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Ambiente Uguaglianza Tempo

domenica 27 novembre 2016

Prospettive MuNOcali del 27 novembre 2016


Questa notte abbiamo ascoltato musiche tratte da:

JACKSON BROWNE
The pretender

BOB WEIR
Blue mountain

NICK CAVE & WARREN ELLIS
Hell or high water

NICK CAVE & THE BAD SEEDS
Skeleton tree

PAL MODDI KNUTSEN
Unsongs

JOHN ABERCROMBIE
Timeless.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus.

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venerdì 25 novembre 2016

Perche' no



Dev'essere qualcosa che si nota piu' guardandovi da fuori, perche' mi sembra che pochi commentatori in Italia se ne rendano conto.

Ma non e' normale che si sprechino anni per riformare l'apparato istituzionale e la legge elettorale quando la situazione economica e occupazionale (aggravata dall'assenza di leggi anti-corruzione, anti-evasione, anti-trust, di una legge per la protezione del suolo, dalla messa in sicurezza degli edifici nelle aree sismiche e da altre misure urgenti che in questo momento certamente dimentico) richiederebbe un'indivisa attenzione da parte del governo del Paese.

In particolare, anziche' continuare a fare il burattino alla televisione a qualunque ora del giorno e della sera, ci si aspetterebbe che un Presidente del Consiglio preparasse e rendesse nota un'agenda per affrontare questi problemi.

E poi in linea di principio un Presidente del Consiglio, specie se non eletto, dovrebbe unire il Paese, non scatenare una battaglia che lo divida in fazioni generando un'animosita' della quale proprio non si sentiva la mancanza.

Insomma, da fuori si vede un Paese piu' bloccato e diviso di quanto sia mai stato.

E' un Paese impantanato in sterilissime riforme che complicheranno l'iter legislativo e lo rallenteranno ulteriormente, dato che il Senato (anche quello composto da nominati, non da eletti) potra' riunirsi solo saltuarialemente, come una specie di dopolavoro di sindaci e consiglieri regionali.

Che con la riforma del titolo quinto arrogheranno allo Stato centrale competenze che ha senso restino alle Regioni (per esempio l'autorizzazione a inceneritori e impianti di stoccaggio di rifiuti): impedendo cosi' ai cittadini di essere custodi del proprio territorio.

Io mi auguro, di cuore per un Paese che sento ancora cosi' mio, che queste riforme molto distanti dal volere dei nostri Padri Costituenti (i quali disegnarono una raffinatissima architettura di pesi e contrappesi che garantisse lo svolgimento del dibattito democratico senza ulteriori rischi autoritari) vengano bocciate per queste, queste e queste ragioni.

Ho convintamente votato No e addirittura, approfittando del fatto che il Consolato e' proprio nella mia Clerkenwell, ho fatto una piccola diversione dai miei percorsi abituali e ho consegnato il mio plico a mano per assicurarmi di non essere vittima di disguidi postali.

Ora tocca a voi.

giovedì 24 novembre 2016

Domenica 27 novembre a Prospettive MuNOcali


Domenica notte riascolteremo insieme un classico che non puo' mancare sui vostri scaffali, l'esordio come band leader del chitarrista newyorkese John Abercrombie.

Dopo le sue collaborazioni con Gato Barbieri e Gil Evans, nel 1975 Abercrombie incide quello che resta uno dei suoi lavori piu' riusciti, Timeless.

Ad accompagnarlo troviamo Jack Dejohnette alla batteria e, all'organo e al piano, il tastierista della Mahavishnu Orchestra Jan Hammer.

Esploreremo insieme un paio di tracce elettriche e poi un estratto acustico e notturno, particolarmente adatto all'ultima parte del programma.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus.

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domenica 13 novembre 2016

"We are all just prisoners here, of our own device"



E cosi' ieri me ne stavo a ripararmi dalla pioggia sotto alla pensilina della fermata di Pentonville Road, aspettando il 205 che mi portasse verso Marylebone.

Il 205 non ne voleva sapere di passare e io stavo li', guardandomi attorno. Accanto a me passavano le persone veloci, ognuna diretta chissa' dove: a incontrare amici, a fare la spesa del sabato, a casa.

Guardavo il marciapiede, le belle foglie colorate dell'autunno i cui colori erano resi ancora piu' vivi dai riflessi della pioggia e, per contrasto, dal grigio uniforme del cielo specchiato nelle pozzanghere.

L'attesa in genere non mi disturba, almeno se non sono in ritardo per qualche appuntamento. Il mio sguardo vaga, la mia mente lo segue e l'asseconda.

Mentre ero immerso in quel bel frammento di autunno in citta', e' venuto a sedersi vicino a me un ragazzo di colore sui 16 - 17 anni, in divisa da ragazzo di colore di 16 - 17 anni (cappellino da baseball, trainers nuove di pacca che io non potrei mai permettermi, ecc.).

La sua cuffia sparava hip-hop a un volume che, almeno a giudicare da quello che si sentiva da fuori, doveva essere prossimo alla soglia del dolore.

Appena seduto, ha tirato fuori dalla tasca destra del suo giubbotto griffato un Iphone ultimo modello che manovrava con una mano sola, usando il pollice per scorrere lo schermo.

Mentre svolgeva questa operazione sembrava terribilmente annoiato.

Un momento dopo, senza staccare gli occhi dall'Iphone ultimo modello, ha messo nervosamente la mano nella tasca sinistra, del tutto incurante della gomitata che mi ha assestato facendo questo.

