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martedì 14 giugno 2005

Hank



Adesso a pensarci sembrano davvero days of wine and roses, ma forse neanche quelli lo erano.

Ci ho pensato Domenica mattina. Hank Williams che gira nel mio lettore. Le note, struggenti, di "I'm so lonesome I could cry".

Ricordi che si affollano nella mente.

"I'm so lonesome I could cry" la conobbi nella versione punk indimenticabile che ne fecero Jason & the Nashville Scorchers, commovente omaggio al padre della country music.

Poi mi procurai l'originale. La sentivo a Breno, nell'anno del servizio civile.

La finestra della mia camera si affacciava sulla vallata. Vedevo la ferrovia da quella finestra, e nelle sere d'Inverno, appena dopo il passaggio dell'ultimo treno, ascoltavo quella lacerante canzone.

Il fischio del treno portato dal vento. La Luna tra le nuvole.

E soprattutto quei quattro versi che da soli esprimevano tutto quello che sentivo:

"The silence of a falling star
Lights up a purple sky
And as I wonder where you are
I’m so lonesome I could cry".
Non erano days of wine and roses, ma non vorrei per nessuna ragione al mondo non averli vissuti.

2 Comments:

Blogger Myriamba said...

Jason & the Nashville Scorchers..dai li conoscevi pure tu? Si.. zio Hank..gran talento!

martedì, 21 giugno, 2005

 
Blogger Fabio said...

Jason era un mito. Tra l'altro pare sia ancora in giro. Mi pare che abbia suonato in un posto scrausissimo qui a Londra, tipo il 12 Bar o qualcosa del genere. Credo sia meno punk e ancora piu' simile allo zio Hank...

giovedì, 23 giugno, 2005

 

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