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Osservazioni e ascolti

mercoledì 9 dicembre 2009

L'uomo piu' felice del mondo

Come fece tempo fa l'ottimo Borguez, anche io mi vieto di tentare una qualsiasi descrizione di Glitter and doom live, e piu' in generale di Tom Waits.

Osservo pero', ancora una volta ascoltando smarrito quella sua voce impossibilmente sgangherata e ispida, mentre apro a caso la biografia scritta da Barney Hoskyns e leggo che Tom ha una volta dichiarato I enjoy being puzzled and arriving at my own incorrect conclusions, che i cantautori nord-americani che hanno scritto il loro nome nella storia dell'arte di tutti i tempi (Woody Guthrie, Bob Dylan, Lou Reed, Leonard Cohen, Neil Young, Patti Smith e Tom Waits) hanno in comune tra loro l'appartenenza alla migliore letteratura americana, della quale sono probabilmente gli ultimi legittimi discendenti.

Walt Whitman, Ralph Waldo Emerson, Henry David Thoreau, Jack London, Henry Miller, Jack Kerouac. Tratto comune, un istinto libertario messianico e incontrollabile, vita a rotta di collo, col fiatone, fatta di esperienza e saper vivere piu' che di arte e intelletto. Vento tra i capelli e dirty boots. Polvere e sangue. Correre sempre piu' a Ovest, fino a dove la strada finisce e davanti a te hai solo il ruggito dell'Oceano blu. Cadere, rialzarsi, cadere ancora, e sentire tutta la vita del mondo che scorre come un fiume in piena. Luci che sfrecciano nella notte, poi solo un tetto di silenzio e stelle.

Come il cinema di Gus Van Sant e Jim Jarmusch, come le poesie di Jim Carroll e la fiction di JT Leroy, la musica di Tom Waits sa terrenamente farci vedere le cose per quei serpenti velenosi che sono e contemporaneamente elevarci al di sopra delle macerie riaffermando un incontenibile amore per la vita.

Perche' come ebbe a dire una volta proprio Henry Miller (Tropico del cancro, 1934): sono senza denaro, senza risorse, senza speranze. Sono l'uomo piu' felice del mondo.

9 Comments:

Blogger Myriamba said...

mi chiedo se a fine anni 70 Miller fosse ancora felice...

IL MAESTRO TOM WAITS
IL MAESTRO TOM WAITS
IL MAESTRO TOM WAITS
OHHHHHHHHHHHHHHHHHH.........

giovedì, 10 dicembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

Uno dei pochi autentici beatnik dei giorni nostri.
Ottima descrizione, caro Fabio.

Un saluto hipster:
« La Beat Generation è un gruppo di bambini all'angolo della strada che parlano della fine del mondo »
(Jack Kerouac)


Costantino

giovedì, 10 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Myriam -

Io credo di si'. Finalmente poteva pubblicare quello che voleva senza tanti problemi.

Costantino -

I belong to the beat generation
I can take it or leave it each time...

O quella era un'altra? ;)

giovedì, 10 dicembre, 2009

 
Blogger lophelia said...

Questo post mi ha fatto venir voglia di oceano.
Vietandosi di tentare di commentare Tom Waits, ovviamente.

giovedì, 10 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Un po' tipo scena finale di Rumble fish?

venerdì, 11 dicembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

ehehehe, bello e sottovalutato quel film...

JC

venerdì, 11 dicembre, 2009

 
Blogger Myriamba said...

MADONNA CHE FILM!

venerdì, 11 dicembre, 2009

 
Blogger Andrea said...

tom waits decisamente all'estrema destra della "long tail" di anderson

venerdì, 11 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

JC e Myriam -

Lo vidi quando usci' e me lo ricordo come l'avessi ieri. In genere, i film che ho visto ieri li ricordo come se li avessi visti nel 1983. Quindi si', un film che rimane impresso. E la colonna sonora, chi se la dimentica piu'?

Andrea -

Estrema destra no dai, quella e' occupata dalle ristampe su vinile della Sunbeam e della Yoga. Diciamo che e' sicuramente nell'80% della long tail secondo Pareto.

(Che blog nazional-popolare questo Engadina Calling).

venerdì, 11 dicembre, 2009

 

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