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Osservazioni e ascolti

giovedì 27 novembre 2014

Avvisi ai naviganti

Un paio, per la precisione.

Il primo e' che, lentamente, molto lentamente come si conviene a un viaggio ispirato alla lentezza e alla contemplazione, sto pubblicando di la' in Flickr il racconto della Provenza. In queste giornate novembrine corte e spesso nuvolose, ricordare la luce di quei giorni di luglio mi da' grande gioia.

Il secondo e' che domenica prossima se alle 22 non sapete proprio cosa ascoltare, io vado a suonare un po' di dischi a Radio Popolare (FM 107.6).

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mercoledì 26 novembre 2014

Il premier ha ragione



Si avesse ancora la forza di ridere e scherzare, si potrebbe scrivere che il rottamatore di democrazia e di diritti Matteo Renzi ha ragione quando sostiene che l'astensione e' un problema secondario, e che infatti il problema principale e' che ci sono ancora troppi sprovveduti disposti a votare il suo partito. Partito gia' rancido prima di lui, e ridotto a una puzzolente adunata di destroidi per convenienza (ancora piu' nauseabondi dei destroidi per convinzione) e veline da quando ne e' diventato segretario.

Senonche' di scherzare e' passata la voglia ormai molto tempo fa.

Una bella analisi dei flussi elettorali, se siete interessati, la trovate qui.

E' scontato che con l'astensione non si ottiene nessun cambiamento positivo, lo dicono i risultati no?

Pero' mi piacerebbe anche sentire il punto di vista degli astenuti: un emiliano o un calabrese che non e' andato a votare e che passasse di qui, ci puo' spiegare le sue ragioni? In particolare, perche' non ha preso in considerazione L'Altra Emilia Romagna, la lista che avrei votato io se avessi potuto?

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domenica 23 novembre 2014

Yes we can



Scrive Curzio Maltese su controlacrisi.org:

Sono stato al congresso di Madrid di Podemos, un movimento destinato a cambiare il modo di far politica non solo in Spagna e a sinistra, e al ritorno in Italia sembrava di aver fatto un salto indietro di quarant’anni, alle vecchie diatribe fra le cento sigle del movimento studentesco anni Settanta. 

La lista l’Altra Europa era partita col piede giusto, un progetto europeo chiaro fin dall’indicazione del leader, Alexis Tsipras. Ma là ci siamo fermati.

Sciogliere la inutile Lista Tsipras e seguire l'esempio di Podemos io credo sia la strada giusta per dare voce all'opposizione sociale alla orrenda destra padronale di Renzi, Marchionne, Sacconi e Squinzi, determinata a impoverire noi lavoratori onesti piu' di quanto e' ormai tollerabile.

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mercoledì 19 novembre 2014

Freedom (reprise)



Not many years ago, it was access to information and movement that seemed our greatest luxury; nowadays it’s often freedom from information, the chance to sit still, that feels like the ultimate prize. 

Stillness is not just an indulgence for those with enough resources — it’s a necessity for anyone who wishes to gather less visible resources.

The art of stillness

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domenica 16 novembre 2014

Provenza, luglio 2014.


Anche se l'obiettivo del sindacato dovrebbe essere, come abbiamo ripetuto spesso, chiedere una riduzione di lavoro a parita' di salario. Gagner plus, va bene, ma lavorando meno e ridistribuendo il plusvalore ai lavoratori.

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Provenza, luglio 2014.

Nei villaggi provenzali non manca mai una chiesa. In genere sono piuttosto piccole e povere. Portano i segni del tempo. Invitano a entrare per una pausa di silenzio e raccoglimento.

Da Prospettive Musicali Flickr.

Che bello e' riguardare le foto delle vacanze in una domenica sera di novembre? E pubblicarle dopo mesi e dopo averle selezionate con cura, antagonisticamente all'uso comune di scattare e pubblicare (funzionale al consumo veloce imposto dal sistema a chi, ormai imbesuito dallo schermino, preferisce non fare piu' la fatica di pensare con la propria testa).

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mercoledì 12 novembre 2014

Happiness. The Guardian, novembre 2014.

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Freedom. Wire, dicembre 2014.

