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lunedì 16 aprile 2007

[Shepherd's Bush Empire, Aprile 2007]



I This Heat sono una meteora che passo' nel firmamento della musica inglese in quel periodo d'oro che va dal 1975 al 1982. Il trio di Brixton viveva in una dimensione propria, suonando musica che non assomigliava a quella di nessun altro. C'erano nei dischi dei This Heat riferimenti al suono di Canterbury, soprattutto ai Soft Machine, alla psichedelia tedesca di ricerca dei Faust e all'avanguardia inglese, allora rappresentata dai dischi solisti di Eno. Ma tutto questo veniva trasformato in un'esperienza ancora oggi senza eguali. Musica davvero definitivamente altra, anche rispetto a quello che succedeva non lontano da qui: Joy Division, Fall, Cabaret Voltaire...

A meno di un anno dalla ristampa di tutto il materiale ufficiale di quella band (il box set "Out of Cold Storage" pubblicato nel 2006) la solita Recommended finalmente ripubblica l'opera omnia dei Camberwell Now, il gruppo formato da Charles Hayward dopo lo scioglimento dei This Heat ("All's well", Duplicate/ Recommended 2007).

I Camberwell Now incisero un paio di EP e un LP, oltre a una traccia inclusa in una raccolta su cassetta. Autentico rock indipendente, il loro suono e' l'ingrediente principale di math rock, post rock, next wave. Musica che sapeva guardare avanti, rifiutando aprioristicamente tutto quello che era gia' stato detto o che qualcun altro stava per affermare. Rischiando per questo, a volte, una deriva un po' cerebrale: a mio parere un po' il limite degli stessi This Heat.

Gli EP inclusi, infatti, possono essere a tratti ostici. E pero' la profondita' e l'originalita' del loro unico LP, "The ghost trade" che usci' originariamente nel 1985, non si discutono. Proprio forzandomi a fare un paragone con qualcosa appartenente a quegli anni, mi verrebbe in mente un incrocio tra Eno & Byrne, i Cabaret Voltaire e i Virgin Prunes. Ma sono solo istanti, poi tutto si trasforma dinamicamente, in una rivoluzione sonora continua che celebra solo se stessa.

In tutto 74 minuti di esperienza sonora, da ascoltare come si vedesse un film - musica decisamente impossibile da tenere in sottofondo, che richiede e merita la nostra completa attenzione.



[Ora mettetevi comodi. Agli appassionati di Joy Division, citati un po' sopra, vorrei presentare l'ultima trovata commerciale per vendere un paio di trainers in piu'. Incredibile. Come scriveva stamattina il Guardian, "the Ian Curtis Happy Meal remains unconfirmed at time of going to press"].

15 Comments:

Blogger lophelia said...

No vabbe', non c'è proprio rispetto per nessuno....parlo della trovata, ovviamente.

Per il resto mi viene curiosità per questa musica di cui parli, ma credo si debba essere molto predisposti per ascoltarla. A proposito dei Cabaret Voltaire ho un LP che non ascolto da vent'anni e non so immaginare che effetto mi farebbe ascoltarlo ora...invece un nome che non c'entra nulla ma la associo allo stesso periodo, cosa ti dice Anne Clark? "Self-destruct" e altre allegrie del genere? Io comprai tre dischi suoi, ancora non so come ho fatto a sopravvivere fisicamente a certa musica e a certi testi.

lunedì, 16 aprile, 2007

 
Blogger prema said...

scarpe con la suola a forma della copertina del primo album dei Joy Division ???
non hanno + rispetto di nulla ormai

x Ophelia : non ti porre domande sul come e cosa hai fatto e ascoltato e a cosa sei sopravissuta , lo hai fatto e basta . Io gli Stooges li ascolto ancora adesso ( pure il disco nuovo ) i Sex Pistols NO !!
Anne Clarke era da taglaiarsi le vene , per quello che ricordo .....

lunedì, 16 aprile, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

Nell'epoca della dittatura dell'immagine e dello spettacolare integrato (come lo chiamava profeticamente Guy Debord) "rispetto" è parola desueta. Certo non interessa ai brand manager né agli esperti di marketing, così come ai copy e a designers più o meno titolati.
Se esiste una potenziale domanda per un bene, il bene ha senso.
Se tale domanda non esiste, la si crea, semplicemente.
Non tanto, hegelianamente, "ciò che è reale è razionale", quanto piuttosto "ciò che è vendibile è razionale".
Jan Curtis del resto è diventato un feticcio già in vita, e ne era consapevole. La sua morte non ha fatto che rafforzare e sigillare tale destino. Le sneakers sono in fondo un marginale, per quanto pessimo, dettaglio di un mercimonio che dura da oltre 25 anni.
Nicola

martedì, 17 aprile, 2007

 
Blogger lophelia said...

sì Prema, o da attaccarsi al tubo del gas, quindi tutto sommato anche la mia generazione qualche eroismo all'attivo ce l'ha, essere sopravvissuta a certe cose!

martedì, 17 aprile, 2007

 
Blogger Morgan said...

