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Osservazioni e ascolti

sabato 31 gennaio 2015

Che spettacolo: tutti in fila a prendersi un bel mattarello democristiano nel culo



Posso dirvi cosa penso, in tutta franchezza? Che a me, a una settimana scarsa dal trionfo storico e magnifico di Tsipras, vedere Civati, Mineo, Vendola e compagnia bella (si fa per dire) votare un ferrovecchio democristiano come sto Mattarella riesumato dal'aldila' dove sinceramente pensavo stesse riposando per sempre, e cantare pure vittoria mette una tristezza che non so nemmeno descrivervi.

Dicono di gioire perche' il patto del Nazareno si sarebbe rotto, ma di rotti, e rotti davvero, ci sono solo i coglioni di un'intera nazione, impoverita, senza lavoro e senza prospettive, logora di assistere a questi penosi balletti di palazzo di parassiti che con la vita delle persone reali hanno evidentemente perso ogni residuo contatto.

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13 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Eh già. L'Italia, non da oggi, è un paese la cui popolazione è per la maggior parte "democristiana" e cioè cattolica con orientamento politico di centro spostato prevalentemente a destra. La sinistra per come la intendi o la vorresti tu non governerà mai per il semplice fatto che non avrà mai i numeri per farlo. Davide Ricca

sabato, 31 gennaio, 2015

 
Blogger Fabio said...

Posso rovesciare il nesso causale del tuo discorso Davide?

L'Italia e' un paese democristiano perche' ha sempre avuto una sinistra scadente pronta a calare le braghe.

Se la sinistra tenesse la schiena dritta almeno qualche volta, e sostenesse con coerenza le sue ragioni, non sarebbe cosi'.

Dopodiche' resta valida secondo me la spiegazione che Gramellini ha scritto solo qualche giorno fa:

"Mettere la maggioranza dei cittadini nelle condizioni di avere qualcosa da perdere fu la straordinaria intuizione della politica occidentale del secolo scorso, il vaccino contro ogni populismo estremista.

Date a qualcuno una casa e una rata da pagare, e ne avrete fatto un potenziale conservatore.

L’Italia, persino quella scalcagnata degli ultimi anni, resta un Paese di piccoli proprietari e accaniti risparmiatori che sulla bandiera, oltre al «Tengo famiglia» di Leo Longanesi, potrebbe scrivere «Tengo un mutuo».

L’italiano medio detesta l’euro, ma se lo fa piacere perché teme che la sua scomparsa determinerebbe un’impennata dei tassi di interesse.

Così finisce per farsi piacere anche uno come Renzi".

sabato, 31 gennaio, 2015

 
Anonymous Anonimo said...

Io sono veneto per cui Il mio "sentire" politico si concentra maggiormente sul polso elettorale di questa regione notoriamente ex-democristiana, ex-leghista ed ora renziana. Posso affermare con discreta certezza che, anche se esistesse una personalità coerente, trasparente e di levatura proveniente da sinistra, nessuna o pochissime proposte considerate "di sinistra", soprattutto sul piano sociale,(immigrazione in primis) potrebbe trovare una maggioranza di consensi e quindi di governo in questa regione. Ciò che manca in Veneto e nella stragrande maggioranza delle altre regioni italiane è l'humus culturale (inteso come risultato dei processi storici, sociali, religiosi etc) che renda apprezzabili quelle proposte. Davide Ricca

sabato, 31 gennaio, 2015

 
Blogger Fabio said...

Conosco poco il Veneto, per cui mi affido alla tua lucida analisi, Davide, che non si scosta da molte lette negli ultimi vent'anni.

Credo, come sostieni tu, che valori di solidarieta' e uguaglianza richiedano processi culturali di riflessione e elaborazione, e magari anche strumenti di lettura della realta' non elementari.

In mancanza di questo, prevale l'interesse privato, piccolo (e non tanto piccolo) borghese: la difesa della villetta con telecamere e rottweiler, le frodi sulle dichiarazioni dei redditi, i risparmi trasferiti all'estero, lo sfruttamento dei lavoratori stranieri.

Ma e' un modello che non puo' funzionare nel medio-lungo periodo, e il forte aumento della micro-criminalita' (statistica spesso citata nelle analisi sulla tua regione) secondo me sta a dimostrare che servono soluzioni diverse, orientate all'integrazione e alla solidarieta'.

Prima ci si rendera' conto di questo e minori saranno le conseguenze negative esperite spesso in prima persona proprio da chi questo ancora non lo comprende.

