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Osservazioni e ascolti

venerdì 29 luglio 2005

Quello che non ho (contiene: riceviamo e volentieri pubblichiamo # 2)


Ci scrive un noto musicista italiano:

"Ieri sono andato a vedere una mia ex fiamma nella sua nuova casa vicino lugano. 600 franchi al mese per una casa di 3 piani in sasso, pavimenti in legno.. guarda una cosa fantastica. vivono tutti insieme e hanno fatto una band, lei con i suoi due ex fidanzati, davvero bello".

Scriveva un noto scrittore italiano:

"Leo cammina solitario lungo i portici del paese. E' costretto a salutare quasi ogni persona che incontra, poiché conosce tutti e tutti lo conoscono. Non si ferma, fa un breve cenno del capo agli amici di suo padre, alle amiche di sua madre, a qualche parente, ai fratelli o alle sorelle degli amici, alle commesse dei negozi del centro, all'orologiaio, al barista, al farmacista, a un suo professore di liceo, al suo vecchio allenatore di basket, al vicesindaco, all'impiegato della biblioteca comunale, a un gruppo di ragazzini di un complesso rock, a una sua compagna di scuola, alla madre di questa compagna che segue a distanza di qualche metro".

Cioe', ecco, queste sono cose che mancano qui a Londra. Non ci sono case di pietra da affittare per 600 franchi, non si incontrano i volti che fanno parte della nostra storia personale.

Questo per rispondere a chi qualche post fa mi chiedeva cosa mi manca da queste parti.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo


"Amici blogghers... Il demo degli Arctic Monkeys (nuovi su Domino!) è free for all. Se vi interessa linkarlo fate pure! Baci Teo

http://www.dominorecordco.com/site/downloads/Arctic_Monkeys/01Dancing_sh
oes_demo.mp3
http://www.dominorecordco.com/site/downloads/Arctic_Monkeys/02I_Bet_You_
Look_Good_On_The_Dance_Floor_Demo.mp3
http://www.dominorecordco.com/site/downloads/Arctic_Monkeys/03Mardy_bum_
demo.mp3
http://www.dominorecordco.com/site/downloads/Arctic_Monkeys/04Scummy_dem
o.mp3"

mercoledì 27 luglio 2005

London Calling tune # 3


[Da due giorni non riesco ad accedere a Blogger... Non so di cosa si tratti, so che altre persone pubblicano senza problemi, forse e' solo il mio computer... Se scrivo meno sapete perche'... Questo post l'ho scritto ieri ma riesco a pubblicarlo solo ora].

Ieri e’ stata una giornata fatta di piccoli magici dettagli.

Alla lezione di meditazione eravamo solo in due. E sono riuscito a stare in contatto con me stesso tutto il tempo, ascoltando il mio respiro senza distrazioni, sentendo tutte le mie funzioni vitali rilassarsi, distendersi, in quell’atmosfera sospesa da qualche parte nel tempo e nello spazio.

Al lavoro il telefono e’ suonato pochissimo, e cosi' sono riuscito a scrivere quel rapporto di ricerca sul quale stavo cercando di lavorare da almeno una settimana, e che avevo sempre dovuto rimandare a causa di urgenze dell’ultimo minuto.

Poi sono andato a vedere una casa e mi e’ proprio piaciuta, con il suo terrazzo sul tetto pieno di piante, un bello spazio per pensare. Se diventera’ la mia casa e’ presto per saperlo, ma a un certo punto, mentre guardavo l’esterno, mi si e’ avvicinato uno scoiattolo, ci siamo sorrisi e mi ha dato il benvenuto nella zona (sono sicuro che e’ cosi’).

Verso sera sono andato a nuotare, e miracolosamente ho avuto una corsia tutta per me per tutto il tempo. Non succede mai. Ho potuto davvero sentire l’acqua, il suo suono, la sua trasparenza, il suo contatto. Seguire i miei ritmi, i miei tempi.

Arrivato a casa, mentre stavo cucinando, ho messo nel lettore “
The music from drawing restraint 9”, colonna sonora dei preziosi tableaux vivants di Matthew Barney.

“After doing the research with all the vocals on Medúlla, I was very curious to take that further to a place that was not narrative. Then, when Matthew explained that the film happens on the ocean, I was curious to make vocal patterns that were sort of oceanic”.


