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domenica 30 dicembre 2007

Prospettive Musicali del 30 dicembre 2007

Se leggete London Calling, dovreste essere grati a un post come questo. Tutte le volte che ho pensato di chiudere il blog, mi sono sempre domandato: e poi dove le scrivo le scalette di Prospettive Musicali? E sempre ho deciso di cambiare idea e continuare l'avventura...

Stasera abbiamo ascoltato:

1) SISTER FLEETA MITCHELL & REV. WILLIE MAE EBERHART Satan, your kingdom must come down (da Art of field recording volume 1 disk 1: survey, Dust-To-Digital 2007)

2) REV. HOWARD FINSTER Medley (da Art of field recording volume 1 disk 2: religious, Dust-To-Digital 2007)

3) BROOKS BERRY & SCRAPPER BLACKWELL Brooks' blues (da Art of field recording volume 1 disk 3: blues, Dust-To-Digital 2007)

4) DANIEL BELTESHAZZAR HIGGS Love abides (da Metempsychotic melodies, Holy Mountain 2007)

5) BONNIE PRINCE BILLY I came to hear the music (da Ask forgiveness, Drag City 2007)

6) PROPINQUITY People come (da Propinquity, Owl 1973, rist. * 2007)

7) MOBY GRAPE Mr. Blues (da Moby Grape, Columbia 1967, rist. Sundazed 2007)

8) JAH LLOYD Lama (da Lama, Upsetter 1974, rist. in VV. AA. Jamaica funk original Jamaican funk and soul 45's, Soul Jazz 2007).

Qui invece trovate la scaletta della puntata speciale di Prospettive Musicali (il meglio del 2007) andata in onda Giovedì 27 dicembre alle 14.

A tutti gli amici che hanno avuto la pazienza di seguire questo blog, la sua versione radio all'interno di Zoe, e Prospettive Musicali, grazie per la pazienza e i migliori auguri di un buon 2008: Coll'anno nuovo, il caso inizierà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non ho dubbi.

13 Comments:

Anonymous 'ndrea said...

grazie a te!
Buon anno!!

domenica, 30 dicembre, 2007

 
Blogger Bloggointestinale said...

auguri fabiooooo!
mi son perso questa puntata, ma son giustificato a ravenna radio pop non si prende, in compenso la puntata del 27 me la sono gustata tutta tutta.

lunedì, 31 dicembre, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

Molto belle le 'field recording', fino a ieri credevo che l'unico che avesse fatto quelle cose fosse Alan Lomax. Mi viene in mente che in una vacanza in GB trovai in un negozio di usato la ristampa di un libro che raccoglieva le registrazioni (manuali, però, su pentagramma) di melodie antiche inglesi trascritte da Cecil J. Sharp e Maud Karpeles in una indagine fra le comunità dei Monti Appalachi intorno al 1915. Bello anche il brano di BPB. Q.

lunedì, 31 dicembre, 2007

 
Blogger mr.crown said...

fabio: in wai notes ci sono tutte quelle imperfezioni che non trovi in letting go e questo lo rende un album migliore.

lunedì, 31 dicembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

'ndrea -

Buon anno!

Bloggo -

La puntata del 27 è stata tagliata in due per cause di forza maggiore, e quindi abbiamo chiesto vada in replica in edizione integrale. Appena so se e quando andrà in onda di nuovo, lo posto qui. Divertiti a Ravenna, e buon anno!

Qohelet -

E siamo solo a metà strada: nel 2008 usciranno altri 4 dischi di field recordings di Art Rosenbaum. Di Alan Lomax sto cercando le registrazioni fatte in Italia negli anni '50, ma non so nemmeno se siano reperibili: tu ne sai qualcosa?

Mr. Crown -

Infatti mi sembra un disco sincero. Lo cercherò, ma chissà se lo trovo ancora. Grazie per la segnalazione.

lunedì, 31 dicembre, 2007

 
Anonymous millaemonnè said...

Ciao Fabio, buon anno anche a te! per me sarà un anno storico, infatti passerò agli "anta":P
un abbraccio!eLe

lunedì, 31 dicembre, 2007

 
Blogger Gruppo A said...

http://adifferentkindofrabbit.blogspot.com/

lunedì, 31 dicembre, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

No, infatti le cerco anche io (anche se a tempo perso). Ricordo comunque che Nostrini (oltre a nominare Lomax immancabilmente una volta sì e una no) in una puntata della Sacca di almeno un anno fa le fece sentire. Ciao. (e buon anno). Q.

lunedì, 31 dicembre, 2007

 
Anonymous Marco said...

