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Prospettive musicali e altri racconti

mercoledì 16 agosto 2006

Come on feel the Illinoise part 2








Se i terroristi non ci fossero stati, si sarebbe dovuto inventarli; altrimenti, come far dimenticare alla gente che le finanze del paese erano gia' in crisi da piu' di un anno, che erano emersi scandali e frodi colossali, che i figli dovevano ormai accontentarsi di un futuro assai meno ridente di quello dei padri? Adesso si e' contenti se i figli scampano ai kamikaze e agli insorti iracheni, il che vuole anche dire: pretese e aspettative si sono molto ridotte, facilitando il compito di chi dovrebbe soddisfarle.
- Ermanno Bencivenga, Le due americhe.

10 Comments:

Blogger Byron said...

Io sto studiando questo, ma ti consiglio prima di tutto questo.
(Tom Petty spacca, veramente un grande album - e dì alla Kit che ha ragione su Calexico+Iron & Wine: l'EP è fenomenale, e ovviamente da Other Music l'ho trovato subito, grazie a te e a Marco). Salutatemi Londra, che vi dirò, non mi manca granchè...

mercoledì, 16 agosto, 2006

 
Blogger Fabio said...

Il fatto che Londra non ti manchi un gran che non mi stupisce tanto. L'America ha mille difetti, ma per qualche strana ragione io mi ci sento sempre a casa. Le persone ti sorridono per strada, gli sconosciuti in coda con te ti parlano, c'e' un generale senso di fiducia e ottimismo e accoglienza che contagia. Il contrario dell'insopportabile rozzezza degli inglesi, che si trasforma in completa idiozia quando bevono (e che nemmeno a me manca quando vado all'estero). I due libri di Baudrillard che suggerisci non li ho ancora letti, ma oggi se riesco passo da Waterstone a cercarli. E se 10 anni fa mi avessero detto che avrei avuto un diario online dove qualcuno avrebbe suggerito libri di Baudrillard mi sarebbe sembrato un sogno. Tom Petty l'ho rovinato di ascolti in America, qui devo dire che rende un po' meno. E' veramente un disco molto simile ai primi due album dei REM, cioe' eccellente. Calexico + Iron & Wine suona una bella somma da cercare. Ma quindi sei ancora a NY o sei tornata? Buon compleanno (anche se non mi e' chiarissimo quando sia).

mercoledì, 16 agosto, 2006

 
Blogger Byron said...

Sono tornata a Washington, sì. A Londra torno in Ottobre. In effetti ti dirò che quello che tu descrivi è stata esattamente la mia impressione di DC: nonstante l'assurda presenza costante e blindata di polizia, FBI e governo, c'è un grande senso di possibilità, di civiltà, di vita piacevole, tranquilla e accogliente. Invece New York mi è piaciuta molto ma mi ha ricordato le mie antiche esperienza da turista a Londra all'ennesima potenza: tutto molto spaesante, gente parecchio scostante e irritata, tutto velocissimo e frenetico. Con la differenza che allora arrivavo nella grande metropoli dal Medioevo Bolognese, e da teenager innamorata di all things British e che di conseguenza avrei accettato e scusato qualsiasi cosa, e invece a NY ci arrivo abituata al Regno e più vecchia di 10 anni, e non sono così accomodante. Il Village e Harlem sono splendidi comunque.

PS: Tom Petty allora continuo a rovinarlo da qui, che si sa mai che mi passi quando torno a casa! Il compleanno era sabato 12, mille grazie degli auguri!

mercoledì, 16 agosto, 2006

 
Blogger lophelia said...

Belle le foto. Scusa la domanda, il titolo come nasce?

giovedì, 17 agosto, 2006

 
Anonymous Marco said...

Byron: felice che Other Music ti sia piaciuto. Io potrei trasferire la residenza li'!
Fabio: lascia perdere Waterstones. A Londra sono due i bookshop (INDIPENDENTI) da frequentare: Daunt Books in Marylebone High Street e Foyles in Charing Cross Road (da Foyles, la sezione dove trovi Baudrillard e' al terzo piano, vicino alla sezione dedicata alla musica). Buona lettura!

giovedì, 17 agosto, 2006

 
Blogger Fabio said...

Byron -

Proprio cosi', "vita piacevole, tranquilla e accogliente". Naturalmente scavando trovi tutte le contraddizioni che conosciamo, ma in superficie c'e' questa umanita' ottimista ben diversa dalla chiusura ermetica degli inglesi (fortunatamente a Londra ci sono tutti gli altri, ben piu' civili, altrimenti da sta marmaglia di ubriaconi ci sarebbe davvero da scappare, altro che innamorarsi di all things British!). New York a me continua a piacere molto, anche se la velocita' frenetica di quella citta' un po' spaventa anche me. Pero' forse meno di Londra, non trovi? Il Village e' un paradiso per quelli come noi, anche se considerando tutta l'America che ho visitato continuo a preferire la zona attorno all'Universita' di Seattle, o Berkley, dove mi trasferirei molto volentieri oggi stesso :-)

Lophelia -

Mi hai dato l'idea per cambiare il titolo (un verso di "Come on feel the Illinoise" di Sufjan Stevens, che pero' non si capiva). Grazie per il complimento sulle foto: sono scatti tutti presi in fretta senza pensare troppo.

Marco -

D'accordo con te, soprattutto su Foyles che resta il mio bookstore preferito di Londra (con all'interno lo splendido caffe' di "Ray's Jazz Shop" dove fermarsi a leggere gli ultimi acquisti).

giovedì, 17 agosto, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Calexico + Iron&Wine : e' un disco stupendo!...come tutti di dischi dei Calexico d'altronde..che sono delle meravigliose persone e fanno dei concerti eccezionali :)

venerdì, 18 agosto, 2006

 
Blogger Fabio said...

Lo dicono tutti quelli che li hanno incontrati che sono meravigliosi. Io loro non li ho mai conosciuti, ma sono stato proprio impressionato quando ho incontrato Howe Gelb. E' una persona profondissima e molto attenta a quello che gli dici. Anche sua moglie e' veramente speciale e simpatica.

venerdì, 18 agosto, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Io amo Joey Burns...ma tutte le donne che l'hanno incontrato lo amano! Mi trasferirei subito a TUCSON se avessi un'invito..:)

venerdì, 18 agosto, 2006

 
Blogger Fabio said...

Che poi se leggi il blog di Howe a Tucson non e' che succeda quel gran che. Forse e' maglio che tu stia a Canterbury con Olivier (che non ha nulla da invidiare ai Calexico).

venerdì, 18 agosto, 2006

 

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