C’e’ a un certo punto questa traccia che si intitola “Ambergris march”, sospesa tra una composizione per sho e throat singing e un’acrobazia vocale che sembra uscire da Medulla, o forse dai dischi di
Cathy Berberian e Joan La Barbara.

E’ fatta di nulla, clavicembalo che dialoga con campanelli e glockenspiel. Accarezza, addolcisce, ammorbidisce i pensieri. E’ risuonata nella mia mente e nel mio cuore ben oltre la fine del disco. Ha accompagnato il mio sonno, mi ha dato il buongiorno stamattina quando ho aperto gli occhi.

lunedì 25 luglio 2005

Fabio, ma come fai a parlare nello stesso post di Greg Shaw e di Genesis P. Orridge, domandavano confusi i lettori del blogghino



"Dig!" non e' affatto male (e infatti imdb gli da' un bell'8 pieno), specie se visto in un piovoso pomeriggio londinese, che mi ha colto fondamentalmente impreparato (avevo solo una maglietta, un paio di jeans e le mie inseparabili All Star, il tutto zuppo di pioggia).

Commovente rivedere Greg Shaw, e incredibile ascoltare dalla viva voce di Genesis P. Orridge (parola!) che adora loro e loro (questi ultimi molto amati anche da Patti Smith, mah)!

Il film mi ha fatto pensare tutto il pomeriggio. Il mio rapporto con una vita rock'n'roll oscilla tra desiderio e distanza, senza trovare una via di mezzo accettabile. Dipende dal giorno, dall'ora del giorno, dalle persone che incontro, dalla musica che ascolto. Vengono giorni rock'n'roll e altri da libro letto in silenzio sorseggiando una tisana alla menta guardando la pioggia fuori dalla mia finestra. Pero' se faccio un bilancio, i giorni da libro letto in silenzio sono sempre di piu' a ogni anno che passa. E cosi' i dischi che compro. E in compenso i concerti ai quali vado sono sempre meno.

Cambia solo il mio modo di sentire musica o cambia il mio modo di "vivere il tempo"? Perche' non sono diventato Greg Shaw? Perche' non sono diventato Genesis P. Orridge?

Oppure anche Greg Shaw e Genesis P. Orridge bevono (bevevano nel caso di Greg) tisane alla menta guardando la pioggia in silenzio?

[Dopo aver riletto questo delirio di post, non mi stupisco piu' del fatto che il mio blog e' uno dei meno letti della rete! Ma a chi freghera' qualcosa di cio' che ho scritto?]

Cerchi


"In the southern emisphere of our planet
there exists a fairly common species of migratory birds
which propagate so quickly
that only a ruse of nature safeguards us from a horrendous nightmare.

Each year they darken the heavens above North Africa
where they gather for their passage across the Atlantic ocean.
Only one tenth of them reaches South America,
the others falling dead from exhaustion
into the middle of the sea
at the point where scientists assume that millions of years ago
the great land mass broke apart into two entirely separate continents.

The birds begin to circle frantically
seeking their land there where it no longer exists.
Their instinct preserved over millions of years
guiding them to their exhausted death.

Only the most insensitive reach the shore".


Lo ha scritto lei, e mi ha fatto molto pensare. Perche' anch'io sto volando intorno, cercando qualcosa che non c'e'. Proprio come diceva lui:


"Eri convinto di esserti mosso
ma stavi soltanto girando intorno".


Scritto stamattina, ma pensato ieri sera dopo una telefonata nella quale si parlava di andarsene, muoversi di qui, tornare a Milano, a Torino... Per cercare? Per trovare? Per ri-trovare? Cosa?

venerdì 22 luglio 2005

Esistono buone ragioni per non farsi esplodere nei treni della metropolitana e sugli autobus

Ieri sera ero qui, a una private view della sua mostra. A un certo punto ho visto questo quadro e mi sono fermato, istintivamente. Quello che vedete e' un vecchio autobus, e sull'autobus ci sono delle persone. Una signora con la borsa della spesa, un lavoratore, una mamma con bambino, un ricco signore, una ragazza vestita elegantemente all'europea. Sono sicuro che i ragazzi disperati che hanno cercato di farsi esplodere ieri sul # 26 e nelle tre stazioni della metro, questo quadro non si sono mai fermati a contemplarlo.

