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Osservazioni e ascolti

giovedì 24 ottobre 2013

# 1473

Tutti i giorni apro i siti dei giornali italiani per sapere cosa succede li' da voi, e tutti i giorni mi tocca leggere un raglio di questo Brunetta.

Ora, e' umanamente comprensibile che avere la bocca all'altezza alla quale le persone normali hanno il buco del culo possa generare in lui un po' di confusione. Ma santa pace, giornalisti italiani, e' proprio necessario riportare tutto quello che dice?

Se si iniziasse finalmente a ignorarlo, sono sicuro che dopo un po' la smetterebbe di ammorbare la nazione con questo suo insopportabile rancore cupo e disperato, dettato dalla sua condizione disgraziata e che con la politica non ha nulla a che vedere.

4 Comments:

Blogger CICCILLO said...

ti prego Fabio, non aprire i siti dei giornali italiani.
ti fa male alla salute...

venerdì, 25 ottobre, 2013

 
Blogger Fabio said...

Beh Francesco, ma prova a leggere l'Evening Standard...

Il sito di Rai News a me non sembra male. Sintetico al punto giusto. E su Il Post ci sono pure tutti i giorni i Peanuts :)

venerdì, 25 ottobre, 2013

 
Blogger CICCILLO said...

il problema non sono tanto i siti (o meglio non solo).
il problema sono proprio le notizie (se le possiamo chiamare così) dall'Italia.
etimologicamente la "notizia" deriva dal verbo conoscere, ciò che è noto o conosciuto.
in questo caso l'italiano funziona perché ogni notizia che ci riguardi è già nota.
certo non possiamo chimarle invece "news", giacché, a pensarci bene, non c'è mai nulla di nuovo.

sabato, 26 ottobre, 2013

 
Blogger Fabio said...

Certamente non ci sono le notizie che vorremmo leggere tu e io.

Leggevo ieri una recensione delle memorie di Tony Benn, 82 anni, storico leader laburista, il quale quando collassarono Northern Rock e Lehman Brothers penso' che come conseguenza sarebbe tornata ad affermarsi la domanda di socializzazione dei mezzi di produzione e dei profitti. Sarebbe stato logico, no? E invece...

Se anche il fallimento conclamato del capitalismo finanziario non ha ottenuto quell'effetto, a questo punto forse e' proprio il caso di rassegnarci a leggere sempre le stesse notizie, tristemente.

domenica, 27 ottobre, 2013

 

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