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Osservazioni e ascolti

venerdì 16 ottobre 2015

Tante cose (e nessuna)



Ho appena dato un'occhiata a un telegiornale italiano per sapere cosa succede li' da voi. Hanno intervistato Walter Veltroni, che ha scritto un libro dedicato a suo padre.

Mi colpisce sempre quando riappaiono i padri fondatori del PD, cosi' diversi dai ragazzotti arroganti che li hanno seguiti. Voglio essere molto esplicito: il PD non l'ho mai votato. Ma guardando la casa di Veltroni, piena di libri e dischi, non posso non provare per lui un po' di simpatia.

Non per il politico (che comunque, ripetiamolo, poco o nulla ha a che spartire con la deriva muscolare, gridata, di destra, confindustriale e neoliberista, del PD di oggi), ma per un uomo che dimostra di possedere una sensibilita' profonda e una bella gentilezza d'animo. Caratteristiche che nella vita ti impediscono di vincere (parola che come sapete detesto), ma che la vita te la fanno vivere bene e gustare nei suoi aspetti piu' dolci e preziosi.

Nell'intervista parla di sogni di giustizia, e viene da pensare, guardando quel suo sorriso un po' malinconico, che a quei sogni per un certo periodo avesse creduto davvero.

Stasera vorrei pero' dirvi tante altre cose, anche se non trovo un ordine e questo post sembrera' disordinato, un post che non va da nessuna parte.

Vorrei dirvi che ho pensato in questi giorni a cosa fare di questo blog. Ogni tanto ci penso, e a volte l'ho anche scritto. Ho pensato a come tutto nella mia vita era diverso quando 11 anni fa decisi di aprire un blog.

Rispetto a allora scrivo molto di piu'. Non qui, anzi qui scrivo molto di meno. Ho preso l'abitudine, da ormai parecchi mesi, di scrivere un diario ogni giorno. E' un'esperienza davvero straordinaria, ma non credetemi sulla parola: provate.

Scrivete, per voi stessi, qualcosa ogni singolo giorno. Basta una frase. Alla quale di solito ne seguono alcune altre, tante o poche a seconda del giorno. Non ha importanza quante siano: l'importante e' riflettere e tenere traccia delle nostre riflessioni. Perche' ogni giorno succede qualcosa (anche quando sembra non sia successo assolutamente niente) su cui vale la pena fissare i propri pensieri.

Il cambiamento fondamentale di questi 11 anni e' che adesso nella mia vita c'e' la Gio', che per me e' tante persone diverse (compagna, migliore amica, per tante cose maestra di saggezza), alla quale posso affidare, e spesso questo avviene in forma scritta, pensieri personali e profondi sapendo che da quello che ci scriviamo nasceranno belle discussioni di quelle che aiutano a scavare e fanno nascere progetti. La Gio' che mi ha insegnato che profondita' e leggerezza sono entrambe dimensioni fondamentali del vivere.

Questo blog pero' non scompare, non finisce. E' stato una coperta di Linus importante in un momento di solitudine, e per questo mi ci sono affezionato e lo rimarro' per sempre. Continuero' a scrivere anche qui ogni tanto, osservazioni su quello che succede nella mia sfera immediata e nel vasto mondo. E a tenere traccia dei miei percorsi musicali.

Come ho gia' detto altre volte, per carattere non potro' mai appassionarmi al frastuono assordante, frenetico e gridato dei social network. Alle frasette scritte in fretta col telefonino, ai like. Ma per come sono fatto continuero' credo per sempre ad amare questa semplice forma letteraria che sono i messaggi in bottiglia che alcune persone affidano alla rete. Messaggi molto diversi, per forza di cose piu' generici e superficiali, dalle osservazioni che scriviamo per noi stessi, ma con un loro valore secondo me, di registrazione dei tanti cambiamenti che avvengono dentro e fuori di noi.

Non so se ho scritto qualcosa che si capisce o che va da qualche parte. Forse no. Ma mi e' servito per comprendere delle cose, molte delle quali non ho scritto. E il senso della scrittura, almeno per me, e' in questa sequenza di parole non necessariamente logiche, alle quali a un certo punto mettiamo un punto. Ma che poi, dopo quel punto, proseguono a vagare nella mente seguendo percorsi propri (in inglese si dice linger, in italiano non so se esiste un termine o se sono io che non me lo ricordo piu').

Poi magari qualcuno (pochi, pochissimi) questa sequenza ha voglia di leggerla, e magari ci si ritrova anche (come magari si ritrova nelle mie selezioni di musiche alla radio, anche quelle che seguono un percorso proprio, niente affatto piu' lineare di questo), e quando questo avviene, per me e' bello e un po' magico.