Perche', ci pensavo proprio stamattina, scendendo le scale della stazione di Shepherd's Bush e poi sul treno della Central line che mi portava al lavoro, sui mezzi pubblici si incontrano tutti i giorni tante vite, tante storie che si incrociano per pochi minuti. E io vorrei conoscerle queste storie, ascoltarle, capirle. E proprio non riesco a comprendere chi sogna di interromperle o di cambiarle per sempre.


PS: la mostra e' davvero molto bella. Arrivato nell'ultima sala, di fronte a quadri come questo, il mio player interiore (come l'ha chiamato ieri Giuseppe) ha iniziato a suonare la loro "I am the black hole of the Sun", spruzzando la mia mente di intensi colori psichedelici. Poi Harriett ci ha fatti salire al settimo piano e ci siamo messi a contemplare il tramonto sul fiume, la luce che cambiava ad ogni istante, bevendo tisane e cioccolate. Ed e' stato proprio un bel modo per concludere un Giovedi' di tensione qui a Londra, rilassando pensieri e preoccupazioni

PPS: pochi minuti fa hanno chiamato in rapida sequenza Silvia Giacomini, Michele Migone e Claudio Agostoni per chiedermi interventi giornalistici per la radio. Per chi e' interessato e ha tempo di ascoltare: Claudio mi intervista Domenica mattina alle 11.30 e Silvia Lunedi' mattina alle 9.05 (ora italiana).

giovedì 21 luglio 2005

Fabio, ma perche' ti lamenti sempre, siamo stanchi dei post con questo tono lagnoso, dicevano a gran voce i lettori del blogghino


"That's what true art is supposed to be about: self expression. Whatever is going on in my life at the time, I'll write about it".

Lo ha detto lei in un'intervista uscita qualche giorno fa su Time Out.

L'ho letto e non ho potuto non domandarmi: di che cosa potrei scrivere di questi tempi? Niente, non sta succedendo niente. Vuoto, piattume, nulla. A livello emotivo intendo, perche' poi di cose ne succedono, anche troppe. Ma non quelle delle quali scrivere in questo spazio. In altre estati, il blog sarebbe stato pieno di risate e pianti, parole dette sottovoce e urlate.

Quest'estate invece no. Le parole sono dette con cadenza monotona (o non dette affatto, solo pensate tra me e me), le risate e i pianti appartengono al passato.

Mancano idee, scintille colorate, e quasi mi sento in colpa, perche' adesso che potrei scriverle e condividerle proprio non arrivano.

Andate a leggere qualche altro blog, e tornate tra un po', sperando che vada meglio. Datemi un po' di tempo.

Oppure, ancora meglio, se potete fate succedere qualcosa di bello e memorabile e rivoluzionario, che mi faccia ricordare questa estate negli anni a venire.

PS: pero' la Simo ieri aveva ragione, io le emozioni le aspetto ma mica le vado a cercare. Perche' poi che io le ami davvero le emozioni e' tutto da vedere.

mercoledì 20 luglio 2005

"Stai attento a quello che cerchi, potresti trovarlo"


Letta stamattina nella metro e mi ha fatto pensare, oh se mi ha fatto pensare.

martedì 19 luglio 2005

Come sara' il prossimo disco delle Coco Rosie, si domandavano i lettori del blogghino

Credo ottimo, dopo aver visto il concerto di Sierra e Bianca. Pieno di arpe e violini, un po' diverso da "La maison de mon reve". Violino che qui a Londra ha suonato lui.

PS: Sierra si e' dimostrata ancora una volta piu' simpatica di Bianca, piu' sorridente e comunicativa. Bianca a me non e' molto simpatica, non so che ci trovi Devendra, mah.

lunedì 18 luglio 2005

London Calling tune # 2



Ed eccola la canzone dell'estate 2005. Si intitola "Lesson no. 1". Lo so che le radio che contano non la trasmetteranno mai, ma davvero, quante volte capita di sentire una canzone cosi' piena di Sole, indolente al punto giusto, e che ripete "So keep your head up, things are alright" fino a farci pensare che sia proprio cosi'? E i Viva Voce li passano anche loro, per cui viene da pensare che il loro spirito indie sia ancora integro.

