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giovedì 17 febbraio 2011

François Truffaut, Les mistons (1957) e Les quatre cents coups (1959)

Martedi' mattina ben prima dell'alba, quando l'unico rumore in via Casale addormentata era quello delle ruotine della mia valigia, e ancora con gli occhi semichiusi cercavo una ragione valida per andare a prendere un aereo che mi avrebbe portato lontano, mi e' venuto in mente che al British Film Institute e' in corso una bella retrospettiva su Truffaut, due mesi fitti di proiezioni. Un utile ripasso per lo piu', ma non solo.

Per esempio, un paio di sere prima di partire per l'Italia sono riuscito a vedere su grande schermo Les mistons, il secondo cortometraggio girato dal regista francese (con musiche originali di Maurice Le Roux, allievo di Olivier Messiaen), nel quale Truffaut pone le basi del suo stile cinematografico cosi' riconoscibile e naturale. Les mistons racconta in modo quasi impressionistico l'infatuazione di un gruppo di monelli per una giovane donna. I pestiferi ragazzini faranno davvero di tutto per disturbare gli incontri della giovane con il suo fidanzato.

Il tema della confusione che accompagna l'adolescenza sara' sviluppato con grande sensibilita' un paio di anni dopo, in Les quatre cents coups (che immagino molti di voi ricorderanno bene, soprattutto per la magistrale sequenza finale).

Come ebbe a dire lo stesso Truffaut, l'adolescenza lascia memorie piacevoli solo agli adulti che non la ricordano. Quando avevo 13 anni, ero estremamente impaziente di diventare adulto per poter commettere ogni tipo di errori con impunita'. Mi sembrava che la vita di un bambino fosse fatta solo di "crimini" e quella di un adulto di "incidenti".

E poi cita Cocteau: poiche' la pena di morte nelle scuole non esiste, Dargelos fu mandato a casa.

Nel fine settimana che per nostra fortuna si sta avvicinando a grandi passi sto progettando di andare a vedere questo e questo film della rassegna. Li avete visti? Li consigliate?

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13 Comments:

Anonymous ecudiélle said...

Sapendo che rischiavo di perdermelo ho noleggiato Tirez sur le pianiste con Charles Aznavour giovanissimo (il film è del 1960).
Se c'è ancora in programmazione lo consiglio. Truffaut odiava i film polizieschi americani ma dice che ne ha fatto uno per levarselo dal sistema.
Nell'intervista sul DVD dice però che l'ha fatto soprattutto per la possibilità di girare una delle ultime scene con l'auto che scivola silenziosa e a motore spento nella neve. L'ha fatta per la neve.
Dopo qualche giorno ho visto Three Colours: White e Kieslowski intervistato racconta cosa vuol dire girare con la neve, che è assenza di colore.

Adesso ho i due che si parlano nella mia testa, questioni di assenza.

http://www.youtube.com/watch?v=DOnlot_k_eg

giovedì, 17 febbraio, 2011

 
Blogger Fabio said...

Ho visto che l'hanno proiettato due volte mentre ero in Italia :(

Grandissimo Aznavour, ogni cosa che ha fatto, musica, film, tutto. (Perfino la pubblicita' dell'amaro Rosso Antico, te la ricordi?).

E magnifica la scena che mi hai mandato, resa emozionante dalla neve. In quella casa, mi piacerebbe vivere (fa molto molto Engadina).

giovedì, 17 febbraio, 2011

 
Blogger ALDEZABAL said...

beh, stante che Truffaut è indiscutibile, i due che pensi di vedere forse non sono proprio i migliori.
"Domicile coniugal" è un sequel, per la precisione è il penultimo della saga di Antoine Doinel e occorre aver visto un po' anche gli altri anche se Truffaut ne monta diversi spezzoni all'interno per far capire anche a coloro che si sono persi le puntate precedenti.
"La nuit americaine" è bello forse proprio perché non perfettamente riuscito.
Indubbiamente i capolavori suoi sono altri e certamente i due che contengono la casa (credo sia la stessa) nella neve.
Oltre a quello citato da ecudiélle c'è anche in "La sirene du Mississipi", che in italiano venne tradotto "La mia droga si chiama Julie" ed è meglio non dire quale fu la traduzione di "Domicile coniugal"...

il che forse anche dimostra che certe tare culturali appartengono al nostro paese da molto tempo, prima che tutti ce ne accorgessimo con molto ritardo.

giovedì, 17 febbraio, 2011

 
Anonymous ecudiélle said...

Te lo ri-noleggio se vuoi. È gratis
Potenti mezzi dell'università britannica

giovedì, 17 febbraio, 2011

 
Blogger prospettive musicali said...

La "saga di Antoine Doinel" è stata per tanti anni il mio Truffaut preferito e non escludo che se rivedessi adesso qualche film di quella "serie" me ne innamorerei di nuovo. Quindi, il fatto di non considerare "Non drammatizziamo... è solo questione di corna!" tra i capolavori di Truffaut è del tutto soggettivo (sì, purtroppo il titolo italiano di "Domicile conjugal" è quello: ha ragione Aldezabal sulle tare culturali); a me, invece, piace molto meno il Truffaut melò.
Quanto a "Effetto notte" (stavolta il titolo italiano è stranamente corretto), basterebbero gli occhi di una ventinovenne Jacqueline Bisset a inserirlo fra i Truffaut imperdibili, dove peraltro entra per altre mille ragioni.
Dissento decisamente, infine, anche sul fatto che Truffaut odiasse i polizieschi americani: (ri?)leggetevi "I film della mia vita" e vedrete che sicuramente li amava quando erano girati da registi non statunitensi come Hitchcock (un suo mito assoluto: la sua intervista a Hitchcock è storia) e Fritz Lang; ma tra i film della sua vita metteva anche polizieschi di Aldrich, Hawks o Ulmer...

giovedì, 17 febbraio, 2011

 
Anonymous hrundi v, bakshi said...

buone visioni! fine settimana perfetto.

venerdì, 18 febbraio, 2011

 
Blogger Fabio said...

