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Osservazioni e ascolti

lunedì 1 febbraio 2010

Stairway to Earth

Una costante del mio ripasso di Wenders (qui, qui e qui le puntate precedenti della saga) e' il fatto di accorgermi ogni volta che i suoi film non me li ricordavo cosi' impressionantemente belli. Sono giunto alla conclusione che incidano molti fattori, per cosi' dire, esperienziali: il contesto architettonico, parecchio adatto, del Barbican, le rilassate proiezioni pomeridiane, il pubblico della rassegna, colto e preparato, le versioni tutte in lingua originale.

Resta il fatto che ieri al termine di Il cielo sopra Berlino mi sono sentito annullato, stordito dalla profondita' della storia, dalle interpretazioni, dalla fotografia, dal suono.

La storia dell'angelo che abbandona la sua esistenza spirituale per far esperienza della vita di noi umani (i colori, i gusti, l'amore) e' raccontata con un'intensita' che lascia senza fiato. Alcune scene sono cosi' infinitamente ben costruite (su tutte, quella girata nella Biblioteca di Stato), con una combinazione di immagini e suono cosi' esteticamente non convenzionale (forse soltanto Tarkovsky ha saputo forzare i canoni estetici cinematografici con un effetto altrettanto sconvolgente) da lasciarti scosso nel profondo ben oltre il termine del film.

Il cielo sopra Berlino fu per Wenders il film del ritorno nella sua Germania, che costituisce la fonte prima d'ispirazione della pellicola. Un film concepito e realizzato in fretta, con largo spazio lasciato all'improvvisazione. I salti narrativi, i particolari inessenziali, i simboli che restano oscuri a un non abitante di Berlino si sprecano. Poco fu preparato prima di iniziare a girare il film: Wenders racconta di insonni notti agitate, passate cercando una buona idea per il successivo giorno di riprese.

In questa umana imprecisione, nelle dissonanze sonore e visive, oltre che nelle luci abbaglianti di certi dialoghi, risiede la grandezza di un film che e' pura poesia e che coinvolge tutti i sensi. L'ultima mezz'ora, con il concerto di Nick Cave (che esegue From her to eternity, dal primo album solista, uno dei miei pezzi preferiti del suo repertorio) e il monologo della divina Solveig Dommartin (attrice sfortunata e bravissima, che ci lascio' ancora molto giovane: pensate che giro' le scene sul trapezio senza controfigura, imparando in soli tre mesi), e' tra i momenti piu' alti della cinematografia di Wenders.

Il cielo sopra Berlino e' tante cose insieme: un film su una citta', un film sull'amore, un film sul tempo (Il tempo guarira' tutto, ma che succede se il tempo stesso e' una malattia? si domanda la trapezista rimasta senza lavoro), un film sulla solitudine, che solo l'amore e' in grado di trascendere.

Quando il bambino era bambino,
se ne andava a braccia appese,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente,
e questa pozza, il mare.

Quando il bambino era bambino,

non sapeva di essere un bambino,
per lui tutto aveva un'anima
e tutte le anime erano un tutt'uno.

Quando il bambino era bambino,
su niente aveva un'opinione,
non aveva abitudini,
sedeva spesso a gambe incrociate,
e di colpo sgusciava via,
aveva una vortice tra i capelli
e non faceva facce da fotografo.

[Imperdibili anche le prossime Directorspectives del Barbican: Peter Brook a Febbraio e Roman Polanski a Marzo].

16 Comments:

Blogger Myriamba said...

Beh speriamo che con Marzo Roman Polanski sia gia' processato e in prigione

martedì, 02 febbraio, 2010

 
Anonymous artemisia said...

Pensa che io Il cielo su Berlino non l'ho visto!
Ordino il DVD, mi sa.

martedì, 02 febbraio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Myriamba -

In prigione in prigione, e che ti serva da lezione.

Arte -

Si', tu lo devi vedere assolutamente. E dato che diventera' il tuo film preferito di tutti i tempi, questo post restera' nella storia della tua vita :)

Vorrei parlare il tedesco come lo parli tu, per rivederlo senza la fatica di leggere i sottotitoli.

I DVD sono una bella cosa, e anche il fatto di potere scaricare film e musica con il computer (legalmente, mi raccomando: gli artisti devono essere ricompensati per il loro lavoro).

Purtroppo pero' questo comporta costi. Due dei tre cinema del Barbican a Marzo chiuderanno i battenti, per sempre.

Sono, non credo nessuno si sorprendera', quelli con la programmazione piu' coraggiosa. Del resto, il Barbican usava nei suoi programmi la dicitura London's most diverse cinema.