La mano e' uscita dalla tasca sinistra stringendo un altro Iphone ultimo modello, differente dal primo per il colore (questo era dorato).

Lo sguardo del ragazzo ha iniziato a muoversi dall'Iphone di destra a quello di sinistra in modo frenetico, frenetico come il movimento dei suoi due pollici, che scorrevano e si fermavano sui due Iphone in sincronia con lo sguardo. A destra aveva Facebook, a sinistra Instagram.

Dopo un paio di minuti e' arrivato il 205. Sono salito e mentre ripartiva ho rivolto un ultimo sguardo, pieno di sincera compassione, al ragazzo intubato nel suo mondo. Mi e' sembrato ancora piu' annoiato.

Un vero peccato, si leggeva nella sua espressione, non avere un terzo arto superiore e un terzo Iphone.

venerdì 11 novembre 2016

Ancora Francesco



Viviamo giorni davvero bui. A darci speranza giungono ancora una volta le parole di papa Francesco, sulle quali riflettere alla fine di questa difficile settimana:

"Dobbiamo abbattere i muri che dividono: tentare di accrescere il benessere e renderlo più diffuso, ma per raggiungere questo risultato dobbiamo abbattere quei muri e costruire ponti che consentono di far diminuire le diseguaglianze e accrescono la libertà e i diritti.

Maggiori diritti e maggiore libertà.

Le diseguaglianze sono il male maggiore che esiste nel mondo. È il danaro che le crea ed è contro quei provvedimenti che tendono a livellare il benessere e favorire quindi l'eguaglianza.

Sono i comunisti che la pensano come i cristiani
. Cristo ha parlato di una società dove i poveri, i deboli, gli esclusi, siano loro a decidere. Non i demagoghi, non i barabba, ma il popolo, i poveri, che abbiano fede nel Dio trascendente oppure no, sono loro che dobbiamo aiutare per ottenere l'eguaglianza e la libertà".

giovedì 3 novembre 2016

Elettori



Credo sia evidente a tutti, anche a chi legge distrattamente le notizie sui quotidiani online, quanto e' scadente il livello di questa campagna elettorale americana, piu' simile a una lotta nel fango tra due candidati impresentabili che a un dibattito su temi importanti per la vita delle persone (il welfare, la politica estera, le misure per la protezione dell'ambiente naturale, le politiche di accoglienza).

Come si e' arrivati a questo livello infimo?

Io credo che parte della responsabilita' sia da attribuire a quella che fu una fondamentale conquista, il suffragio universale.

E' stato dimostrato ormai molte volte, troppe, che a decidere per tutti siano nella maggior parte dei casi quelli che si definiscono gli "indecisi". La cui indecisione non dipende spesso da un fine rovello intellettuale o da una rielaborazione profonda della lettura di programmi e documenti ufficiali, saggi e editoriali.

Gli indecisi sono infatti, in genere, persone intellettualmente fragili, manipolabili, che decidono all'ultimo momento in base a una frase a effetto o a un video virale ripetuti allo sfinimento su Facebook.

Dato che i tempi cambiano, come dimostrano campagne elettorali costosissime costruite a tavolino per condizionare questa componente manipolabile del corpo elettorale (campagne che sfruttano media pervasivi e subdoli che fino a pochi anni fa non esistevano), non sarebbe nell'interesse di tutti che si qualificasse un pochino meglio il voto?

Che si istituisse, cioe', la patente dell'elettore.

Dopotutto, pur se tutti possono guidare un autoveicolo al compimento del diciottesimo anno, prima e' necessario che venga superato un semplice esame, dimostrando di conoscere almeno i fondamentali del codice della strada.

Cosa succederebbe se cosi' non fosse? Quanto ancora piu' pericolose di adesso sarebbero le nostre strade?

E chi di noi salirebbe su un aereo o anche semplicemente su un autobus sapendo che il conducente non ha superato un test che ne conferma le capacita'?

Non si dovrebbe trattare di test difficili. 10 - 15 domande chiuse che confermano la conoscenza della Costituzione e dell'impianto istituzionale dello Stato, niente di trascendentale.

I candidati saprebbero a quel punto di dover conquistare la fiducia di un corpo elettorale qualificato, consapevole. Dovrebbero adattare di conseguenza il loro linguaggio e i temi della loro campagna.

La qualita' del dibattito politico migliorerebbe, e molto.

Sarebbero candidati completamente diversi da questi, capaci credo di offrire risposte concrete, circostanziate, articolate. Non frasi a effetto che lasciano il tempo che trovano. L'immagine passerebbe in secondo piano, sostituita dal valore della proposta.

Finisco con un invito: informiamoci tutti di piu'.

Non cediamo, in occasione del referendum del 4 dicembre, alla tentazione di considerarlo un duello pro- o contro-Renzi. Di Renzi penso tutto il male possibile, lo sapete. Ma questo nulla, proprio nulla, ha a che vedere con la mia scelta di votare contro le riforme costituzionali.

E guardate, il fatto che il mio No venisse "annullato" da un Si' consapevole e "pensato" quanto il mio No, non mi darebbe fastidio. Ma provo un'enorme irritazione sapendo che potrebbe venire "annullato" da un Si' superficiale e non informato.

E concludo davvero suggerendo a tutti di leggere questo bellissimo intervento del sempre ottimo Paolo Hutter, la cui chiarezza sintetizza meglio di come potrei fare io il mio pensiero in materia.