Post Statistiche Commenti Profitti Campagne Pagine Tema Impostazioni Elenco lettura Guida

Ambiente Uguaglianza Tempo

mercoledì 6 gennaio 2010

Engadina d'oro 2009: per voi giovani

Dopo uno spettacolare testa a testa con gli XX, ho laicamente deciso di assegnare l'Engadina d'oro per voi giovani 2009 (categoria riservata ai lettori/ ascoltatori under 30 di Engadina Calling e Prospettive Musicali, ammesso che esistano) ai Dirty Projectors.

Contrariamente ad ogni aspettativa (almeno mia), devo ammettere che il 2009 e' stato un anno di eccellente musica arrivata dall'universo indie, dopo anni di raccolto di qualita' piuttosto scarsa: oltre a Dirty Projectors e XX, mi pare doveroso citare anche Grizzly Bear e Pains of Being Pure at Heart tra i miei ascolti indie preferiti degli ultimi dodici mesi.

Bitte orca e' un disco di immensa originalita', capace di fare stare insieme Jeff Buckley (la voce), il math rock (gli arabeschi di chitarre elettriche), Physical graffiti (la complessita' compositiva e ritmica), il folk del 2050 (le chitarre acustiche), l'R'n'B contemporaneo (i cori femminili), le colonne sonore di Michael Nyman (gli archi) e chissa' cos'altro in un mix misteriosamente coerente.

Il singolo Stillness is the move e' stata la canzone piu' contagiosa del 2009, ma sono soprattutto i brani meno immediati di Bitte orca (la magica, zeppeliniana Temecula sunrise su tutte) a lasciare dai primi ascolti una traccia che chiede di essere ripercorsa.

Il nome sulla bocca di tutti, lo so, specie dopo le collaborazioni con David Byrne e Bjork, ma quando un disco e' cosi' fascinoso, anche Engadina Calling si inchina al gusto nazional-popolare e rende omaggio.

23 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Se la metti sul fatto che potresti non avere lettori al di sotto dei 30...mi prendo questo post tutto per me! Comunque commentando il tuo post ammetto di aver ascoltato poco i Dirty Projectors, ma visto che ha appena vinto la medaglia d'oro gli daro' una chance. The Pains of Being Pure at Heart? Trovato terribilmente noiosi! O sara' il fatto che il passato 2009 mi ha dato poco gioie musicali riguarda a cose nuove, soprattutto in ambito indie?!?
Ah, ultima cosa: leggere il post precedente a questo mi ha riportato alla mente Patti al Southbank Center...che gioia infinita! Grazie!

Elena

mercoledì, 06 gennaio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Post tutto tuo allora, salvo che altri under 30 si prendano la briga di commentare.

Il mio rapporto con la musica indie e' discontinuo e a dir poco controverso. Pero' ogni tanto mi capita di domandarmi se non sto diventando troppo poco ricettivo nei confronti della musica pop contemporanea, un po' troppo intransigente insomma.

Quando questo accade, decido di dare una possibilita' a gruppi come quelli che ho citato in questo post, e in genere, con un po' di generosita' e disponibilita', mi lascio coinvolgere.

Di musica pop si tratta, e credo, come te, che sia da altri territori che arriva musica piu' interessante. Come intrattenimento, pero', e se non si chiede molto di piu', ascolti come questi li considero piacevoli.

Nostra Signora e' certamente di un'altra caratura, su questo non ci piove, come ha dimostrato anche recentemente al South Bank (sai che torna vero? Alla Union Chapel, in Aprile, gia' sold out...).

giovedì, 07 gennaio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

no zia Patti alla Union Chapel? no Fabio fai qualcosa devi trovarci a noi tutti lettori i biglietti :))
Io nel frattempo mi sono presa il biglietto per i Grizzly Bear al Roundhouse visto che va sempre sold out e che li sto inseguendo da quando sono tornata a Londra. Chi viene?

giovedì, 07 gennaio, 2010

 
Anonymous Marco Reina said...

Giusto una precisazione sul "concerto" di Patti Smith alla Union Chapel.
La data esatta è il 21 marzo (primo giorno di primavera) e non si tratta di un concerto con la band ma di una serata di "words and music" con il solo Shanahan.
Per la gioia di Myriam (se ancora interessata dopo la precisazione di cui sopra) e di altri tuoi lettori, ulteriori biglietti verranno messi in circolazione in prossimità dell'evento.
Marco Preciso.

giovedì, 07 gennaio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Myriam -

Come dovevasi dimostrare, per i Grizzly Bear:

"Sorry, this performance has now sold out".

Naturalmente meta' dei biglietti sono andati ai touts che non hanno altro da fare che seguire le prevendite e mettersi d'accordo per far salire i prezzi dei biglietti.