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lunedì 10 novembre 2014

Leggere



That is why I read: I want everything to be okay. That's why I read when I was a lonely kid and that's why I read now that I'm a scared adult.

Madness, rack and honey

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venerdì 7 novembre 2014

Mixing it



"In all cultures, men are brought up to be “masculine” and to disregard and repress those aspects of their temperament that the culture regards as “feminine,” whereas women are expected to do the opposite. 

Creative individuals to a certain extent escape this rigid gender role stereotyping. When tests of masculinity/femininity are given to young people, over and over one finds that creative and talented girls are more dominant and tough than other girls, and creative boys are more sensitive and less aggressive than their male peers.

[...]

Psychological androgyny is a much wider concept, referring to a person’s ability to be at the same time aggressive and nurturant, sensitive and rigid, dominant and submissive, regardless of gender. A psychologically androgynous person in effect doubles his or her repertoire of responses and can interact with the world in terms of a much richer and varied spectrum of opportunities. 


It is not surprising that creative individuals are more likely to have not only the strengths of their own gender but those of the other one, too".

Creativity

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Rip it up and start again



Io credo che questa cosa di Juncker che dopo aver aiutato come premier del Lussemburgo per 18 anni centinaia di multinazionali a evadere il fisco e' diventato presidente della commissione europea voglia dire una cosa sola: che quel carrozzone lobbistico chiamato Unione Europea sarebbe una buona cosa per i cittadini europei sbaraccarlo al piu' presto e completamente.

Non sto parlando di uscire dall'euro, di uscire dall'Europa. Sto proprio dicendo che questo caravanserraglio di 28 stati appartenenti a regioni geografiche con storie e culture totalmente diverse, la cosa migliore che potrebbe fare sarebbe sciogliersi, almeno nella sua forma attuale.

L'unica funzione che sembra ancora avere e' infatti quella di assoggettare le popolazioni del continente allo strapotere del grande capitale lobbistico, delle banche d'investimento, delle multinazionali. Imponendo norme vincolanti senza senso che significano sacrifici diretti esclusivamente ai piu' vulnerabili (coloro la cui sopravvivenza e' appesa al welfare state), e una moneta che in assenza di un ministero economico centralizzato non puo' che essere assurda.

L'Europa cosi' com' e' stata costruita e' una struttura burocratica lontanissima dalle persone, con la quale e' del tutto impossibile identificarsi, anche sforzandosi. E quindi nella sostanza risulta in una negazione di poteri di scelta locali e democratici.

Immagino che l'auspicabile smantellamento di questo potere centralizzato opprimente cancellera' per sempre l'espressione "Ce lo chiede l'Europa", che insieme a "Ce lo chiede il mercato" dovrebbe sempre essere accolta con un destro ben assestato diretto senza preavviso al centro della faccia dell'ipocrita finto fatalista che senza alcun senso di vergogna la pronuncia.

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mercoledì 5 novembre 2014

State of the nation



Piccolo riassunto di cio' che e' stato fatto in questi mesi.

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Fiori e liberta'



"La floricoltura è un tipico esempio di come si possa dare un senso alla libertà entro il ristretto spazio domestico. I floricoltori sono coltivatori di senso: sia di quello che conferiscono a se stessi, sia di quello che fanno crescere dentro di sé.

L'ignoranza di coloro che deplorano quelle persone libere e ragionevoli che si dilettano ad accudire piante da balcone risiede nell'incapacita' di capire come le attenzioni dedicate ai fiori (o ai piccioni, o ai cani) siano una sorta di cura non egoistica per se stessi.

Ci si prende cura dei fiori e allo stesso tempo di se', delimitando, tramite le attenzioni rivolte ad altro, il proprio tempo e il proprio spazio".

Costruire la propria vita

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lunedì 3 novembre 2014

Montagnac - Montpezat, luglio 2014.

E' una mattinata luminosa. Prima di ripartire in direzione delle Gorges du Verdon, salutiamo i nostri simpatici vicini di casa.

Da Prospettive Musicali Flickr.

(Giusto per ricordare a me stesso che questo non e' un blog politico, ma un diario personale. E per non suonare eccessivamente monotono. Ma ce ne sarebbe da dire anche oggi. Facciamo che saltiamo un giro).

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