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Osservazioni e ascolti

mercoledì 30 novembre 2005


SINGING ADAMS Problems (Track & Field 2005)

Ho passato i primi giorni della settimana ascoltando i 21 (!) dischi che mi hanno regalato settimana scorsa, e poi in compagnia di questo dischetto gentile. Lo ha scritto Steven Adams, il cantante di questo gruppo. Immaginate qualcosa che sta tra i primi Belle & Sebastian e una versione terrena degli Appendix Out di Alisdair Roberts.

Perche' a volte si ha davvero voglia di dischetti minimi, di quelli che trovi dopo aver girato un po' di negozietti, di quelli che senti proprio tuoi. Chitarre acustiche, banjo, atmosfera strapaesana che ti fa uscire da questa citta' di tempi e luoghi compressi.

Altri tempi ti scorrono attorno. Gentili e sereni.

In questo senso El Goodo e Singing Adams sono proprio dischi preziosi e, nel loro genere, le migliori uscite di quest'anno (delle quali nessuno si e' accorto, ma va bene cosi').

["Problems" mi ha fatto venire in mente un film che vidi in un cinema deserto tipo un anno e mezzo fa, "Heartlands" di Damien O'Donnel, con quel romantico e travagliato viaggio in scooter nei Midlands, stessa atmosfera desolata e tenerissima, qualcun altro l'ha visto?].

martedì 29 novembre 2005

Un film che i lettori di Milano possono trovare in programmazione all'Anteo (se le informazioni in mio possesso sono accurate e aggiornate)

JACQUES AUDIARD The beat that my heart skipped, 2005

Fa freddo e mentre si accendono le prime luci della sera ci rifugiamo al tranquillissimo caffe' di Coram Fields, nel cuore di Bloomsbury, a sorseggiare te', parlare, leggere. Decidiamo di andare a vedere un film. Al Renoir, proprio a due passi da dove siamo noi, danno "The beat that my heart skipped" e "Familia rodante". Un dramma francese e un road movie argentino. Scegliamo il dramma francese, anche se il piu' convinto sono io.

Arriviamo presto, una piccola folla di cinefili aspetta intirizzita, mentre il vento del Brunswick Centre fa mulinelli, e si lamenta perche' le porte del cinema non si aprono fino alle 6. Prima del film mi telefona Paolo e mi segnala il concerto di un bravissimo suonatore di sitar, il giorno dopo a Wimbledon Common. Parliamo un po', per me e' sempre una gioia sentire Paolo.

Il dramma francese e' duro, violento, ma i tempi sono perfetti e l'attore principale, Roman Duris, e' bravissimo. Storia di grande tensione, le proprie ambizioni che si scontrano con quelle di un padre ancora piu' ambizioso. La musica come catarsi e salvezza. Il linguaggio scelto da Audiard e' spietato, e non potrebbe che essere tale perche' il messaggio richiede forza e chiarezza. Un film lucidissimo, privo di autoindulgenza, vetro tagliente di emozioni. Cupissimo il finale. Alcune immagini restano dentro e non vogliono andarsene, come dovrebbe sempre accadere.

lunedì 28 novembre 2005

Una foto che mi ha ricordato la copertina di "Green mind" dei Dinosaur Jr. mi da' il pretesto per segnalarvi un link che vi piacera', vedrete

MAGNUS REED Amy and Jack

Magnus Reed ha appena vinto il quarto premio all'annuale Photographic Portrait Prize della National Portrait Gallery con questa foto. Prendetevi un po' di tempo per voi, cliccate sul link e fatevi un giretto nel suo mondo. Lui e' un fotografo svedese che fa bene tante cose diverse. E' stato reporter in Afghanistan, ha fatto un documentario sulla beat generation e tante foto per il mondo della moda che pero' non sono mai banali e trasmettono una forte emozionalita'.

Buona visione e se vi va quando tornate dal giretto nel suo mondo raccontatemi se anche voi avete sorriso tanto.

