovrebbe ricevere la patente di elettore.

Altrimenti ci ritroveremo sempre che vince chi fa promesse da piazzista come faceva Berlusconi 1 o chi compra i voti a 80 euro (nostri) come fa Berlusconi 2.

Chi l'ha votato, si rende conto che tra qualche mese non avremo piu' il Senato e che intere generazioni resteranno precarie a vita?

Spero solo che gli 80 euro li spendano bene, anche se immagino che non saranno pochi coloro che ci compreranno ricariche del cellulare per fare i videogiochi e andare su Facebook (everyday robots come canta un mio concittadino), cioe' per anestetizzarsi da questo presente che per 80 euro hanno scelto di riprodurre in versione peggiorata.

martedì, 27 maggio, 2014

 
Anonymous Danilo Matazzi said...

"la pancia di una certa Italia lo vede e lo sente come il nuovo Berlusconi, cioè come il nuovo messia, il salvatore della patria, il populista ridens con il sole in tasca e 80/1000 euro in mano, l’uomo solo al comando nelle cui braccia gettarsi e del cui verbo ubriacarsi, un po’ per speranza un po’ per disperazione. Un Berluschino un po’ allergico ai controlli, alle critiche e ai sindacati, con qualche conflitto d’interessi fra gli amici, ma meno ideologicamente connotato, più sbiadito e gelatinoso, dunque più trasversale" Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano.

Il nostro giornalista con la schiena dritta e la schiuma in bocca di chi mai starà parlando?

Danilo Matazzi

martedì, 27 maggio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Pero' e' davvero un po' cosi', non trovi?

Renzi ha sostituito Berlusconi nell'immaginario di tanti elettori. E' piu' pragmatico, ma proietta un analogo e irreale ideale di speranza nel futuro, in parte per la giovane eta' e in parte per l'oratoria disinvolta.

E' completamente non-ideologico laddove Berlusconi era anti-ideologico, e sono cose diverse ma con una risultante identica.

Che cosa non ti convince?

martedì, 27 maggio, 2014

 
Anonymous Danilo Matazzi said...

Sono d'accordo su Renzi, solo che a differenza di Travaglio penso che il medesimo teorema si possa benissimo applicare anche a Grillo e a moltissimi dei suoi sostenitori. A meno che non si applichi un metro di giudizio diverso a seconda delle "simpatie" politiche ed in questo caso il giornalista autoproclamatosi "dalla schiena dritta" che non fa sconti a nessuno perde gran parte della sua credibilità.

Danilo Matazzi

martedì, 27 maggio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Ah, capisco il tuo punto di vista.

Solo che poi i fatti hanno dimostrato che gli italiani hanno scelto, nettamente, un uomo solo al comando invece dell'altro.

Infatti anche se entrambi hanno fatto una campagna elettorale da pifferai, le direzioni verso le quali volevano dirigere chi decideva di seguirli erano diametralmente opposte: e infatti una e' stata percepita come rassicurante e l'altra come eccessivamente rischiosa.

In termini comunicativi, la strategia dei 5 Stelle soprattutto se guardata prospetticamente alla luce di quanto e' successo e' stata decisamente troppo improvvisata, e questo ha contribuito a dare a una parte dell'elettorato un'idea di eccessiva approssimazione, con tutte quelle iperboli supponenti e quei percorsi logici tortuosi e impossibili da seguire davvero che passavano senza un apparente filo logico dalla satira alla denuncia rabbiosa, un po' spettacolo, un po' comizio e un po' sagra dell'asparago.

Alla fine si e' dato troppo potere a una sola parte perche' la democrazia possa applicare il suo gioco naturale di pesi e contrappesi.

Sarebbe peraltro successo lo stesso a parti invertite.