Di canzoni come queste ve n'e' un gran bisogno. Scrivetene di piu', o voi musici!

PS: l'etichetta del disco dal quale e' tratta London Calling tune # 2 si chiama Minty Fresh, e adesso trovatemi un nome migliore per una indie!

London Calling tune # 1



London Calling tunes, ovvero i branetti che non possono mancare nell'ipod dei lettori del mio blogghino.

Si inizia con lei, che arriva da qui ed e' il punto d'incontro esatto tra PJ Harvey e Nina Nastasia. E infatti al gestore di questo blogghino piace assai.

"One day" parla di sogni che forse, un giorno, si realizzeranno. Ma e' un brano cosi' bello e poetico che puo' diventare colonna sonora di quelle giornate proprio perfette e rilassate come e' stata questa Domenica per me e per un po' di persone attorno a me, a sentire i loro racconti stamattina.

E nel disco di esordio di Petra Jean Phillipson trovate anche una versione splendida di "Into my arms", proprio il brano di Nick Cave.

venerdì 15 luglio 2005

London Calling 5: 1) le 5 canzoni piu' belle della prima meta' del 2005

Dicono che penso troppo e forse e' un po' vero, perche' infatti continuo a cambiare idea sull'organizzazione dei post del mio blog. Ho iniziato mettendo titoli, poi titoli e data, poi data e basta e infine solo titoli di nuovo. Adesso mi e' venuta l'idea di introdurre alcune rubrichette fisse. Niente di troppo originale (non sia mai!), anzi la prima rubrichetta e' qualcosa che iniziai a fare all'inizio dell'anno, la solita classifica delle 5 cose piu' qualcosa, tipo le 5 migliori canzoni da ascoltare in una giornata di pioggia, i 5 luoghi ai quali sono piu' legato in questa citta', i 5 dolci che preferisco, ecc.

Cominciamo oggi con le 5 canzoni piu' belle della prima meta' dell'anno (in ordine di pubblicazione):

1) LAURA VEIRS Up the river (da The triumphs and travails of orphan Mae, Raven Marching Band re-issue). Le canzoni folk gotiche di Laura Veirs sono irresistibili e questa ha un fascino selvatico, con quella chitarra acustica accompagnata da note sparse di violino. Roba da "la febbre dell'oro", ma modernizzata al punto giusto

2) ANTONY & THE JOHNSONS Hope there's someone (da I am a bird now, Secretly Canadian/ Rough Trade). Inizia come una torch song bella ma gia' sentita, ma a un certo punto capita qualcosa di drammatico, emotivamente devastante e l'atmosfera attorno a noi si trasforma. Tele lacerate, barattoli di colore rovesciato, lacrime, sangue

3) EELS From Which I Came/ A Magic World (da Blinking lights and other revelations, Vagrant). O "In the yard behind the church"? Fate voi. La prima e' inno alla nascita, sorpresa, abbandono di un mondo fantastico al quale pero' un giorno torneremo. La seconda e' la piu' dolce, delicata, disperata canzone d'amore dell'anno

4) RYAN ADAMS & THE CARDINALS Meadowlake street (da Cold roses, Lost Highway). Inizia sottovoce, parla di un acero sotto il quale sdraiarsi a contare le stelle nelle notti estive. Piu' Neil Young di Neil Young, ma c'e' tutto questo tempo sospeso e poi quel finale inatteso, elettrico, che da' concretezza a una traccia fantastica di un doppio album che e' scrigno di pietre preziose

5) CHRIS HILLMAN Eight miles high (da The other side, Cooking Vinyl). Perche' Chris prosegue per la sua strada, suonando il bluegrass eterno che gli piace suonare, interrogando la sua anima e non dimenticando il suo passato. "Eight miles high" e' classico che si fa ancora piu' classico in questa versione solenne.

Ho dimenticato qualcosa? Aggiungete pure nello spazio commenti se vi va.

giovedì 14 luglio 2005

The wait


Oggi sono magicamente riuscito a non pensare a nulla.

