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Osservazioni e ascolti

lunedì 7 dicembre 2009

Surveillance is their busy work

Sabato mattina sono stato fermato, perquisito e schedato (sulla base delle severe norme anti-terrorismo fortemente volute da Tony Blair) da un solerte poliziotto, mentre scattavo una fotografia all'esterno di una galleria di Mayfair. Il paradosso consiste nel fatto che all'interno della galleria, la Spruth Magers, e' in corso una personale di Barbara Kruger, che sulle tematiche della sorveglianza, del controllo e del conflitto sociale ha costruito il suo percorso artistico.

La mostra e' piccola, ma straordinariamente coinvolgente (immagino anche perche' la schedatura poliziesca mi aveva messo nell'umore giusto per comprendere fino in fondo gli slogan dell'artista americana). Sono tutti lavori di piccole dimensioni, costruiti su fotografie trovate sulle quali sono sovraimpresse scritte che fanno pensare a una dimensione conflittuale tra individuo e convenzioni sociali, specie afferenti alla sfera del consumo. Anche per questo, i primi riferimenti che vengono alla mente sono quelli con i collage dadaisti e le performance situazioniste.

Paradossalmente, e non sono mai riuscito a spiegarmi la dinamica che ha fatto avvicinare i due soggetti, qualche anno fa la Kruger ha accettato di collaborare a una controversa campagna pubblicitaria di Selfridges, che usava sarcasticamente sentenze quali Buy me I'll change your life e You want it you buy it you forget it. Immagino che non tutto il pubblico del department store abbia colto l'ironia, e peraltro i collage anti-consumisti della Kruger passano di mano per cifre che superano facilmente i 50 mila dollari.

La mia giornata Barbara Kruger si e' conclusa degnamente alcune ore dopo a South Kensington. Cammino verso l'Istituto Culturale Francese, immerso nei miei pensieri. Poco davanti a me cammina una donna molto magra. Apre la porta dell'istituto e mentre sto per passare me la chiude violentemente addosso. Poi la riapre e si mette in mezzo, a sbarrarmi il passaggio. La guardo e vedo che ha tutto il volto graffiato e gli occhi azzurri di ghiaccio, sgranati e spiritati. Resta ferma a guardarmi con aria di sfida, e poi scandisce, ma come un sibilo, la frase I do not obey. Molto Barbara Kruger, infatti.

[Questo post verra' raccontato ad Alaska, su Radio Popolare, Martedi' 22 Dicembre a mezzogiorno e poi in replica alle 21].

16 Comments:

Anonymous Marco Reina said...

Ti svelo l'arcano: la donna che ti ha sbarrato il passo a SK era...Barbara Kruger!
Lo so bene; e' stato un amico (che mi ha confessato l'episodio) - violento e manesco - a graffiarle il viso durante un gioco tra adulti in cui lei rifiutava di farsi sottomettere.
(Fantasia o realta'? E' importante distinguere?)

martedì, 08 dicembre, 2009

 
Blogger Myriamba said...

ma che droghe prendete tutt'e due? mi state preoccupando. Ad ogni modo il concerto dei Dirty Three e' stato STUPENDO! di piu' STRABILIANTE! avete sentito la notizia su Jason Noble :( ?

martedì, 08 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Marco -

Giornata inquietante. Until further notice Barbara Kruger, Sophie Calle, Nan Goldin e compagnia bella sono bandite dalle mie flanerie sabatine.

Myriam -

Sapevo che era ammalato di cancro, povero Jason. Ci sono risvolti?

Lo ricordo bene una sera al 93 Feet East, quando dopo un concerto mi rincorse in cortile per salutarmi, che persona cordiale.

Il contingente di musicisti di Louisville (lui, David Grubbs, Will Oldham) sono dal punto di vista umano persone incredibili: cordiali e amichevoli, ti sembra di conoscerli da sempre. David la prima volta che ci incontrammo a Chicago mi invito' a pranzo da lui e poi mi porto' in giro per farmi conoscere caffe' e negozi di dischi della sua zona.