E poi, il 13 Marzo non so nemmeno se saro' ancora su questa Terra. Come si fa a fare piani a cosi' lunga e imprevedibile distanza? Per un concerto poi. Senza contare che stiamo parlando di un gruppo che l'anno prossimo tutti si saranno gia' dimenticati.

Comincia a annoiarmi terribilmente questa storia, soprattutto trattandosi di una truffa organizzata ai danni di chi ama la musica.

Marco -

Le serate di Words and music con Nostra Signora sono comunque interessanti. Non paragonabili a un concerto elettrico, certo, ma sempre piccoli eventi.

Sara' interessante sentire di cosa ci parlera' adesso che non puo' piu' scatenarsi contro Bush...

giovedì, 07 gennaio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

Marco&Fabio vi prego, se vedete un biglietto in piu' prendetene pure uno per me. se li trovo io ve li prendo. Teniamoci in contatto. L'unione fa la forza. W zia patti

giovedì, 07 gennaio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Sentiamoci prima pero', perche' mi da' abbastanza fastidio tenermi la serata libera da altri impegni se poi non ci sono disponibilita'.

Patti Smith l'ho sentita 20 volte in tutte le salse (una volta ho addirittura avuto il privilegio di sentirla suonare per 15 persone sedute in cerchio attorno a lei in uno scantinato di Soho, grazie a un invito arrivatomi via Claudio Agostoni di Radio Popolare), l'ho incontrata personalmente, quindi anche se la perdo per una volta mi spiace, ma poi non crolla il mondo.

giovedì, 07 gennaio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

Purtroppoho saputo di Patti,dico purtroppo perche' ovviamente non sono riuscita a prendere i biglietti. Incrociole dita per l'eventuale messa in vendita di alcuni nuovi.

Leggendo il tuo commento al mio primo post mi sono chiesta se il vero problema nella musica indie contemporanea non sta nel fatto di essere diventati troppo intransigenti, ma nel fatto che dal punto di vista qualitativo il livello sia piuttosto basso. Come mi e' capitato di leggere in vecchi post, questo paese che ha dato alla luce band enormi e importatntissime, si e' come bloccato, dando veramente pochi nomi degni di nota. Si vive piu' alla giornata, dando ampio spazio a band che hanno lanciato un paio di singoli on Myspace e hanno il loro nome su Nme nella sezione "nuovi ascolti", piuttosto che valutare una band con calma e dando importanza al tempo.

Elena

giovedì, 07 gennaio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Sono molto d'accordo con te Elena. Oggi mi e' capitato di andare a leggere i dischi dell'anno dell'NME dal 1974 a oggi.

Ne listo qualcuno:

1975 - Blood on the Tracks - Bob Dylan
1976 - Desire - Bob Dylan
1977 - Heroes - David Bowie
1979 - Fear of Music - Talking Heads
1980 - Closer - Joy Division
1981 - Nightclubbing - Grace Jones
1983 - Punch The Clock - Elvis Costello
1985 - Rain Dogs - Tom Waits
1986 - Parade - Prince & the Revolution
1987 - Yo! Bum Rush the Show - Public Enemy
1988 - It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back - Public Enemy
1991 - Nevermind - Nirvana
1993 - Debut - Björk

E adesso guarda gli ultimi anni:

2004 - Franz Ferdinand - Franz Ferdinand
2005 - Silent Alarm - Bloc Party
2006 - Whatever People Say I Am, That's What I'm Not - Arctic Monkeys
2007 - Myths of the Near Future - Klaxons
2008 - Oracular Spectacular - MGMT
2009 - Primary Colours - The Horrors.

Se ami la musica ti prende un senso di disperazione a leggere questo declino.

C'e' un senso di facile contentamento, di accettazione che la musica sia semplice intrattenimento invece che passione e ricerca.

Sono molto d'accordo con te.

Dette queste cose, non tutto quello che viene inciso oggi e' da buttare via. A me per esempio, per restare a Londra gli XX (disco dell'anno di Rough Trade) piacciono abbastanza. Mi sembrano una specie di Portishead senza l'impalcatura barocca di Dummy ne' la secchezza krauta di Third. Nel loro suonare una nota per volta trovo un collegamento non so quanto volontario pure con gli Young Marble Giants.

Questo per parlare di un'eccezione a un quadro generale che e' quello che tu hai ricordato e che condivido.

giovedì, 07 gennaio, 2010

 
Anonymous Marco Reina said...

