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Ambiente Uguaglianza Tempo

sabato 31 ottobre 2015

Riflessioni sparse nella quiete irreale del sabato mattina a Clerkenwell (quasi una rubrica settimanale)



Avete gia' letto da qualche parte del concetto di cultural mining?

Si tratta di estrarre dai prodotti culturali dei quali facciamo esperienza dopo averli scoperti come accade spesso scavando sotto la superficie (o come mi piace piu' pensare, su vette molto alte) i "minerali" buoni e utili alla qualita' delle nostre vite (ai nostri processi di pensiero, alle nostre relazioni, ai nostri processi di scelta), separandoli da tutto il resto. Per esempio dal piacere puramente estetico, che da solo (parlo per me naturalmente) non basta.

E' una cosa che molti di noi fanno magari gia' spontaneamente, ma forse non cosi' consapevolmente. Mi viene da pensare che in alcuni casi il nostro giudizio su tanti prodotti culturali, esteticamente belli, indubbiamente innovativi, ma anche un po' fini a se stessi e "scollegati" dalle nostre vite cambierebbe.

A me per esempio vengono in mente decine di dischi incensati da Wire, molta poesia e molta arte contemporanea, magari assai concettuali, ma fondamentalmente poveri di quei "minerali" di cui sopra.

Riflessioni sparse nella quiete irreale del sabato mattina a Clerkenwell (continua)



Alla fine di tutto, sapete cosa ho capito in cinquant'anni di vita sulla Terra? Che per vivere bene bastano (e pero' sono necessarie) tre cose: relazioni autentiche, pensieri profondi, e possedere pochi e semplici oggetti che ci rappresentano.

Il resto e' rumore di fondo: distrazioni che vanno eliminate perche' ci impediscono di cogliere l'essenziale, e quindi di vivere con senso e pienezza le nostre brevissime vite.

mercoledì 28 ottobre 2015

Votate PD



L'aumento della fiducia nella ripresa economica riscontrato dall'Istat e', ovviamente, una buona notizia.

Godiamone finche' durera'. Non per molto viene da immaginare.

Non e' un caso che le foto che illustrano la notizia mostrino persone che escono dal super col carrello straripante. Il simbolo del consumo privato. Le persone comuni festeggiano, riempiendosi ben bene la pancia e dichiarando nei sondaggi che la crisi e' finita.

Votate Matteo Renzi, che vi  taglia le tasse. Che poi, le tasse... Le tasse le paga proprio chi non puo' farne a meno. Per tutti gli altri si alza la soglia del contante. Suvvia, pagare le tasse sul conto del piastrellista, del dentista, del carrozziere, sugli affitti... Non sarete mica matti!

Fiducia! Fiducia! Tutti felici! Almeno fino al giorno in cui vi ammalerete e dovrete pagarvi le cure, dovrete mandare i figli a scuola e la scuola pubblica la troverete nel piu' totale abbandono, perderete il lavoro senza uno straccio di ammortizzatore sociale, a un anno dalla pensione dovrete invece lavorare cinque anni in piu' e poi altri cinque...

Ma perche' pensarci adesso? Questo e' il momento dell'euforia e dei carrelli debordanti di cazzate inutili. In cambio dei voti di evasori, professionisti, imprenditori, si sta consegnando il Paese agli usurai.

Junker si frega le mani, non gli par vero quanto lavoro sporco ha fatto per lui e per i suoi amici banchieri quel ragazzotto ridicolo e supponente dall'inglese maccheronico che in un primo momento gli era sembrato la versione subnormale di Jerry Lewis. Improvvisamente rilassa il patto di stabilita'. Che magnanimo.

Riempite il carrello! Pagherete tutto in comode rate! Il tasso d'interesse vi verra' reso noto a tempo debito! E mi raccomando: fiducia! Fiducia!

Consumate! Consumate! E non dimenticate: votate PD!

martedì 20 ottobre 2015

Niente, cosi', volevo chiederti a cosa stai pensando



Quando tanti anni fa mi cancellai da Facebook (del quale confesso con un po' di vergogna di essere stato un early adopter su suggerimento di colleghi americani che mi coinvolsero assai prima che diventasse di moda, e dal quale appena mi resi conto di cosa si trattava fuggii a gambe levate) lo feci per la sensazione molto evidente di non avere "nulla da dire a tutti".

Il punto e' che (come immagino succeda a tutti voi) ho amici con i quali parlo di musica, altri con i quali parlo di politica, altri ai quali chiedo consiglio quando ho un problema, eccetera. Si tratta di persone in genere diverse, alle quali mi accomuna in particolare un interesse, o una passione, o il semplice (e preziosissimo) fatto che quando chiedo un'opinione su un problema che mi assilla mi ascoltano con interesse e mi danno consigli preziosi.