Mi e' venuta voglia di ringraziarvi

Secondo Audiradio, Prospettive Musicali e' la piu' seguita trasmissione musicale di Radio Popolare nella fascia serale. Ecco, vorrei ringraziarvi. A volte siamo verbosi, a volte trasmettiamo cose inascoltabili, a volte facciamo errori tecnici. Ma Alessandro, Gigi e io ci mettiamo tanta passione e sapere che siete in tanti ad ascoltarci ci riempie di gioia.

Grazie a voi e naturalmente ai miei compagni di viaggio, Alessandro Achilli e Gigi Longo. Al nostro fiancheggiatore e amico Maurizio Principato che ci ha dato la notizia e che e' bravissimo. A Vito War compagno di risate quando ci passiamo il testimone. E un grazie di cuore a Gnop che aggiorna la nostra pagina. A volte tempestivamente, a volte no, ma come faremmo senza di lui?

Pagina che e' questa.

A questo pensavo salendo le scale di Paddington per andare alla metropolitana dopo aver visto il tuo treno che si allontanava

BENT HAMER Factotum, 2005

"Ovviamente è possibile amare un essere umano, se non lo si conosce abbastanza bene".
- CHARLES BUKOWSKI

E se invece capita di conoscerlo? Magari in un momento di umana fragilita', debolezza strutturale, bassa energia? Perche' io sono stato davvero bene insieme a te, e mi e' piaciuto leggere per te e selezionare musica che ti facesse stare meglio, prepararti te', bicchieri di spremuta e medicine, girare in autobus per la citta' di vento freddo alla ricerca di una farmacia aperta di notte. E non e' stata la Londra che volevamo esplorare insieme, ma un altro luogo, forse piu' nostro. E' stato affrontare insieme, allearci, sostenerci.

E mi verrebbe da pensare che forse per conoscersi a volte si ha bisogno di tempo sospeso, lentezza forzata, spazi ristretti, percorsi minimi.

mercoledì 23 novembre 2005

To shake the tree of life and bring down fruits unheard of

DIANE ARBUS Photographs

Ritrovato questa frase, trascritta in un libretto di sue foto. Non e' bellissimo quando troviamo qualcosa che stavamo cercando senza pero' saperlo?

Una frase che mi ha dato forza. C'e' tutta questa emozione, attesa, farfalle che rimbalzano nello stomaco.

Ora chiudo il computer e vado a nuotare. Ho bisogno di tutta quell'acqua attorno a me, del suo suono e della sua trasparenza.

Acqua che porti via la mia fragilita'. Scivolare nell'acqua, giocarci, diventare acqua.

E poi rivederti, dopo tutti questi giorni, la casa che si riempie di musica e risate, silenzi e all the colours you are.

Voi riuscireste a scrivere altro in questo momento?

martedì 22 novembre 2005

Ma fino ad allora, piccola, vagabondi come noi sono nati per correre

BRUCE SPRINGSTEEN Born to run (Columbia 1975)

Per me "Born to run" e' la canzone d'amore definitiva, la piu' bella che sia mai stata scritta.

"Together we could break this trap
We'll run till we drop, baby we'll never go back"

Perche' sa esprimere come nessun altra tutta l'urgenza del vero amore che trasforma, distrugge e rigenera, regala la percezione di eternita'.

"Will you walk with me out on the wire
'cause baby I'm just a scared and lonely rider"

Il desiderio di condividere, ma anche l'umana paura di mettersi in gioco, quel sentirsi cavalieri solitari che solitari non sono piu', spaventati da equilibri che franano e travolgono abitudini e certezze.

"I'll love you with all the madness in my soul"

La follia del vero amore, quello stato d'animo per il quale non esiste piu' nient'altro e com'e possibile che il mondo attorno a noi non si accorga che tutto e' cambiato per sempre.

"Someday girl, I don't know when, we're gonna get to that place
where we really want to go
and we'll walk in the Sun"

L'attesa, le promesse, i progetti, che si possono realizzare domani oppure tra anni ma si realizzeranno e saremo felici, felici davvero come non lo siamo mai stati.