Stavo aspettando Elisa, non Elisa l'amica di Aurelia ma Elisa l'amica di Francesca. Dovevo darle la mia guida Lonely Planet della Gran Bretagna, ma ci stavamo aspettando in due posti diversi e io nemmeno avevo il telefono con me. L'appuntamento me l'aveva dato lei nei giardino della Chiesa del Santo Sepolcro, proprio qui fuori, ma poi invece mi aspettava in un rudere di chiesa che c'e' un po' prima, sulla stessa strada, credendo che la Chiesa del Santo Sepolcro fosse quella.

Fatto sta che mi sono seduto su una panchina, una di quelle belle panchine di legno che ci sono qui nei giardini delle chiese, con la mia guida Lonely Planet in mano, ad aspettare. Fa caldo oggi a Londra, ci sono piu' di 30 gradi, ma su quella panchina all'ombra di un grande albero (che albero chiederete, ma purtroppo non li so riconoscere) si stava proprio bene.

La Chiesa del Santo Sepolcro e' su Holborn Viaduct, con tutto il suo traffico che rappresenta cosi' bene la frenesia della City. Davanti a me passavano senza interruzione file di autobus e taxi, e sul marciapiede signori accaldati in giacca e cravatta (la giacca e la cravatta d'Estate mi danno un'idea di sporco, di sudore rappreso che questi poveretti trasportano da una riunione all'altra), ragazze carine, polizia a gruppi di due o tre.

Elisa non arrivava, e infatti stava aspettandomi al rudere di chiesa piu' avanti, e io stavo li', con i pensieri sospesi, in quel tempo interrotto, a galleggiare nel nulla.

Al contrario di altre persone, io credo che aspettare abbia un suo strano, meditativo, inspiegabile fascino vagamente post rock. (Adesso pero' non approfittatene).

mercoledì 13 luglio 2005

Entrance



Cerco di distrarmi, di vivere normalmente.

Guardo gli autobus che passano a Ludgate Circus, strapieni al piano inferiore e vuoti a quello superiore.

Ieri la Central Line e' stata fermata per un pacco sospetto e la gente si e' dileguata in una frazione di secondo.

A Liverpool Street station vedo pannelli con foto e la scritta: "Have you seen them?". Tetre presenze che ci ricordano quello che vogliamo dimenticare.

Esco dalla stazione e mi dirigo verso Spitafields Market. Allo Spitz stasera suonano gli Entrance.

Il loro "Wandering stranger" suonava come la versione blues di Devendra Banhart ed era stato ospite parecchie volte nel mio lettore quest'Inverno.

Lo Spitz e' ancora quasi vuoto alle 9.30 quando Guy Blakeslee sale sul piccolo palco. Quaranta persone al massimo. Giri blues, voce che ricorda Tim Buckley, elettricita'. Lui non sembra il dandy sulla copertina di "Wandering stranger", ma un hippie provato da giorni di vita on the road. Poi, al secondo pezzo sale sul palco una graziosa presenza femminile. Suona campanellini, tiene il ritmo con i piedi e battendo i tasti di una vecchia macchina per scrivere.

Guy Blakeslee sembra distratto, svogliato. Pare di assistere a una prova. I musicisti si guardano, lui e' visibilmente innamorato di lei. Il pubblico e' come se non esistesse, non c'e' contatto, manca ogni tentativo di comunicazione. Guy chiede l'ora, si vede che non gli frega nulla di essere li' a suonare. Sciorina ancora qualche blues tirato per i capelli e poi, dopo i pochi applausi del pubblico, resta sul palco a scambiare effusioni con la ragazza.

Ce ne andiamo, sentendoci di troppo. Ma "Wandering stranger" resta un disco molto bello, sofferto, sincero.

Forse, soltanto, non era serata.

Esco e torno a Liverpool Street station. I cartelli "Missing" sono ancora li' e mi fanno ritornare al presente. Londra, Luglio 2005, neanche una settimana dopo gli attentati. Scendo in metropolitana. Mi guardo attorno, sospettoso, impaurito. Molte linee sono interrotte. Per arrivare a casa dovro' cambiare 4 treni.

Cerco di distrarmi, di vivere normalmente. Ma non e' facile.

martedì 12 luglio 2005

No blood for oil




Cara Myriam, grazie per il tuo commento al mio post precedente.

Faccio molta fatica a parlare di quello che e' successo, e di quello che vedo attorno a me in questi giorni, di questa concreta, palpabile tensione, nascosta tra le pieghe di una citta' che ha ripreso a vivere e a correre. Nascosta sotto le apparenze di una normalita' che e' solo di facciata.