Pur ricacciandola indietro, la sensazione di cui sopra si sta ripresentando regolarmente quando penso a cosa scrivere su questo taccuino.

Mi piacerebbe che chiunque ancora mi legge, ci trovasse il Fabio che sta cercando: il Fabio appassionato di musica, il Fabio che ha scavato un solco tra Clerkenwell e il BFI, il Fabio che parla delle sue emozioni, il Fabio che ogni tanto si cimenta a disegnare con passione un nuovo ordine mondiale nel quale le parole d'ordine sono solidarieta' e pace e ambiente e cultura, il Fabio che si diverte a fotografare ogni cosa...

E vorrei, contemporaneamente, che questo succedesse senza che ci trovasse gli altri Fabi, quelli che non gli piacciono tanto.

Ma non e' possibile. E allora resto sempre in dubbio sul senso di tutto questo, e se non sarebbe invece meglio alzare il telefono e chiamare a un amico che non sento da troppo tempo, anche senza avere nulla di particolare da dirgli, solo per sentire la sua voce e farmi raccontare a cosa sta pensando in questo momento.

Tanto, alla fine, anche chi fa finta di crederci ha capito da un pezzo che non e' la presenza in rete che ci fa sentire vivi, ma quello che facciamo fuori di qui, nel mondo la' fuori, quello vero.

domenica 18 ottobre 2015

Riflessioni sparse nella quiete irreale del sabato mattina a Clerkenwell (reprise della domenica mattina)



... to find in the otherness an affectionate sameness of spirit peering back.

La ricopio perche' questa frase riassume troppo, troppo bene il senso delle relazioni profonde e significative, con quella chiarezza e stringatezza che amo tanto nella lingua che mi ha adottato, e merita un post tutto per se'.

sabato 17 ottobre 2015

Riflessioni sparse nella quiete irreale del sabato mattina a Clerkenwell



Le persone che amiamo sono specchi riflettenti. Le persone che amiamo sono spazi per pensare.

Scrivere permette di dare una forma ai nostri pensieri e alle nostre idee, di non perderli nel nulla. Scrivere, sosteneva Oliver Sacks, e' un modo indispensabile per instaurare un dialogo con noi stessi.

Mi hanno molto emozionato le illustrazioni di un'illustratrice sud coreana che si chiama Jihyeon Lee e che non conoscevo. Il suo volume Pool racconta una storia bellissima. E' estate e la piscina e' piena di persone che spruzzano acqua e fanno schiamazzi. Un bambino timido si immerge nell'acqua e decide di cercare un po' di tranquillita' nuotando sotto la superficie. Dove vede una bambina, anche lei timida, anche lei in cerca di silenzio. Quando si incontrano scoprono che l'acqua attorno a loro si e' riempita di creature marine fantastiche e molto colorate (Can I feel you? Are you mythological? come canta Julia Holter). In una delle ultime illustrazioni del libro, il bambino aiuta la bambina a uscire dalla piscina, dal lato opposto rispetto alle persone che spruzzano e fanno schiamazzi. Il lato tranquillo e non affollato della piscina. E della vita. And then, as they take off their goggles, they peer into each other’s naked eyes to find in the otherness an affectionate sameness of spirit peering back. (Grazie per la scoperta, e non troveremo mai il modo per ringraziarla abbastanza, a Brain Pickings).

venerdì 16 ottobre 2015

Tante cose (e nessuna)



Ho appena dato un'occhiata a un telegiornale italiano per sapere cosa succede li' da voi. Hanno intervistato Walter Veltroni, che ha scritto un libro dedicato a suo padre.

Mi colpisce sempre quando riappaiono i padri fondatori del PD, cosi' diversi dai ragazzotti arroganti che li hanno seguiti. Voglio essere molto esplicito: il PD non l'ho mai votato. Ma guardando la casa di Veltroni, piena di libri e dischi, non posso non provare per lui un po' di simpatia.

Non per il politico (che comunque, ripetiamolo, poco o nulla ha a che spartire con la deriva muscolare, gridata, di destra, confindustriale e neoliberista, del PD di oggi), ma per un uomo che dimostra di possedere una sensibilita' profonda e una bella gentilezza d'animo. Caratteristiche che nella vita ti impediscono di vincere (parola che come sapete detesto), ma che la vita te la fanno vivere bene e gustare nei suoi aspetti piu' dolci e preziosi.

Nell'intervista parla di sogni di giustizia, e viene da pensare, guardando quel suo sorriso un po' malinconico, che a quei sogni per un certo periodo avesse creduto davvero.

Stasera vorrei pero' dirvi tante altre cose, anche se non trovo un ordine e questo post sembrera' disordinato, un post che non va da nessuna parte.