"But till then tramps like us
baby we were born to run"

E fino ad allora saremo vagabondi, quelli di "A bout de suffle", in fuga dal mondo come lo conosciamo, in un universo tutto nostro, fatto di everlasting kisses piu' importanti di qualsiasi altra cosa.

["Born to run" segna anche l'inizio di un'altra storia d'amore, quella di un bambino di 10 anni che legge su un muro "Bruce is the boss", scopre che ad averlo scritto e' il suo giovane maestro di tennis e chiede chi e' questo Bruce e perche' sarebbe un boss. E di quella musica si innamora. Sono passati 30 anni, il maestro di tennis e' adesso un importante A&R della Universal e il bambino, cresciuto, quel disco continua ad amarlo alla follia. Grazie Bruce naturalmente, e grazie Claudio per quella scritta].

giovedì 17 novembre 2005

Devendra e il tempo che passa inesorabile per tutti confondendo le stagioni e lasciandoci confusi e pieni di domande

Il momento migliore del concerto e' stato quando gli Hairy Fairy hanno lasciato Devendra tutto solo sul palco. E' stato allora che con la sua chitarra, sotto uno spoltlight che lo illuminava, mentre cantava "A sight to behold", Devendra ha iniziato a ricordarmi il ragazzo timido che conobbi l'anno scorso al Water Rats.

Successe in primavera, una primavera che sapeva di autunno per me. Al Water Rats ci arrivai attraversando Bloomsbury, zona dove non sarei mai dovuto passare in quei giorni. Mi guardavo attorno spaventato. Love will tear us apart e What difference does it make nella mia testa a spezzarmi le gambe. Stavano facendo dei lavori stradali, transenne tra la strada e il marciapiede, senso di oppressione, desiderio di saltarle quelle transenne, di non essere li' in quel momento.

Arrivai troppo presto. La sala era deserta. C'era questo ragazzo magro con la barba, seduto sul palco, avvolto in una maglia a righe col cappuccio, che accordava la sua chitarra. Non ero nemmeno sicuro che fosse lui, Devendra. Ci mettemmo a parlare, un po' in inglese e un po' in spagnolo, poi vide che avevo in mano un quadernetto, tiro' fuori dalla tasca della maglia una penna e mi disse: "Ti faccio due disegni. Uno lo puoi tenere. Ti piacciono le Coco Rosie? Suonano qui settimana prossima, pensi di andarle a sentire? Puoi dare questo disegno a Bianca da parte mia?".

I disegni che fece erano bellissimi. Quello per Bianca rappresentava una serie di cuori nello stile delle copertine di Devendra, con parole sparse, te amo e mi amor.

Quando inizio' ad arrivare gente Devendra mi saluto' e ando' dietro il palco, per uscire poco dopo, sedersi a gambe incrociate su un trespolo e iniziare a salmodiare le sue sghembe ballate, circondato da candele.

Devendra e' un'altra persona oggi. Ieri sera ha suonato con una band, in un locale di medie dimensioni, l'Astoria, pieno all'inverosimile. I giornali musicali parlano di lui, "Cripple crow" e' piaciuto a tutti. Sembra felice Devendra, divertito da tutto questo.

Io attraverso Bloomsbury senza paura adesso. E' autunno e sembra primavera. "Cripple crow" esprime una confidenza nuova, serena e leggera.

Dopo un complimento come "Mi piaci perche' non parli solo di film di registi che sono morti suicidi" ho deciso che voglio dedicarti una canzone


Anzi, l'ultimo minuto di una canzone, ma in loop. Pero' immaginala dal vivo, cantata da Ray con la sua voce, carta vetrata che raschia legno, sul palco dello Shepherd's Bush Empire, con quintetto d'archi, contrabbasso profondo e batteria suonata con le spazzole. E immaginami completamente ipnotizzato, no, commosso, senza piu' percezione della forza di gravita', senza piu' percezione di nulla, senza difesa da quei suoni e da quella energia e da tutta quella bellezza insostenibile.