Scompare un'altra voce diversa. Anche il futuro dell'Istituto di Arti Contemporanee e' incerto. C'e' chi dice che a Maggio chiudera' definitivamente, di certo c'e' che dobbiamo dire addio a una delle sale (quella piccola, 40 posti, dove proiettavano film di estrema qualita') e che il centro chiudera' per certo per due giorni alla settimana.

Se consideri che abbiamo dovuto assistere negli ultimi anni alla chiusura di due tra le sale piu' coraggiose di questa citta' (il Lux di Hoxton e il Metro di Soho), ti rendi conto di quale omologazione del gusto e' in corso.

A questo aggiungi la chiusura di negozi di dischi (pressoche' tutti), librerie (catene e indipendenti), e capisci che il mondo che lasceremo sara' un mondo molto meno diverso e colorato da quello che abbiamo ereditato.

Sono molto triste per questo. Hanno vinto loro, su tutti i fronti.

mercoledì, 03 febbraio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

:( ...e HMV comprera' tutto!
ma che tristezza..

mercoledì, 03 febbraio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

mi e' venuto in mente il pub al posto del Marquee, e le catene di ristoranti davanti al Royal Festival Hall, e la trasformazione del Camden Lock ... quanto sono triste..:((

mercoledì, 03 febbraio, 2010

 
Anonymous artemisia said...

Hai ragione.
Questo mi riporta alla mia recente, agghiacciante scoperta, accendendo l'ipod di mia figlia: sai cosa ascolta? Lady Gaga. Senza ancora capirne i testi, per fortuna (magra consolazione).

Poi però, sfogliando con lo shuffle, ci ho trovato una cosa commovente: "La canzone di Marinella". L'ha sicuramente scaricata perchè gliela cantavo sempre io per farla addormentare.

Non so però se c'è speranza.

Parlando di film per bambini, domenica abbiamo visto "Where the wild things are" di Spike Jonze. In realtà non è un film per bambini, l'ho scoperto vedendolo, ma lo puoi vedere su molti livelli.
È un film tristissimo, alla fine piangevamo entrambe.

Adesso vado ad ordinare il DVD che cambierà la mia vita.

mercoledì, 03 febbraio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

mercoledì, 03 febbraio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

parlando di DVD e' uscito da pochi mesi "Waltz with Bashir", film che ha cambiato la mia vita..beh, almeno certi aspetti della mia vita..

mercoledì, 03 febbraio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Myriamba -

Questa citta', l'abbiamo detto molte volte qui a Engadina Calling (che infatti ha pure cambiato nome per segnalare meglio il fatto) e' la pallida copia di quel Paradiso di diversita' che abbiamo conosciuto anni fa.

Non e' un caso che un visionario sempre proiettato verso il futuro, l'ottimo Carlo Massarini, oggi sostenga nel suo libro Dear Mister Fantasy che la musica abbia vissuto una stagione d'oro tra il 1969 e il 1982, teoria certo non nuova a chi segue Engadina Calling.

In quegli anni si e' costruito cio' che oggi viene distrutto con picconi, ruspe e bulldozer scatenati. In questa citta' e altrove.

Arte -

Non sono papa', ma credo che se lo fossi proverei a dare ai miei figli gli strumenti culturali che ho faticosamente elaborato (sbagliando e tornando indietro) per capire il mondo. Poi pero', ogni scelta e' solo ed esclusivamente loro. E' giusto, credo, che anche loro possano sbagliare, tornare indietro, imparare dai propri errori, come abbiamo fatto e continuiamo a fare noi.

Io mai avrei ascoltato una canzone che piaceva ai miei genitori, per partito preso, men che meno una canzone che usavano per farmi addormentare.

E adesso scambio dischi di Miles Davis e Antonio Carlos Jobim col mio vecchio papa' (e parlo appassionatamente al telefono di detersivi per lavatrice con la mia vecchia mamma, come ho appena fatto).

Ai genitori, contro i quali hai combattuto per vent'anni, finisci per volere un bene dell'anima quando diventi grande, e quando capisci la differenza tra De Andre' e Lady Gaga.

Ma e' una differenza che devi capire da solo, e quando la capisci e' un'epifania temporale che da' molta gioia.

Partito per la tangente, come al solito. Se davvero ci frenquentassimo nella vita vera tu e io, quante cose avremmo da dirci? :)

Where the wild things are e' un film per adulti che sono rimasti un po' bambini, in grado di capire il loro mondo.