Myriam (e Fabio in cc):
io non andro' alla serata di "words and music" di Patti Smith del 21 marzo prossimo, quindi ti prego di non prendere alcun biglietto per me.
Mi premeva segnalare la corretta informazione, visto l'interesse per questa straordinaria artista. Grazie comunque.

venerdì, 08 gennaio, 2010

 
Blogger pressapoco said...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

venerdì, 08 gennaio, 2010

 
OpenID borguez said...

in attesa di tornare under 30 (chissà mai?) mi inchino anch'io e rendo omaggio a questo disco che in definitiva ha segnato questo 2009.
il pop giovanilistico ha nuovamente paladini degni (malgrado le playlist del NME): io ho un debole per Grizzly Bear e per tener fede ad una vocazione adulta ho propeso per Savath & Savalas (che di under 30 hanno solo specchietti e allodole).
tutto questo attendendo Panda Bear, sia ben inteso.
stai bene, a presto
borguez

venerdì, 08 gennaio, 2010

 
Blogger Ros said...

Marco -

Mi sembra coerente con il tuo principale proposito per il 2010!

Borguez -

Come, non sei anche tu under 30?

Sai che Savath & Savalas (che ho visto di la' da te nella ricca disamina dell'anno andato) non mi sono molto piaciuti? Me li ha copiati un amico e ho provato ad ascoltarli piu' volte ma non mi hanno convinto.

Su Grizzly Bear tutti d'accordo invece. Folk rock futuribile, ottimo.

Ti ho mandato a salutare dalla Michelini, che in questi giorni e' dalle tue parti, spero l'abbia fatto.

venerdì, 08 gennaio, 2010

 
Blogger Ros said...

Ros sono io che sto usando un PC in prestito,
Fabio

venerdì, 08 gennaio, 2010

 
Anonymous Marco Reina said...

Caro Fabio, ciò a cui ti riferisci (e noi due sappiamo di cosa si tratta) è una intenzione più che un proposito (che non ho mai fatto e non intendo fare ora).
Ma vediamo come va la vita!

Anche io - come Borguez e cambiando discorso - sono in attesa del nuovo Panda Bear, autore nel 2007 di un vero e proprio capolavoro minore che ancora ascolto con gusto nel 2010.

venerdì, 08 gennaio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

Fabio, le classifiche riportate da NME fanno appunto vedere il cambio di redazione che c'e' stato in questo mitico giornale. Ed e' anche ovvio che i veri musicisti vegono oramai declassati dalle pop star soppravalutate come Pete Doherty.

venerdì, 08 gennaio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

per il 2010, nella musica per i "gioovani" c'e' anche da tenere d'occhio tra gli altri i Wildbeats e Mikki Ekko

venerdì, 08 gennaio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Marco -

Sempre piu' preciso: anche la distinzione tra intenzione e proposito!

Myriam -

C'entra sicuramente il cambiamento di linea editoriale, che del resto ha permesso all'NME di sopravvivere alla crisi che invece travolse Melody Maker e Sounds, ma io credo che in realta' le classifiche dell'NME fotografino bene un cambiamento culturale che ha investito il rapporto tra giovani inglesi e musica: da fenomeno culturale a consumo e intrattenimento, semplificando molto.

sabato, 09 gennaio, 2010

 
OpenID borguez said...

Michelini ancora non pervenuta ma assai di più per mea culpa piuttosto che sua.

Savath & Savalas raggiunsero il massimi grado di (mia) folgorazione in un ascolto estivo, sotto il solleone e adagiato su una spiaggia semideserta.
allora mi parvero essenziali e perfetti, e quella sensazione me la sono portata dietro fin qui.
ma capisco ciò che dici.

aspettiamo i Panda dunque.

domenica, 10 gennaio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Capisco perfettamente, essendo un forte sostenitore della stagionalita' degli ascolti. Studio One sotto la neve? Uhm... Studio One al mare d'estate? Oh yeah!

domenica, 10 gennaio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

a me i Dirty Projectors seguitano a parere un'occasione mancata...

buon anno Fabio!

Thee Silver Italian Journo U know Who

lunedì, 11 gennaio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

"da fenomeno culturale a consumo e intrattenimento, semplificando molto"
Bellissima frase che raccoglie l'evoluzione della musica. Sono rimasta a bocca aperta. Gazie, Myriam

lunedì, 11 gennaio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Buon anno JC! Vista la tua classifica dell'anno su Sentire Ascoltare, concordiamo sia su Hope Sandoval che su Antony.

Peccato non potere lasciare commenti di la'.

Dirty Projectors sono un gruppo che divide: io li trovo parecchio originali, anche se forse ancora in cerca di una direzione del tutto personale.

Myriam -

Grazie per il tuo commento!

lunedì, 11 gennaio, 2010

 

Posta un commento

<< Home