361/ Le mie cose preferite. Aprile 2026.


* Parole *

VASCO BRONDI
Una cosa spirituale.


Sottititolo: Non fare niente e altre forme d'arte. Quelle che ci mettono in contatto con la dimensione spirituale dentro e fuori di noi. Un libriccino delizioso, da leggere e meditare un capitolo alla volta.


* Colori *

ANDREA BRANZI + LELLA E MASSIMO VIGNELLI
Triennale.

Branzi prima che un architetto è stato un filosofo dello spazio ed è un piacere sedersi ad ascoltare i suoi interventi circondati dai suoi progetti. Dalla sua mostra si esce pieni di idee che ci mettiamo giorni a sistemare nella mente.

La mostra dei Vignelli, per contrasto, restituisce la chiarezza e il senso dell'ordine messi ogni giorno a dura prova dalle cose del mondo e dalla vita.


* Storie *

ALAUDA RUIZ DE AZUA
Los domingos.


Un piccolo film prezioso che per tutta la sua durata ci fa stare all'interno della domanda sull'esistenza di Dio. Una cosa spirituale, che costruiamo confrontandoci con le certezze alle quali ci si aggrappa nei momenti di spaesamento.


* Suoni *

NAISSAM JALAL
Landscapes of eternity


Flautista e cantante di origine siriana che suona un raga-jazz pieno di influenze tradizionali indostane (India del Nord, Nepal, Pakistan, Afghanistan). Il nome dell'etichetta, tradotto, significa I colori del suono e sono colori caldi, naturali, meditativi. Anche qui, Una cosa spirituale.

JOSE' GONZALEZ
Against the dying of the light

Un disco molto profondo che spazia tra folk Nick Drake e desert blues Tinariwen con equilibrio, miracolosamente senza strappi. Delicato e piuttosto sorprendente.


Foto: Triennale, aprile 2026.


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