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venerdì 26 ottobre 2007

In questo mondo libero

[Manifestazione di precari, Chicago, Agosto 2007]

Settimana scorsa sono stato qualche giorno a fare il bravo figlio, ospite dei miei genitori. Una sera, mentre me ne stavo a leggere nella mia ex-cameretta, ho sentito arrivare fino a me una voce nota, dalla TV che loro stavano vedendo. Sono sceso a controllare ed era proprio lui, invecchiato mica male ma sempre lui, Michele Santoro.

Io ero rimasto evidentemente indietro, ricordavo che era stato espulso dalla televisione. Mi pareva addirittura che fosse stato eletto deputato al parlamento europeo.

A me Santoro e' uno che e' sempre piaciuto. Nel 1989, giovane e fresco di laurea, gli mandai una lettera. Michele Santoro Samarcanda RAI Roma. Mi piace tanto la vostra trasmissione, come posso fare a collaborare? Non mi rispose mai. Vi immaginate se l'avesse fatto? Adesso invece di leggermi qui mi vedreste alla TV in qualche fabbrica o piazza a intervistare operai e disoccupati. Sarebbe stato il mio mestiere in effetti. E' solo che invece di intervistarli forse li avrei abbracciati e poi ci saremmo messi insieme a tirare sanpietrini contro Montezemolo.

Anche Santoro alla fine del programma lo avrei abbracciato. Perche', in buona sostanza, tutta la trasmissione prendeva le parti di quel 18% di operai che hanno votato contro l'accordo sul welfare. Diceva, in pratica, che si', era solo un 18%, ma avevano ragione loro e torto tutti gli altri, e a sostenere la loro causa c'era in studio il ministro Ferrero, che sull'accordo in consiglio dei ministri si era giustamente astenuto (o aveva votato contro, non ricordo, ma insomma non era a favore). Uno con occhi simpatici e onesti Ferrero.

E poi c'erano operai, precari, gente che aveva subito scorpori aziendali e adesso lavorava per padroni misteriosi che li avevano internalizzati, cose che fino a qualche anno fa se uno provava a fare lo mettevano in prigione. E adesso sono diventate normali grazie alla legge Biagi di merda.

Gente onesta, costretta a lavorare per 500 euro al mese e tacere, che altrimenti prendiamo un altro. Con contratti di un mese per volta. Il profitto a me sembrava che dovesse essere, tecnicamente parlando, la remunerazione del rischio d'impresa. Ma quale cazzo di rischio se viene interamente scaricato sui lavoratori, qualcuno me lo sa spiegare?

E poi in studio c'erano Travaglio e Vauro, bravi e simpatici come sempre. E infine, quello che proprio mi ha fatto sobbalzare, come se tutto quello che avevo visto prima non fosse bastato, con nonchalance Santoro ha fatto scivolare nel programma pure una scena di "It's a free world" di Ken Loach, quella del dialogo tra il padre vecchio laburista pieno di buoni principi e la figlia spregiudicata kapo' di un'agenzia di lavoro interinale per stranieri meglio se senza permesso di soggiorno. Voglio dire, mica una scena qualsiasi, quella piu' bella di tutto il film.

Ma poi pensavo. Quello che mi e' piaciuto proprio tanto e' stata la sua capacita', di Santoro intendo, di dire: va bene, ha votato cosi' l'82% della gente, ma sapete, avevano torto. E invece il 18% aveva ragione. Mi spiace ma e' cosi' e ve lo dimostro.

E'per quello che lo avrei abbracciato. Perche' ha portato avanti un principio che in televisione, e spesso nella vita, non esiste, quello della difesa di chi per una ragione o per l'altra e' sempre in minoranza. Lo sapete, avete perso ma avevate ragione, avete pensato con la vostra testa, non avete seguito il gregge. Venite qui da me, che adesso lo spieghiamo a tutti gli altri.

Per questo il programma mi e' piaciuto. Per questo e' bello che Santoro sia tornato alla televisione, e se fossi in Italia tutti i giovedi' sarei li' davanti a guardarlo, non perderei una puntata.

[In questo mondo libero]

11 Comments:

Blogger muzzle said...

e tornerà anche luttazzi..ma su la7.così berlusconi dell'eterno ritorno dovrà comprarsi anche quella.ieri a roma han presentato giorni e nuvole di soldini ma soprattutto parole sante di ascanio celestini.ciao

sabato, 27 ottobre, 2007

 
Blogger lapilli said...

Anche a me piace moltissimo Santoro. Lo seguo da sempre.