Auguri di un fantastico 2008 da Hong Kong! Che la musica (l'"altra musica") sia sempre compagna di viaggio della nostra vita!
Marco

martedì, 01 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

la prima parte mi ha fatto pensare più che altro all'entusiastico uso del vinsanto da parte della sorella e dei due reverendi. E non venirmi a dire che tu riesci a capire quello che biascicano!
Molto bella la seconda parte, a cominciare da quella chitarra ritmica che mi ricordava molto gli Who.
Quando riparti? Facciamo a tempo a vederci?
Buon 2008!
Auro

martedì, 01 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Millaemonne' -

Ci sono gia' passato (purtroppo) e per me e' stato un bel trauma quando successe (ormai 2 anni fa)... Ma a parte quella scadenza inevitabile, che sia un anno davvero memorabile (in positivo. ovvio).

Gruppo A -

Buon anno al vostro progetto!

Qohelet -

Giusto, Nostrini! L'ho visto appena prima di Natale, ora lo incrocero' ancora a Pasqua. Sono pronto a sottopormi a uno sei suoi sermoni ;-)

Marco -

Anche a te e Susanna l'augurio di una colonna sonora memorabile per tutti i bei momenti del 2008! Torna presto da queste parti!

Auro -

Non siamo riusciti a vederci stavolta, ma ripromettiamoci di incontrarci a Pasqua (la prossima volta che tornero' in Italia).

Si', pensa che tra i racconti di Art Rosenbaum, a un certo punto dice che per far suonare Scrapper Blackwell gli dissero che, insomma, per far cantare gli uccelli ci vogliono i semini, e che per far suonare Blackwell ci voleva una bella bottiglia :-)

Biascicano e fanno versi assurdi, certo, ma c'e' una tale umanita' nel country acustico originale e nel primigenio blues che non c'e' bisogno di capire le parole, il messaggio arriva direttamente all'anima.

Ma si capiva il senso della scaletta? Ho aperto con un riferimento a Nostrini, sono passato a il popolo del blues e ho chiuso con un omaggio a Vito. Era il mio modo di fare gli auguri ai miei colleghi. Vito e' entrato in studio che stavo ancora parlando e sorrideva come un bambino mentre suonavo quel pezzo scritto da Lee Perry! Ha davvero apprezzato.

Vero che i Moby Grape hanno qualcosa nella tonalita' delle chitarre che li avvicina agli Who.

mercoledì, 02 gennaio, 2008

 
Anonymous alessandro said...

Le registrazioni effettuate in Italia da Lomax negli anni cinquanta dovrebbero essere ancora reperibili su etichetta Rounder:
http://www.rounder.com/series/lomax_alan/italian.html
Attenzione però a non mitizzare troppo Lomax. Come dice Franco Fabbri in
http://www.cini.it/italiano/04attivita/seminari/etno/etno2005/fabbri.html
"con Alan Lomax, che partecipò attivamente alla gazzarra anti-Dylan a Newport e che considerava lo stile chitarristico di Jimi Hendrix 'artificioso' e 'inutilmente virtuosistico', non avrei mai potuto comunicare molto, se non esprimere la mia stima per le sue ricerche e per l'influenza determinante nello sviluppo degli studi etnomusicologici in Italia".
Ciao
Alessandro

giovedì, 03 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Grazie Alessandro!

Non sapevo esistessero ben 11 volumi. Eccellente il fatto che si possano ascoltare campioni di ogni brano nel sito della Rounder.

Non conoscevo l'articolo di Fabbri, interessanti i suoi paralleli tra fisica e musica (anche se diventa spocchioso quando critica un po' gratuitamente "il borghese umanista classico pacificamente ignorante di scienza": io sono pacificamente ignorante di scienza, senza per questo esserlo anche di musica).

Il valore di Lomax, Smith e Rosenbaum e' nella loro passione e dedizione, nel loro aver speso una vita a "salvare" musiche. Senza la loro chiusura al presente, forse non si sarebbero guardati indietro con tanta ostinata e in qualche modo cieca passione, non credi?

giovedì, 03 gennaio, 2008

 

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