Il problema che si dovra' affrontare e' la mancanza di un contrappeso. Renzi e la Boschi sono stati messi in condizione di fare tutto quello che vogliono, e questa non e' una buona cosa, come non la sarebbe se al posto di Renzi e Boschi ci fosse una qualsiasi altra diade di nomi a piacere.

martedì, 27 maggio, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

la televisione secondo me influenza tutti, gli svantaggiati e i non, l'esito di queste elezioni ne è in qualche modo la prova.
credo che l'inversione di classe sia un fenomeno che vada oltre, è storico, la sinistra ha smesso da tempo di promuovere i diritti per tutti e si accontenta di gestire quelli di chi li ha conquistati nei decenni precedenti.
la boutade di Grillo sui pensionati (peraltro non nuova, disse la stessa cosa l'anno scorso ma articolando maggiormente il concetto) può lasciare il tempo che trova ma coglie un pezzo della realtà, anche se semplificando eccessivamente.
quello che appunto richiede la televisione (e anche la rete, anche se in misura diversa e con un po' più di interattività).

martedì, 27 maggio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Tutti riceviamo una parte di informazione dalla televisione, ma per alcuni (i piu' svantaggiati economicamente e culturalmente) tutta l'informazione arriva da li'. Non leggono giornali, non accedono a fonti di informazione indipendente online, non leggono libri, ecc. E quindi sono piu' manipolabili, essendo l'informazione televisiva fortemente controllata dai potentati economici, dai governi, ecc.

In questo senso non e' che i pensionati siano tutti contenti e non vogliano cambiare le cose come sembrava lasciare intendere Grillo. E' solo che ricevono solo una versione dei fatti.

Quante volte la televisione estrapola una frase choc da un discorso che ascoltato tutto intero non e' affatto cosi scioccante, e riporta solo quella?

Per sinistra mi pare di capire che tu intenda i sindacati. La logica di partenza fu: difendiamo i diritti di chi li ha cosi' poi li possiamo estendere a tutti.

Il problema e' che con la loro debolezza non riescono nemmeno a difendere i diritti conquistati, figurati a estenderli.

E guarda che Renzi ha vinto al Nord proprio per la distanza percepita dall'elettorato tra lui e la CGIL.

martedì, 27 maggio, 2014

 
Blogger prospettive musicali said...

«Berlinguer non avrebbe impostato una campagna elettorale su una sostanziale delegittimazione delle rappresentanze dei lavoratori»?
Non ne aveva bisogno, perché l'allora leader della Cgil (Luciano Lama) era totalmente appiattito sulle posizioni del Pci: tant'è vero che all'epoca fu lui a chidere sacrifici ai lavoratori.
Il Pci «ti faceva sentire uno spirito di solidarieta', che c'era attorno a te una societa' pronta a aiutarti»?
Io non lo ricordo così: lo ricordo invece applaudire i carri armati che sgomberavano l'università di Bologna occupata dagli studenti dopo che un loro compagno era stato assassinato dalla polizia di Cossiga.
Altro che solidarietà! Il Pci fu in prima fila nel criminalizzare il dissenso e qualunque cosa si muovesse alla sua sinistra, equiparando la contestazione e il terrorismo.
E tra i funzionari del Pci pià scatenati nell'incitare i cittadini a denunciare i vicini di casa con un'aria troppo di sinistra c'era -- guarda caso -- Giuliano Ferrara.
«Le classi basse votano decisamente a destra da anni e ora per i cosiddetti populisti»: è una novità? La base popolare della Dc era fatta proprio dalle classi basse, che obbedivano a quel che ordinavano loro i preti nel confessionale, quando ancora non c'era la tv.
E la base popolare del fascismo non coinvolgeva forse le classi basse?
Ma non credo che la soluzione sia quella di concedere il voto solamente a «chi dimostra di conoscere la Costituzione e nozioni anche elementari di educazione civica». Il fondamento della democrazia è che tutti possano votare. Altrimenti diventa una forma di oligarchia.
Caso mai bisognerebbe che tutti imparassero a scuola "la Costituzione e nozioni anche elementari di educazione civica", anziché riservarle solamente a chi frequenta l'ora di alternativa alla religione, mentre gli altri si fanno invece indottrinare da insegnanti che negano la teoria dell'evoluzione.
Ma anche quello non sarebbe sufficiente: tra i direttori di giornali e grandi opinionisti che sostengono fortemente Renzi ce ne sono parecchi che conoscono benissimo la Costituzione (e infatti vogliono abolirne pezzi consistenti) e possiedono nozioni più che elementari di educazione civica, così come tra i sostenitori (e/o ex sostenitori) di Berlusconi.
Ciao
Alessandro

martedì, 27 maggio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Quando mi viene fatta questa obiezione di solito rispondo che tutti possono guidare una macchina al compimento del diciottesimo anno di eta', previo conseguimento di una patente che viene consegnata dopo la dimostrazione di conoscenza del codice della strada.

