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lunedì 4 febbraio 2008

You say Mgmt I say Romanesca

[Vyner Street, Dicembre 2007]

Igor Stravinsky, in una vita precedente si chiamo' Heinrich Ignaz von Biber. Sono sicuro che e' cosi'. Lo ero dopo aver ascoltato le Sonate del Rosario, lo sono ancora di piu' dopo avere sentito per tutto il fine settimana il ciclo di otto Sonate per violino composte da Biber sette anni dopo.

Le ho trovate nell'edizione del 1994, eseguite dal trio Romanesca, edizione ristampata nel 2003 dalla sempre eccellente Harmonia Mundi. Il trio Romanesca non arriva da Trastevere ma da Londra. Al violino troviamo l'eccellente Andrew Manze, esperto conoscitore del repertorio medioevale e barocco. Gli altri due si chiamano John Toll (che suona l'organo e il clavicembalo) e Nigel North (che suona il liuto).

Rispetto alle Sonate del Rosario, queste otto composizioni possono sembrare a un primo ascolto meno visionarie e "moderne". Ad esempio, la tecnica della scordatura viene applicata solo in un paio di occasioni.

Ma e' solo un'impressione iniziale. Piu' ancora che nelle Sonate del Rosario, alcuni momenti sembrano del tutto improvvisati, con scarti melodici e ritmici che non possono mancare di sorprendere.

Uno dei due dischi contiene un'opera giovanile di Biber, la Sonata representativa, nella quale il violino si trasforma di volta in volta in usignolo, cucu', rospo, gallo, gallina, quaglia e gatto, prima di dare vita a una trascinante marcia del moschettiere di incredibile ritmo, che puo' ricordare addirittura una danza gitana.

Molto coinvolgenti, tra gli extra di questo doppio CD, anche una passacaglia per solo liuto e una sonata breve intitolata La pastorella. Il secondo disco si conclude con un'esecuzione della gia' nota sedicesima sonata del Rosario per solo violino, che viene riconosciuta come una delle composizioni piu' struggenti del periodo barocco.

Se le Sonate del Rosario erano ispirate alla vita di Gesu', questo ciclo sembra invece riflettere una serena contemplazione della natura e delle stagioni. C'e' molta gioia in queste composizioni, la stessa che si prova guardandosi attorno durante una passeggiata in campagna. Dopo averle ascoltate, mi sono immerso in Hampstead Heath ieri pomeriggio. Il cielo era grigio e la temperatura molto bassa, e ancora una volta mi sono perso. Che e' la cosa giusta da fare quando si va ad Hampstead, e ti fa sentire davvero a molte miglia da questa citta'.

Dopo la passeggiata, siamo stati a scaldarci in un piccolo pub che si trova fuori dal centro abitato. Ci siamo seduti vicino al camino, con due buoni bicchieri di rosso, a conversare piacevolmente, mentre attorno a noi entravano e uscivano persone e cani.

Poi, una volta scongelati, siamo saliti alla chiesa, su per le strette vie illuminate da vecchi lampioni, e da lassu' siamo stati in silenzio a contemplare la citta'.

E improvvisamente mi sono reso conto che l'ascolto di quelle due ore di musica mi era entrato dentro, e aveva determinato i colori di quella giornata, il mio stato d'animo, la decisione di lasciare alle spalle la frenesia e il rumore, e ogni piccolo gesto di questa bella Domenica.

E capisci tante cose in quei momenti, ma soprattutto comprendi perche' ha senso affondarcisi dentro in quella cosa che chiamiamo musica, perdercisi per poi trovare percorsi che sono profondamente tuoi, e ti riflettono, e ti emozionano, e ti indicano la direzione per istanti di vera felicita'.

[Un post sulle Sonate del Rosario lo trovate nell'archivio in data 7 Novembre 2007].

[Heinrich Ignaz Franz Biber - "Die Rosenkranz Sonaten"]

13 Comments:

Blogger lophelia said...