Anne Clarkeeeeeeeeee! No, quella musica proprio no! Mio cugino mi faceva diventare matto con quella roba.

martedì, 17 aprile, 2007

 
Blogger lophelia said...

Nicola è tutto verissimo, ma è triste pensare che non ci sia più posto per un moto di sgomento...
scusa Fabio ti sto monopolizzando il blog, è che sul mio non riesco a scrivere niente, in pratica sto facendo la parassita...:)

martedì, 17 aprile, 2007

 
Blogger lophelia said...

Ri-monopolizzando: Morgan ma anche tu sei sopravvissuto, e più che bene...dopo prove del genere cos'altro possiamo avere da dimostrare?!

martedì, 17 aprile, 2007

 
Blogger Fabio said...

Lophelia -

Proprio come dici, i This Heat richiedono che tu abbia voglia di fermarti ed ascoltare, ed anche un certo impegno. Se li ascolti nel momento sbagliato sono un'esperienza gelida. I Cabaret Voltaire a me piacevano tanto, "Nag nag nag" resta una delle tracce che ho amato maggiormente in quegli anni, poi pero' una sera di qualche anno fa andai ad ascoltare Richard Kirk all'Istituto di Arti Contemporanee: armeggio' per due ore con delle macchine senza nemmeno provare a mettere insieme due suoni che fossero meno che dissonanti, su un ritmo techno martellante da mal di testa. Mi annoiai a morte e da allora non credo di averli mai riascoltati i Cabaret Voltaire. Del resto ho ancora i loro vinili, non ho ricomprato nulla su CD. Anne Clark e' ancora in giro, ma anch'io non so come si facesse ad ascoltarla. Ecco, al confronto i This Heat suonano musica da sentire durante il pranzo di Natale.

Non sei affatto una parassita Lophelia, mi piace tanto leggere i tuoi commenti. E capisco anche perche' a volte si fa fatica a scrivere sul proprio blog. E' capitato anche a me recentemente. Alla fine, ho concluso che aveva ragione Anne, quando mi fece la domanda retorica che ha trasformato per sempre questo blog, della quale ho parlato altre volte. C'e' una sfera privata che ha senso rivelare solo a pochi amici, e non certo passando via internet. Late night conversations, oppure discorsi fatti seduti nell'erba in un bel pomeriggio di sole. Non ha proprio senso farsi prendere la mano solo perche' il contatore ogni mattina segnala 10 contatti in piu' del giorno precedente. Chi ne ha davvero bisogno? E' un bel luogo, questo, per mettere in comune musiche, fotografie, esperienze che si possono condividere. Ma per l'intimismo ci sono altre occasioni. Questo ho concluso, ma se mi conosci anche solo un pochino sai che domani avro' un'idea completamente diversa. Pero' va bene cosi', si cerca, si trova, si perde, si cerca qualcos'altro, si cambia. E si incontrano anche persone meravigliose come te, con le quali si puo' anche parlare di This Heat e Cabaret Voltaire, sapendo che stiamo parlando, in fondo, di un rapporto con il mondo, con noi stessi, con pensieri, sentimenti, ricordi, luoghi e persone, tempo ed emozioni.

Prema -

Ecco, volevo proprio chiederti che pensi del disco nuovo degli Stooges. Io penso esattamente quello che ha scritto Wire (in una recensione che ho dovuto leggere circa 5 volte per capirla): un disco un po' ridicolo, machista e classicamente rock, lontanissimo dalla ricerca di The Stooges e Funhouse, piuttosto furbetto, troppo scontato. Almeno questo e' quello che ho capito che ha scritto Wire, in un linguaggio abbastanza impossibile.

Nicola -

Mi hai ricordato un libro di Federic Beigbeder, che era un pubblicitario di Young & Rubicam il quale venne licenziato proprio per averlo scritto. In italiano si intitola "Lire 26.900", si trova nei tascabili Feltrinelli per pochi euro. In sostanza, lui si e' limitato a raccontare quello che succede nelle riunioni di marketing delle societa' FMCG (in particolare, parla della Danone, della quale era account). Tutto quel linguaggio, fatto di "strategie", "target", e tanti altri termini che arrivano dritti dritti dal linguaggio militare (ci sono perfino le "mappe" in questi piani di guerra). Che rispetto vuoi che abbiano questi soldatini? E' un termine che non fa parte del loro gretto linguaggio e del loro squallido modo di pensare.