Ma questi discorsi, come ho scritto piu' volte, non devono essere pubblicati in un blog letto da 40 persone. Devono ispirare la comunicazione di chi ha cariche politiche e accesso ai mezzi di comunicazione di massa. E che invece mi sembrano concentrarsi solo su logiche e strategie di potere (alleanze, premi elettorali che fanno comodo a questo e a quello ma non a quell'altro) che con gli interessi di noi lavoratori e cittadini non hanno nulla a che fare, generando situazioni di sofferenza ogni giorno piu' esacerbate.

(Su tutto, Davide, grazie per i tuoi toni civili, che mi hanno riportato sul terreno del ragionamento anziche' su quello dell'invettiva dal quale spesso mi lascio sopraffare :)

domenica, 01 febbraio, 2015

 
Anonymous Anonimo said...

wow, ben 40 persone?! quasi mi intimidisco...
però non sono così negativo con il mattarello: già solo il fatto che un democristiano sia soppravvissuto per una vita in politica senza mai (che io ricordi) essere stato sfiorato da uno scandalo di corruzio, collusione, pedofilia e via di seguito mi pare un miracolo.
se poi aggiungi che è siciliano...
inoltre avversario storico di Andreotti e Buttiglione, tanto per vedere solo i lati positivi
direi che un presidente che sia contro le mafie ci può essere utile
E poi, via, la sinistra in italia? ormai è più a sinistra il vaticano.
ciao
Auro

domenica, 01 febbraio, 2015

 
Blogger prospettive musicali said...

Sì, Mattarella parrebbe un democristiano onesto (anche se una volta si sarebbe detto che “democristiano onesto” è un ossimoro) ma non gli si può perdonare di aver ideato il sistema elettorale che porta (quasi) il suo nome e che introdusse i collegi uninominali, ovvero uno dei sistemi elettorali più antidemocratici dell’universo per il fatto di far eleggere in ogni collegio solamennte il candidato che abbia anche un solo voto più degli altri e al tempo stesso dichiarare privi di alcun valore tutti gli altri voti.
Quanto alla storia che gli italiani sarebbe per la maggior parte cattolici di centrodestra, la sento ripetere fin da quando ero piccino e non spiega gli esiti dei referendum sul divorzio, sull’aborto, sul nucleare o sulla privatizzazione dell’acqua, per dire i primi che mi vengono in mente…
Ciao
Alessandro

lunedì, 02 febbraio, 2015

 
Blogger CICCILLO said...

beh Alessandro, non confondiamo però sinistra con laicità o liberalismo.
ora pare che essere di sinistra corrisponda più o meno all'aderire ai temi che proponevano i radicali negli anni '70.
che infatti si sono poi dimostrati essere poi tutt'altro, cioè non appartenenti al pensiero politico anti-capitalista o marxista e del tutto funzionali invece all'individualismo di stampo americano che sostituisce la battaglia contro lo sfruttamento e il profitto con quella per i diritti civili.
su questa questione a mio parere la cosiddetta sinistra italiana si è giocata tutta la sua credibilità negli ultimi decenni divenendo di fatto anti-clericale e borghese ma perdendo il consenso delle classi più basse trasferitosi bellamente a Berlsuconi.
il quale dovrebbe ringraziare Mattarella proprio per quella legge che gli permise di costruire il suo progetto politico e di vincere due o tre volte le elezioni.
quanto al presidente in Italia (così come in Grecia) non si muove niente senza il consenso dell'esercito.
dunque abbiamo un altro bel militarista come presidente, che fece bombardare, insieme a D'Alema (guarda caso) Serbia e Kossovo senza il consenso dell'ONU, abolì la leva favorendo l'esercito professionale che de facto è diventato il modo per aggirare l'articolo 11 della Costituzione e permettere le cosdiddette "missioni di pace" (peraltro pesantissime per il bilancio dello stato, a scapito di altre cose, come ben sappiamo) e in ultimo è andato alle Fosse Ardeatine a invocare subito la "guerra contro il terrore" che non c'entra una mazza col massacro di 300 civili eseguito da un esercito occupante come rappresaglia nei confronti di un attentato compiuto da alcuni che allora quello stesso esercito chiamava appunto terroristi.
dunque zero in storia, anche.

lunedì, 02 febbraio, 2015

 
Blogger Fabio said...

La farneticazione sul terrorismo alle Fosse Ardeatine e' stato il peggior inizio possibile, in linea con le posizioni guerrafondaie di uno che ha sempre negato gli effetti nefasti dei bombardamenti all'uranio, e evidentemente e' ormai affetto da arterio galoppante.