Aldezabal -

Grazie per la ricchezza del tuo commento. Purtroppo il mio viaggio in Italia ha coinciso con la parte della rassegna che ha trattato il Truffaut degli anni '60. Cosi' mi sono perso sia La sirene du Mississippi che Baisers voles.

Sono pero' intenzionato a non perdere ne' Domicile conjugal ne' L'amour en fuite.

Ecudielle -

Ti ringrazio, ma potrei vedere i DVD solo sullo schermino del computer: un frammento di film va bene, ma un film intero non riesco a godermelo visto cosi'. Pero' mi fai avere l'elenco dei film di Truffaut che avete in biblioteca, in caso cambiassi idea?

Alessandro -

Frammenti dell'intervista a Hitchcock che dici mi sono stati raccontati proprio ieri sera a cena da un amico che mi ha anche magnificato La nuit americaine.

Il titolo italiano di Domicile conjugal in effetti gela il sangue. Avete ragione sia tu che Aldezabal a proposito di tare culturali italiche, assolutamente evidenti in questi tempi.

Hrundi v, bakshi -

Contraccambio di cuore l'augurio di un buon fine settimana. Tempismo perfetto perche' sto programmando le cose da fare proprio ora.

venerdì, 18 febbraio, 2011

 
Blogger prospettive musicali said...

L'intervista di Truffaut a Hitchcok (in realtà una lunghissima intervista del 1962 completata dall'infinità di domande supplementari che Truffuat pose a Hitchcock ogni volta che si rividero nel corso degli anni, anche dopo la prima edizione del libro) è stata ristampata meno di due anni fa dal Saggiatore e quindi dovresti ancora trovarla: si chiama "Il cinema secondo Hitchcock" e per esempio amaz italiana ce l'ha scontata a 8,42 euro.
Ti consiglio di approfittarne, non tanto per lo sconto (2,58 euro) quanto perché ormai in Italia i libri restano in circolazione per pochi mesi e poi diventano introvabili: amaz italiana millanta di averne tantissimi di più di quanti riesca poi effettivamente a procurartene (e la stagione degli sconti, funzionali al lancio del sito, sta già finendo: recentemente molti dischi in vendita a meno di 10 euro hanno improvvisamente più che raddoppiato il prezzo) ma in questo caso dice "disponibilità immediata" e in genere almeno su questo non mente. Ma attento che dice anche "solo 4 con disponibilità immediata" e neanche su questo mente.
Ciao
a

sabato, 19 febbraio, 2011

 
Blogger Fabio said...

Grazie Alessandro. Me la faccio mandare al mio indirizzo italiano. Anche se devo dire che il fatto che amazon.it non abbuoni le spese di spedizione mi sembra abbastanza assurdo. Qui le spese di spedizione non esistono piu' da un pezzo. Ordini quello che desideri e dopo 1 o 2 giorni trovi quello che hai ordinato nella posta.

Fa arrabbiare che le condizioni differiscano cosi' tanto da Paese a Paese.

Peraltro mi aspetto che tra non molto in Italia troveremo amazon.lom le cui condizioni saranno diverse da amazon.laz e amazon.sic, come accade gia' per la sanita'.

sabato, 19 febbraio, 2011

 
Blogger prospettive musicali said...

"Spedizione gratuita per ordini sopra EUR 19" dice il sito di Amazon.it, laddove in effetti da Amazon inglese "customers in the UK can get free UK delivery with no minimum purchase on eligible items"; tuttavia se io ordino qualcosa da Amazon uk "can get free delivery for orders over £25 on eligible items".
Affidando a monsieur de La Palice le conclusioni, 25 sterline sono più di 19 euro, che a loro volta sono più di "free delivery".
Ciao
a

sabato, 19 febbraio, 2011

 
Blogger Fabio said...

Peraltro immagino che anche i tempi siamo molto piu' brevi se dall'Italia si ordina via amazon.it, e anche questo e' in genere importante (monsieur de La Palice viene ancora una volta omaggiato nella serie di commenti a questo post).

lunedì, 21 febbraio, 2011

 
Blogger prospettive musicali said...

No, non è detto che i tempi siamo molto più brevi se dall'Italia si ordina a amazon.it. Anzi, nella mia esperienza sono sempre stati più lunghi che ordinando da amazon.co.uk, velocissima...

lunedì, 21 febbraio, 2011

 
Blogger Fabio said...

Beh buono a sapersi. Sai che se posso lamentarmi degli inglesi lo faccio sempre volentieri, ma sulle poste nulla da dire. Sono velocissime e gratuite.

Intanto che esistono ancora dischi e libri, conviene approfittarne.

martedì, 22 febbraio, 2011

 

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