# 1466

So bene cosa voglio e cosa non voglio: il problema e' che molto spesso si tratta delle stesse cose.

(Pensiero del giorno attraversando le ventose sopraelevate del Barbican. Sospetto pero' che pur essendo un pensiero che mi e' arrivato spontaneamente riflettendo su una cosa con la quale non mi va di annoiarvi inutilmente, sia un aforisma che posso aver letto o sentito da qualche parte. Se cosi' fosse, fatemelo sapere e lo accredito al legittimo proprietario. Peraltro sarebbe quasi perfetto per un tweet. Se riuscissi a vincere le mie resistenze nei confronti della modernita' dei social network, invece di guidare questa 127 arrugginita parlando da solo, sono sicuro che anch'io avrei tanti like e tanti amici).

Commenti

L. ha detto…
you can't get what you want till you don't know what you want - il vecchio Joe non aveva previsto la tua variante...
Fabio ha detto…
Che bella era quella canzone Laura! Grazie per avermela ricordata. La sto riascoltando in terrazzo in questa tiepida notte londinese, ed e' perfetta.

Per ringraziarti: conosci la colonna sonora di Mike's murder, che Jackson compose tra Night and day e Body and soul?

E' un disco che passo' inosservato, eppure bellissimo, da riscoprire.

Senti che bella questa Cosmopolitan (che sto riascoltando guardando lo Shard in mancanza di Empire State Building :)

http://www.youtube.com/watch?v=UceagXGDEBA

E comunque figurati if you can get what you want if what you want is also what you don't want.

Se non e' ancora di nessuno, adesso ch ho il testo la prossima volta che passo dal Barbican penso a una musica!
gio ha detto…
Like!
La frase che hai scritto, che in effetti sarebbe perfetta per un tweet, spalanca le porte a moltissime riflessioni.

Ricordo molto bene una notte di qualche anno fa nella quale non trovavo il verso di dormire. Infine cedetti, mi alzai e scrissi sulla mia agenda questa frase, rivolta a te:
"Continui a fuggire da ciĆ² che rincorri".
Quello che hai pensato e scritto oggi, mi sembra confermi quel mio pensiero.

E adesso direi proprio che devi espandere il pensiero e aggiungere la musica!
Fabio ha detto…
Espandere uno dei pensieri da sopraelevate ventose del Barbican non e' mica tanto facile.

Puo' essere che tutto dipenda dal fatto che spesso l'attesa di un evento capita che sia piu' ricca di emozioni rispetto all'evento stesso. Tipo sabato del villaggio. E quindi anche se e' un evento che desideri, in un certo senso lo rifuggi, per continuare a vivere l'emozione dell'attesa. Pero' non saprei.

So che per me e' qualcosa di molto naturale, un po' da sempre.

Quando avevo 14 - 15 anni, iniziai una corrispondenza che duro' anni con una ragazzina che conobbi proprio qui in Inghilterra.

Ricordo che in una delle sue lettere mi consiglio' un libro che parlava di un personaggio con due personalita' contrastanti che vivevano al suo interno. Il libro e' di Hermann Hesse e si intitola Il lupo della steppa, e lo dovrei proprio rileggere, perche' potrebbe aiutare a spiegare questa contraddizione che mi accompagna da tempi immemorabili.

Ma poi, questo non doveva essere "un blog che scrivo per impedirmi di pensare"? :)
gio ha detto…
Questa volta lo hai scritto! E adesso ci sono i testimoni (affezionati lettori del blog, siete tutti testimoni :)).

...questa contraddizione che mi accompagna da tempi immemorabili...

PerchĆØ poi, se capita che qualcuno ti fa notare la tua natura contraddittoria, ti inalberi e ti dichiari invece molto coerente.

E perchĆØ poi dovresti scrivere un blog che ti impedisce di pensare?
Cogito ergo sum. Il fatto che tu "sia" implica che tu sia un "soggetto pensante". E posso testimoniare il fatto che tu "sei" ;) (e che pensi, molto).
Fabio ha detto…
Beh, lo sai, non considero la coerenza assoluta come chissa' quale virtu'.

Cambiare la propria prospettiva mi pare un indicatore di intelligenza, oltre che un'esperienza interessante e a volte divertente.

Pero' Gio' stiamo andando fuori tema, perche' il post non parla di coerenza o meno, ma di indecisione, quindi di un'esperienza che sta a monte rispetto alla coerenza o al cambiamento.

E' uno stato che se dura per un po' di tempo genera sofferenza, oltre che incomprensioni.

Le decisioni avvengono, in continuazione, e se sei indeciso inevitabilmente subisci decisioni altrui, che acuiscono lo stato di sofferenza o al massimo lo rimandano con un illusorio sollievo.

Come se ne esce, non lo so.
Anonimo ha detto…
testimoniare, ĆØ praticamente la mia seconda professione!....il vero naturalmente.
hrundi v. bakshi
gio ha detto…
SƬ scusa, hai ragione, sono andata fuori tema, ma la tua precedente risposta si prestava a divagazioni.

Tornerei volentieri in tema, se fossi capace di aiutarti a trovare una risposta al "come se ne esce".
Ma, come ben sia, non la sono, quindi lascio la parola a chi voglia cimentarsi nell'impresa :)

Fabio ha detto…
Hrundi -

Sai che non ho capito il tuo commento? Testimoniare cosa? (Potrebbe essere una citazione che non colgo?).

Gio' -

Dimostri decisione! :D
Anonimo ha detto…
No, ĆØ solo una battuta infelice!

...agganciata al commento di Gio: "Questa volta lo hai scritto! E adesso ci sono i testimoni (affezionati lettori del blog, siete tutti testimoni"

Delle volte mi dimentico che scrivere e parlare, non sono esattamente la stessa cosa.
hrundi v. bakshi
Fabio ha detto…
Ah adesso capisco! Sapro' difendermi nelle sedi competenti :D

L. ha detto…
ricordo l'immagine di Mike's murder, non la musica, ma sicuramente l'ho ascoltata...
Fabio ha detto…
E' una copertina davvero molto bella, anche se non ho mai avuto occasione di vedere il film, sparito subito nel nulla.
Anonimo ha detto…
Dai, ritorna su Faccialibro e Twitter, sono cosƬ divertenti. ;-)

Massimo
Fabio ha detto…
Su Twitter ci sono, ma mi limito a seguire e leggere. Proprio i 140 caratteri non fanno per me. I miei SMS in genere sono 4 attaccati :)

Invidio il dono della sintesi.

Facebook lo trovo invece agghiacciante, altro che divertente. Le foto in costume dei miei compagni del liceo se posso preferisco risparmiarmeli. Se certe persone le ho perse di vista, una ragione c'e'.