Pero' credo che abbiano fatto male i conti questa volta. Questa New Balance ha fatto un bell'autogoal, non conoscendo l'affetto che ancora oggi circonda un ragazzo che si e' tolto la vita a 23 anni per amore.

Morgan -

Mio cugino, che legge, potrebbe dire la stessa cosa a proposito dei Joy Division che gli proponevo a tutte le ore del giorno e della notte quando d'estate passavo le vacanze nella loro casa di montagna...

martedì, 17 aprile, 2007

 
Blogger prema said...

sull'ultimo Stooges ho scritto :
"è rozzo & grezzo come deve essere ,animalesco, ma meno di quello che mi aspettavo,non è abbastanza cattivo se lo paragono ai 3 precedenti albums ufficiali ma comunque ho avuto quello che mi aspettavo/volevo e quello che deve essere"
mio figlio,che ha 10 anni,
ha detto che fa schifo .
che dire ...non ha la potenza dei primi album , lo ammetto ! manca anche il fatto, secondo me, che NON si sono voluti affidare ad un produttore(infatti è utoprodotto) in compenso hanno voluto che ci fosse Albini dietro il banco di regia il che non so se sia un bene
se ci sia di mezzo anche Jack White , mi sembra di aver letto qualcosa in proposito , non te lo so dire , so solo la chitarra almeno è esattamente quella di Stooges,Fun House e Raw Power .
mettiamolo cosi : è inferiore al passato ma meglio di tanta fuffa nuova.
Comunque , " my idea of fun is killing everyone " dopo quello che è successo ieri in quel college in Virginia ...........

martedì, 17 aprile, 2007

 
Blogger Fabio said...

Sai che ho pensato anch'io a quel pezzo dopo che ho letto la notizia? Chissa' se era un ascoltatore degli Stooges pure lui.

Peraltro, ho letto proprio oggi le seguenti notizie:

- in Virginia non esiste una legge che limita il possesso di armi, se non una che ne limita l'acquisto a una al mese per persona

- la lobby americana delle armi, la famosa National Rifle Association, negli ultimi 14 anni ha donato a vari politici, repubblicani ma non solo, un totale di 14 milioni di dollari

- in questi giorni, chiunque fara' un acquisto di almeno 100 dollari in due negozi di armi della Virginia, Bob Moates' e Old Dominion Guns and Tackle, partecipa a una lotteria. Il fortunato vincitore ricevera' in premio una pistola del valore di 900 dollari.

Che paese di teste di cazzo l'America!

mercoledì, 18 aprile, 2007

 
Blogger prema said...

mi hai tolto le parole di bocca !

mercoledì, 18 aprile, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

http://www.sentireascoltare.com/CriticaMusicale/ClassicAlbums/speciali/ThisHeat.htm

by a tall guy you used to know...

venerdì, 20 aprile, 2007

 
Blogger Fabio said...

Che bello, grazie! L'avevo gia' letto in rete quando usci' ma l'ho riletto volentieri. Bella questa telepatia, mi sei venuto in mente proprio in questi giorni e sono andato a leggere un po' di cose tue, grazie a Google, quella cosa che permette di non perdersi mai davvero del tutto. Ah, ci fosse stata allora la rete, invece delle nostre missive (che per altro conservo ancora tutte).

venerdì, 20 aprile, 2007

 
Anonymous JC said...

beh, il meglio lo conservo per Il Mucchio ed Extra...sebbene pure qui ci siano cose che ritengo carine e un pò più "disimpegnate".

http://www.sodapop.it/rbrth/content/category/6/17/63

La column si chiama "Rock And The City" e, Fabio, almeno qualcosa di buono nell'era moderna c'è...

stammi bene in UK...

always that tall guy, still VEG and thinner than ever...

lunedì, 23 aprile, 2007

 
Blogger Fabio said...

Pero' Pride...

Qualcosa di buono nell'era (post-post-post) moderna c'e', certo, ma ben al di fuori dall'ambito pop. Poi molto dipende da quello che hai gia' ascoltato, che e' nuovo e ti sembra vecchio, e quello che non hai mai ascoltato, che e' vecchio e ti sembra nuovo. Spiego perche' l'ultima frase non la capisco nemmeno io che l'ho scritta. Per esempio, per me Tito Puente e Toquinho sono l'ultima novita', mentre gli Arctic Monkeys la ripetizione della ripetizione della ripetizione.

Non sapevo mica che scrivi per il Mucchio, non leggo piu' stampa italiana da molto. Anzi, non leggo piu' stampa musicale, se non Wire, un po' di newsletters e vari blog.

Molti anni fa avevo pensato alla trama per un libro e tra i personaggi c'eri anche tu che eri diventato un noto giornalista musicale (avevo pensato a Campo). Libro che non ho mai scritto purtroppo.

lunedì, 23 aprile, 2007

 

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