"Listen when all of this around us'll fall over
I tell you what we're gonna do
You will shelter me my love
I will shelter you

Listen when
All of this around us'll fall over
I tell you what we're gonna do
Hey you will shelter me my love
I will shelter you
If you shelter me too
I will shelter you
I will shelter you"


- RAY LAMONTAGNE Shelter

mercoledì 16 novembre 2005

Un post per il quale non ho il tempo di pensare a un titolo perche' sto correndo al concerto di Devendra Banhart

WILCO Kicking television live in Chicago (Nonesuch 2005)

"I'd like to thank you all for nothin'
I'd like to thank you all for nothin' at all".
(da Misunderstood)

"One of the things that people have said about our last few records is that they're experimental and weird, and we don't feel that way at all. And maybe playing the songs live illustrates that a little bit better - that they're, y'know, rock songs".
JEFF TWEEDY, Uncut, December 2005

Ecco, parlando di anni '70. Se Ariel Pink riprende il suono delle radio di quegli anni, i Wilco ne recuperano il rock elettrico. "After the gold rush", "Born to run", "Marquee Moon", "Horses".

"Kicking television" polarizza i chiaroscuri del gruppo di Chicago in un modo che i dischi in studio prodotti da Jim O'Rourke non sono stati capaci di fare. Luci abbaglianti nella notte.

Rock songs elettriche ed emotive. Nient'altro che questo.

Con questa musica sono cresciuto, e' dentro di me ed e' bellissimo sentirne l'eco riflessa in questo ennesimo capolavoro del gruppo di Jeff Tweedy.

Doppio dal vivo (formato molto anni '70, appunto) che cattura i Wilco in quello che probabilmente rimarra' il periodo piu' vivo della loro storia. Imperdibile.

martedì 15 novembre 2005

Proprio come giocare con la radio sulla macchina di papa'


ARIEL PINK'S HAUNTED GRAFFITI Worn copy (Paw Tracks 2005)

Un oggetto davvero alieno il secondo album di Ariel Pink. Chiudi gli occhi e sei sicuro di ascoltare una radio AM, pieni anni settanta. Vi ricordate? Quelle stazioni che parlavano lingue sconosciute e suonavano musiche mai ascoltate prima. Giravi la manopola e magicamente incontravi suite prog, marce militari, notiziari incomprensibili, bollettini per naviganti in mari lontani. E musiche come queste. Registrate da Ariel in analogico, su nastro. Dinamica sonora ridotta, mash di suoni, wow & flutter fuori controllo.

Ci sono echi di tutto quello che capitava di sentire in giro allora: Emerson Lake & Palmer, 10 cc, Patrick Hernandez, Knack, Supersonic, Popoff, tutto.

Come una C90 Basf sepolta in uno scatolone in cantina e ritrovata dopo molti anni.

Sublime Ariel Pink e magnifici Animal Collective che hanno dato a questo loser una possibilita'.

Il prossimo Wayne Coyne?

Il nuovo Devendra Banhart?

Irritante, fuzzy, indispensabile.

lunedì 14 novembre 2005

Io le superfici irregolari le preferisco, voi no?

KASIMIR MALEVICH Black square, 1929

GILLIAN CARNEGIE Black square, 2002

Malevich rappresentava il sentimento puro in forma di un quadrato nero. Pero' in questo periodo mi sento piu' simile al quadrato nero di Gillian Carnegie. Forse e' la fragilita' connessa alla distanza a rendere tutto cosi' irregolare, colore che si ammassa, pennellate dense.

Pero' soddisfa piu' i sensi anche, no? E' un nero che scatena l'immaginazione il nero di Gillian Carnegie, pieno di attesa. E' inquieto, perche' i sentimenti quando sono vivi sono inquieti, non regolari come li vedeva Malevich.

Ecco, mi sento molto vivo e inquieto in questo periodo. C'e' tutto questo colore che si addensa, scivola da tutte le parti, disegna forme che non conoscevo. Io mi fermo a contemplarlo. In fondo e' un'inquietudine che mi piace molto.

venerdì 11 novembre 2005

Under the peach trees there I will be, will be until you come and get me (for Rufus Wainwright) part 3

Under the peach trees there I will be, will be until you come and get me (for Rufus Wainwright) part 2

Under the peach trees there I will be, will be until you come and get me (for Rufus Wainwright) part 1

giovedì 10 novembre 2005

Lo fanno un po' tutti i blogger prima o poi (quelli bravi col computer in una colonnina a parte) e io chi sono per non farlo?


