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lunedì 14 giugno 2010

One love

Sabato pomeriggio sono passato da Sounds of the Universe a cercare un DVD per il mio amico Vito, e intanto ho tirato su dalla vaschetta delle ristampe roots reggae (che l'estate e' arrivata anche qui) questo Peace and love di Dadawah, del quale avevo letto un gran bene.

Tecnicamente parlando, che se no poi arrivano le precisazioni, non di reggae si tratta, ma di nyabinghi (musica devozionale rastafariana, che si chiama cosi' dal nome di una tamburo usato durante la preghiera).

Quello di Dadawah (musicista di Studio One, che dopo questo disco del 1974 avrebbe cambiato il suo nome in Ras Michael, ed e' ancora attivo in circuiti esoterici) e' un album piuttosto unico nel suo genere. Downbeat fino alla catatonia, cupo e profondo come il mare di notte. Blues del delta, toasting giamaicano, psychedelia, krautrock, ipnosi ritmica africana, invasata preghiera di ascendenza gospel, il tutto amalgamato insieme, e poi reso scheletrico, implicito, sparso, arido, come bruciato dal sole.

Disco dal suono curatissimo (lo mandarono a rimasterizzare qui a Abbey Road), Peace and love e' una delle sorprese piu' interessanti degli ultimi mesi. Non piu' reggae, non ancora dub.

I lettori di Londra lo trovano da Honest Jon's e da Sounds of the Universe (e, dice Marco, da Rough Trade).

2 Comments:

Blogger The Music Is Inside said...

Giustissimo, Fabio, quando si parla di Londra, citare Rough Trade che - per fortuna - insieme ai due meritori empori da te citati "resiste" (uso il verbo volutamente), formando un triangolo i cui lati mi auguro solidi e duraturi ancora per molti anni.
Se poi ci fai caso, i tre poli del triangolo coprono l'intera lunghezza della citta', da ovest ad est, partendo da Ladbroke Grove, via Soho, sino a Brick Lane.
Quasi come se avessero disegnato un'immaginaria "linea di difesa" contro coloro che vogliono cancellare i negozi di dischi per sempre, non solo da Londra, ma dalla faccia della terra.

martedì, 15 giugno, 2010

 
Blogger Fabio said...

Costringendo noi appassionati di musica a ripetere i viaggi che caratterizzarono gli anni di formazione. Erano, e restano, viaggi bellissimi: esplorazioni.

Un po' triste la generazione del download, almeno a mio parere.

martedì, 15 giugno, 2010

 

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