In questo senso, sei perfettamente on topic con la poesia del post.

mercoledì, 03 febbraio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

...aspettando Cameron.. :(

mercoledì, 03 febbraio, 2010

 
Blogger Andrea said...

a parte che non sono d'accordo a voler mandare alla forca mr polanski...

a parte che non sono d'accordo con la frase "legalmente, mi raccomando: gli artisti devono essere ricompensati per il loro lavoro" (ovvio, sono d'accordo con il *principio*, ma non con l'intento)...

a parte che non son d'accordo (fabio, tu lo sai, te l'ho avro' detto mille volte...) con le frasi "eeeh, una volta con quei localini li', si' che si stava bene" (ce ne saranno di nuovi, di meglio, sempre)

a parte cio', cito il grandissimo e pelatissimo brian eno

"I think records were just a little bubble through time and those who
made a living from them for a while were lucky. There is no reason why
anyone should have made so much money from selling records except that
everything was right for this period of time. I always knew it would
run out sooner or later. It couldn't last, and now it's running out. I
don't particularly care that it is and like the way things are going.
The record age was just a blip. It was a bit like if you had a source
of whale blubber in the 1840s and it could be used as fuel. Before gas
came along, if you traded in whale blubber, you were the richest man
on Earth. Then gas came along and you'd be stuck with your whale
blubber. Sorry mate – history's moving along. Recorded music equals
whale blubber. Eventually, something else will replace it."

giovedì, 04 febbraio, 2010

 
Anonymous artemisia said...

Grazie, Fabio.

giovedì, 04 febbraio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Myriam -

Il brutto tempo c'e' gia'.

Andrea -

A parte che non sono d'accordo con il fatto che "ce ne saranno di nuovi, di meglio, sempre" come principio. La musica dimostra che non e' cosi', altrimenti i Dirty Projectors dovrebbero essere meglio dei Talking Heads, i Vampire Weekend meglio degli XTC, ecc., il che non e'.

Se cosi' fosse, allora dovremmo abbattere tutto l'esistente e ricostruirlo, tanto il futuro e' comunque meglio del presente.

Capisci Andrea che e' un presupposto che non sta in piedi.

Che poi non tutto il futuro sia per definizione brutto e cattivo, certo che no. Ho infatti citato volutamente nel mio commento Carlo Massarini che e' uno che parlava di nuove tecnologie quando ancora tu e io facevamo le addizioni in colonna.

Pero', per esempio, il fatto che chiudano i cinema indipendenti e che restino solo le catene dove proiettano Avatar e Sherlock Holmes a me sembra un brutto segnale, non riesco a vederlo diversamente.

Poi Andrea, non e' che puoi essere "d'accordo con il principio ma non con l'intento": o sei d'accordo che il lavoro degli artisti che stimi va remunerato o non lo sei. Alla fine della mia giornata lavorativa vengo remunerato. Mi sembra giusto che gli artisti che mi hanno dato emozioni possano ricevere da me un supporto che non sia il semplice fatto di trasmetterli alla radio o di parlarne qui. In questo senso non scarico musica illegalmente: non l'ho mai fatto e mai lo faro', nonostante la disponibilita' illimitata.

Inoltre, oggi questo non e' necessario: ogni artista ha un Myspace. Accedi a quello e ascolti quello che l'artista ha scelto di mettere a disposizione, e ti fai un'idea. Se vuoi altro, fai il piacere di pagarlo, come una persona civile e matura.

Brian eno e' libero di dire quello che crede naturalmente, cosi' come io sono libero di amare i dischi e i supporti fisici della musica in genere.

Sono cresciuto quando la musica la sentivi mettendo dei 33 giri di vinile su un giradischi. I dischi avevano una copertina, e quelle copertine erano come finestre. Le scavalcavi e entravi in un mondo diverso.

A quel gesto sono legato, e come ho gia' detto altre volte qui, se avessi 20 anni adesso che ascoltare musica significa scaricare con un computer i Vampire Weekend e i Dirty Projectors, credo che mi interesserei ad altro: cucina, tiro con l'arco, francobolli, pattinaggio, non so cosa, ma sicuramente qualcos'altro.

Poi ti voglio bene lo stesso, nonostante questi scambi un po' aspri, provocatore che non sei altro.

Grazie, Arte.

giovedì, 04 febbraio, 2010

 
Blogger Andrea said...

mi scuo per il tono, che voleva essere di confronto, non provocatorio. Sugli argomenti poi ne parliamo di persona.. :-)

giovedì, 04 febbraio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Ma nooo! Che scusarti? Si discute, e la mia frase finale era solo scherzosa Andrea!

venerdì, 05 febbraio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

..io sto cercando di entrare in questo nuovo mondo ma e' difficile

venerdì, 05 febbraio, 2010

 

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