L'inserto dell'Observer che ho linkato ieri fa capire bene che cos'e' un attacco terroristico, spiega il sangue, il dolore, la morte, le urla, i boati, il silenzio. Tutto questo e' avvenuto qui vicino, tutto attorno al luogo nel quale sto scrivendo.

In me si scontrano emozioni differenti, ma a farmi paura piu' di tutto non sono le bombe, non sono i terroristi, ma l'arroganza e la stupidita di chi ha portato a tutto questo, con le sue politiche di aggressione.

Questo qualcuno, il responsabile di quello che sta succedendo, ha un nome e un cognome: Tony Blair.

Quello che noi stiamo vivendo, il terrore di un nuovo attacco, le popolazioni dell'Iraq l'hanno vissuto prima di noi, grazie a quel pagliaccio tronfio che non ha ascoltato la voce del suo popolo e ci ha portato nella lurida guerra per il petrolio.

No blood for oil gridavamo in piazza, ricordi?, e quel grido oggi non potrebbe essere piu' attuale.

lunedì 11 luglio 2005

Prospettive Musicali

Tornato in una Londra ferita, militarizzata, irriconoscibile oggi. Parleremo di quello che e' successo, intanto vi invito a leggere il lungo articolo pubblicato ieri sull'Observer, un articolo che mette i brividi.

Per oggi mi limito a osservare il mondo attorno a me. Stasera sono a cena con un'amica che stava scendendo nella metropolitana a Russell Square quando c'e' stata l'esplosione.

Il terrore diventa concreto, vicino, tocca persone alle quali voglio bene.

Mi sono lasciato trascinare da quello che vedo attorno. Ma come detto, ne parleremo in un altro post. Questo non vuole essere altro che la playlist di Prospettive Musicali di ieri sera:


1) COLDER Losing myself (da Heat, Output 2005)
2) NLF 3 1.1 (da Part 1, Prohibited 2000)
3) NLF 3 2.2 (da Part 2, Prohibited 2000)
4) TEENAGE FANCLUB It's all in my mind (da Man-made, Pema 2005)
5) TORTOISE The lithium stiffs (da It's all around you, Thrill Jockey 2004)
6) TORTOISE TNT (da TNT, City Slang 1998)
7) TEENAGE FANCLUB Only with you (da Man-made, Pema 2005)
8) RACHAEL YAMAGATA Be be your love (da Happenstance, RCA Victor 2005)
9) RYAN ADAMS & THE CARDINALS Meadowlake street (da Cold roses, Lost Highway 2005)
10) RYAN ADAMS & THE CARDINALS Rosebud (da Cold roses, Lost Highway 2005).

domenica 10 luglio 2005

Prospettive Musicali

Due settimane senza poter accedere a un PC e di conseguenza un po' di ritardo nella pubblicazione della playlist di Domenica 26 Luglio. Gnop è stato più veloce di me, come sempre. Comunque eccola:

  1. CHRIS HILLMAN Eight miles high (da The other side, Sovereign Artists/ Cooking Vinyl 2005)
  2. EELS From which I came/ a magic world (da Blinking lights and other revelations, Vagrant 2005)
  3. EELS Dust of ages (da Blinking lights and other revelations, Vagrant 2005)
  4. HANK WILLIAMS Jambalaya (on the bayou) (da The complete collection CD 1 greatest hits, Spectrum 2005)
  5. HANK WILLIAMS You're gonna change (or I'm gonna leave) (da The complete collection CD 2 the live
    recordings, Spectrum 2005)
  6. HANK WILLIAMS I saw the light (da The complete collection CD 3 the many sides of, Spectrum 2005)
  7. HANK WILLIAMS Settin the woods on fire (da The complete collection CD 1 greatest hits, Spectrum 2005)
  8. CURE Play for today (da Seventeen seconds, Fiction 1980)
  9. CULT HERO I'm a Cult Hero (da I'm a Cult Hero 7", Fiction 1979, ora su CURE Seventeen seconds 2CD set, Fiction 2005)
  10. CURE Grinding halt (da Three imaginary boys, Fiction 1979)
  11. CURE In your house (da Seventeen seconds, Fiction 1980)