Quella puntata l'ho vista ed ho anche scritto un post intitolato Bambocciona precaria . Il film di Loach, invece, mi manca. Vedrò di rimediare, è uno dei miei registi preferiti.

domenica, 28 ottobre, 2007

 
Blogger mr.crown said...

io santoro non lo abbraccerei mai.

ma quel programma è l'unica cosa decente del palinsesto.

nello specifico direi che era meglio se l spiegava prima chi aveva ragione così magari le percentuali erano invertite

domenica, 28 ottobre, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

Non l'ho visto ma apprezzo in genere Santoro, anche se odio i programmi dove urlano in studio. In realtà l'unico programma che guardo (quando mi riesce) è Report: sano e corretto giornalismo d'inchiesta, che idaga per davvero, dà sempre voce a entrambe le parti (sempre che vogliano parlare) e non ha paura a mandare in onda le sbraitate dei potenti (tra gli altri ricordo una figura di merda paurosa di Bassolino). La Gabanelli è un mito, la farei presidente RAI.
Peccato che tu non la puoi vedere perchè va in onda la domenica sera, però credo che si possa vedere via internet dal suo sito web. Prova,ne vale la pena.

Auro

lunedì, 29 ottobre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Muzzle -

Celestini e' un uomo profondo eppure semplice, che riesce ad arrivare alla sostanza delle cose. Mi hanno sempre colpito la sua purezza e la sua onesta'. Ancora una volta, nella scelta del tema, ha dimostrato di avere il cuore al posto giusto.

Lapilli -

Sai che ho cercato il post nel tuo blog senza trovarlo? Ken Loach e' anche uno dei miei registi preferiti. Nel 2003, l'anno dell'aggressione all'Iraq, qui a Londra marciai per la pace 6 volte. Ogni volta Loach c'era, ogni volta le sue parole dal palco scatenavano grandi applausi. Poi un giorno, l'anno scorso, stavo camminando a Soho e me lo sono trovato davanti, che scaricava degli scatoloni di pellicole da una macchina (mi pare una R4). Non ho potuto che esclamare a voce alta: Ken Loach! Lui si e' voltato, mi ha sorriso, e ha detto semplicemente yes, guardandomi. Mi fa piacere incontrarti Ken, se posso vorrei ringraziarti per i tuoi film. Hanno significato tanto per me, gli ho detto. Lui ha appoggiato lo scatolone che stava trasportando per terra, mi ha stretto la mano e mi ha chiesto il mio nome. Siamo stati un po' li' a parlare, e lo ricordo come uno degli incontri piu' belli che ho fatto a Londra in questi anni.

Mr. Crown -

Si' avrebbe potuto farlo prima. Pero' a me sembra che programmi come quello di Santoro, qui a Londra non ce ne siano. La televisione inglese, per quel poco che mi capita di vederla, e' costantemente impegnata a non prendere mai posizione su nulla. Gli inglesi, del resto, sono certamente piu' interessati a Diana e al principino Henry del cazzo che a questioni politiche concrete. Noi partecipiamo di piu', in questo ho una netta preferenza per la nostra cultura.

Auro -

Report e' un programma eccellente, hai ragione. Tutto il palinsesto domenicale di RAI 3 e' di alto livello: in sequenza Blob, Che tempo che fa, Report. Poi pero' alle dieci e mezza meglio chiudere la TV e sintonizzarsi su Radio Popolare...

lunedì, 29 ottobre, 2007

 
Blogger Myriam said...

Scusa Fabio, ma hai una tv in Inghilterra?
La televisione inglese che non prende posizione?????????? dai dai..ammetti che non hai la tv qui!

lunedì, 29 ottobre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Infatti, non l'ho. Ma non l'ho nemmeno in Italia. La TV, vivendo da solo, la trovo un po' triste. E infatti forse farei bene a non parlarne, accetto la critica. Stai dicendo che la TV inglese prende posizione? Su cosa?

lunedì, 29 ottobre, 2007

 
Blogger Myriam said...

la guerra in Irak: esempio fresco

mercoledì, 31 ottobre, 2007

 
Blogger Francesca said...

Sarai pero' curiosa di sapere che cosa ha fatto Santoro nei suoi anni da parlamentare europeo, recependo un compenso di Euro 270,000 ? Un programma su questo scandalo non lo fa?

baci

Fra

giovedì, 01 novembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Myriam -

E pero' l'informazione in questo Paese non mi convince fino in fondo. Prendi il Guardian, che pure leggo ogni giorno. Tutti lo definiscono un quotidiano progressista, eppure molti articoli sembrano davvero copiati dalle agenzie senza un grande sforzo di elaborazione e commento. Stiamo per altro parlando del miglior esempio.