Grazie per aver spezzato il ritmo del nostro lunedì con questa cosa bellissima. Ci si sente portati per un po' in un'altra dimensione, dove tutto è sospeso.

lunedì, 04 febbraio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

Magico Biber. Mi piace la sua austerità 'teutonica', che è più vicina - come sottolineavi - alla modernità asciutta di uno Stravinskij che alla galanteria dello stile che si sarebbe affacciato pochi decenni dopo in Europa. Q.

martedì, 05 febbraio, 2008

 
Anonymous myriam said...

rosso?

martedì, 05 febbraio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Lophelia -

E' staccarsi dalla realta' presente e prendere tempo per se', proprio cosi' anche per me.

Qohelet -

Hai colto molto bene l'elemento di modernita' di Biber con le tue parole. Ora voglio scoprire le sue messe, soprattutto quella salisburghese.

Myriam -

Organico, buonissimo. Il pub e' quello che incontri appena prima del parco, e che tu conoscerai sicuramente. Pub per modo di dire perche' e' anche caffe' e wine bar. Pare di essere in un villaggio dei Cotswolds.

martedì, 05 febbraio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

Lette le tue righe, in mancanza di camino acceso e prati londinesi, mi sono versato un bicchiere di sublime Pinot Nero di Franz Haas, che profuma di bacche rosse e, lievemente, di spezie.
Ed ho ascoltato Eine Kleine Nachtmusik, non possedendo nulla (per ora) del buon Biber.
Non è la stessa cosa, ma mi ha aiutato a capire il tuo stato d'animo, ed è stata una bella sensazione ugualmente.
Nicola

martedì, 05 febbraio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Io credo Biber ti piacerebbe molto. E' molto diverso naturalmente da Mozart (che invece e' un rappresentante di quella "galanteria dello stile" della quale parlava Qohelet qui sopra). La sua musica comunica una grande spiritualita' (sia religiosa che legata alla natura) che unita al piacere di inventarsi regole e canoni tutti suoi, lo rende incredibilmente moderno.

Passato davanti a Gail's per andare alla fermata dell'autobus, mi e' venuto in mente un tuo recente commento. Ah, Gail's.

martedì, 05 febbraio, 2008

 
Anonymous Deana said...

Sono finita su questo blog solo perchè si chiama london calling e in questo momento il ricordo di londra è tenero e doloroso allo stesso tempo... però non capisco nulla di musica...

martedì, 05 febbraio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Benvenuta! Non e' poi cosi' importante che si "capisca di musica". Spero che i ricordi si trasformino con il tempo, e il dolore lasci spazio a memorie piu' serene.

martedì, 05 febbraio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

La Salisburghese in questa versione dovrebbe essere ottima. Ovviamente, essendo stata composta per una grande occasione, può apparire roboante rispetto alla rarefazione delle sonate, ma nei momenti solistici tra un coro e l'altro vi si trovano atmosfere molto ispirate. Q.

mercoledì, 06 febbraio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Non mi spavento piu' di fronte a nulla :-) Nel fine settimana colpisco, poi vi dico. Grazie per la segnalazione.

mercoledì, 06 febbraio, 2008

 
Anonymous ladonnacannone said...

Ciao,

Sono la Donna Cannone, ho appena inaugurato il mio blog, sto facendo un giro di inviti virtuali per fare nuove conoscenze.
E' un blog a 2 piazze, ideato proprio per invitare a comunicare.

Se vuoi, ti aspetto su http://blog2piazze.blogspot.com/

un cordiale saluto,
La Donna Cannone

mercoledì, 06 febbraio, 2008

 
Blogger artemisia said...

Che post bellissimo.
E pensare che non conosco Biber, io che sostengo di amare tutto il barocco.

Non posso che ringraziarti per avermelo presentato.

mercoledì, 06 febbraio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Spero ti piaccia Arte. Sono sicuro che sara' cosi', ma non aspettarti un Vivaldi o un Corelli, siamo su territori piu' inspiegabilmente moderni. Inizia dalle Sonate del Rosario, personalmente mi hanno folgorato. L'esecuzione che consiglio e' quella di Andrew Manze, su Harmonia Mundi. L'unica altra che ho ascoltato non e' altrettanto vibrante.

giovedì, 07 febbraio, 2008

 

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