Non chiedetemi perche', ma mi e' venuta voglia di elencare i 10 dischi che nella vita ho ascoltato piu' spesso, cercando pure di dare a questa lista un ordine (partendo cioe' da quello che ho ascoltato assoluto piu' volte). Sono dischi che mi seguono da tanti anni nei miei spostamenti, e magari non sono forse i miei preferiti, ma sono quelli che hanno resistito al passare del tempo, delle mode, delle infatuazioni. Come quegli amici che non vediamo tanto spesso, ma che e' sempre una festa incontrare. Alla fine e' uscita una lista molto prevedibile, ma ve la propongo lo stesso. Eccola:

1) PATTI SMITH Horses
2) CLASH London Calling
3) SMITHS Meat is murder
4) ROLLING STONES Exile on main street
5) STOOGES The Stooges
6) REM Murmur
7) SONIC YOUTH Daydream nation
8) BOB DYLAN Desire
9) BRUCE SPRINGSTEEN Born to run
10) PINK FLOYD Wish you were here.

Spiral jetty e io (per Robert Smithson e Lee Ranaldo)

ROBERT SMITHSON Spiral jetty, 1970

Sono stato felice di rivedere una foto di "Spiral jetty" qualche giorno fa, in una mostra fotografica che potete visitare allo Spazio Forma di Milano. E' un lavoro che amo tantissimo, e al quale Lee Ranaldo ha dedicato un suo raro disco solista ("Amarillo ramp", fuori catalogo da secoli. Fatemi sapere se vi interessa, nel qual caso vi trasmetto qualcosa la prossima volta che passo da Radio Popolare).

Arte che esce dalle gallerie e si fonde con il paesaggio. Arte che respira, che incorpora il vento, la pioggia, lo scorrere del tempo. Robert Smithson e' un poeta che usava la terra, le pietre, la sabbia, invece delle parole, per esprimere un'armonia che ti entra davvero dentro.

Da scoprire e riscoprire assolutamente. Seguite questo link per ritrovare un respiro profondo e regolare, e un rapporto sereno con voi stessi e con Gaia.

[Ci sono queste forme naturali e maestose dentro di me in questi giorni. E c'e' un vento irregolare che ne sposta gli elementi in continuazione. "Ti ho visto sereno e carico, sono molto contenta!" mi ha scritto una persona che ho incontrato ieri sera. E si', sereno e carico, ma anche un po' insofferente dei confini attorno a me. Con tanta voglia di dispiegare le ali. Di break this rusty cage and run].

martedì 8 novembre 2005

La primavera comincia verso fine Ottobre

KEITH HARING Untitled, 1988

In questo periodo ho tutta questa energia che non riesco a controllare. Mi sento come un bambino di prima elementare che vorrebbe correre e saltare e invece deve stare seduto al proprio banco. Per quanto provi a convincermi che devo lavorare, che e' la cosa giusta da fare, proprio non riesco. Vorrei scrivere, fotografare, perdermi guardando nel vuoto. E invece non posso, ci sono attorno a me tutte queste Persone ad Energia Controllata che richiedono la mia attenzione, un'attenzione che posso dare loro solo cercando di controllare la mia energia fuori controllo.

Ma e' una tortura. Da quando sono tornato a Londra non ho ancora avuto un secondo per me, per scrivere una riga di idee, per incanalare questa energia che mi rende leggero, volatile e felice. Potreste leggere finalmente cose bellissime in questo spazio, ma non ho un istante per scriverle. Capite come mi sento?

[Siete anche voi circondati da Persone ad Energia Controllata, di quelle "Voi siete tutti morti e non ve ne siete neanche accorti", come cantava un cantautore degli anni '70 del quale ho scordato il nome? Come possiamo far loro capire che si' va bene un giorno forse diventeremo come loro, o forse per brevi periodi un po' come loro li siamo anche stati, ma adesso no, adesso e' troppo presto o troppo tardi insomma non e' proprio il momento?].

