373/ Le mie cose preferite.
Agosto 2026.


* Parole *

LORENZA GENTILE
La volta giusta.


Lettura estiva leggera. Siamo pur sempre in agosto. Letto e subito dopo regalato a un paio di persone che sono certo lo apprezzeranno. A una di loro, la mia analista, ho scritto "Alla dottoressa [...] che mi ha fatto capire il valore delle fiabe".

Una favola sul cambiamento infatti, per quei momenti nei quali cambiare è necessario ma fa paura. 

Proprio oggi ho letto una bella intervista all'autrice su Io Donna:

Lucilla ha un grande vuoto interiore che cerca di colmare in tutti i modi. Non si sente mai abbastanza all’altezza delle situazioni e si affida all’esterno, allo sguardo degli altri sperando che siano loro a risolverle la vita.

Ma finisce per essere dipendente dall’approvazione altrui e questo la porta sempre più lontano da ciò che è veramente. Quando invece è costretta a chiedersi chi sia veramente e cosa desideri dalla vita, inizia a fare dei passi verso sé stessa.

E comincia anche a circondarsi delle persone giuste, quelle che la vedono e la accolgono per quello che è.

Quanta parte della paura del cambiamento nasce dal non sapere chi siamo davvero e dall'influenza di chi quelle paure le alimenta?


* Colori *

AURELIO AMENDOLA
Palazzo Reale.


Attraverso la rappresentazione del gesto artistico, gli scatti di grande formato di Amendola mi sono sembrati un invito a lasciare emergere quel demone creativo con cui non sempre so confrontarmi.

Straordinari in particolare i ritratti di Emilio Vedova, più disturbanti per me quelli di Hermann Nitsch che aprono la mostra.


* Storie *

JUAN PABLO SALLATO
Hangar-rojo.


Film silenzioso sulla ribellione, che quasi mi ha colpito ancora di più per l'eleganza della fotografia in bianco e nero che per la trama. Una trama tutta interiore. Il confronto di un capitano dell'esercito cileno con la propria coscienza e il proprio passato, ambientato durante il golpe del 1973.


* Suoni *

MARCONI UNION
Multiforms.


Li seguo da molti anni e ormai aspetto ogni loro uscita, quelle caratteristiche atmosfere eteree che diventano indispensabili quando sento il bisogno di rallentare.

A un primo ascolto non succede molto nei loro dischi, ma da quando ho imparato ad abitare il loro universo di silenzio ho iniziato a comprenderne la forza emotiva.

Un balsamo per l'anima che almeno per la durata dell'ascolto riesce a portarmi in una dimensione di sospensione temporale e mi fa stare bene.


STANLEY COWELL TRIO
Illusion suite.


A cosa serve la quiete di queste calde giornate di agosto in cui nulla sembra succedere se non a recuperare gemme nascoste? L'unico album di questo trio guidato dal pianista Stanley Cowell è un gioiello sospeso tra libertà jazzistica e aperture fusion.

Pubblicato nel 1973, suona ancora incatalogabile. E' uno di quei dischi che non si lasciano avvicinare subito. Servono alcuni ascolti pazienti prima di iniziare a navigare queste geografie sonore apprezzandone le traiettorie imprevedibili.


Foto: Palazzo Reale, agosto 2026.

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