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Ambiente Uguaglianza Tempo

venerdì 14 settembre 2007

Le foto mosse sono le uniche davvero divertenti da scattare

[London Bridge station arches, Settembre 2007]

Martedi' sera, alla City University che e' sta a un minuto a piedi da dove abito, presentano i nuovi corsi serali e finesettimanali. La lista e' interminabile, piu' di 200. La scelta non e' semplice: ne seguirei almeno la meta'.

Dovendo scegliere, pero', credo che quest'anno ne faro' un paio. Un corso di francese, la lingua che considero piu' musicale di tutte. E un corso di fotografia.

Non ho mai seguito corsi di tecnica fotografica, e un po' mi spaventa seguire un corso di qualcosa che al momento per me non ha alcuna regola, e forse per questa ragione mi attrae tanto. La macchina fotografica l'ho sempre con me. Quando mi capita di annoiarmi, mi guardo attorno e scatto. Mi aiuta a vincere i tempi morti della giornata: quando aspetto qualcuno, o sono in una coda, o l'autobus non ne vuole sapere di passare, o il cielo si fa di un colore interessante, estraggo dalla borsa la mia leggerissima e ormai parecchio vissuta Ixus.

Anche l'idea di comprare una bella reflex mi attrae e mi respinge contemporaneamente. Non la potrei portare sempre con me, mi limiterei a usarla in determinate situazioni, magari mi perderei nei meandri di tutte quelle funzioni.

Forse non mi serve conoscere meglio la tecnica. Forse mi serve approfondire la capacita' di cogliere istanti. Forse, e' questa solo l'ennesima conferma, e' una trasformazione piu' profonda quella di cui ho bisogno.

10 Comments:

Blogger lophelia said...

Mi viene in mente quello che si diceva qualche tempo fa...la reflex è per l'analisi, la Ixus per la sintesi. Entrambe necessarie, forse in tempi diversi, a seconda anche di cosa si ha voglia.

venerdì, 14 settembre, 2007

 
Anonymous Mauro said...

Eh, unire tecnica e cuore credo sia la massima aspirazione in ogni campo, non trovi?

sabato, 15 settembre, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

l'occhio ormai te lo sei fatto alle mostre di pittura e scultura, nei paesaggi urbani ed extra- di mezzo mondo, sulle facce di un'altra metà...
Educare la mano non fa male di sicuro, conoscere la tecnica non limita la creatività, casomai il contrario.

Auro

lunedì, 17 settembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Lophelia -

Proprio cosi'. Pero' devo passare dalla sintesi all'analisi, una sorta di percorso inverso, un risalire la corrente. Forse mi aiuterebbe a capire perche' sono attratto da certi soggetti, situazioni, colori, tempi. Ho l'impressione che sia un'analisi non solo tecnica. Che paura.

Mauro -

Vero, anche se Eric Berne sosteneva che i bambini perdono la capacita' di vedere e sentire davvero la natura nel momento in cui la natura viene classificata. Quindi si', ma bisogna trovare un equilibrio, il punto in cui la tecnica e' asservita al cuore e non viceversa.

Auro -

Grazie anche a te per la tua opinione da fotografo. A proposito, io mi ricordo di te grande esperto nell'uso di reflex analogiche. Poi che e' successo? Hai una bella digitale? Un Flickr?

lunedì, 17 settembre, 2007

 
Blogger Andrea said...

sottoscrivo auro e, come diceva uno che non mi ricordo:
"come si diventa esperti di arte?" "semplice, basta guardare un milione di quadri"

lunedì, 17 settembre, 2007

 
Blogger cassandra said...

capisco che il corso spaventi un po', ma l'acquisto della reflex no, vedrai quanto ti ci diverti poi. Io sono messa al contrario: ho sempre fatto foto con una vecchia reflex solo manuale e adesso che ho sempre con me la digitale e vorrei cogliere gli attimi mi sento del tutto incapace.
Buon divertimento comunque!

lunedì, 17 settembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Andrea -

Beh, con la musica in effetti funziona cosi' no? Mi pare di capire che finalmente e' avvenuto un ricongiungimento familiare li' al Nord, ma fatemi sapere la prossima volta che tornate da queste parti.

Cassandra -

Ma non sorge poi anche un problema logistico con la reflex? Mica puoi portarla sempre con te, e in alcuni ambienti non la lasciano proprio entrare (concerti, ecc.). Il consiglio che ti posso dare per cogliere gli attimi e' fare tante foto, ma proprio tante tante. Quelle che in teoria sono sbagliate
risultano poi in pratica le migliori. A me capita spesso cosi'.

lunedì, 17 settembre, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

ho ancora la mia vecchia reflex manuale senza flash, però non la uso praticamente più. Non ho più voglia di svilupparmi ed intelaiarmi le dia. Uso una piccola Sony compatta, ma confesso che non la porto sempre con me.
E' vero che le reflex ingombrano, però mi ricordo che portavo tutta l'attrezzatura compreso il cavalletto anche quando giravo con lo zaino in spalla. Gli obiettivi moderni pesano molto meno, quindi nessuna scusa. Almeno quando vai in viaggio, o durante i weekend.
Quanto a me, aspetto che scendano ancora un pò i prezzi.
ciao
Auro

lunedì, 17 settembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Non ti capita mai di vedere una persona e riconoscerti istintivamente, anche se non hai mai scambiato con questa persona una sola parola? Un po' come pensare: ecco, se non fossi io sarei lui. A me ogni tanto capita. Per esempio stamattina, come tutti i Martedi' quando esce, mi sono messo a leggere Time Out nel giardino tranquillissimo della chiesa di San Bartolomeo. A un certo punto e' passato davanti a me questo Fabio, e l'ho guardato mentre si avvicinava alla chiesa. A quel punto ha estratto dalla sua borsa una bella Reflex, l'ha manovrata un po', e poi ha scattato. Un segno del destino proprio.

martedì, 18 settembre, 2007

 
Blogger titty said...

ciao, è molto bello il francese io l'ho imparato meglio dell'inglese a scuola..!!! io invece continu ad andare a lezioni di inglese uffa..prima o poi lo imparerò bene!!!

venerdì, 21 settembre, 2007

 

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