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Osservazioni e ascolti

domenica 24 gennaio 2010

Second life

L'ultima volta che i suoi familiari e amici videro Elizabeth Connie Converse, nel corso degli anni '50 cantautrice e scenester bohemienne del Village, accadde nel 1974.

Una mattina di quell'anno, Connie sali' sulla sua Volkswagen e lascio' la sua casa di Ann Arbor. Da quel giorno nessuno ha piu' saputo nulla di lei: se sia ancora viva (avrebbe oggi 85 anni), quale sia la sua identita', come abbia trascorso il resto dei suoi giorni.

Le gentili melodie folk che eseguiva nei caffe' non vennero mai registrate su disco. Pero', quando scomparve, dietro di se' Connie lascio' alcuni nastri, che inspiegabilmente nessuno si preoccupo' di fare circolare. Questo fino all'anno scorso, quando sono finiti nelle mani di due newyorkesi appassionati di musica folk.

Colpiti al cuore da tanta purissima bellezza, i due hanno messo in piedi un'etichetta appositamente per pubblicare un LP contenente quelle melodie registrate quasi sessant'anni prima.

How sad, how lovely, cosi' s'intitola l'album, e' un disco di canzoni struggenti, meravigliose. Il folk di Connie Converse prende le mosse dalla mai troppo consigliata Antologia della musica folk americana assemblata da Harry Smith, ma nella sua voce e nel suo delicato e sparso fingerpicking troviamo tutta la grazia delle nostre cantautrici preferite del passato (Vashti Bunyan, Linda Perhacs, Collie Ryan...) e del presente (Alela Diane, Joanna Newsom, Josephine Foster...).

Graziosissima anche la confezione, con delicate illustrazioni ispirate dalle floreali poesie messe in musica da Connie Converse. Acquisto consigliatissimo.

11 Comments:

Anonymous Andre said...

Che storia affascinante... :-)
Come va Fabio?
Riesci a sopravvivere al rigido inverno (non immagino pensare al freddo che fa in quel di Londra)?

Un saluto.

lunedì, 25 gennaio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Ti dico solo che entro le 9 del mattino ho gia' letto le previsioni dell'iPhone, quelle della BBC e quelle del Guardian (tutte una diversa dall'altra) per sapere se entro 5 giorni si vedra' un raggio di sole. Una delle tre da' sempre speranza, ed e' sempre quella sbagliata.

Non ho visto un raggio di sole da quando sono tornato, e sono tornato il 4 del mese...

Tu tutto bene Andre?

lunedì, 25 gennaio, 2010

 
Anonymous Andre said...

Abbastanza dai.
Un po' insoddisfatto di tutto, ho sempre voglia di andare..ma non saprei proprio dove.

Tra l'altro sto leggendo "Death or Glory", la biografia dei Clash e mi sale una scimmia di tornare a Londra che non ne hai un'idea (anche se so benissimo che non è la stessa città di quegli anni).
Spero presto di poter fare una capatina, una volta l'anno ci vuole! :-)

Per il resto si suona, è quella la mia terapia e la mia forma d'evasione.

lunedì, 25 gennaio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Riflettevo proprio oggi sulle autoterapie individuali di sopravvivenza, leggendo il frammento di La musica del caso di Paul Auster nel quale i due miliardari per caso raccontano la loro vita precedente alla ricchezza e l'effetto terapeutico che il gioco delle carte esercitava su di loro.

Tutti ne abbiamo bisogno. Io ne ho tante: la musica, il cinema, la scrittura, la lettura. Pero' non sono sicuro che si tratti di evasione (termine che non amo particolarmente). Forse si tratta in realta' di un approfondimento.

lunedì, 25 gennaio, 2010

 
OpenID borguez said...

ascolto il prezioso consiglio e mi metto alla ricerca.
un grazie

martedì, 26 gennaio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Grazie a te per il riscontro Borguez. Purtroppo si deve attendere un po', dovendoselo fare arrivare dall'altra parte dell'Atlantico. Si trova da Other Music e Amazon. Buon'attesa e poi facci sapere.

martedì, 26 gennaio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

non pensi potrebbe essere un montaggio pubblicitario? poi tra qualche mese la ritrovano e gli fanno fare qualche concerto qui e li, sarebbe una bella mossa :)

mercoledì, 27 gennaio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

it's the Vashti Bunyan syndrome, babe.. ma perché non è accaduto a Kathy Smith, per esempio? Forse perché è meglio così?

xoxo

the Parallelograms addiceted JC

venerdì, 29 gennaio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Myriamba -

A Collie Ryan per esempio e' successo. L'anno scorso ha suonato di nuovo, in un posto di Los Angeles che si chiama Philosopical Research Society, insieme a Mia Doi Todd.

Guarda che bello il flier:

http://yogarecords.com/artists/collieryan/collie-prs-flier.jpg.

JC -

Parallelograms addicted si addice molto anche a me devo dire. Mi pare che Linda non sia mai tornata sulle scene, se non mi sono perso qualcosa, giusto?

Vashti Bunyan l'ho sentita una settimana fa al Barbican, al tributo per Nick Drake. Presenza scenica magnetica, assenza di voce totale :)

venerdì, 29 gennaio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

Lindina si è sempre rifiutata di suonare dal vivo dopo l'album. in effetti, un disco così è impensabile da riprodurre. Però, notizie non freschissime dicono che stia registrando ancora materiale...

Brava Mia Todd, proprio brava: "underrated and quiet but tense".

JC

venerdì, 29 gennaio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Concordo su Mia Doi Todd. Un po' come Lisa Germano: artiste troppo folk per gli appassionati di musica rock e troppo rock per gli appasionati di musica folk, che apprezzo proprio per la loro eterea indeterminatezza stilistica e temporale (seppure le segua un po' a singhiozzo devo ammettere).

venerdì, 29 gennaio, 2010

 

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