Un'altra cosa: mancano le pagine locali. Per esempio, Repubblica o il Corriere hanno dei begli inserti su Milano, nei quali si dibatte di problematiche locali: parcheggi, traffico, trasporti pubblici, verde. Qui non c'e nulla di simile. Il vuoto e' colmato dalla free press (London Lite, London Paper) che pero' piu' che alimentare la gia' inflazionata celebrity culture non fanno.

Un programma come quello di Santoro, a me sembra rifletta una cultura politica piu' partecipata, meno vista da distanza, che caratterizza l'atteggiamento continentale nei confronti del potere, atteggiamento piu' critico, meno rispettoso.

Una radio come Radio Popolare, per esempio, qui non c'e', e non avrebbe alcun ascolto (se non lo stesso di resonance FM per dire: una ristretta cerchia di intellettuali curiosi).

Se poi prendiamo come punto di riferimento gli Stati Uniti, in Inghilterra non esiste nulla di lontanamente paragonabile a The Nation.

Scusa la lunghezza della risposta, ma volevo articolare il piu' possibile il mio pensiero, spero si sia compreso.

Francesca -

Telepatia! Ti ho appena scritto una mail all'indirizzo del lavoro e mi e' ritornata la risposta che tu, giustamente, te ne stai in vacanza.

Un altro caro amico, Boris, proprio Domenica mi ha rivolto la stessa critica che mi hai rivolto tu. E' una critica senz'altro giusta.

Ti rispondo quello che ho risposto a lui: apprezzo molto il vostro punto di vista, perche' riflette una visione alta dell'impegno politico per la collettivita'.

In questo prendere il suo ruolo con leggerezza, Michele Santoro ha certamente sbagliato. I dettagli non li conosco, non so se partecipasse alle sedute del Parlamento Europeo o meno, tu forse vivendo a Bruxelles sei piu' informata di me.

Di fatto, come Parlamentare Europeo se non sono io a essermi distratto non ne abbiamo mai sentito parlare, dal che deduco che il suo impego fosse piuttosto discontinuo.

A un certo punto pero' se ne deve essere andato, dato che il suo mandato non e' ancora scaduto.

Tutti noi sappiamo fare bene alcune cose ma non altre. Voglio pensare che lui non si fosse sentito adatto al ruolo. Voleva fare il giornalista, lavoro che del resto gli riesce davvero bene secondo me. E quindi a un certo punto deve avere rinunciato ai 270 mila euro per fare una cosa che sentiva piu' sua.

Se e' cosi' non possiamo che stimarlo.

Colgo l'occasione per dire un paio di cose su quanto sta succedendo in questi giorni.

Come partecipante alle manifestazioni anti - G8 di Genova, sono schifato dalla posizione presa dall'IDV. Ho fatto un giretto nel blog di Di Pietro per capire. L'avete mai letto? Scrive come un bambino di terza elementare, pazzesco. Spero che nessuno dei lettori di London Calling abbia mai votato l'IDV (anche se in lista per le europee aveva pure l'ottimo Giulietto Chiesa), nel qual caso spero si ravveda.

La seconda riflessione e' su Beppe Grillo. Perche' non ha scritto nemmeno una riga su quello che e' successo? Perche' non prende posizione? La risposta e' semplice. Perche', questa e' una cosa che Beppe mi raccontava tempo fa una sera proprio qui a Londra, Di Pietro e' tra i suoi legali. Pero' e' deludente tutto questo, molto. Una presa di distanza sarebbe stata salutare e necessaria.

giovedì, 01 novembre, 2007

 
Blogger Myriam said...

di fatti..ci sono i local newspaper..non so a Londra..ma nel Kent abbiamo la Kentish Gazzette ed un'altro paper che ti arriva gratis a casa.. e' anche vero che i giornali inglesi si dilungano molto sulla politica internazionale. erhm..la stampa italiana la trovo un po' desueta, se devo essere sincera. E d'altronde vero che un giornale come "le monde" o "liberation" Francese.. non c'e' qui in inghilterra..come non ci sara' mai una TV come "Arte" in italia..amen..a tutti i loro pro e contro...ah ah..e' verissimo il punto delle copie di agenzia..sai di quel giornale italiano (adesso non mi ricordo il quale purtroppo, quindi senza fatti questo commento lascia il tempo che trova) che aveva preso una foto di guerriglia talebana copiata da un giornale inglese ..che poi si e' avverata essere una foto d'agenzia della caccia al coniglio in Pakistan? Il problema che i giornali non hanno piu' i budget di una volta per i reportage ect..

giovedì, 01 novembre, 2007

 

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