Vorrei dirvi che ho pensato in questi giorni a cosa fare di questo blog. Ogni tanto ci penso, e a volte l'ho anche scritto. Ho pensato a come tutto nella mia vita era diverso quando 11 anni fa decisi di aprire un blog.

Rispetto a allora scrivo molto di piu'. Non qui, anzi qui scrivo molto di meno. Ho preso l'abitudine, da ormai parecchi mesi, di scrivere un diario ogni giorno. E' un'esperienza davvero straordinaria, ma non credetemi sulla parola: provate.

Scrivete, per voi stessi, qualcosa ogni singolo giorno. Basta una frase. Alla quale di solito ne seguono alcune altre, tante o poche a seconda del giorno. Non ha importanza quante siano: l'importante e' riflettere e tenere traccia delle nostre riflessioni. Perche' ogni giorno succede qualcosa (anche quando sembra non sia successo assolutamente niente) su cui vale la pena fissare i propri pensieri.

Il cambiamento fondamentale di questi 11 anni e' che adesso nella mia vita c'e' la Gio', che per me e' tante persone diverse (compagna, migliore amica, per tante cose maestra di saggezza), alla quale posso affidare, e spesso questo avviene in forma scritta, pensieri personali e profondi sapendo che da quello che ci scriviamo nasceranno belle discussioni di quelle che aiutano a scavare e fanno nascere progetti. La Gio' che mi ha insegnato che profondita' e leggerezza sono entrambe dimensioni fondamentali del vivere.

Questo blog pero' non scompare, non finisce. E' stato una coperta di Linus importante in un momento di solitudine, e per questo mi ci sono affezionato e lo rimarro' per sempre. Continuero' a scrivere anche qui ogni tanto, osservazioni su quello che succede nella mia sfera immediata e nel vasto mondo. E a tenere traccia dei miei percorsi musicali.

Come ho gia' detto altre volte, per carattere non potro' mai appassionarmi al frastuono assordante, frenetico e gridato dei social network. Alle frasette scritte in fretta col telefonino, ai like. Ma per come sono fatto continuero' credo per sempre ad amare questa semplice forma letteraria che sono i messaggi in bottiglia che alcune persone affidano alla rete. Messaggi molto diversi, per forza di cose piu' generici e superficiali, dalle osservazioni che scriviamo per noi stessi, ma con un loro valore secondo me, di registrazione dei tanti cambiamenti che avvengono dentro e fuori di noi.

Non so se ho scritto qualcosa che si capisce o che va da qualche parte. Forse no. Ma mi e' servito per comprendere delle cose, molte delle quali non ho scritto. E il senso della scrittura, almeno per me, e' in questa sequenza di parole non necessariamente logiche, alle quali a un certo punto mettiamo un punto. Ma che poi, dopo quel punto, proseguono a vagare nella mente seguendo percorsi propri (in inglese si dice linger, in italiano non so se esiste un termine o se sono io che non me lo ricordo piu').

Poi magari qualcuno (pochi, pochissimi) questa sequenza ha voglia di leggerla, e magari ci si ritrova anche (come magari si ritrova nelle mie selezioni di musiche alla radio, anche quelle che seguono un percorso proprio, niente affatto piu' lineare di questo), e quando questo avviene, per me e' bello e un po' magico.

giovedì 15 ottobre 2015

Decrescita, ambiente, cultura e ridistribuzione equa: qualita' della vita diffusa, non per pochi



Quello che Matteo Renzi si e' dimenticato di dirvi oggi nel suo discorso delirante da esaltato e' che nella zona euro tutti i Paesi meno uno (la Grecia) hanno segno piu', ma un valore assoluto che e' almeno doppio rispetto allo zero virgola italiano.

Fuori dall'area euro poi le cose vanno anche meglio, con il Paese dal quale scrivo che ha un tasso di crescita che e' quadruplo (il Regno Unito e' cresciuto nel secondo trimestre quanto l'Italia se tutto va bene crescera' in un anno) e un tasso di disoccupazione che e' del 5.4% contro il 12.4% dell'Italia.

Se poi guardiamo fuori dall'Europa, gli Stati Uniti per esempio, grazie al quantitative easing di Bernanke (quindi da un bel po' di anni in qua), galoppano a velocita' ancora maggiore (+3.9% nello scorso trimestre).

La fragilissima "crescita" italiana peraltro non c'entra nulla con le riforme eutanasia della democrazia che il governo Renzi-Alfano-Verdini, il piu' liberista e di destra della storia repubblicana, ha recentemente approvato, essendo invece la risultante della riduzione del costo delle materie prime (soprattutto energetiche), della svalutazione dell'euro, e del successo del fondo salvastati della BCE (acquisto di titoli di stato di Paesi con alto debito, tra i quali l'Italia, per ridurre i tassi di interesse sul debito e quindi dare ossigeno agli investimenti pur mantenendosi all'interno dei parametri UE).