Nessuno, mi pare, ha mai avanzato dubbi sulla democraticita' di questo processo, il quale ha l'intenzione di limitare il rischio di danni dovuti alla non conoscenza delle regole.

Chiunque sarebbe libero di optare fuori, decidendo che votare non gli interessa o che comunque per lui/ lei vale meno del tempo necessario a conseguire la patente di elettore. In questo modo si avrebbe un elettorato un po' piu' consapevole, e avventure come quelle di Berlusconi e Renzi sarebbero piu' difficili.

Quanto al PCI certo, basti dire che uno dei dirigenti fu Giorgio Napolitano. Neanche i laburisti prima di Blair avevano posizioni univoche rispetto alle cause dei lavoratori e ricorderai che il CND e il Socialist Workers Party si collocava regolarmente su posizioni di dissenso rispetto al mainstream laburista.

Ma Blair per portare il Partito Laburista al governo dopo 20 anni di governi conservatori ruppe completamente col passato, e lo fece proprio come sta facendo Renzi in Italia: rivendicando un'autonomia dai sindacati che divenne nei fatti un'opposizione agli interessi e ai diritti dei lavoratori.

La stessa cosa sta avvenendo in Italia. Tra poco spariranno gli 80 euro. Le dosi successive si dovranno pagare care.

mercoledì, 28 maggio, 2014

 
Blogger prospettive musicali said...

Votare non è come guidare l'automobile, perché la democrazia non prevede patenti (neppure quella di alfabetismo) e perché individuare i requisiti necessari non è altrettanto semplice: per guidare devi imparare il codice della strada e dimostrare di saper condurre correttamente l'automobile.
Ma per votare quali sarebbero i requisiti?
«Conoscere la Costituzione e nozioni anche elementari di educazione civica», dici tu.
Ma -- al di là del fatto che per molti, che per esempio vivono in povertà o non conoscono bene la lingua, già acquisire quelle conoscenze potrebbe essere un proceso complicato o inaccessibile (per questo dicevo che sarebbe meglio insegnarle a scuola, anziché istituire patenti di voto) -- una volta stabilito per legge che per votare si debba dimostrare la conoscenza di un dato testo, chi impedirebbe a ogni successivo governo di decidere che quel testo debba essere la Bibbia, o il Corano, o il Talmud o qualunque altro testo religioso, oppure uno dei testi sacri del liberismo?
E' vero che il voto ignorante può fare danni ma non è affatto vero che un elettorato un po' più consapevole renderebbe più difficili avventure come quelle di Berlusconi e Renzi, giacché -- come dicevo -- a sostenerli sono e sono stati anche opinionisti sicuramente consapevoli e che sicuramente conoscono la costituzione (e propio per questo vogliono stravolgerla o ignorarla).
Sono come gli automobilisti che hanno sì superato l'esame per la patente ma poi svoltano senza mai mettere la freccia, parcheggiano in seconda (e nona) fila, aprono sportelli senza guardare, guidano con una mano sola (perché l'altra regge il telefonino), usano le rare piste ciclabili come corsie di sorpasso o parcheggi ecc. ecc. Eppure hanno conseguito «una patente che viene consegnata dopo la dimostrazione di conoscenza del codice della strada»...
Alessandro

mercoledì, 28 maggio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Faccio semplicemente fatica a convincermi che una quota consistente del voto (qui, li', negli Stati Uniti dove i candidati spendono fortune restando strozzati dalla "generosita'" dei piu' vari potentati economici) non sia manipolata.

E che quindi il meccanismo democratico, perfetto sulla carta, si sia da tempo nei fatti inceppato. Lo sta a dimostrare il fatto che Reagan, Bush, Berlusconi, Thatcher, Blair, tutti presidenti e primi ministri che hanno fatto solo interessi propri o di lobby e potentati economici, siano stati rieletti in alcuni casi con larghe maggioranze. E quindi da quei cittadini i cui interessi hanno danneggiato.