Il senso del mio post non voleva pero' essere un attacco personale a Mattarella. Volevo piuttosto esprimere la distanza del palazzo dalla realta' che vedo ogni volta che torno in Italia: per dire, dall'ex ceto medio che e' ormai costretto a procurarsi pasti e vestiti alla Caritas.

E i parassiti sociali della moribonda sinistra italiana, in questo clima, si mettono ancora una volta a 90, tutti belli sorridenti e non si capisce perche'.

Questa casta di merda va spazzata via, dal primo all'ultimo. Con questa sinistra di morti sorridenti che un giro al mercato non lo fanno da 20 anni non si puo' che perdere, indipendentemente dal fatto che l'Italia sia un Paese di centro-destra cattolico o meno.

lunedì, 02 febbraio, 2015

 
Blogger prospettive musicali said...

È giustissimo non confondere sinistra con laicità o liberalismo ma non era quella la mia intenzione: quello che dicevo è che l’idea che gli italiani siano in maggioranza cattolici di centrodestra mal si concilia con gli esiti di quei referendum, che poi — a ben vedere — non furono tutti referendum radicali né videro sempre i radicali schierati dalla stessa parte.
Il fronte pro-divorzio fu ben più ampio dei soli radicali (comprendendo anche socialisti, liberali, repubblicani e Pci, anche se inizialmente una parte del Pci era orientata — già allora — alla trattativa con la Dc).
Il referendum per l'abrogazione di parte della legge 194 fu addirittura promosso dal Partito Radicale, cui si aggiunsero i fondamentalisti cattolici proponendo di abrogare altri articoli della stessa legge: ne uscirono sconfitti sia i radicali sia i fondamentalisti cattolici e la 194 rimase in vigore, salvo poi essere sabotata dall’obiezione di coscienza ecc. ecc.
Nonostante i radicali fossero invece contro il nucleare, mi riesce un po’ difficile considerare estraneo al pensiero politico anticapitalista l’antinuclearismo.
Sulla privatizzazione dell’acqua (e in genere delle risorse pubbliche) direi che le posizioni siano piuttosto chiare: capitalismo e libersimo sono per le privatizzazioni a oltranza, mentre la sinistra (quando esiste) è sul fronte opposto. Non a caso non fu un referendum promosso dai radicali, che anzi non diedero neppure indicazioni di voto.
Dunque non mi sembra che si possa identifcare l’orientamenteo di voto degl italiani in quei quattro referendum con «l'individualismo di stampo americano che sostituisce la battaglia contro lo sfruttamento e il profitto con quella per i diritti civili».
Noto anche che mi devo essere perso qualche puntata della telenovela della sinsitra italiana, perché non ricordo di averla vista schierata su posizioni anticlericali ma neppure minimamente laiche.
Se anche fosse (???), non credo proprio che abbia perso il consenso delle classi più basse perché anticlericale.
Su tutto il resto vi do ragione.
Ciao
Alessandro

lunedì, 02 febbraio, 2015

 
Blogger Fabio said...

E' un discorso interessante.

Parecchi anni fa, saranno quasi una ventina, mi trovai bloccato da una nevicata in una lounge Alitalia con Marco Pannella. La prolungata attesa dei nostri voli si risolse in una lunga discussione durante la quale mi disse che interpretando i referendum da una prospettiva di sinistra ero proprio fuori strada, dato che la radice politica dei referendum radicali era liberale. Aggiunse che il PCI cerco' sempre di mettergli il bastone tra le ruote (e mi fece molti esempi che ora non ricordo proprio piu').

Io credo che il valore chiave della sinistra sia l'uguaglianza: dare a tutti le stesse possibilita', gli stessi servizi e gli stessi diritti.

Ma farei fatica, come Pannella mi confermo', a considerare il referendum sul divorzio un'iniziativa di sinistra.

L'antinuclearismo appartiene al pensiero ambientalista: non devo necessariamente essere di sinistra per oppormi alle centrali nucleari.

Con l'eccezione di quello sull'acqua pubblica, tutti gli altri referendum non possono secondo me essere usati per confutare la tesi di Davide. Ne e' prova il fatto che la sinistra, quella vera, in Italia non si sta muovendo da anni da una nicchia del 4 - 5% di elettori.

martedì, 03 febbraio, 2015

 
Blogger prospettive musicali said...

