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martedì 19 ottobre 2010

Erkki-Sven Tuur, Strata (ECM New Series, 2010)

Spero che chi ha sentito Prospettive Musicali di un paio di sere fa abbia apprezzato gli ascolti di Arvo Part dei quali abbiamo fatto esperienza insieme.

A loro e' dedicato il post di oggi. Erkki-Sven Tuur e' un altro compositore estone che mi piace molto: appartiene peraltro alla generazione che da Part e' stata influenzata, specialmente dai chiaroscuri timbrici, armonici e percussivi che ne caratterizzano la inconfondibile calligrafia.

La musica di Tuur, pur se a un primo ascolto puo' risultare ostica, come una linea imprevedibilmente spezzata e sfuggente, dopo ripetute esposizioni rivela il suo carattere drammatico, organico e profondo: musica complessa, ma mai fine a se stessa. Piuttosto, in costante evoluzione e quindi da percorrere con attenzione per non inciampare su vetri aguzzi abbandonati qua e la'.

Le citazioni classiche abbondano: le pagine sinfoniche di Tuur traducono per noi moderni la forza drammatica delle sinfonie di Beethoven, unita allo spirito romantico di Sibelius e alla solennita' di Mahler.

Nel singolo movimento della sesta sinfonia (intitolata Strata, composta nel 2007) si susseguono momenti energici e percussivi e altri pastorali, di struggente abbandono, a costruire progressivamente un magistrale equilibrio cromatico di stati d'animo. L'adagio che la conclude, di bergmaniana staticita', e' come un'eco rimasta dentro di noi dopo l'ascolto attento della prima parte.

Eccellente l'esecuzione della Nordic Symphony Orchestra, diretta dalla elegante e fascinosa Anu Tali.

Musica che genera onde sulle quali galleggiare, lasciandoci trasportare dalle correnti. Concentrati, vigili, ma con fiducia e senza affanno.

Chiede tempo e concentrazione, dona con generosita' armonia e profondita'.