Come si esce da questa impasse? La mia e' una proposta. Altre? O va bene cosi'?

mercoledì, 28 maggio, 2014

 
Blogger prospettive musicali said...

Ovviamente non ho suggerimenti risolutivi: quello che ho detto è che punterei sull'istruzione, anziché sulle patenti di elettore consapevole.volte a eliminare gli "inceppamenti" del meccanismo democratico limitandolo, cioè trasformandolo in un meccanismo meno democratico: vedi per esempio il sistema maggioritario o appunto il patentino elettorale.
In democrazia tutti hanno diritto di voto e ogni voto vale quanto ogni altro voto: il patentino lede la prima parte di questo principio e il maggioritario la seconda.
Se una quota consistente del voto è manipolata, non la si rende meno manipolabile concedendo certificati elettorali previo esame (prima di ogni elezione? O una volta per tutte, come la patente che hanno regolarmente in tasca tutti gli assassini al volante?) ma semmai chiedendosi chi e come manipoli i voti e trovando il modo di impedirglielo, per esempio con leggi efficaci contro conflitti d'interessi e concentrazioni di media.
Dopo di che, in democrazia si ha il diritto di votare per chi si vuole, compresi coloro che ledono l'interesse di chi li vota.
Sarebbe però auspicabile che tutti fossero consapevoli delle possibili conseguenze del proprio voto, cioè che votassero programmi e non facce.
Ma neanche questo si ottiene con i patentini, a meno di non rilasciarli dopo un esame volto ad appurare la conoscenza non della Costituzione o dell'educazione civica ma dei programmi di tutte le liste votabili, il che sarebbe ovviamente irrealizzabile e anche lesivo dei diritti civili e umani (costringere una o più persone a leggere e studiare i programmi elettorali di tutti i partiti sarebbe una tortura degna di Guantanamo e Abu Ghraib).
Alessandro

mercoledì, 28 maggio, 2014

 
Blogger Fabio said...

l limite che vedo nei nostri ragionamenti e' che stiamo parlando di misure volte a restaurare la democrazia. Ma chi detiene il potere non ha nessuna intenzione rivolta in tal senso, anzi.

mercoledì, 28 maggio, 2014

 
Blogger CICCILLO said...

certo, la patente di democrazia pare impraticabile e dal punto di vista della manipolazione dei media temo si sia andati oltre il punto di non ritorno, almeno in Italia.
un fatto indubbio ora è che le classi si sono frammentate, rimescolate e i partiti tentano di star dietro a questi cambiamenti, ognuno a suo modo e quelli della sinistra storica lo fanno perdendo molte delle loro caratteristiche.
ormai si può dire che i 3 poli della politica italiana sono tutti inter-classisti e, almeno 2 decisamente post-ideologici, dunque rifiutando la classica distinzione fra destra e sinistra.
a questo stiamo e questo serve a tutti per accusare di volta in volta gli avversari di aver provocato il disastro più o meno evidente a tutti.
i 5S da questo punto di vista hanno un vantaggio, quello di non aver mai governato, dunque per ora capitalizzano gli errori altrui e sono interessati a farlo più tempo possibile, poi verrà prima o poi il loro turno e probabilmente ne vedremo i limiti.
non so, io sono uscito da questi risultati elettorali decisamente sconfortato.
mi paiono tutti impazziti, partiti ed elettori.
ed anche il triste risultato della Lista Tsipras, uno sbattimento incredibile per ottenere che a Strasbutgo vadano Curzio Maltese e due oscuri esponenti dell'apparato SEL e PRC mi sembra di nessun valore, nonostante io li abbia votati più per tradizione che per convinzione.
spiace essere sempre pessimista ma continuo a non vedere speranze di un ribaltamento di questa situazione.

mercoledì, 28 maggio, 2014

 
Blogger Fabio said...

Hai detto gia' tutto tu Francesco, non so cosa aggiungere. Potrei aggiungere pessimismo a pessimismo, e ci sono valide ragione per essere preoccupati.

Le riforme piu' controverse potrebbero procedere celermente adesso. Il 40% a una persona rende completamente inefficaci i meccanismi di contrappeso, con buona pace del fisiologico gioco democratico.

Siamo oltre l'emergenza.

giovedì, 29 maggio, 2014

 

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