Prospettive Musicali del 6 Novembre

Il fatto e' che vengono giorni nei quali non posso essere che molto pop. Quando capita, non solo non riuscirei a fare una puntata "standard" di Prospettive Musicali, ma non riuscirei nemmeno ad ascoltarla. Ed e' allora che gli ascoltatori della radio si sorbiscono quanto segue:

1) FIERY FURNACES The Garfield el (da Rehearsing my choir, Rough Trade 2005)
2) FIERY FURNACES Leaky tunnel (da Gallowsbird's bark, Rough Trade 2003)
3) TORTOISE Ten-day interval (da TNT, City Slang 1998)
4) FRANZ FERDINAND This boy (da You could have it so much better, Domino 2005)
5) FRANZ FERDINAND Jacqueline (da Franz Ferdinand, Domino 2004)
6) FRANZ FERDINAND Come on home (da Franz Ferdinand, Domino 2004)
7) FRANZ FERDINAND Walk away (da You could have it so much better, Domino 2005)
8) GOLDFRAPP Ride a white horse (da Supernature, Mute 2005)
9) TRICKY Christiansands (da Pre-millennium tension, Fourth and Broadway 1996)
10) NEARLY GOD Poems (da Nearly God, Island 1996).

domenica 6 novembre 2005

Il mio sogno segreto è trasmettere la Domenica tra le 14.30 e le 15.30, e intitolare il programma "Musica per il vostro riposino"


Soprattutto se la cosa accade dopo essere andato a nanna alle 6.30 di mattina della stessa autunnale, piovosa, Domenica.

Durante il mio sogno segreto realizzato abbiamo ascoltato:

1) PINK FLOYD Set the controls for the heart of the Sun (da VV. AA. John Peel. A tribute, Warner 2005)
2) SMITHS How soon is now (da William, it was really nothing, Rough Trade 1984)
3) ROBERT WYATT Shipbuilding (da Shipbuilding, Rough Trade 1982)
4) KATE RUSBY The lark (da The girl who couldn't fly, Pure 2005)
5) KATHRYN WILLIAMS Soul to feet (da Little black numbers, East West 2000)
6) KATHRYN WILLIAMS Birds (da Relations, East West 2004)
7) NEIL YOUNG No wonder (da Prairie wind, Reprise 2005)
8) NEIL YOUNG Out on the weekend (da Harvest, Reprise 1972)
9) NEIL YOUNG WITH CRAZY HORSE Round and round (da Everybody knows this is nowhere, Reprise 1969)
10) DAVID BOWIE Life on Mars (da VV. AA. John Peel. A tribute, Warner 2005)
11) COCTEAU TWINS Pearly-dewdrops' drop (da VV. AA. John Peel. A tribute, Warner 2005)
12) TIM BUCKLEY Song to the siren (da VV. AA. John Peel. A tribute, Warner 2005)

venerdì 4 novembre 2005

Prospettive Musicali del 30 Ottobre

Ecco cosa abbiamo ascoltato insieme Domenica 30 Ottobre a Prospettive Musicali:

1) BOB DYLAN This land is your land (da No direction home: the soundtrack the bootleg series vol. 7, Columbia 2005)
2) BOB DYLAN Maggie's farm (da No direction home: the soundtrack the bootleg series vol. 7, Columbia 2005)
3) BOB DYLAN Masters of war (da "The freewheelin' Bob Dylan, Columbia 1963)
4) DEVENDRA BANHART Now that I know (da Cripple crow, XL 2005)
5) DEVENDRA BANHART This is the way (da Rejoicing in the hands, Young God 2004)
6) DEVENDRA BANHART The Charles C. Leary (da Oh me oh my, Young God 2002)
7) EL GOODO Life station (da El Goodo, Placid Casual 2005)
8) BOO RADLEYS I hang suspended (da Giant steps, Creation 1993).