Ma soprattutto quello di cui la brutta copia di Berlusconi non ha parlato e' il tema principale che si dovrebbe affrontare, che e' la distribuzione della ricchezza, non la sua crescita. Il discorso sulla crescita del resto e' cosa rancida, buona per gli stomaci forti che vanno a battere le mani alla festa dell'Unita'.

La crescita infinita e' una leggenda tenuta in piedi per prendere i voti dei tanti, troppi, teledipendenti (nel senso di televisione e telefonino) che vengono tenuti nell'ignoranza del fatto che il benessere si otterrebbe dividendo bene, in parti il piu' possibile uguali tra tutti, la ricchezza generata nel Paese, e non crescendo sempre di piu'.

Non serve produrre di piu'. Benessere e' avere tempo per coltivare i propri affetti, interessi culturali, amicizie. Tempo per i nostri libri, i nostri amici, i nostri animali, le nostre piante, per imparare a cucinare una cosa buona da condividere con chi amiamo, per ascoltare musica, per riposare.

Servirebbero politiche fiscali fortemente progressive per ridurre le disuguaglianze e finanziare un welfare che aiuti chi si trova in maggiore difficolta' e sia espressione di un'armonica solidarieta' sociale.

E servirebbe investire molto, molto di piu' per l'ambiente, l'arte, la cultura, che sono le vere ricchezze sulle quali fondare il futuro del Paese, puntando su una qualita' della vita diffusa: per tutti, non per pochi.

Servirebbe soprattutto un soggetto politico capace di realizzare le idee illuminate di Corbyn, Sanders, Bergoglio.

Ma all'orizzonte, anche guardando bene, non si vede proprio, e questa e' una constatazione che fa davvero male.

domenica 11 ottobre 2015

Prospettive Musicali dell'11 ottobre 2015

AL GREEN
Greatest Hits
Hi 1975

AL GREEN
Al Green is love
Hi 1975

WILCO
Star wars
DBPM 2015

HOOTON TENNIS CLUB
Highest point in cliff town
Heavenly 2015

HAIKU SALUT
Etch and etch deep
How does it feel to be loved? 2015

STEFANO BATTAGLIA TRIO
In the morning - music of Alec Wilder
ECM 2015

DOMINIQUE PIFARELY
Time before and time after
ECM 2015.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 su Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Verona, Radio Popolare Salento e sul web.

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giovedì 8 ottobre 2015

Domenica a Prospettive Musicali

La seconda parte di Prospettive Musicali di questa domenica sara' in buona parte dedicata all'ascolto di un concerto registrato l'anno scorso al Teatro Vittoria di Torino. Protagonista e' il trio del pianista milanese Stefano Battaglia che in quell'occasione ha interpretato alcune pagine del compositore americano Alec Wilder.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 su Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Verona, Radio Popolare Salento e sul web.

domenica 4 ottobre 2015

Prospettive Musicali del 4 ottobre 2015

PATTI SMITH
Horses
Arista 1975

LAURA CANNELL
Beneath swooping talons
Front & Follow 2015

ELINA DUNI QUARTET
Dallendyshe
ECM 2015

ANDY SHEPPARD QUARTET
Surrounded by sea
ECM 2015

PAUL BLEY QUARTET
The Paul Bley Quartet
ECM 1987

PAUL MOTIAN
Dance
ECM 1977

PAUL MOTIAN
Le voyage
ECM 1979

ANDRAS SCHIFF
Franz Schubert
ECM New Series 2015.
Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 su Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Verona, Radio Popolare Salento e sul web.

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giovedì 1 ottobre 2015

Domenica a Prospettive Musicali

Con la puntata del 27 settembre, Prospettive Musicali e' entrato nella sua quindicesima stagione. Vi confesso che quando timidamente in un giorno dell'agosto 2001 lo proposi alla direzione programmi della radio non avrei mai immaginato che quel progetto avrebbe dato vita a una delle trasmissioni di maggior successo e piu' longeve di Radio Popolare.

Quest'anno c'e' una piccola novita' rispetto alla scorsa stagione dato che la direzione della radio ci ha chiesto di estendere il nostro orario fino alla mezzanotte meno un quarto, sempre iniziando alle 22.

Domenica ascolteremo insieme canzoni d'amore e di esilio del repertorio tradizionale albanese: musiche che sanno rappresentare bene quelle atmosfere malinconiche delle quali ogni immigrato fa esperienza quando avverte particolarmente lontani gli affetti lasciati nel Paese di provenienza.

Ci accompagnera' in questo percorso di scoperta il quartetto della cantante di Tirana Elina Duni.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 su Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Verona, Radio Popolare Salento e sul web.