Del concerto dei Dirty Three mi ha appena scritto Veronica, che mi ha anche detto che vi siete conosciute.

martedì, 08 dicembre, 2009

 
Blogger Myriamba said...

e gia...tra sarde ci s'intende. Molto simpatica, mi ha promesso di darmi lezioni di restylying.
Tra l'altro ho messo un messaggio per il biglietto sul blog della Chiara ed e' venuta lei al concerto. Anche Chiara, molto simpatica, molto rocker. Hai proprio un bel giro di amiche, mancavi solo tu :)
Sapevi di Jason e non mi hai detto nulla? fai girare la notizia ed il link che ti ho mandato su facebook..magari qualcuno fa un'offerta per aiutarlo. Mi ricordo perfettamente di quella sera, io ero troppo, troppo impressionata per parlarci...

martedì, 08 dicembre, 2009

 
Blogger Myriamba said...

ah si poi per il contigente di Louisville..tutti i June of 44 erano talmente bravi e carini..ohhhhhhhhhhhhh

martedì, 08 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Sono molto d'accordo con te. Se ho avuto una grande fortuna nella vita, in ogni luogo dove ho vissuto, e' stato avere sempre vicino a me tanti fantastici amici. Credo che sia la fortuna piu' grande di tutte.

martedì, 08 dicembre, 2009

 
Anonymous chiara said...

Eccomi! bello questo incontro di mondi virtuali :-)

Fabio non ci siamo più beccati noi, hope to catch up soon! Bellissimo il racconto Barbara Kruger... e inquietante la donna con gli occhi di ghiaccio che ti sbarra la strada. ciaoo !

PS rocker? hihihi maybe, dipende dalle serate, ieri si vede che mi sentivo rocker :-)

martedì, 08 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Ma si' che sei una rocker Chiara, e anche senza i Ray-Ban a goccia!

Si' dai, tienimi informato sui prossimi concerti ai quali vai, cosi' Teo non si annoia nemmeno a Natale :D

martedì, 08 dicembre, 2009

 
Blogger Myriamba said...

tenetemi nel loop cosi io li compro in anticipo..:) devo solo sapere cosa c'e' in giro prima che vada sold out! E se uno dei due fa un'intervista a Mark Lanegan posso da fare da porta borse, porta bicchiere ..Eh si Chiara, hai l'animo rocker che per me rimane un bellissimo complimento :))

martedì, 08 dicembre, 2009

 
Blogger lophelia said...

più che l'incontro con la pseudo-kruger mi ha inquietato leggere della sua campagna pubblicitaria di Selfridges...un vero cortocircuito di sensi!
Certo, difficile credere che in contesto simile il suo messaggio si sia potuto salvare dall'esserne assorbito. Un braccio di ferro improbabile.
(peccato che per ora non riesco a vedere il sito di BK, riproverò)
Per sabato prossimo se non vuoi inquietarti consiglio una Vanessa Beecroft ultimo periodo:)

martedì, 08 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Volete vedermi dietro le sbarre delle galere di sua maesta' volete.

Sabato prossimo credo di andare al Design Museum, mostra di Dieter Rams. Con i frullatori non dovrei farmi troppo male e le lame nei rasoi elettrici sono ben nascoste.

martedì, 08 dicembre, 2009

 
Anonymous chiara said...

ok allora accetto il complimento-rocker guys anche se ho la vespa mod :-)

in da loop, in da loop
a presto!

mercoledì, 09 dicembre, 2009

 
Anonymous Marco Reina said...

Allora, visto che viene adoperata la parola - a me cara - "mod" un po' di pubblicita' (word of mouth, non pagata dall'autore/casa editrice).
Da pochi giorni nelle migliori librerie italiane, scritto da Antonio "Tony Face" Bacciocchi (leggendario prime mover della scena mod del Belpaese), e' disponibile l'agile volumetto "Mod Generations - Storia, Musica, Rabbia & Stile", simpatico breviario introduttivo alla scena modernista.
Ride that Vespa!

mercoledì, 09 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Chiara -

Ehm, del resto, avendo la rivista per la quale scrivi messo Silvio Berlusconi in copertina, immagino che la definizione sia diventata parecchio elastica di questi tempi...

Marco -

Tony Face! Not Moving! Grandissimi!

mercoledì, 09 dicembre, 2009

 
Blogger Myriamba said...

ma i not moving erano mod? non erano garage? vabbe..fa lo stesso..che gruppone!

giovedì, 10 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Erano piu' che altro, direi, la risposta italiana a Gun Club e, in parte, Cramps.

Considerando che erano del piacentino, quindi non distante da dove sono cresciuto, mi diedero molta speranza.

giovedì, 10 dicembre, 2009

 

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