Non sono del tutto d’accordo: se è vero che (con l'eccezione di quello sull'acqua pubblica) i referendum citati non aveva necessariamente una radice politica di sinistra, è altrettanto vero che certamente non ne avevano una di centrodestra, tanto che destra e centrodestra votarono contro in tutti e quattro i casi, divorzio compreso (contro il divorzio si schierarono la Dc e i fascisti dell’Msi).
Come dicevo, l’abolizione di parte della legge sull’aborto fu propugnata proprio dai radicali ma anche in quel caso la sconfitta fu netta e mostrò uno scollamento molto forte tra i partiti di centrodestra (tutti schierati contri la 194) e l’elettorato, il quale votò contro l’abolizione della legge con queste cifre: 3.588.995 favorevoli alla proposta dei radicali contro 27.395.909 contrari, e 10.119.797 favorevoli alla proposta dei fondamentalisti cattolici (abrogazione di altri articoli della stessa legge) contro 21.505.323 contrari. Dunque anche qui, come sul divorzio, non sarà per forza un voto di sinistra ma non è proprio possibile usarlo per confermare la tesi di Davide.
Infine, sì, non si deve necessariamente essere di sinistra per opporsi alle centrali nucleari ma sta di fatto che il centrodestra è invece sempre stato favorevole alle centrali nucleari.
Ho l’impressione che gli esiti elettorali della "sinistra, quella vera” (anche se faccio fatica a vederne una in Italia negli ultimi anni) dipendano più da una sua incapacità di parlare alle persone e di proporre loro programmi e candidati credibili che da un orientamento ineluttabilmente “cattolico di centrodestra" dell’elettorato, facile scusa usata da tutti i vari fautori dei governi di larghe intese.
Alessandro

martedì, 03 febbraio, 2015

 
Blogger Fabio said...

I referendum riguardano questioni specifiche, e infatti molti elettori del centro-destra (all'interno del quale includo il PD) hanno voltato le spalle, su quelle questioni, ai loro partiti di riferimento, come i numeri che citi dimostrano.

Sono pero' tornati docilmente all'ovile quando si e' trattato di eleggere la classe dirigente del Paese. Altrimenti non si spiegherebbero il successo elettorale ripetuto di Berlusconi e quello di Renzi, che hanno confermato anche in tempi recenti l'orientamento di centro-destra dell'elettorato italiano.

Io non sono sicuro che la Chiesa abbia oggi lo stesso potere di condizionamento delle coscienze che aveva ai tempi dei nostri nonni, ma quel potere non e' stato sostituito da logiche solidaristiche "di classe", ma piuttosto da un'atomizzazione sociale portata alle estreme conseguenze.

"They say the working class is dead, we are all consumers now" cantava chi sai bene. Molti a quel messaggio che si affermo' negli anni '80 credono ancora, nonostante ogni evidenza contraria.

E' grazie a quel messaggio illusorio che ha distrutto la coscienza (e l'orgoglio) di classe che oggi un 1% si e' arricchito al di la' di ogni logica e il restante 99% fatica a arrivare alla fine del mese anche a costo di tante rinunce.

E la presa d'atto di questo non si sta trasformando in svolte radicali come quella che e' avvenuta in Grecia e che, speriamo, avverra' presto in Spagna.

Quel futuro non lo stiamo nemmeno preparando. C'e' un senso di profonda ignavia, di stanchezza, che impedisce l'affermarsi di una resistenza sociale, collettiva.

E' un fenomeno singolare, che affonda le radici secondo me in una cultura fatta di individualismo e scaltrezza anziche' di solidarieta' e aiuto reciproco.

In questo senso faccio fatica a non notare un orientamento culturale nella popolazione che ha permesso, appunto, l'affermazione delle larghe intese (nel nome, perche' di fatto sono tutti governi di destra, e senza una reale opposizione di sinistra).

martedì, 03 febbraio, 2015

 
Blogger prospettive musicali said...

Fabio dice: «Io non sono sicuro che la Chiesa abbia oggi lo stesso potere di condizionamento delle coscienze che aveva ai tempi dei nostri nonni».
Non so se si tratti di coscienze o convenienze o volontà renziana di compiacere l'alleata Compagnia delle opere ma il potere di condizionamento della Chiesa è ben saldo, come dimostrano le centinaia di milioni di euro dei contribuenti che la riforma rienziana della scuola regala alle scuole private in aggiunta alle centinia di milioni (sempre dei contribuenti) che già ricevono grazie ai governi precedenti...
Alessandro

sabato, 14 marzo, 2015

 

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